Sport e militarizzazione: nuove generazioni giocano alla guerra…
Della relazione fra le attività motorie, ludiche, sportive, per grandi e piccini
e la vocazione alla guerra ci siamo occupati più volte.
Bambini, bambine e giovani vengono precocemente addestrati alla disciplina del
corpo, semplice involucro da esibire quando occorre manifestare prontezza e
resistenza, due fra le soft skills che si devono insegnare, esercitare e
valutare a scuola, in tutti gli ordini e gradi…
> In uno stato non funzioneranno le leggi se non vige la paura,
> né si comanda un esercito, senza lo schermo del timore e del rispetto.
> Anche se si fa un fisico gagliardo, l’uomo deve pensare
> che una colpa anche piccola può buttarlo giù
> Sofocle
>
> La macchina della fama conferisce celebrità
> attraverso una conflagrazione così potente
> da non lasciare alcuna possibilità di sopravvivenza.
> Don Delillo
La tragedia di Sofocle ruota intorno alla vicenda di Aiace che – vinta Troia a
fianco degli Achei – perde la gara con Ulisse per l’assegnazione delle armi di
Achille. Tanto è lo sdegno, il dolore per la fama non conseguita che si darà la
morte.
La guerra fa questo effetto, ieri come oggi, su chi crede di farne un luogo di
eroismo personale. Ma della citazione, per stare in argomento, mi colpiscono il
richiamo alla gagliardia di poca durata e al desiderio di fama.
Uno sguardo ai tre video tratti da Tik Tok (Tik Tok influencer e ginnastica
dinamica militare) mette in luce che il tema sono le virtù della ginnastica, in
stile marines. Ma non vengono trascurarti neanche i capi d’abbigliamento adatti
alla palestra e al campo militarizzati.
Il social network cinese, attivissimo dal 2018, mostra le pagine associate a due
nomi femminili, Camilla Bocci e Giulia Iarpini, nome e cognome, se non sono
fasulli ma, forse i seguaci li credono autentici, e può essere. Il narcisismo da
social è fenomeno noto.
Insomma, non si tratta di andare in palestra a sudare in vista del costume da
bagno, per ottenere un fisico come quello della modella che sfoggia le magliette
e le calzamaglie indispensabili per ben figurare. Qui il gioco si fa duro. Gli
istruttori sono paramilitari? Forse.
Negli articoli già pubblicati dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle
scuole e delle università,
* militarizzazione dell’I.C. Pacinotti di Pontedera – “selezione di istruttori
della Ginnastica Dinamica Militare Italiana (GDMI)”
* scopo e fine della Ginnastica Dinamica Militare Italiana
i curricula degli istruttori davano contezza di uomini e donne già provati nelle
guerre, sui tanti scenari in cui operavano le truppe di intermediazione ONU (le
guerre giuste!), come mercenari e contractors.
Qui, in Tik Tok, tutto sembra allegro, bonario, ci si diverte un sacco, come ci
comunica il sorriso di una delle blogger. Sono pagine con centinaia di migliaia
di followers (i seguaci, appunto), così ho pensato alla citazione contenuta in
uno dei saggi del testo di Don Delillo, Nelle rovine del futuro (Napoli 2022).
Rovine di guerra, rovine ambientali, rovine personali. Perché di desiderio di
fama si muore. Meno tragicamente, sparisci dal web se non mantieni attiva
quotidianamente la tua pagina social, se non compiaci i tuoi followers, se non
fai pubblicità esplicita e implicita a quanto sta sul mercato, basta un niente,
e la macchina della fama si arresta.
Certo, nei casi citati a sostenere questi baracconi pseudo-sportivi ci pensa il
mercato e, purtroppo anche alcune scuole, dove insegnanti e dirigenti non sono
per nulla attenti agli scopi educativi altissimi che le istituzioni scolastiche
dovrebbero onorare.
Tutto diventa propaganda pro-militarizzazione delle coscienze, tutto si compra e
si vende: due capi annodati.
La Adidas ha utilizzato, per pubblicizzare un suo marchio, la danza Maori, Haka,
esibita prima delle partite di rugby. Un modo per intimidire, far tremare le
gambe alla squadra avversaria, come danza di guerra. Peccato che presso i
polinesiani avesse altre funzioni, ma tant’è, è gagliarda e i fisici dei
giocatori che mostrano la lingua e si battono le cosce, sono impressionanti
macchine muscolari.
Ritorno a Sofocle.
La paura come veicolo dell’obbedienza alle leggi dello stato e come rispetto
degli ordini in un esercito, sono la garanzia del buon funzionamento del primo e
del secondo.
Basta dare un’occhiata a decreti sulla sicurezza che piovono su di noi da un
parlamento inerte, firmati da un presidente della Repubblica che rischia di
mantenere nel futuro una fama sinistra, come quella del Governo attuale.
Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università