Rete Ambientalista: “Violenza chiama violenza”
Lo Stato non ha chiesto alla popolazione della Valsusa se era d’accordo con il
Tav. Anzi, è andato avanti quando essa ha manifestato che non era d’accordo: con
solidi argomenti, apertamente, massicciamente, pacificamente. Anzi, lo Stato ha
imposto il Tav con la violenza, ha militarizzato il territorio, addirittura con
l’esercito, come in guerra: le zone rosse, i decreti sicurezza, l’innalzamento
delle reti.
C’è ora da stupirsi se alla violenza stanno rispondendo con la violenza? Quale
sarà la spirale della violenza? Sempre più militari, minoranze sempre più
disperate. Una soluzione c’è: chiudere un’opera che non ha mai avuto senso.
A fine anni ’80 Tangentopoli progettò la follia del treno ad alta velocità (Tav)
da Lione a Torino, come non bastasse che i passeggeri viaggiassero già sul Tgv e
le merci sulla Torino-Modane, sotto il vecchio traforo del Frejus. La follia del
capitale giustificava con la previsione di un aumento vertiginoso del traffico
merci e passeggeri fra Italia e Francia negli anni Duemila, anzi di un Tav che
andava dal Portogallo all’Ucraina.
Gli avvenimenti di questi trenta anni possono giustificare la prosecuzione di
questa follia? Che ha ingoiato miliardi su miliardi senza che le sia riuscito di
scavare un centimetro del “tunnel di base”: tutti sanno che non si farà mai, non
ci sono soldi, ai francesi non frega nulla.
Una follia inutile (utile solo a capitale e politica) e dannosa e violenta.
A questa follia di costi senza benefici si ribellò, si sta ribellando la
popolazione della Val Susa già sfregiata dalla vecchia ferrovia Torino-Lione,
dall’autostrada A32 e da due statali, con infiltrazioni tangentizie e
’ndranghetiste.
Per oltre trenta anni si sta opponendo il Movimento No Tav, il più appassionato
e partecipato dei movimenti democratici dal basso: cittadini di ogni età, ceto,
censo e professione, sindaci e assessori, religiosi, scienziati, riuniti in
cortei, manifestazioni e feste per difendere la salute e l’ambiente.
No Tav è la bandiera di tutti i Movimenti italiani.
A questa follia neppure oggi si oppone la politica, perché il Tav è
una mangiatoia: partita da 5 miliardi e ora verso i 25.
Nessun partito ha in programma di disdire il trattato italo-francese. Neppure i
Cinquestelle, che con il governo Conte 1 persero fino all’ultimo voto in
Valsusa. Ma tutti i partiti, e i loro media, ignorando per l’ennesima volta
20.000 manifestanti, non vanno oltre alla condanna della violenza per gli
scontri e le devastazioni esibite sulle TV, fino a criminalizzare l’intero
Movimento No Tav. Il quale non prende le distanze ma rivendica tutte forme di
protesta: “Reagiamo alla devastazione che ci viene inflitta. Un popolo che si
difende dalla violenza dei governi è un popolo che spera ancora di potersi
liberare”.
A caccia di ogni dissenso, Meloni corre a mostrare il pugno duro e manganello
cercando di anticipare Vannacci, ovviamente non contro gli incappucciati ma
identificando illegalmente campeggiatori e viaggiatori. L’opposizione,
accovacciata sulla mina sicurezza tra distinguo bellicisti e imbarazzi
securitari, “giù le mani dalla Valsusa” non lo chiede al governo Meloni né al
governo che intenderebbe instaurare (con ben pochi voti in Valsusa, e non solo).
Rete Ambientalista – Movimenti di Lotta per la Salute, l’Ambiente, la Pace e la
Nonviolenza
Redazione Italia