Questo caldo è una scelta
Torino, 13/07/2026 – Extinction Rebellion incolla sui muri della città manifesti
colorati per portare l’attenzione sulle reali cause e responsabilità del caldo
estremo delle ultime settimane. Scritte molto dirette, come “Questo caldo è una
scelta” e “Questo caldo è gentilmente offerto da Governo e Regione Piemonte” il
cui obiettivo è sottolineare che quanto stiamo vivendo deriva dalle scelte
politiche degli ultimi anni.
Nella notte i muri di Torino, da Quadrilatero ad Aurora, si sono ancora una
volta ricoperti dei manifesti colorati di Extinction Rebellion. “Questo caldo è
una scelta” e “Questo caldo è stato gentilmente offerto da Governo e Regione
Piemonte” sono alcune delle scritte che sono comparse nella notte. “Un modo per
portare l’attenzione non solo sul caldo asfissiante che da settimane attanaglia
l’Europa, ma anche sulle responsabilità politiche e sulle conseguenze sulla vita
delle persone” afferma Extinction Rebellion.
Le ultime settimane hanno infatti mostrato che in Piemonte il caldo estremo non
è più un’eccezione. La terza ondata di calore, dopo quelle di maggio e di fine
giugno, si è abbattuta in questi giorni sulle nostra regione, con picchi
previsti oltre i 40°C, mentre l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha
dichiarato un’emergenza sanitaria in tutta Europa, con aumento di accessi al
pronto soccorso e morti per il caldo. Le dichiarazioni e del Presidente del
Senato Ignazio La Russa “Ci abitueremo al clima caraibico, non vuol dire che
morirermo” e dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati “Invito tutti a seguire
alcune semplici precauzioni, prestando particolare attenzione alle persone più
fragili”, sono state criticate da molti osservatori, tra cui il premio Nobel per
la Fisica Giorgio Parisi, poiché minimizzerebbero la gravità della situazione,
sottovalutando il disagio e la sofferenza della popolazione.
Nell’ondata di caldo di fine giugno a Torino è stato rilevato, per gli ultimi
dieci giorni del mese, un incremento del 35% dei decessi, in particolare tra gli
over 65, pari a 83 persone che hanno perso la vita. Inoltre, uno studio
dell’Istat sui dati del 2025, evidenzia come il caldo a Torino non colpisca
tutti allo stesso modo. Tra la collina e alcune zone periferiche, come Mirafiori
Sud, si registrano differenze di temperatura al suolo che superano i 15 gradi,
il divario più elevato rilevato in Italia.
“Queste ondate di calore, così intense e prolungate, rendono finalmente ovvio
che la crisi ecoclimatica è una tragica realtà – dichiara Alan – Il dibattito
pubblico si sta però concentrando sulla mitigazione delle temperature in città,
mentre le cause e le responsabilità politiche sembrano passare in secondo piano:
dipendenza dalle fonti fossili, consumo di suolo, infrastrutture urbane che
moltiplicano il calore, investimenti in modelli produttivi inquinanti, ritardi
sistematici nell’adattamento delle città”. Sotto accusa è quindi la politica
energetica del Governo che privilegia le fonti fossili, potenziando le
importazioni di metano liquido da Stati Uniti e Qatar e rimandando al 2038 la
chiusura della centrali a carbone, programmata per il 2025 e quindi ritardandola
di 13 anni. Per quanto riguarda il Piemonte, il 52% dell’energia elettrica
deriva dalla combustione di gas metano e gli investimenti e il sostegno a
industrie dal grande impatto ambientale e fortemente energivore, come quella
dello sci, sono consistenti: 50 milioni con il Bando Neve del 2025.
“Il caldo estremo è parte di una crisi climatica che accentua l’ingiustizia
sociale, quando gli effetti vengono scaricati su chi ha meno risorse per
affrontarli. La scelta, adesso, è tra continuare a lasciare che il caldo
peggiori la nostra vita oppure cambiare rotta, seguendo la scienza e costruendo
città più vivibili, verdi, giuste e capaci di proteggere tutte e tutti” dichiara
Extinction Rebellion.
Extinction Rebellion