Rocca di Montefiore: uno sconcio lasciato a metà
Lasciati a metà i lavori di sventramento del torrione dalla Ghirlanda e lo
sfregio di una parte della trecentesca Rocca malatestiana di Montefiore Conca,
in provincia di Rimini. Fine lavori prevista per il 31 dicembre 2025, ma nulla è
concluso e l’opera incompiuta appare in tutto il suo triste sconcio, lasciando
ben intuire lo sconcertante risultato finale qualora fosse portata a termine.
Viste le scadenze dei progetti PNRR previste per giugno, il progetto potrebbe
non aver più diritto ai finanziamenti. Una colata enorme ed inamovibile di
cemento, parzialmente ricoperta da lastroni bianchi provenienti dalla Puglia,
gettata ai piedi delle antichissime mura della fortezza, a coronare la
distruzione della finestrella del torrione, sventrata per farne una porta mai
esistita prima, con tanto di modernissimo architrave in ferro.
Il racconto, per così dire “fantasioso”, affidato allo stesso progettista
dell’intervento e mai validato da uno storico, in cui si sosteneva l’esistenza
della porta anche in passato giustificandone la riproposizione, è stato smontato
nel dettaglio da Italia Nostra con documenti d’epoca datati ed inoppugnabili,
depositati in Procura a Rimini.
Incredibile come la Soprintendenza di Ravenna abbia potuto autorizzare con così
tanta leggerezza, senza verificare le fonti documentali disponibili. Incredibile
anche che un lavoro di questa importanza e delicatezza, dal momento che a farne
le spese è uno dei monumenti più celebri dell’Emilia Romagna e d’Italia, sia
stato affidato ad un progettista il quale, a quanto sembra dalle verifiche
effettuate dai consiglieri comunali di Montefiore Cipriani, Mazzi e Benvenuti,
non possiede dimostrabile esperienza nel settore.
Nel frattempo, il cantiere appare abbandonato attorno all’insigne monumento. Gli
approfondimenti per cercare di far luce su questa sconcertante vicenda
proseguono.
Italia Nostra sezioni di Forlì, Valmarecchia e Ravenna
Redazione Romagna