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MEDU: “Il Governo italiano intervenga per la liberazione dei 14 medici palestinesi detenuti
Medici per i Diritti Umani (MEDU) ha inviato al Presidente del Consiglio Ministri e al Vicepresidente del Consiglio Ministri e Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale la lettera che li sollecita a non ignorare l’appello sottoscritto da molte associazioni di categoria e numerosi professionisti della sanità. La petizione chiede di intervenire in soccorso del dottor Hussam Abu Safiya e di 13 medici palestinesi. Nel comunicato divulgato oggi da MEDU è riportato il testo della lettera: Presidente Giorgia Meloni e Ministro Antonio Tajani, con questa lettera Medici per i Diritti Umani si fa portavoce delle oltre settemila persone che hanno sottoscritto la petizione per la liberazione di quattordici medici palestinesi detenuti da Israele senza accusa formale e senza processo. L’appello è stato rivolto in particolare ai medici, agli operatori sanitari e a tutte le professioni della cura (petizione su change.org). La petizione ha raccolto un ampio sostegno da parte della comunità sanitaria italiana, sia a titolo individuale sia istituzionale. Vi ha aderito la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri – FNOMCeO, che rappresenta circa 470.000 professionisti, insieme a Ordini provinciali, società scientifiche, associazioni sanitarie e altre realtà istituzionali (comunicato Fnomceo). Non presentiamo, dunque, soltanto una richiesta di MEDU. Ci facciamo interpreti della profonda preoccupazione espressa da migliaia di cittadine e cittadini impegnati nelle professioni della cura. Tra i medici detenuti figura il dottor Hussam Abu Safiya, pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan, arrestato nel dicembre 2024 dopo aver continuato ad assistere la popolazione del nord di Gaza in condizioni drammatiche. Il dottor Abu Safiya è divenuto il simbolo dei professionisti sanitari che hanno continuato a curare i propri pazienti anche quando svolgere la missione medica significava mettere a rischio la propria vita. Come lui, gli altri tredici medici inclusi nell’appello (Dr. Musab Samaan, Dr. Omar Amar, Dr. Ahmad Musa, Dr. Nahad Abu Taima, Dr. Medhat Abu Tabng’a, Dr. Murad Alkuka, Dr. Mahmud Hallak, Dr. Hamza Abu Sabha, Dr. Ahmad Shahada, Hassan Almukayed, Dr. Raed Mahdi, Dr. Akram Abu Odeh e Dr. Muhammad Ubaid) sono stati sottratti alle loro famiglie, ai loro pazienti e a un sistema sanitario già gravemente compromesso, proprio nel momento in cui la loro presenza sarebbe più necessaria. I nostri colleghi di Physicians for Human Rights Israel (PHRI) seguono direttamente la situazione degli operatori sanitari palestinesi detenuti e ci forniscono aggiornamenti sui singoli casi. Le informazioni raccolte da PHRI sulla durata e sulle condizioni della detenzione, sulle difficoltà di accesso all’assistenza legale e sulle testimonianze di maltrattamenti destano profonda preoccupazione e richiedono un’iniziativa urgente della comunità internazionale. La detenzione prolungata di questi medici non colpisce soltanto le persone arrestate e le loro famiglie. Priva un’intera popolazione di professionisti indispensabili e aggrava ulteriormente le conseguenze della distruzione delle strutture sanitarie e della drammatica carenza di personale. Chiediamo pertanto al Governo italiano di assumere iniziative politiche e diplomatiche concrete e, in particolare, di: * intervenire formalmente presso il Governo israeliano per chiedere la liberazione immediata dei quattordici medici palestinesi indicati nell’appello; * richiedere informazioni complete e verificabili sul luogo e sulle condizioni della loro detenzione, sul loro stato di salute e sull’eventuale formulazione di accuse; * sollecitare, nell’attesa della loro liberazione, l’accesso effettivo a un avvocato, ai familiari, a cure mediche indipendenti e agli organismi internazionali competenti; *  promuovere un’iniziativa coordinata in sede europea per la liberazione degli operatori sanitari detenuti senza accusa e per la protezione effettiva della missione medica; * rendere pubbliche le iniziative intraprese dall’Italia e gli esiti delle interlocuzioni diplomatiche; La protezione del personale sanitario non può dipendere dalla nazionalità dei medici o dal luogo in cui esercitano la propria professione. Curare i malati, assistere i feriti e rimanere accanto ai propri pazienti non può diventare motivo di arresto, violenza o persecuzione. A nome delle oltre settemila persone che hanno firmato la petizione e delle numerose organizzazioni e istituzioni sanitarie che vi hanno aderito chiediamo al Governo italiano di utilizzare tutti gli strumenti politici e diplomatici a sua disposizione per ottenere la liberazione del dottor Hussam Abu Safiya e degli altri tredici medici palestinesi detenuti. Curare non è un crimine. La protezione della missione medica non è negoziabile. MEDU resta disponibile a incontrare il Governo per presentare la petizione, la documentazione relativa ai quattordici medici e le informazioni raccolte anche grazie al contributo dei colleghi di Physicians for Human Rights Israel. In attesa di un Vostro riscontro e confidando in un concreto intervento del Governo italiano, porgiamo cordiali saluti. Marco Zanchetta, Presidente di Medici per i Diritti Umani Alberto Barbieri, Coordinatore generale di Medici per i Diritti Umani   Redazione Italia
July 30, 2026
Pressenza
La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri aderisce all’appello per la liberazione dei 14 medici palestinesi detenuti
La petizione promossa da Medici per i Diritti Umani (MEDU), rivolta alla comunità medica e sanitaria italiana, per chiedere la liberazione del dottor Hussam Abu Safiya e degli altri 13 medici palestinesi detenuti da Israele senza accuse formali né processo, ha superato le 4.300 adesioni. Il risultato più significativo di queste ultime ore è l’adesione della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), che rappresenta oltre 470.000 medici e odontoiatri italiani. L’appello, promosso da MEDU insieme a Physicians for Human Rights Israel (PHRI), chiede il rilascio immediato dei 14 medici palestinesi seguiti direttamente da PHRI e, più in generale, di tutti gli operatori sanitari di Gaza detenuti illegalmente o arbitrariamente. Chiede inoltre il rispetto del diritto internazionale umanitario, l’accesso a cure mediche adeguate, a un’effettiva assistenza legale e a verifiche indipendenti delle condizioni di detenzione. Nei giorni scorsi avevano già aderito all’appello gli Ordini dei Medici di Napoli, Palermo e Firenze, la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), la Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva (SITCC) e numerose altre organizzazioni e professionisti della salute. «La risposta che sta arrivando dalla comunità medica e sanitaria italiana è un segnale di grande valore, sia sul piano individuale sia su quello istituzionale», dichiara Alberto Barbieri, Coordinatore Generale di MEDU. «Migliaia di professioniste e professionisti della salute, insieme ai loro Ordini e alle società scientifiche, stanno affermando un principio molto semplice: la protezione di chi cura non è negoziabile.  La vicenda del dottor Abu Safiya e degli altri medici palestinesi detenuti riguarda anzitutto la loro vita, la loro libertà e la loro dignità, ma chiama in causa anche principi fondamentali della nostra professione: la neutralità della missione medica, il diritto alla cura, la protezione del personale sanitario nei conflitti armati e il rispetto delle garanzie fondamentali dello Stato di diritto. La comunità sanitaria italiana ha scelto di non restare in silenzio davanti a questa vicenda. Ora ci auguriamo che questa voce venga raccolta anche dalle istituzioni del nostro Paese.» L’adesione della Federazione Nazionale rappresenta un passaggio particolarmente importante nel percorso avviato da MEDU. L’obiettivo della campagna è ora quello di portare questa richiesta all’attenzione del governo italiano e delle istituzioni europee, affinché si attivino con urgenza presso le autorità israeliane per chiedere il rilascio del dottor Hussam Abu Safiya, degli altri medici palestinesi detenuti e il pieno rispetto delle garanzie previste dal diritto internazionale. MEDU invita professioniste e professionisti della salute, Ordini, società scientifiche, ospedali, università, reti sanitarie e mezzi di informazione a continuare a diffondere la petizione e questo appello. Ampliare la mobilitazione è essenziale per dare maggiore forza alle richieste che saranno rivolte al governo italiano e alle istituzioni europee. Link per firmare la petizione su change.org. Dr. Musab Samaan; Dr. Omar Amar; Dr. Ahmad Musa; Dr. Nahad Abu Taima; Dr. Medhat Abu Tabng’; Dr.  Hussam Abu Safiya; Dr. Murad Alkuka; Dr. Mahmud Hallak; Dr. Hamza Abu Sabha; Dr. Ahmad Shahada;  Dr. Hassan Almukayed; Dr. Raed Mahdi; Dr. Akram Abu Odeh; and Dr. Muhammad Ubaid. Redazione Italia
July 15, 2026
Pressenza