Libertà per Abu Safiya e tutti i palestinesi illegalmente prigionieri di Israele
Inequivocabile condanna all’uso eccessivo delle misure detenzione amministrativa
è stata espressa il 19 luglio nella dichiarazione congiunta rilasciata da 12
missioni diplomatiche.
Il testo è firmato dalle rappresentanze di Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia,
Francia, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unitoe
dell’Unione Europea.
Si nota l’assenza dell’Italia.
Subito dopo la divulgazione della notizia, l’account X del Consolato inglese in
Israele è stato bloccato.
Nella dichiarazione, in cui è esplicitamente affermato “Attualmente più di 9.000
palestinesi sono detenuti nelle carceri israeliane, tra cui migliaia senza
accusa né processo“, è espressa preoccupazione per le condizioni di detenzione
di Abu Safiya.
Ricordiamo che, durante la recente visita dei suoi avvocati, il dottor Hussam
Abu Safieh ha riferito: “Sono stato picchiato di nuovo dalle guardie carcerarie,
dopo la precedente visita, riportando una ferita a un dito, perdendo del sangue.
Fate tutto il possibile per farmi uscire di qui. Sono detenuto in isolamento nel
carcere sotterraneo di “Rakeft”, in condizioni di detenzione disumane”.
Per chiedere il rilascio del dr. Abu Safiya vengono svolte numerose iniziative:
venerdì 17 luglio la Rete internazionale ebraica anti-sionista ha organizzato
un presidio davanti all’ambasciata israeliana a Londra e Michele Serra ha
lanciato un appello dalla sua rubrica “L’Amaca”.
Inoltre si può firmare la petizione di Amnesty International.
Dall’avvio della campagna Digiuno per Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio
2025 da Anbamed, sono trascorsi un anno intero, due mesi e 6 giorni e oggi,
martedì 21 luglio 2026, alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti
digiunatori: clicca per leggere i nominativi.
Ieri Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e
nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due
affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a
distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a
una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e
educazione artistica. La settimana scorsa nel centro della Striscia di Gaza e
dall’11 luglio a Khan Younis aveva distribuito le quote di sostegno assegnate
alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM.
Genocidio a Gaza
Stamattina, l’esercito israeliano ha ucciso una coppia e i loro quattro figli
minori (di 12, 11, 9 e 5 anni), bombardando la loro abitazione con un drone a
Gaza City. Nell’attacco sono morti tutti e sei i membri della famiglia Al Masri:
Firas (padre) e Salsabil (madre), entrambi trentatreenni; Amira (5 anni), Salma
(9), Ferial (11) e Naim (12).
Secondo fonti mediche, otto palestinesi sono stati uccisi e oltre venti feriti
dalle forze di occupazione israeliane nella Striscia di Gaza durante la giornata
di ieri, lunedì. Gli attacchi hanno interessato diverse aree, dal nord al sud
della Striscia. Una fonte dell’ospedale Al-Shifa ha riferito che tre
palestinesi, tra cui due donne, sono stati uccisi e altri feriti in un raid
aereo israeliano sul campo profughi di Jabalia.
In precedenza, un raid aereo israeliano aveva colpito un veicolo nella zona di
Al-Mawasi a Khan Younis, nel sud di Gaza, uccidendo almeno quattro persone e
ferendone altre. I feriti sono stati inizialmente trasportati all’ospedale da
campo britannico, per poi essere trasferiti in altri ospedali a causa
dell’elevato numero di vittime.
Nostri contatti hanno riferito che un attacco in via Al-Jalaa a Gaza City ha
causato diversi feriti. Hanno osservato che, secondo le équipe mediche
dell’ospedale Al-Saraya della Mezzaluna Rossa Palestinese e dell’ospedale
Al-Shifa, i bambini e le donne sono stati i più colpiti dall’attacco.
L’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa ha riferito che un uomo palestinese è stato
ucciso quando un drone israeliano ha colpito una bicicletta in via Salah al-Din,
nel centro di Gaza.
Un altro raid aereo israeliano ha preso di mira un veicolo civile in via
Al-Jalaa, una delle arterie più trafficate della città, provocando diversi
feriti. Il veicolo è stato completamente avvolto dalle fiamme.
Le ambulanze che si sono precipitate sul posto per trasportare i feriti, sono
state prese di mira da un secondo attacco. È la tecnica del doppio attacco per
uccidere anche soccorritori.
A Gaza non c’è nessun Cessate il fuoco.
Cisgiordania
All’alba di oggi, martedì, le forze di occupazione israeliane hanno fatto
irruzione nella città di Ariha (Gerico), in Palestina. Ieri, diverse aree della
Cisgiordania sono state teatro di una serie di movimenti militari israeliani e
attacchi da parte dei coloni, in un contesto di crescente tensione per la
sicurezza in diverse città e villaggi palestinesi.
Nella città di al-Bireh, le forze di occupazione israeliane hanno fatto
irruzione e si sono schierate in diversi quartieri della città.
Nel villaggio di Kisan, a est di Betlemme, le forze di occupazione hanno
condotto un’incursione, perquisendo diverse abitazioni e arrestando cinque
palestinesi, tra cui due bambini.
Nei pressi del villaggio di Al-Lubban ash-Sharqiya, a sud di Nablus, nostri
contatti ci hanno riferito che i coloni hanno intercettato un camion per il
trasporto di acque reflue e ne hanno arrestato l’autista. Durante gli scontri
che ne sono seguiti, prima dell’arrivo delle forze di occupazione israeliane,
sono stati fermati anche più di dieci giovani. Le fonti hanno indicato che
l’esercito israeliano ha trattenuto diversi di questi giovani per ore dopo il
suo intervento nella zona. Nessuno degli aggressori coloni ebrei israeliani è
stato fermato.
Le forze israeliane hanno fatto irruzione nella città di Turmus Ayya, a nord-est
di Ramallah, hanno compiuto rastrellamenti perquisendo diverse abitazioni e
sequestrando le registrazioni delle telecamere di sorveglianza.
Questi sviluppi si sono verificati nel contesto delle continue incursioni
israeliane nelle città e nei villaggi della Cisgiordania, unitamente alle
crescenti denunce palestinesi di attacchi da parte dei coloni contro i nativi e
le loro proprietà, incursioni che stanno ulteriormente esacerbando le tensioni
in tutta la Palestina occupata.
Libano
Il Dipartimento di Stato Usa ha annunciato l’avvio di “operazioni pilota” in tre
città del Libano, in attuazione degli accordi raggiunti tra Beirut e Tel Aviv
mediato da Washington. Le città interessate sono Frun, Srifa e Zawtar
al-Gharbiya, ma non sono tutte sotto occupazione militare degli invasori.
L’attuazione dell’accordo è inoltre legata all’assunzione da parte dell’esercito
libanese della piena responsabilità della sicurezza in tali aree, nonché al
disarmo dei gruppi armati, un chiaro riferimento a Hezbollah. Tuttavia,
l’accordo annunciato non include una tempistica specifica per il completamento
del ritiro israeliano.
L’esercito israeliano ha dichiarato che il ritiro comincerà quando sarà
neutralizzato il pericolo. L’esercito israeliano insieme a quello libanese e a
militari Usa sorveglierà le operazioni future in queste tre zone. “agiremo con
fermezza contro qualsiasi violazione”.
Infatti, Israele non ha cessato gli attacchi con artiglieri e con droni contro
diverse città e villaggi libanesi, oltre al proseguimento delle demolizioni di
case a Kafr Tebnit. Nella provincia di Sour (Tiro), droni israeliani hanno
bombardato la cittadina di Al-Mansouri e sulla capitale Beirut è stato
registrato il volo di ricognizione di droni israeliani.
La poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso,
scomparso il 5 luglio 1994, un cui verso recita “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”, nel 1977 è stato
interpretato da Demetrio Stratos con Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
ANBAMED