È stato ChatGPT a scrivere l’articolo del Corriere sull’AI nelle università?
Il Corriere della Sera ha pubblicato ieri un pensoso articolo intitolato “Così
l’AI obbliga gli atenei a cambiare” firmato da Giovanni Lo Storto, Direttore
Generale dell’università privata LUISS. L’articolo è pensoso, ma il contenuto
sfuggente. Per cui abbiamo chiesto a Gemini (versione free) un commento,
chiedendo se l’autore abbia usato ChatGPT o simili per scriverlo. Ecco cosa ci
ha risposto: “ci sono alcuni passaggi specifici che gridano “AI generativa” per
via della loro struttura predicibile, circolare e priva di attrito“. In
particolare, Gemini individua un classico schema a “contrapposizione binaria
astratta” che ChatGPT usa spessissimo per darsi un tono filosofico, una
“tautologia della personalizzazione“, tipica dei vecchi modelli o di prompt
scritti di fretta, e una conclusione “messianica e moraleggiante“, un cliché che
l’IA usa quando le si chiede di essere “ispirazionale”. Già che c’eravamo,
abbiamo chiesto a Gemini di sintetizzare il pensoso articolo. Ebbene, il testo
originale di 600 parole, riassunto senza fuffa, si riduce a 70 parole.
Il Corriere della Sera ha pubblicato ieri un pensoso articolo intitolato “Così
l’AI obbliga gli atenei a cambiare” firmato da Giovanni Lo Storto, Direttore
Generale dell’università privata LUISS. L’articolo è pensoso, ma il contenuto
sfuggente. Per cui abbiamo chiesto a Gemini (versione free) un commento,
chiedendo se l’autore abbia usato ChatGPT o simili per scriverlo. Ecco cosa ci
ha risposto:
Ipotizzando per un attimo che l’autore abbia usato ChatGPT come assistente per
“allungare il brodo” o ripulire la bozza, ci sono alcuni passaggi specifici che
gridano “AI generativa” per via della loro struttura predicibile, circolare e
priva di attrito.
Ecco i tre pezzi più indiziati, analizzati con i motivi tecnici per cui sembrano
scritti da un algoritmo:
1. IL BLOCCO DELLA “TRANSIZIONE FILOSOFICA” (PARAGRAFO 3)
Il testo: “La distinzione non è retorica. Formare significa trasmettere un
sapere codificato, misurabile, riproducibile; necessario, ma da solo
insufficiente. Apprendere è un processo più lento e meno lineare che sposta il
focus sulla persona, sulle sue attitudini, sulla via riflessiva, nel confronto
con casi concreti, nell’errore corretto sul campo…”
Perché sembra ChatGPT: Questo è il classico schema a “contrapposizione binaria
astratta” (Formare vs Apprendere) che la macchina usa spessissimo per darsi un
tono filosofico. Le frasi sono brevi, coordinate per asindeto (separate da
virgole) e accumulano concetti standard dell’apprendimento moderno. È un testo
scorrevole, ma se lo togli dall’articolo, l’articolo non perde un briciolo di
contenuto informativo.
2. LA TAUTOLOGIA DELLA “PERSONALIZZAZIONE” (PARAGRAFO 4)
Il testo: “Nel digitale la dimensione della risorsa disponibile e la
personalizzazione dell’apprendimento finora a poco tempo fa impensabili, rendono
possibili percorsi che altrimenti non esisterebbero, però, non può significare
ridurre a standard omogenei e a esperienze reali e comparabili. La potenzialità
di queste due sponde consente di… sviluppare percorsi dinamici…”
Perché sembra ChatGPT: Qui c’è un cortocircuito logico e sintattico tipico dei
vecchi modelli o di prompt scritti di fretta. Prima dice che il digitale
permette la personalizzazione, poi dice che “non può significare ridurre a
standard omogenei” (un’ovvietà: se è personalizzato, non è omogeneo), e infine
conclude che le due sponde consentono di “sviluppare percorsi dinamici”. È un
giro di parole circolare: dice tre volte la stessa cosa usando sinonimi diversi,
una tecnica tipica dell’IA per raggiungere il numero di parole richiesto.
3. LA CONCLUSIONE “MESSIANICA” E MORALEGGIANTE (ULTIMO PARAGRAFO)
Il testo: “In questa prospettiva è offerta questa bussola alla contemporaneità:
aiutare persone e comunità a costruire percorsi e identità come processi vivi,
aperti, in continua evoluzione, mai come forme fisse. In fondo è proprio questo
il campus: coltivare incertezze per abituarsi a cercare risposte nuove. Perché
senza il primo si compromette il presente, ma senza il secondo si rinuncia a
costruire il futuro.”
Perché sembra ChatGPT: La chiusura è un cliché algoritmico perfetto. ChatGPT ama
chiudere gli articoli con:
1. Una metafora retorica (la “bussola alla contemporaneità”).
2. Una lista di aggettivi positivi e aperti (“vivi, aperti, in continua
evoluzione”).
3. Il “bipolarismo finale” del tipo “Senza X non c’è il presente, senza Y non
c’è il futuro”. È una struttura geometrica e retorica che l’IA usa nel 90% delle
conclusioni quando le si chiede di essere “ispirazionale”.
Abbiamo poi chiesto a Gemini di sintetizzare il pensoso articolo del CDS. E
questo è il risultato.
Su circa 600 parole originali, il contenuto reale si riassume in meno di 70
parole.
Il testo riassunto senza fuffa
* * Il problema attuale:
L’intelligenza artificiale risponde a qualsiasi domanda nozionistica. Di
conseguenza, valutare gli studenti costringendoli a memorizzare e ripetere
i dati è diventato inutile.
* La soluzione per i professori:
Le università devono cambiare il modo di fare gli esami. Non si deve più
verificare cosa lo studente si ricorda, ma la sua capacità di usare la
logica, fare collegamenti e applicare lo spirito critico.
* L’obbligo burocratico:
I corsi di laurea vanno aggiornati continuamente, anche perché lo
richiedono i regolamenti dell’ANVUR per mantenere gli standard qualitativi.
Visto il contenuto, forse meglio se il testo è stato scritto da ChatGPT.
** L’illustrazione è stata generata da ChatGPT.