Traffici di armi: venerdì 24 luglio alle 8:30 presidio davanti a Palazzo Tursi a Genova
Venerdì 24 luglio 2026 alle 8:30
Palazzo Tursi – Via Garibaldi 9, Genova
Il CALP – Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova e USB Mare e Porti
Genova chiamano le lavoratrici, i lavoratori e tutta la cittadinanza a
partecipare al presidio convocato per venerdì 24 luglio, alle ore 8.30, davanti
a Palazzo Tursi, in via Garibaldi 9, in concomitanza con la nuova seduta della
Commissione consiliare dedicata all’istituzione dell’Osservatorio consiliare
permanente per la trasparenza, la sostenibilità etica e la sicurezza dei
lavoratori del Porto di Genova.
L’Osservatorio rappresenta uno strumento necessario per garantire trasparenza
sui traffici che attraversano il porto, tutelare la sicurezza di chi lavora
sulle banchine e affermare il principio che il Porto di Genova non possa essere
considerato un semplice ingranaggio della logistica militare e dell’economia di
guerra.
La seduta della scorsa settimana si è conclusa anticipatamente dopo momenti di
forte tensione, mentre la discussione sull’Osservatorio veniva ancora una volta
spostata su questioni procedurali e polemiche politiche, anziché concentrarsi
sui contenuti e sulle responsabilità concrete delle istituzioni.
In quelle circostanze, la reazione di un lavoratore portuale è stata descritta
pubblicamente attraverso una narrazione che tende a isolare pochi minuti di
tensione dal contesto politico, umano e lavorativo nel quale sono maturati.
Non intendiamo negare la durezza del confronto. Rifiutiamo però ogni tentativo
di criminalizzare la rabbia di chi, da anni, denuncia il transito di armamenti,
l’assenza di informazioni sui carichi movimentati e i rischi ai quali vengono
esposti quotidianamente i lavoratori portuali e l’intera città.
La discussione non può essere ridotta al tono di voce di un portuale. Il
problema reale è ciò che transita nel porto, chi ne è informato, quali rischi
ricadono sui lavoratori e quale ruolo la città di Genova intenda assumere di
fronte alla guerra e al commercio delle armi.
Un lavoratore portuale non era presente in quella sede per difendere interessi
personali, ma per portare la voce di lavoratori che chiedono da anni
trasparenza, sicurezza e la possibilità di non essere resi complici della
movimentazione di carichi destinati ad alimentare guerre e massacri.
Le responsabilità politiche e istituzionali non possono essere cancellate
trasformando la protesta sociale in un problema di ordine pubblico. Le eventuali
divergenze sui comportamenti individuali non devono diventare il pretesto per
interrompere, rallentare o svuotare il percorso di istituzione
dell’Osservatorio.
Per queste ragioni chiediamo alla cittadinanza di essere presente.
Chiediamo che la Commissione riprenda e concluda i propri lavori, che il
regolamento venga approvato senza ulteriori rinvii e che l’Osservatorio sia
dotato di strumenti reali, accesso alle informazioni e capacità effettiva di
controllo.Per la trasparenza sui traffici portuali.
Per la sicurezza delle lavoratrici, dei lavoratori, delle cittadine e dei
cittadini.
Contro la logistica della guerra.
Per un Porto di Genova realmente porto di pace.
CALP – Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova
USB Mare e Porti Genova
Unione Sindacale di Base