Love and fight. Ama e Lotta
A venticinque anni dal G8 di Genova, una scritta su un muro diventa il simbolo
di una politica che nasce dall’amore per la giustizia e si traduce in conflitto
contro ogni forma di dominio. Perché non c’è trasformazione senza indignazione,
né lotta autentica senza umanità_
A Genova, come di certo da altre parti nel mondo, la politica si trova scritta
sui muri. Forse avrete l’occasione di prendere il bus numero 17 dell’ AMT,
Azienda Municipalizzata dei Trasporti, in chiara difficoltà di gestione. Andando
in direzione Nervi, dopo il Pronto Soccorso dell’ospedale San Martino vi fermate
alla stazione Europa 15/Piazzetta. Noterete una frase sul muro del condominio
alla vostra destra. Una ringhiera con dei fiori, forse ricordo di una madre che
ha perso il figlio proprio accanto e, quasi come un commento all’accaduto, le
due parole citate. Love and Fight, in inglese. Ama e Lotta, tradotto in politica
e dunque nella vita. Cade bene in questi giorni nei quali si è fatta memoria dei
25 anni dal G8 di Genova e dell’alternativo ‘Genoa Social Forum’. Ama e fai ciò
che vuoi, scrisse Sant’Agostino nelle sue note Confessioni. Lottare è dunque una
delle possibili messe in pratica del detto.
Tutt’altro che ingenuo fu lo stesso Agostino di Ippona, Annaba nell’attuale
Algeria, a strappare il velo ideologico della pax romana e mostrare come quella
pace sia stata costruita attraverso innumerevoli guerre di conquista. Un ordine
dunque fondato sulla violenza e sulla sottomissione dei popoli. Perchè, scrive
provocatoriamente Agostino, quando “togli la giustizia che cosa sono i regni se
non grandi bande di briganti?”. Proprio ciò che i giovani e gli adulti del
Social Forum in questione affermarono all’inizio del millennio con la
globalizzazione dell’esclusione. Vista l’assurda violenza delle forze
‘dell’ordine’ di quei giorni, l’identità dei briganti si è vista confermata.
‘Ama e lotta’ è pure ciò che ha voluto lasciare come eredità, scritta anche con
la vita, qualcuno che solo trasformato in mito poteva essere tradito. Si tratta
di Ernesto ‘Che’ Guevara. ‘Essere duri senza perdere la tenerezza’, diceva.
“…La rivolta è sempre un atto d’amore. Poiché lottare è per definizione
spiacevole, ha dei costi psicologici e talvolta fisici enormi. Per questo non lo
si fa se non si è spinti da grandi passioni. La lotta, che sia intellettuale o
politico-sociale, non si origina se non si teme di perdere qualcosa di vitale,
se non si sente la propria condizione come insostenibile e si vuole ardentemente
conquistare e godere qualcos’altro”. Lo sottolinea Rosa Fioravante,
ricercatrice, in un articolo pubblicato anni fa sul blog Striscia rossa, nel
commento al film sulla vita della famiglia del giovane Karl Marx. Nella frase
scritta sulla parete del condominio, forse non casualmente, Love è scritto prima
di Fight come a suggerire che la lotta, la rivolta, l’azione sovversiva
dovrebbe scaturire da una profonda passione per l’umano ferito e nascosto in
tutti.
La lotta, secondo la frase in esame, non è il frutto dell’odio, della
cancellazione dell’altro e della sua umanità. Non è scritto Hate and Fight, Odia
e Lotta…ma si usa il verbo Ama che, pur nella sua difficoltà interpretativa,
insinua senza dubbio il rispetto dovuto alla dignità di ogni persona. In altri
termini si potrebbe affermare che dinnanzi al ‘nemico’ o avversario di classe
non tutti i mezzi di lotta sono compatibili col primo dei verbi. Ciò non
significa affatto cadere nell’irenismo ingenuo che poi fa il gioco del sistema
di dominazione. Non vogliamo altri buoni ‘giustizieri’ che soli detengano la
verità della storia e della politica. Gente che ha tutte le risposte anche
quando sono cambiate le domande. Abbiamo invece bisogno di gente che tenga desta
la speranza di un altro mondo possibile. E ancora Sant’Agostino sottolinea con
saggezza e realismo come la Speranza abbia due figli, Sdegno e Coraggio. Sdegno
per la realtà delle cose e Coraggio per cambiarle. Per questo Nelson Mandela ha
passato 27 anni in carcere!
A Genova e forse anche altrove, la politica è scritta sui muri. Anche se non è
la nostra destinazione potremo, quando lo sentiremo necessario, prendere il bus
e poi sostare accanto alla fermata Europa 15/Piazzetta. Sulla parete troveremo
ancora lo scritto Love and Fight. Ama e Lotta perchè solo così il mondo
possibile è adesso.
Osservatorio Repressione