Fruttero & Lucentini / Libro di lettura
La vita intellettuale di Carlo Fruttero procede, per esempio, con la traduzione
dei Nove racconti di Salinger pubblicata nei “Supercoralli” Einaudi nel 1962.
Allo stesso modo segue dopo un mese la traduzione, da parte di Franco Lucentini,
del Manuale di zoologia fantastica di Borges, questa volta nei “Coralli” sempre
di Einaudi. I due avevano già portato in Italia Samuel Beckett e Alain
Robbe-Grillet, ora si nota che il loro lavoro comune avanza sui generi letterari
allestendo antologie di fantascienza e di fantasmi con grande successo di
critica e pubblico. Ecco come la presenza di questo Meridiano permetta di
comprendere in che modo F&L, “nuovo logo della ditta”, hanno comunicato il loro
programma da lì in poi. Perché niente come le storie più note contengano sponde
di mari diversi, disincanti e concretezze, educazione e progressi, e anche
vantaggi venali. Giramondo entrambi nei primi anni ’50, dovevano per forza
incontrarsi tanto da far slittare non poche cose della storia letteraria
europea. Al netto, sia chiaro, del distinguersi per letture e manufatti
culturali. Dalla singolarità alla comunanza. “Né provinciali né snob”, precisa
Scarpa. Scorrendo l’indice dei Nottambuli, in questa occasione, ne fuoriescono
aromi e sentimenti rivelatori.
Precisazione dovuta: alcuni degli scritti raccolti nel Meridiano provengono da
un trittico dedicato da F&L al “cretino” di cui spesso hanno divulgato le
imprese in rassegna di esempi. E figurarsi se il duo non partisse dal Musil
della conferenza (“Sulla stupidità”) di Vienna del 1937. Grande annata, quella –
ne seguirono non poche nel corso del ’900 e nel nostro ultimo ventennio. In più,
il duo ha sempre condotto lo sguardo sul Leopardi della Ginestra, dove in
rapporto al suo tempo afferma: “secol superbo e sciocco”. F&L da parte loro
antologizzano alcuni esempi di “resistenti” che si battono contro il “comune
nemico”. Con altri spiriti fraterni, viene alla luce la loro attività
artigianale nel nucleo del settore industriale. Questo Nottambuli ci consegna lo
storico talento.
Cosa vediamo? Classici d’estate in pieno Ferragosto, uscito sulla “Stampa” nel
1973, quando La donna della domenica (libro d’intrattenimento, così appare)
aveva già venduto centomila copie. Lo sanno, lo dicono, parlano contro il loro
interesse, ma guardano sempre più in là e l’invito è chiaro: bisogna fare
altrettanto. Bisogna almeno affiancarci al vasto territorio della loro varietà
di esperienze. Testimone a difesa sarà Giorgio Manganelli quando fra i generi di
scrittura inserisce tutto ciò “che anima i Nottambuli”. L’antologia si presenta
piacevolmente al centro dell’estate in veste di “libro di lettura”, ha la grazia
non sentenziosa di tenere insieme Salinger, Beckett, King, e Landolfi.
***
Fruttero & Lucentini / Poesia, tubature e farfalle
In orbita geostazionaria su I nottambuli, troviamo L’idraulico non verrà,
pubblicato da Einaudi dopo la prima edizione presso i tipi di Mario Spagnol nel
1971 e poi ristampato nelle edizioni del Melangolo, 1993. Una raccolta di poesia
che ha tutto l’apetto del classico conservato in maniera garbata evitando la
polverosità a cui spesso sono destinate opere modulate, se non fuori dai generi
letterari, di certo trasversali all’accezione comune. Fruttero insegue gli
inciampi dell’esistenza moderna con specifica furbizia, paradossi e giochi
leggeri nelle consumistiche “Ferie al Circeo”. Lucentini tesse una rete
metafisica con un poemetto che attraversa filosofia, cosmologia e sapienze
estratte direttamente dai ruderi di Luni. Un “passo a due” in cui gli autori si
alternano “per ragioni di amicizia” e varietà stilistica.
Cosa scatena il gocciolio del rubinetto quando si sa benissimo, con rassegnata
consapevolezza, che l’idraulico al colmo vacanziero non si farà vivo? Godot si
presenterà mai? Sa bene Fruttero l’esito della storia, lui che ha tradotto la
pièce di Beckett. La risposta, una delle tante che F&L immaginano, sta nella
varietà poetica contenuta nel libretto, quella che Alessandro Fo descrive nella
funambolica postfazione dove si fa in quattro per correre dietro a incisi,
precisazioni, date di pubblicazione multiple, e curiose vicende fra normalità e
paranormalità. Che dire, a proposito di fenomeni psicofisici, di una misteriosa
“Farfalla di Dinard” montaliana apparsa alla coppia in un giardino nel giugno
1971? Mentre si chiedevano se il grande Eusebio avesse ricevuto l’Idraulico
appena uscito, Lucentini scopre una poesia del Diario del ’71 dove gli ultimi
due versi suonano: “Ma ora ai primi di luglio ogni secondo sgoccia / e
l’idraulico è in ferie”. Poesia scritta nel giugno 1971. Medianicità, verità o
sogno, queste convergenze alimentano il gusto per la lettura e lo moltiplicano:
complice il caldo estivo l’avventura poetica e idraulica si allea all’esperienza
del lettore, a chi sa di tubazioni e di metafisica e a chi sa un bel niente di
entrambi.
Ci si chiede quanto di snob ci sia nella raccolta, difficile rispondere scrive
Fo, al netto di simpatie e facili equivoci, sembra peraltro chiaro come sia
l’idraulico in persona a snobbare i clienti, lettori o meno che siano della
ditta F&L. Gli esempi a cui riferirsi sono numerosi in letteratura, almeno
quanti se ne attestino nella realtà. Godot, Odisseo e i famosi tartari di
Buzzati bastano alla bisogna? Note e contronote volteggiano in un libretto che
sembra contenere, dentro le sue geometrie non euclidee, molte più cose di quanto
uno spazio finito possa includere. Ma in fondo si sa, abitiamo un universo
finito ma senza confini.
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