Perù: «Non ci arrenderemo finché la modifica alle borse di studio non verrà archiviata»
La lotta per un’istruzione inclusiva continua ad essere portata avanti dagli
studenti, dai borsisti e dagli ex borsisti del Programma Nazionale di Borse di
Studio (PRONABEC), che stanno ora organizzando una veglia permanente davanti
alla sede del Ministero dell’Istruzione, situata nel distretto di San Borja,
nella città di Lima. «Non ci arrenderemo, resteremo qui, mentre nel contempo
continuiamo il dialogo con la presidente eletta», hanno affermato.
Bryan Melgar, rappresentante del Fronte Nazionale dei Borsisti del Perù
(FRENABEP), ha rilasciato alcune dichiarazioni a Pressenza durante il picchetto
che decine di studenti, borsisti ed ex borsisti del PRONABEC hanno deciso di
mantenere, chiedendo che questo governo (o quello entrante) archivi il progetto
di modifica del Regolamento della Legge n. 29837, che snatura l’accesso
all’istruzione per i giovani di talento ma in condizioni di vulnerabilità
economica.
«Questo governo ha deciso di ignorare la nostra richiesta, la nostra
rivendicazione. Ha emanato una risoluzione ministeriale che proroga la
consultazione pubblica di altri 30 giorni; in un certo senso è un risultato, ma
è anche un modo per lavarsene le mani e lasciare il problema al prossimo
governo. Quello che chiediamo è che questo governo si assuma le proprie
responsabilità e, fin da ora, archivi questa risoluzione ministeriale,
rendendola nulla», ha dichiarato Melgar in mezzo agli studenti in veglia.
Il rappresentante del FRENABEP ha inoltre segnalato che, sebbene il periodo di
consultazione pubblica sia stato esteso a 30 giorni, esso non ha avuto
un’adeguata diffusione: «L’hanno pubblicato solo sul loro sito ufficiale, non
l’hanno nemmeno pubblicato sui social network o su altri mezzi di comunicazione
più vicini ai borsisti», limitando così la partecipazione civica delle persone
coinvolte nella modifica normativa.
EPURAZIONE DEI BORSISTI
Attualmente il PRONABEC assiste 60.000 borsisti universitari e 283 di dottorato.
Le modifiche che lo Stato peruviano intende apportare al programma di borse di
studio sono considerate dagli studenti come una «snaturazione del programma».
Pertanto, con la nuova normativa, i borsisti non potrebbero manifestarsi
liberamente, poiché correrebbero il rischio di perdere la borsa di studio. Non
potrebbero nemmeno ripetere gli anni di corso, né cambiare corso di laurea, e
verrebbe loro revocato il sostegno psicologico-emotivo.
«Il sistema che gestiscono è troppo rigido e poco attento alla realtà dei
giovani e dei borsisti. Ecco di cosa stiamo parlando. C’è qualcosa che stanno
gestendo, internamente, che potremmo definire una “epurazione dei borsisti”. Per
loro siamo solo una spesa. Da dicembre, con la Beca 18, le borse di studio sono
state praticamente tagliate, perché senza soldi non ci sono borse di studio. Di
chi è la colpa? Non si è mai saputo. Ma delle 38.000 borse di studio promesse,
non sono mai esistite.
Da lì hanno persino avviato un processo di snaturamento, la cosiddetta
riorganizzazione del Programma Nazionale delle Borse di Studio. Potremmo dire
che si tratta di un vero e proprio processo, di un’iniziativa volta a snaturare
l’attuale sistema di borse di studio e a trasformarlo in un altro tipo di
sistema. Al settore dell’istruzione, a quanto pare, non interessa. Hanno già
iniziato, da tempo, a tagliare i bilanci, per miliardi. Per questo ne stanno
soffrendo tutte le università pubbliche e private, gli istituti, a livello
nazionale.
Ciò che stanno causando è semplicemente tagliare i sogni, stroncare l’istruzione
del Paese. Modificando l’intera legge sul Programma Nazionale delle Borse di
Studio, stanno cambiando i corsi di laurea, i corsi post-laurea, i crediti,
l’intero numero di borse di studio esistenti. Stanno cambiando tutto, a loro
piacimento, senza una vera consultazione, senza coordinamento con i giovani e
con i borsisti”, ha denunciato Bryan Melgar.
SOSTEGNO DA PARTE DEGLI STUDENTI E DEI CITTADINI
I manifestanti accampati davanti al Ministero dell’Istruzione sottolineano che
continueranno la veglia permanente fino a quando non otterranno una risposta
dall’attuale governo o da quello entrante, a partire dal prossimo 28 luglio.
La richiesta dei borsisti ha ricevuto il sostegno delle federazioni
universitarie di Lima e Callao, nonché dell’Università Cattolica e
dell’Università Cayetano Heredia. Inoltre, nel caso delle università prive di
federazioni, hanno ricevuto il sostegno delle associazioni studentesche, come
quelle dell’Università Científica, dell’UPC, dell’Università Ruiz de Montoya e
di altre a livello nazionale.
Redacción Perú