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Migranti e (misconosciute) politiche di integrazione
Gli ultimi sondaggi elettorali danno in crescita il partito di Vannacci, soprattutto tra gli elettori con i redditi più bassi. Sembra assurdo ma in realtà non lo è. Credo che il dato di partenza stia nel fatto che ormai la questione dei migranti sia quella che, in modo quasi esclusivo, divide l’elettorato di destra da quello di sinistra. Per quanto strano possa sembrare credo che ormai la gente comune, a partire dai più poveri, si sia come rassegnata alle nefandezze del neoliberismo (anche militarista). Diritti del lavoro, tassazione progressiva contro la ricchezza, rilancio della sanità pubblica, pacifismo, e via dicendo, vengono vissute come belle ma irraggiungibili chimere. Al contrario il tema del migrante tocca questioni ritenute vitali, specialmente ora che più o meno tutti avvertono (anche in modo inconsapevole) il senso di profonda decadenza dell’Occidente e dell’Europa in particolare. Sia il vedere l’altro come opportunità di incontro e di crescita reciproca sia la paura dello straniero e del diverso sono entrambi dati antropologici che ci appartengono. La politica sfrutta in modo ingannevole e strumentale questi sentimenti. Da una parte la destra xenofoba che illude con idee come respingimenti e remigrazione, che oltre a quanto possano essere sbagliate, sono anche del tutto irrealizzabili. Dall’altra parte la sinistra radical chic parla a vanvera di accoglienza, ignorando che il vero problema è la concreta integrazione. Mi permetto di indicare tre vie che andrebbero seguite: 1 – REGOLARE I FLUSSI MIGRATORI È difficile, ma intanto si potrebbe creare (per esempio) un tavolo permanente di confronto tra Europa e paesi africani, o anche una Conferenza del Mediterraneo per trovare soluzioni comuni. Non con lo scopo di respingere ma, al contrario, per programmare gli arrivi. 2 – POLITICHE DI INTEGRAZIONE Andrebbero realizzati, (anche attraverso il sistema scolastico) corsi per stranieri per apprendere la lingua e per studiare la Costituzione e le nostre leggi, anche con esami finali che potrebbero accelerare i tempi della concessione della cittadinanza. 3 – POLITICHE A FAVORE DELLA MATERNITÀ Si tratta di una questione collaterale ma fondamentale. Il senso di perdita e di caduta del nostro mondo, che alimenta la paura dello straniero, si fonda anche su quello che è ormai un vero e proprio suicidio demografico. Al riguardo sarebbe necessario istituire una serie di misure, come per esempio: un congruo premio di maternità; prolungare i tempi del congedo parentale dividendolo obbligatoriamente a metà tra la madre e il padre (così gli uomini la smetteranno di sentirsi il “ministero degli esteri” della famiglia); infine creare una rete nazionale di asili nido completamente gratuiti, da considerare come parte del servizio scolastico nazionale (e non come puri “posteggi”). Nascerà un soggetto politico capace di prendersi cura di queste esigenze? Antonio Minaldi
July 7, 2026
Pressenza