2001-2026 Genova Social Forum ReLoad: “Una ferita aperta” da oggi fino a martedì il workshop fotografico di Giulio Di Meo
E con oggi ci siamo. Con oggi tutto quello che vi abbiamo raccontato nelle
puntate precedenti di questo Genova Reload rivive davvero nell’incontro con i
tanti e le tante attivist* delle più diverse sigle e associazioni che da tante
città d’Italia saranno di nuovo qui, come fu per il “movimento dei movimenti” di
25 anni fa. E non sarà solo commemorazione. Piuttosto l’euforia di esserci di
nuovo, e di essere in tant3: nelle aspettative, nelle urgenze, nella
progettualità di oggi, più che mai necessarie. Nella consapevolezza che “sì,
avevamo ragione su tutto” e perciò è venuto il momento, adesso, di ritrovarsi e
crederci davvero, soprattutto se nel 2001 eri troppo piccol3 per essere al GSF,
ma adesso sei nell’età giusta per metterti in gioco.
Le mostre, gli spettacoli teatrali, i libri, i seminari, i convegni: almeno un
po’ del ricchissimo programma di eventi che il Comitato Piazza Carlo Giuliani
insieme a tante altre realtà genovesi hanno previsto per questo
venticinquennale, ve lo abbiamo raccontato nelle scorse puntate. E adesso, dopo
una settimana particolarmente intensa di appuntamenti e focus tematici, che la
festa ricominci! Con l’Assemblea No Kings, dalle 11 in poi oggi a Palazzo
Ducale, che si preannuncia partecipatissima. E con la Manifestazione Nazionale
che nel pomeriggio di domani sfilerà per le vie del centro a partire da Piazza
Alimonda; ma già la mattina sarà possibile seguire un interessante confronto tra
le pratiche nonviolente degli anni ’80 e quelle odierne (organizza Extinction
Rebellion e non mancheremo di darvene notizia).
E anche quest’anno non potrà mancare, da oggi 18 luglio e fino a martedì 21
luglio, la proposta di workshop che il fotografo Giulio Di Meo ha concepito come
un percorso tra i luoghi che furono il teatro degli scontri di quei giorni: per
capire davvero cosa è successo e cosa resta, di quegli eventi che 25 anni fa
sconvolsero la città di Genova. Questa è la quarta edizione e il percorso sarà
quest’anno particolarmente ricco, per poter raccontare non solo il passato, ma
le tante iniziative che si sono inaugurate nelle scorse settimane.
“Gli scontri, i lacrimogeni, le violenze, gli spari, il sangue, la Diaz: 560
feriti, 360 arrestati e fermati, 25 milioni di euro di danni, 62 manifestanti e
85 appartenenti alle forze dell’ordine sotto processo: questi i numeri dei
‘fatti di Genova’, ma ne manca uno, quello di Carlo Giuliani. Ammazzato a
vent’anni e rimasto senza giustizia, senza un processo” citiamo dal sito di
Giulio Di Meo.
Il percorso si snoderà a partire dal quartiere Foce tra via Tolemaide e il mare,
che fu teatro dei terribili scontri tra manifestanti e forze dell’ordine quel
venerdì di 22 anni fa, per poi attraversare piazza Alimonda, dove Carlo cadde in
una pozza di sangue e si concluderà alla Diaz, la scuola che divenne la
«macelleria messicana» per coloro, soprattutto giornalisti indipendenti, che in
quei giorni vi si erano accampati.
“Il 20 luglio 2001 doveva essere la giornata di una grande manifestazione
pacifica che era riuscita a riunire nello stesso luogo un enorme numero di
associazioni di diversa estrazione nell’urgenza di affermare valori universali
come l’uguaglianza, il diritto al lavoro e alla casa, la solidarietà, il
pacifismo, l’anti-razzismo, il rispetto dell’uomo e dell’ambiente, la non
omologazione in schemi imposti dalle spinte globaliste. Il 20 luglio 2001 si
trasformò nella più grande crisi contemporanea fra uno Stato autoritario e i
propri cittadini inermi; fu uno spartiacque in grado di spazzare via l’illusione
collettiva di migliaia di persone.”
L’obiettivo del workshop sarà non solo riandare a quei momenti di terrore, ma
appunto ravvivare l’energia di quei giorni, attraverso le parole dei familiari
di Carlo e di tanti altri testimoni. “Carlo è un seme da cui ogni anno
germogliano iniziative necessarie per mantenere viva la memoria, la speranza,
l’azione civile” citiamo di nuovo dal website di Giulio Di Meo. “Tante delle
lotte di questi ultimi vent’anni nascono qui. Piazza Alimonda, dunque, non come
simbolo di morte e violenza, ma come luogo di vita e di memoria. (…) Queste
giornate di luglio sono anche il momento in cui costruire le condizioni per
realizzare oggi ciò che purtroppo vent’anni fa non è stato. Per questo è un
luogo dove tornare.”
Obiettivo del workshop sarà un reportage collettivo, con restituzione pubblica
attraverso l’allestimento di una mostra presso l’Archivio Lorusso-Giuliani di
Bologna, che raccoglie un’enorme quantità di documenti relativi alle inchieste
che hanno indagato i fatti di Genova.
Programma delle giornate
Sabato 18 luglio 2026
Ore 14:00-15:00 Presentazione e introduzione al workshop
Ore 16:00-19:00 Uscita fotografia: Le strade del G8 e assemblea internazionale
Ore 20:00-22:00 Lezione introduttiva sulla fotografia documentaria e prima
sessione di editing e selezione dei lavori.
Domenica 19 luglio 2026
Ore 10:00-12:00 Incontro con Peppino Coscione, ex-insegnante di Carlo Giuliani
Ore 15:00-18:00 Corteo per il 25° anniversario del G8
Ore 20.00-22.00 Lezione “La fotografia come testimonianza. La bugia delle
immagini” e seconda sessione di editing e selezione dei lavori.
Lunedì 20 luglio 2026
Ore 10:00-13:00 La scuola Diaz: incontro con un testimone
Ore 14:00-19:00 Piazza Alimonda
Ore 20:00-21:00 Terza sessione di editing e selezione dei lavori.
Martedì 21 luglio 2026
Ore 10:00-13:00 Incontro con la famiglia Giuliani al CSOA Pinelli
Ore 15:00-18:00 Sessione di editing finale, critica e selezione dei lavori
Ore 19:00-21:00 Fiaccolata alla Diaz
L’iscrizione al workshop è ormai chiusa ma per chi fosse
interessat*: info@giuliodimeo.it
E senz’altro da segnalare la mostra Days of G8: The Diaz a cura dello stesso
Giulio Di Meo e del giornalista Mark Covell, che sarà visitabile il 20 e 21
luglio negli spazi del Liceo Statale Sandro Pertini (ex Scuola Diaz, Via Cesare
Battisti 5, Genova).
“Ho sempre avuto la sensazione che i sopravvissuti della Diaz siano rimasti
nell’ombra per troppo tempo e che la maggior parte dei ritorni a Genova sia
avvenuta solo in forma privata” rievoca lo stesso Mark Covell che la notte del
21 luglio 2001 era davanti alla Scuola Diaz, quando venne coinvolto nel violento
blitz della polizia, riportando ferite gravissime. “Per alcuni di noi tornare è
stato impossibile; altri sopravvissuti della Diaz e di Bolzaneto sono rientrati
soltanto per testimoniare nei processi. (…) A venticinque anni dal G8 di Genova
e dalle violenze della scuola Diaz ho sentito il bisogno di trasformare quei
ricordi in una pubblica testimonianza, affinché quanto accaduto non venga
dimenticato e continui a interrogare le coscienze. Per questo ho chiesto
all’amico Giulio Di Meo di provare a costruire insieme una mostra capace di
raccontare quei giorni attraverso le fotografie.
Con Giulio ci siamo conosciuti qualche anno fa in Piazza Alimonda.
Successivamente ho incontrato i suoi allievi durante una visita alla Diaz: è
stato un momento molto intenso, perché vedere giovani fotografi confrontarsi con
quei luoghi significava restituire loro una memoria che rischia di affievolirsi
con il passare del tempo. Da quell’incontro è nata l’idea di mettere insieme
immagini provenienti da archivi diversi. (…) Tutto questo è stato possibile
grazie alla disponibilità del Dottor Cavanna, dirigente scolastico della Diaz.
Esporre queste immagini all’interno della scuola, il luogo in cui si consumarono
quelle violenze, rappresenta per me, per Giulio e, ci auguriamo, per tutti i
visitatori, un gesto dal fortissimo valore simbolico (…).”
Foto di Patrizio Broggi
Foto di Chiara Maisano
Daniela Bezzi