Perù: il JNE consegna le credenziali a Keiko Fujimori in qualità di presidente costituzionale della Repubblica
Nel corso di una cerimonia ufficiale, il Giurì Nazionale Elettorale (JNE) ha
consegnato le credenziali di presidente costituzionale della Repubblica a Keiko
Fujimori Higushi, per il mandato 2026-2031, nonché al vicepresidente Luis
Galarreta e al secondo vicepresidente Miguel Angel Torres. Con questo atto,
svoltosi nel distretto di San Borja, a Lima, si conclude il processo elettorale
generale del 2026 e si attende solo il passaggio di consegne il prossimo 28
luglio.
Alla cerimonia di consegna delle credenziali erano presenti anche l’attuale
presidente José María Balcázar e i membri dell’assemblea plenaria del JNE con il
loro presidente Roberto Burneo.
Nel suo primo intervento, dopo la consegna delle credenziali, Keiko Fujimori ha
sottolineato che «non ci sono vincitori né vinti, c’è un solo Perù», assicurando
che nel suo governo intende riconquistare la fiducia dei cittadini attraverso il
dialogo.
RICHIESTE IMMEDIATE
Fujimori Higuchi ha anticipato le linee guida del suo governo nei primi 100
giorni: recupero della fiducia nelle istituzioni, sicurezza dei cittadini,
crescita economica e inclusione sociale. Tuttavia, per una buona governance,
questi dovranno prevedere riforme di fondo che hanno alterato l’attuale sistema
democratico, quali:
* Fiducia istituzionale: recuperare l’indipendenza dei poteri dello Stato
(Esecutivo, Legislativo e Giudiziario) e superare il governo parlamentare che
ha agito voltando le spalle al Paese.
* Sicurezza dei cittadini: adottare misure per contrastare i gruppi criminali,
senza uscire dal Patto di San José né minare i diritti fondamentali della
popolazione.
* Crescita economica: promuovere uno sviluppo socioeconomico sostenibile,
libero dalla corruzione, favorendo i settori economici non estrattivi:
turismo, scienza e tecnologia, ecc.
* Inclusione sociale: promuovere il dialogo con l’intero Paese, compresi i
dipartimenti del sud e quelli che non hanno dato il proprio sostegno, ma che
oggi dovranno essere governati.
La popolazione si aspetta inoltre l’abrogazione delle leggi che favoriscono la
criminalità, la riforma costituzionale, il risarcimento alle vittime delle
proteste, l’attenzione ai settori della sanità e dell’istruzione, in particolare
alla questione dei borsisti; lo sviluppo sostenibile nelle zone della foresta e
della sierra, tutelando l’ambiente e le comunità circostanti, tra le altre cose.
Redacción Perú