AMBIENTE: INCENDIO ALLA VALLI SPA DI LONATO DEL GARDA. QUALI I RISCHI SANITARI PER LA POPOLAZIONE?
Sono servite oltre 24 ore di lavoro intenso per spegnere l’ultimo focolaio di
incendio divampato a Castel Venzago di Lonato domenica pomeriggio in un
capannone della Valli spa, azienda specializzata nel trattamento e gestione di
rifiuti, plastica in particolare. Le operazioni di spegnimento e messa in
sicurezza hanno coinvolto 35 vigili del fuoco contemporaneamente, provenienti da
tutta la provincia di Brescia e oltre, con 4 squadre con autopompa (aps), 3
autobotti, 2 autoscale, un mezzo speciale dall’aeroporto di Montichiari: nella
sola giornata di domenica sono stati utilizzati più di 40mila litri d’acqua. Una
colonna di denso fumo nero si è levata in cielo per chilometri, visibile da
chilometri di distanza destando preoccupazione tra tutti gli abitanti del basso
Garda.
A Lonato resta in vigore l’ordinanza firmata dal sindaco Nicola Bianchi che
obbliga residenti e attività – nel raggio di 1 km dallo stabilimento Valli spa –
a tenere le finestre chiuse ed evitare di stare all’aperto, evitare l’assunzione
di alimenti o acqua lasciati all’aperto e potenzialmente contaminati, non
mangiare frutta e verdura dagli orti, mantenere gli animali d’affezione e da
cortile all’interno di locali chiusi. Alcune aziende di Lonato, nella giornata
di lunedì, hanno mandato a casa i propri dipendenti per via dell’aria a tratti
irrespirabile.
Il monitoraggio dell’aria nel frattempo continua senza sosta, affidato ad Arpa
Lombardia e proseguirà per alcuni giorni fino al ripristino delle condizioni
ordinarie di qualità dell’aria. Quali i rischi sanitari per la popolazione?
Celestino Panizza ISDE Brescia(medici per l’ambiente) Ascolta o scarica
Sulla vicenda è intervenuto con una nota anche il Collettivo Gardesano Autonomo
: L’incendio che ha coinvolto la Valli Spa di Lonato non può essere archiviato
come un semplice incidente. Secondo la cronaca, il rogo è durato oltre sei ore,
con una colonna di fumo visibile a molti chilometri di distanza. Per tutta la
serata e anche nella mattinata successiva sono arrivate numerose segnalazioni da
diversi comuni del Basso Garda – da Montichiari a Calcinato, fino a Desenzano –
che riferivano di forti odori e aria irrespirabile.
Di fronte a una situazione di questa portata, è legittimo interrogarsi
sull’opportunità di aver circoscritto le misure di precauzione a un’area di
appena un chilometro dal capannone interessato dall’incendio, soprattutto
considerando le diffuse segnalazioni provenienti da territori ben più lontani.
Altrettanto grave è stata la gestione dell’informazione: ordinanze diffuse solo
in tarda serata, comunicazioni frammentarie e l’assenza, per gran parte della
giornata, di indicazioni chiare e tempestive da parte delle istituzioni preposte
alla tutela della salute pubblica. Ma c’è anche un tema più ampio che non può
essere ignorato. Eventi di questo tipo non possono essere trattati come episodi
isolati. Esistono precedenti, anche molto vicini a noi, come il caso della
Versalis di Mantova, che impongono una riflessione sul rapporto tra impianti
industriali, sicurezza e salute pubblica. Inoltre, in un contesto di cambiamento
climatico e di estati sempre più estreme, gli incendi che coinvolgono capannoni
e impianti industriali stanno diventando sempre più frequenti e richiedono una
discussione politica seria sulla prevenzione e sulla gestione del rischio. Anche
la storia della Valli Spa merita attenzione. Negli anni l’azienda è stata al
centro di un lungo confronto pubblico riguardo all’impatto ambientale delle
proprie attività, in particolare per il progetto dell’impianto a biogas,
contestato da comitati di cittadini e da diversi enti locali. Nel corso
dell’iter autorizzativo sono emerse osservazioni e richieste di integrazione da
parte degli enti tecnici, mentre negli anni successivi non sono mancati
controlli, contestazioni amministrative e procedimenti legati al rispetto delle
autorizzazioni ambientali. Chi trae profitto dal trattamento dei rifiuti deve
assumersi pienamente la responsabilità dei rischi connessi alla propria
attività. La tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, così come
di chi vive sul territorio, deve venire prima degli interessi economici. Per
questo riteniamo necessario che venga fatta piena chiarezza sull’accaduto, che
siano resi pubblici tutti i dati sui monitoraggi ambientali e che si apra
finalmente un confronto pubblico sul modello di sviluppo industriale e sulla
reale capacità di prevenire eventi come quello di Lonato”.
Ne abbiamo parlato con Alessandro Scattolo del CGA Ascolta o scarica