Regno Unito, la casa del primo ministro e i senzatetto
Può darsi che siano soltanto parole di propaganda. Può darsi che in realtà nulla
cambierà. Però devo ammettere che mi ha positivamente impressionato il video nel
quale si vede Andy Burnham, il nuovo primo ministro del Regno Unito, che prima
di entrare nella famosa residenza al n. 10 di Downing Street a Londra, dice:
“Tra poco varcherò quella porta alle mie spalle e impartirò il mio primo ordine:
porre fine al fenomeno dei senzatetto nel nostro Paese”.
L’intuizione di Burnham di collegare l’ingresso nella “sua” nuova casa pubblica
con la necessità di intervenire immediatamente per risolvere il problema di chi
un tetto sopra la testa non c’è l’ha, mi è parsa quasi “evangelica”. Chi è
“primo” decide di mettersi al servizio o almeno di iniziare a preoccuparsi degli
“ultimi”.
Non vi è dubbio che Burnham stava ragionando di politica, perché il primo
ministro britannico ha specificato: “Si tratta di mettere i valori e gli
standard giusti al centro dell’azione di governo”. Confermando così che la
politica deve essere guidata da riferimenti etici di solidarietà e giustizia.
Il seguito del discorso, seppure condivisibile nei contenuti, mi è sembrato
eccessivamente retorico: “Metterò il benessere delle persone al centro di ogni
mia iniziativa. Darò tutto me stesso e chiedo a tutti voi di unirvi a me in
questo sforzo. Costruiamo un nuovo senso nazionale di unità, di intenti comuni e
di positività. Facciamo sì che questo sia il momento in cui la Gran Bretagna
ricomincia a credere. Il momento in cui riportiamo la speranza”.
A questo punto ho ripensato alla prima conferenza stampa dell’attuale presidente
del consiglio dei ministri dell’Italia, che il 31 ottobre 2022 ha comunicato che
il governo aveva approvato un decreto per introdurre un nuovo reato
relativamente ai cosiddetti “rave party”. A quanto pare questa era la priorità.
Ho provato anche ad immaginare che cosa potrebbe dire il prossimo presidente del
consiglio dei ministri italiano. Forse dirà queste parole: “Tutti gli esseri
umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti, senza distinzione alcuna,
per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione
politica, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra
condizione. Il governo si impegna a dare attuazione concreta a questi principi
fondamentali stabiliti nella Dichiarazione universale dei diritti umani e nella
Costituzione della Repubblica italiana”.
Mi sono dato un pizzicotto e ho capito che stavo sognando…
Rocco Artifoni