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Il ruolo dei corpi intermedi in democrazia
La democrazia rappresentativa parlamentare non è un difetto, una lentezza o un ostacolo da superare, ma un’acquisizione democratica evoluta, che va difesa, così come vanno difesi i corpi intermedi che di una democrazia sono la sostanza: partiti, sindacati, associazioni, libera stampa, sono elementi strutturalmente necessari per la funzione democratica che esplicano: essi, infatti mediano tra società e istituzioni, filtrano e articolano le domande sociali, organizzano il dissenso, formano l’opinione pubblica, impediscono in sostanza che il Potere si concentri in unico soggetto. Senza di loro, la rappresentanza si svuota e la democrazia degenera in plebiscito e la politica diventa volatilità emotiva. Delegittimare i corpi intermedi non rende la democrazia più diretta, ma più debole e più esposta ai populismi. Non dobbiamo nasconderci che il populismo attecchisce poiché mistifica e mostrifica sempre un problema reale ed avvertito: è però la soluzione prescelta che è spesso discutibile e pericolosa. Ad esempio il finanziamento alla editoria presenta una questione realmente problematica: il finanziamento pubblico all’editoria, infatti, così com’è è diventato un sussidio per un servizio democratico inesistente – testate che ricevono risorse pubbliche senza produrre informazione di qualità, senza pluralismo, senza la necessaria verifica dei fatti. E tuttavia, la questione non si affronta abolendo il finanziamento, ma ripensandolo radicalmente, in modo che sia premiata proprio la funzione democratica dell’editoria come corpo intermedio. Il Finanziamento non dovrebbe avere come scopo la mera sopravvivenza della azienda editoriale, ma dovrebbe essere basato su indicatori di servizio democratico, secondo alcuni parametri chiari: numero di giornalisti indipendenti in organico, produzione di inchieste originali, rispetto di un codice etico, accesso gratuito o agevolato per i redditi bassi, trasparenza della proprietà. In modo analogo al sistema di alcuni paesi nordici, dove ad ogni cittadino è consentito di indicare una piccola quota annuale per una testata di propria scelta. Il finanziamento pubblico verrebbe così “distribuito dal basso”, premiando i giornali che i cittadini ritengono utili ed alimentando così anche la partecipazione e responsabilità individuale. In ogni caso, le risorse pubbliche così assegnate dovrebbero essere condizionate a verifiche da parte di un’ Autorità indipendente, in ordine alla netta separazione tra pubblicità e informazione, assenza di conflitti di interesse, rettifiche tempestive ed adeguate. Il sostegno, inoltre, dovrebbe essere piuttosto selettivo ed in buona parte rivolto alle piccole testate locali ed alle cooperative di giornalisti, poiché spesso sono le prime a soffrire, ma anche le più radicate nel territorio e quelle più capaci di svolgere la funzione di mediazione e di prossimità con i cittadini. Nessun finanziamento automatico a gruppi editoriali che chiudono redazioni e spostano risorse su contenitori digitali vuoti. Attualmente il finanziamento all’editoria è, per un verso una indebita elemosina, di Stato per l’altro una mortificazione, mentre è necessario trasformare il finanziamento in un vero e proprio investimento del cittadino, una infrastruttura democratica. Non si può continuare a regalare soldi pubblici a chi produce carta straccia, si deve invece alimentare un servizio ed il pluralismo dell’informazione che il mercato da solo non sostiene. Esattamente ciò che si fa o si dovrebbe fare per la sanità, la scuola, la ricerca pubblica. La patologia, ovvero il divaricamento tra realtà e funzione democratica non si deve risolvere rinunciando ad un presidio democratico, ma riformando l’Istituto la cui procedura è degenerata in altro. Ricostruire luoghi di mediazione credibili è l’unica strada per una partecipazione vera e per preservare quell’utilità democratica dei corpi intermedi su cui basa la sostanza democratica del Paese ed il disegno stesso della Costituzione. La disaffezione della popolazione verso la politica è il risultato di ponti di mediazione interrotti. E senza ponti, nessuno attraversa più il fiume della politica. Occorre ripristinare quei ponti a servizio della partecipazione popolare alla vita democratica, occorre tornare alla Costituzione. Gregorio de Falco Redazione Italia
May 17, 2026
Pressenza
Faro di Roma: L’educazione alla pace contro la militarizzazione delle scuole e delle università, perché restino spazio di democrazia e coscienza critica
DI LAURA TUSSI SU FARO DI ROMA DELL’8 MAGGIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi, pubblicato su Faro di Roma l’8 maggio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si inserisce in questo scenario come strumento di analisi, monitoraggio e sensibilizzazione. La sua funzione consiste nel raccogliere dati, documentare accordi istituzionali, analizzare programmi educativi e rendere pubblici i processi attraverso cui il militarismo entra nei luoghi della formazione. Tale attività assume un importante valore democratico, poiché promuove trasparenza e consapevolezza collettiva su dinamiche spesso presentate come neutrali o inevitabili...continua a leggere su www.ilfarodiroma.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
1954: basta salari da fame!
14 maggio 1954: proposta di legge (Di Vittorio, Noce, Foa) per l’introduzione del salario minimo. di Bruno Lai     Un’interessante progetto legislativo: «La proposta di legge trova essenzialmente il suo fondamento nelle gravissime condizioni in cui versano centinaia di migliaia di lavoratori che sono regolarmente occupati. La presente proposta di legge, che stabilisce la fissazione di un minimo salariale,
Continua la costruzione di una Rete per la Scuola Pubblica – Romagna: il 16 maggio la prossima assemblea pubblica
Sabato 16 maggio la Rete per la Scuola Pubblica – Romagna, formata da realtà associative e sindacali del territorio romagnolo, si riunisce per il suo terzo incontro a Rimini presso Casa Madiba, in via Dario Campana 59/F. La Rete, nata da alcuni mesi, è un percorso aperto e in costruzione che ha l’obiettivo di mettere in relazione docenti, educatorə, studentə, personale ATA, famiglie, associazioni e realtà sindacali per difendere la scuola pubblica come presidio democratico ed inclusivo e per costruire strumenti concreti di tutela, consapevolezza e organizzazione dal basso. A fronte degli attacchi di questo governo sempre più espliciti alla scuola pubblica, all’autonomia e alla libertà di insegnamento abbiamo sentito l’esigenza di rompere l’isolamento, condividere strumenti e organizzarci per difendere la scuola come spazio di libertà, cultura e pensiero critico. Pertanto, nella giornata di sabato 16 maggio dalle ore 15 saranno affrontate in tavoli di discussione, che coinvolgeranno altre reti come Non Una di Meno Rimini, alcune tematiche sulle quali riteniamo urgente la costruzione di pratiche e obiettivi comuni: la riforma degli Istituti Tecnici, l’inclusione e l’educazione sessuo-affettiva. Saranno inoltre presentate le progettualità della Rete che sono emerse negli incontri di febbraio e aprile: un toolkit condiviso e una fanzine per mettere in rete risorse, percorsi formativi e materiali; un vademecum di autodifesa e mutuo aiuto su diritti sindacali, organi collegiali e forme di tutela contro repressione e abusi; un’inchiesta sulle condizioni di lavoro nella scuola. Invitiamo tutte le componenti della comunità scolastica e della cittadinanza attiva a partecipare alla giornata del 16 maggio alle 15 a Casa Madiba perché la difesa della scuola pubblica non riguarda solo chi ci lavora o la frequenta, ma l’intera società.   Rete per la Scuola Pubblica – Romagna Info e contatti: retescuolapubblicaromagna@gmail.com Instagram: @retescuolapubblica_romagna Redazione Romagna
May 12, 2026
Pressenza
Paul Grüninger: il coraggio di disobbedire
  di Bruno Lai 12 maggio 1938: Paul Grüninger viene licenziato per aver fatto del bene. Paul Grüninger è una figura straordinaria, un uomo che paga un prezzo altissimo per seguire la propria coscienza anziché gli ordini burocratici. Prima di diventare un poliziotto ed un eroe, è un calciatore di ottimo livello. Grande appassionato di calcio, all’inizio del Novecento gioca