Cultura e Creatività generano un valore aggiunto di 310 miliardi di euro, ma non mancano criticità strutturali
Cultura e bellezza in Italia sono tratti identitari radicati nella società e
nell’economia. Da qui il titolo del rapporto della Fondazione Symbola “Io sono
cultura”, arrivato alla sedicesima edizione, realizzato con Unioncamere, il suo
Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e con Deloitte, in collaborazione con
l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, la Fondazione Fitzcarraldo e
l’Atelier Fornasetti e con il patrocinio del Ministero della Cultura.
I dati riferiti al 2025 confermano la solidità del Sistema Produttivo Culturale
e Creativo (SPCC) italiano come motore di sviluppo economico, occupazionale e
sociale del Paese. La filiera – tra professionisti, imprese, terzo settore e
pubblica amministrazione – ha generato 115,8 miliardi di euro di valore
aggiunto, pari al 5,7% dell’economia nazionale, con una crescita del +3,3%
rispetto all’anno precedente. Gli occupati sono quasi 1,54 milioni, pari al 5,7%
del totale, con un incremento dell’+1,7% rispetto al 2024.
Un valore che si estende oltre la ricchezza direttamente prodotta: ogni euro
generato dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo ne attiva altri 1,7 nel
resto dell’economia, arrivando a muovere circa 310 miliardi di euro complessivi,
pari al 15,4% del PIL italiano. La crescita ha interessato entrambe le
componenti del sistema. Da un lato il Core Cultura, che nel 2025 genera 66,8
miliardi di euro di valore aggiunto e cresce del +3,2% rispetto all’anno
precedente; dall’altro gli Embedded Creatives, ossia i professionisti culturali
e creativi impiegati nei settori non strettamente culturali, che producono quasi
49 miliardi di euro e registrano una crescita del +3,4%. Numeri che raccontano
una forza economica rilevante, ma che rimandano anche a qualcosa di più
profondo: la capacità della cultura di produrre innovazione, relazioni,
inclusione, identità e fiducia, ingredienti essenziali della competitività
italiana.
Tra i domini del Core Cultura, Software e videogiochi si confermano il
principale generatore di valore e occupazione, seguiti da Editoria e stampa e da
Architettura e design che, nel 2025, tornano entrambe a crescere. Performance
positive interessano anche gli altri comparti, confermando come lo sviluppo del
sistema culturale e creativo sia sostenuto tanto dalle attività più innovative
quanto da quelle tradizionali.
L’analisi territoriale conferma la forte concentrazione delle attività culturali
e creative nelle regioni del Centro-Nord e nelle principali aree metropolitane,
ma mette in luce anche la crescente capacità di numerosi territori di
valorizzare la cultura come elemento distintivo del proprio modello di sviluppo.
Il Lazio si conferma la regione con il più elevato livello di specializzazione
culturale e creativa, con un’incidenza del SPCC pari all’8,1% dell’economia
regionale, seguito dalla Lombardia, che mantiene la leadership nazionale in
termini di dimensione economica con oltre 33 miliardi di euro di valore aggiunto
generati dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo.
Tra le altre regioni emergono Piemonte, Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna,
mentre nel Mezzogiorno continua a distinguersi la Campania, dove la cultura
rappresenta una componente rilevante della crescita economica e
dell’attrattività territoriale. La bellezza delle città italiane, frutto della
stratificazione del patrimonio storico, architettonico e paesaggistico, è sempre
più riconosciuta come un asset economico e identitario, non solo attrattore
turistico, ma fattore di localizzazione per imprese e talenti e infrastruttura
immateriale capace di qualificare un territorio.
La presenza di Roma continua a esercitare un ruolo determinante, concentrando
istituzioni culturali connesse alla valorizzazione del patrimonio storico e
artistico, attività audiovisive, dell’editoria, della comunicazione e una parte
rilevante delle funzioni amministrative e direzionali del Paese. Milano non è
solo una sede produttiva, ma la capitale del design.
“La forza della nostra economia e del made in Italy, ha sottolineato Ermete
Realacci, presidente della Fondazione Symbola, deve molto, in tutti i campi,
alla cultura e alla bellezza. Più che in altri Paesi. Cultura e creatività oltre
ad arricchire la nostra identità e alimentare la domanda di Italia nel mondo,
possono aiutarci ad affrontare insieme, senza paura, le difficili sfide che
abbiamo davanti. A partire dalla crisi climatica.
L’Italia, forte di oltre un milione e mezzo di addetti culturali e creativi può
offrire un contributo importante ad una transizione verde e digitale. Spostando
le produzioni verso la qualità aumenta infatti il valore e diminuisce il consumo
di energia e materie prime riducendo le emissioni di CO2: un’economia più a
misura d’uomo e per questo più competitiva e più capace di futuro come sostiene
il Manifesto di Assisi. Anche da questo deriva la forza del nostro export. Come
più volte sottolineato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la
cultura non rappresenta un lusso superfluo, ma un autentico asset competitivo’”.
Sul fronte occupazionale, il comparto dei Software e videogiochi si conferma il
principale datore di lavoro del Core Cultura, con oltre 206 mila occupati e una
quota pari al 22,6% del totale. Seguono l’Editoria e stampa, che impiega quasi
192 mila addetti (21,0%), e l’Architettura e design, con circa 149 mila occupati
(16,3%). Un contributo rilevante proviene anche dalla Comunicazione, che
concentra il 14,3% dell’occupazione complessiva del settore, e dalle Performing
arts e arti visive, che assorbono il 12,1% degli addetti.
Più contenuto, ma comunque significativo, il peso del Patrimonio storico e
artistico e dell’Audiovisivo e musica, che rappresentano rispettivamente il 7,0%
e il 6,8% dell’occupazione del Core Cultura. Tuttavia, permangono criticità
strutturali e ce lo ha ricordato anche lo sciopero nazionale del settore della
cultura del 12 giugno 2026, quando lavoratori di musei, archivi, biblioteche e
teatri hanno protestato contro precarietà e bassi salari, chiedendo maggiori
investimenti e percorsi di stabilizzazione dell’occupazione. I dati del report
confermano queste criticità.
Qui per scaricare la ricerca: https://symbola.net/ricerca/io-sono-cultura-2026/.
Giovanni Caprio