Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo
scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “Questo popolo ha sette anime, ogni volta
che muore, rinasce più giovane e bello”. Ecco il video de La Cantata Rossa per
Tall el Zaatar ispirata alla poesia che dà il titolo alla nuova rubrica.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un
popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà.
Questi i link alle puntate precedenti: Puntata n° 1 , Seconda puntata , Terza
puntata , Quarta puntata Una squadra di calcio a Daraj, in mezzo alle rovine.
Quinta puntata: Il grano, l’oro di Gaza. I contadini sfidano il pericolo
Nonostante la guerra in corso e le minacce alla sicurezza poste dalle continue
operazioni militari israeliane, gli agricoltori della Striscia di Gaza hanno
iniziato la raccolta del grano per far fronte alla grave carenza di farina e
altri beni di prima necessità.
Il raccolto di quest’anno arriva in un momento in cui il settore agricolo è
quasi completamente paralizzato. Secondo gli agricoltori, la guerra in corso ha
reso inutilizzabile circa l’87% dei terreni agricoli di Gaza, distruggendo
infrastrutture vitali come pozzi d’acqua e macchinari e impedendo l’ingresso di
fertilizzanti, pesticidi e carburante.
L’agricoltore palestinese Ahmed Abu Mzeid ha riassunto la tragica realtà che ci
si trova ad affrontare, affermando: “Prima della guerra, coltivavamo tra i 40 e
i 50 donum (1 donum = 1000 mq), ma oggi riusciamo a coltivarne a malapena
quattro. Stiamo perdendo la nostra terra ogni giorno a causa dell’espansione
militare dell’occupazione vicino a quella che è conosciuta come la ‘Linea
Gialla’ (la zona cuscinetto).”
Il grano è una coltura strategica nella Striscia di Gaza e un pilastro
fondamentale della sicurezza alimentare, soprattutto nelle zone orientali di
Khan Yunis, Deir al-Balah e nella parte settentrionale della Striscia,
caratterizzate da fertili terreni adatti all’agricoltura pluviale (senza
irrigazione e che si limitano soltanto a ricevere l’acqua piovana).
Negli ultimi decenni, la coltivazione del grano a Gaza ha dovuto affrontare
enormi sfide a causa dell’assedio israeliano in corso dal 2007, poiché le forze
israeliane hanno ripetutamente impedito agli agricoltori di accedere alle loro
terre adiacenti alla recinzione di sicurezza, che costituiscono il paniere
alimentare della Striscia, e ripetute operazioni di bulldozer hanno
deliberatamente distrutto i campi prima del raccolto, rendendo inevitabile la
dipendenza dall’importazione di farina per colmare il deficit.
La crisi a Gaza non si limita alle perdite materiali e alla distruzione dei
raccolti; si estende fino a rappresentare una minaccia diretta per la vita degli
agricoltori. I resoconti dal campo indicano che gli agricoltori sono soggetti a
continui e diretti colpi d’arma da fuoco sparati dai veicoli militari israeliani
stazionati lungo il confine mentre tentano di raccogliere i loro raccolti.
L’agricoltore Abu Mazid conclude sottolineando il significato simbolico che
questo raccolto ha acquisito: “La coltivazione del grano a Gaza non è più solo
una fonte di sostentamento; è diventata, per me e i miei figli e per tutti gli
agricoltori di Gaza, una lotta per la sopravvivenza e la resilienza di fronte
all’aggressione genocida ed alla fame”.
Ecco un video che illustra il lavoro dei contadini palestinesi in condizioni di
pericolo. Il video è in arabo, ma le immagini sono significative:
Il grano, l’oro di Gaza. i contadini sfidano il pericolo
ANBAMED