La strumentalizzazione dell'attentato al pride di Berlino (1/2: Brigata transfemminista di Berlino)
Sabato 25 luglio, verso le 22, un furgone ha investito una trentina di
partecipanti del Christopher Street Day, il Pride istituzionale di Berlino e
ucciso una donna. Dopo poche ore la polizia ha ucciso Abdul Ballout, un ragazzo
di nazionalità tedesca e origine libanese, sotto osservazione da parte delle
forze dell'ordine tedesche perché ritenuto un simpatizzante dell'Isis. Questo ha
scatenato una narrazione mediatica che ha varcato i confini tedeschi per essere
molto presente anche in Italia, una narrazione islamofobica e contro i movimenti
lgbtiq che sostengono la causa palestinese, parlando di valori occidentali e
dimenticando le vite queer. Fra l'altro, in contemporanea al pride ufficiale, si
svolgeva in un altro quartiere di Berlino l'Internationalist Queer Pride,una
manifestazione costruita dal basso che sostiene le lotte palestinese e delle
persone razzializzate fortemente represso dalle forze dell'ordine.
Ne parliamo con un'esponente della Brigata transfemminista di Berlino e con
un'altra compagna della città tedesca
Foto di Zaira Biagini