Tag - economia di guerra

Germania: il riarmo non risolverà la crisi industriale
Diciamolo subito: l’unico modo in cui l’economia di guerra può garantire la piena occupazione, o comunque sostituirsi all’industria civile quando questa è in crisi, è invischiandosi in una guerra vera e propria, di quelle simmetriche preferibilmente. Lo sapeva bene l’establishmente nazista, e lo dovrà scoprire, suo malgrado, anche l’attuale classe […] L'articolo Germania: il riarmo non risolverà la crisi industriale su Contropiano.
Dividendi da record. L’industria delle armi europea vola col riarmo
Spinti della transizione verso un’economia di guerra, risposta comune delle capitali europee alla crisi industriale, i maggiori gruppi del settore bellico del Vecchio Continente si apprestano a distribuire agli azionisti una cifra record: circa 5 miliardi di dollari tra dividendi e riacquisti di azioni (buyback). Si tratta del livello più […] L'articolo Dividendi da record. L’industria delle armi europea vola col riarmo su Contropiano.
A San Benedetto del Tronto il NO delle Marche all’economia di guerra
Flash mob davanti al porto nella memoria della tragedia del Rodi. Dicono che erano vent’anni che a San Benedetto del Tronto non si vedeva una manifestazione così partecipata. Il corteo partito dall’ex-Ballarin con un migliaio e più di persone si è via via ingrossato strada facendo lungo il percorso concordato con la Questura, dopo diverse trattative e richieste di modifica. “NO alle Vostre Guerre!” lo slogan della manifestazione del 27 dicembre, organizzata da Coordinamento Marche per la Palestina, Sumud Centro Culturale Palestinese delle Marche, Vibrata per la Palestina e Piceno per la Palestina. Sicuramente la notizia degli arresti di esponenti delle comunità palestinesi in Italia, avvenuti la mattina stessa ed eseguiti direttamente su richiesta di Israele ha creato indignazione e portato in strada più persone. Fermo restando la presunzione di innocenza per le persone coinvolte, le cui eventuali responsabilità accerteranno i magistrati, quello che sta accadendo in Italia negli ultimi giorni è assai preoccupante, grave ed inquietante. Come bene ha scritto la giornalista Federica D’Alessio sul suo profilo social sabato scorso: “Siamo in piena israelizzazione dell’Italia e dell’Europa, e lo Stato di apartheid contro i palestinesi, gli arabi, i musulmani; e a seguire chiunque farà comodo etichettare come ‘terrorista’ senza avanzare alcuna prova di un agire terrorista è già pienamente in vigore.” A San Benedetto del Tronto sono convogliate persone, oltre che da tutte le Marche, anche dal confinante Abruzzo. Durante il lungo percorso, il corteo si è fermato per due flash mob, il primo davanti alla GEM Elettronica, l’azienda rilevata al 65% da Leonardo S.p.A nel 2024 e il secondo davanti alla sede di banca Intesa Sanpaolo, una delle note ‘banche armate’. “In moltissimi ci hanno detto in queste settimane – ha spiegato Ilaria di Piceno per la Palestina – che GEM Elettronica non produce armi ma soltanto radar, che non produce per il militare, ma solo per il civile. Noi tutto questo lo smentiamo. La GEM ELETTRONICA produce radar sì, ma sono pezzi anche di armi e di sistemi d’arma! Inoltre non è vero che produce solo civile, c’è scritto nel suo sito che parte dei suoi prodotti riguarda la difesa e le armi, e ci sono anche elencati tutti i prodotti che rientrano specificamente nella categoria. Noi oggi siamo qui a dire a tutte le persone presenti ed anche alle lavoratrici e ai lavoratori che non siamo contro di loro! Sappiamo benissimo che senza lavoro non si vive, ma sappiamo benissimo che vivere di un lavoro che uccide fa male! Care lavoratrici e lavoratori GEM, difendere il lavoro non significa soltanto difendere il salario, difendere il contratto; significa anche difendere il diritto a non alienarsi mentre si lavora, a fare un lavoro che ci fa stare bene, un lavoro coerente con i vostri valori!” Particolarmente significativa è stata la sosta davanti al porto della città marchigiana. Quelli delle festività natalizie sono giorni particolari per la memoria democratica e del lavoro di San Benedetto del Tronto. Il 23 dicembre 1970 avvenne la tragedia del motopeschereccio Rodi, nel quale perirono per annegamento tutti e dieci i lavoratori imbarcati, tutti marittimi sanbenedettesi. Ci furono molte opacità nella dinamica e tempistica dei soccorsi, tanto che quattro corpi non vennero mai ritrovati. In quei giorni oggi già così lontani nel tempo la città si sollevò, ci furono proteste e l’occupazione dei binari della stazione ferroviaria. Un fatto tragico, ricostruito nel bel libro di Silvia Ballestra, “I giorni della rotonda”. Lì, al porto, dove 55 anni fa si ritrovarono i sanbenedettesi alla notizia del naufragio, sono stati ricordati i nomi delle vittime: Agostino Di Felice, Alteo Palestini, Domenico Miarelli, Silvano Falaschetti, Antonio Alessandrini, Francesco Pignati, Giovanni Palumbo, Giovanni Liberati, Marcello Ciarrocchi, Ivano Mengoni. “Quel Natale del 1970 è difficile da dimenticare per questa città e vive nella nostra memoria, poiché carico di dolore e rabbia” ha ricordato un’attivista di fronte la porto. “La mobilitazione della popolazione in quei giorni fu quindi un autentico atto di resistenza civile, che divenne simbolo di resilienza e unità comunitaria. Una protesta che non divide, ma unisce, una rivolta popolare che pone le basi per il confronto con le istituzioni, che porta la gente di mare a uscirne più forte e consapevole della propria identità. La tragedia del Rodi ci ricorda che nessun diritto di cui godiamo oggi è nato dal silenzio o dall’indifferenza, ma ogni conquista è stata ottenuta grazie a persone che hanno scelto di partecipare, esporsi e mobilitarsi. La partecipazione civile è una responsabilità! La democrazia vive anche nelle strade, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, dove le persone si incontrano, possono informarsi, discutere, scambiare opinioni e far sentire la propria voce! Manifestare il dissenso è fondamentale, perché esso muove verso il cambiamento e il miglioramento delle nostre condizioni di vita! Quando protestiamo, ricordiamo a chi ci governa che il loro potere esiste perché qualcuno glielo ha concesso e che può e deve essere messo in discussione”. Numerosi sono stati gli interventi complessivi durante la manifestazione, compresa la lettura del testo inviato da Silvia Severini, anconetana, dell’equipaggio della Global Sumud Flotilla: “Le luci si sono spente su Gaza e sulla Palestina tutta. Israele e gli Stati Uniti lo hanno fatto con metodo, in maniera scaltra e strategica, proprio quando l’umanità si stava risvegliando e unita faceva sentire la sua voce. Nell’oscurità si può uccidere in silenzio, la parola tregua è un pretesto per continuare a uccidere mentre il mondo tira un sospiro di sollievo. Ci sono stati più di duecento morti a Gaza dalla proclamazione della pace, hanno colpito anche una scuola dove si stavano celebrando dei matrimoni e dove molti si erano rifugiati. Il mondo è rimasto in silenzio ovattato e cullato dai vari “Jingle bell”. E’ questa che noi occidentali chiamiamo pace, oppure è una pace che per i palestinesi tutto sommato può andare bene?   C’è un genocidio in atto di là del Mediterraneo e Gaza è diventata il termometro morale dell’Occidente. Gaza è il paradigma della legge della prepotenza, del potere, della barbarie che schiaccia il diritto, la giustizia, l’umanità. Se accetteremo tutto questo, vuol dire che chi ha spento la luce lo ha fatto forte della nostra cecità. La flottiglia è quel fuoco che sta sotto la cenere, pronto a riaccendersi. La flottiglia siamo tutti noi che non siamo disposti a tacere, siamo quelli che a un certo punto hanno smesso di fare la loro “vita normale” perché la storia ti tira dentro, perché non ce la fai più a startene fermo a guardare. La flottiglia, quaranta barche in mare, cinquecento persone da tutto il mondo; abbiamo fatto paura noi armati di nonviolenza, avete fatto paura voi a terra che protestavate, che vi ritrovavate in piazza senza nemmeno un pronti, via! E allora pronti a ripartire! La Global Sumud Flotilla non si è fermata, anzi, siamo già al lavoro per partire in primavera con nuove missioni di terra e di mare più grandi delle precedenti, tanto per far capire ancora una volta da che parte stiamo!” Sabato 27 dicembre da San Benedetto del Tronto, così come da altre piazze d’Italia, si sono levate molte voci che non accettano la repressione del dissenso e la progressiva trasformazione dell’Italia in una delle contemporanee democrature occidentali. Così come non accettano che siano i servizi segreti di uno Stato genocida, qual è Israele, a dirigere le istituzioni repubblicane italiane.   Leonardo Animali
Gli emendamenti alla finanziaria la stanno rendendo ancora più guerrafondaia
In questi giorni abbiamo assistito agli ultimi colpi di mano possibili in vista dell’approvazione di una delle leggi di bilancio più complesse. Non tanto per le priorità, dato che quelle sono condivise da tutti e sono quelle del riarmo, ma per come far quadrare i conti, tra la procedura di […] L'articolo Gli emendamenti alla finanziaria la stanno rendendo ancora più guerrafondaia su Contropiano.
Puntata del 25/11/2025@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti delegato della CUB e della redazione del blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa sulla conferenza stampa del 26/11/2025: “Ferrovieri contro la guerra, Coordinamento Antimilitarista Livornese, Cub Pisa danno appuntamento alle realtà contro la guerra e la militarizzazione dei territori, ai sindacati promotori dello sciopero generale del 28 Novembre per una conferenza stampa che si terrà Mercoledi’ 26\11 alle ore 15 in piazza della Stazione di Pisa (davanti alla fontana). Nella occasione parleremo di quanto sta avvenendo sulla linea ferroviaria Pisa-Livorno e in merito al potenziamento della base militare di Camp Darby per il trasporto di armi e munizioni anche a seguito della discussione avvenuta in Consiglio comunale a Pisa lo scorso 13 Novembre con la interpellanza di Diritti in Comune.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Lorenzo Giustolisi dell’esecutivo nazionale confederale USB sullo sciopero generale del 28/11/2025: “Lo sciopero generale del 28 novembre sarà un’importante giornata di lotta contro la finanziaria di guerra del Governo Meloni: in decine di città in tutto il Paese si stanno preparando le mobilitazioni contro i tagli e le politiche del riarmo, per la fine dei rapporti con lo stato israeliano e del genocidio in Palestina, per i salari e le pensioni” A Torino l’appuntamento è alle ore 10 Piazza XVIII Dicembre Federico ci ha ricordato anche l’impegno che l’USB sta cercando di portare per far confluire tutte le realtà sindacali e politiche alla manifestazione nazionale a Roma che partirà da Porta San Paolo alle ore 14:00 il 29/11/2025 e che: Hai diritto di scioperare! Il 28 Novembre 2025 è stato proclamato Sciopero Generale da USB – Unione Sindacale di Base. Nessun obbligo di preavviso. Nessuna sanzione possibile. Sciopero legittimo ai sensi della L.146/90. Qualsiasi provvedimento disciplinare è nullo. Se lavori nei servizi essenziali (sanità, porti, aeroporti, stazioni, scuola) contatta il delegatə sul posto di lavoro per avere tutte le informazioni. Difendi i tuoi diritti, sciopera con noi! Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della serata è stato nuovamente quello dello sciopero generale. Abbiamo voluto sentire il punto di vista del SiCobas, intervistando Fabio, esponente della sezione torinese del sindacato di base, per farci illustrare le principali motivazioni per intraprendere questo doppio appuntamento nel fine settimana del 28 e 29 novembre di sciopero e mobilitazioni. Infatti oltre alla piazza nazionale a Roma, si terrà anche un appuntamento a Milano sabato 29 in risposta all’ ultima finanziaria del governo Meloni, in solidarietà alla alla resistenza palestinese contro la corsa al riarmo e l’economia di guerra. Obbligatorio è stato anche il passaggio sulla paradigmatica vicenda che ha visto protagonista l’Imam di Torino Mohamed Shahin e l’iniziativa di una mobilitazione permanente per chiedere la sua liberazione. Buon ascolto
Puntata del 25/11/2025@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti delegato della CUB e della redazione del blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa sulla conferenza stampa del 26/11/2025: “Ferrovieri contro la guerra, Coordinamento Antimilitarista Livornese, Cub Pisa danno appuntamento alle realtà contro la guerra e la militarizzazione dei territori, ai sindacati promotori dello sciopero generale del 28 Novembre per una conferenza stampa che si terrà Mercoledi’ 26\11 alle ore 15 in piazza della Stazione di Pisa (davanti alla fontana). Nella occasione parleremo di quanto sta avvenendo sulla linea ferroviaria Pisa-Livorno e in merito al potenziamento della base militare di Camp Darby per il trasporto di armi e munizioni anche a seguito della discussione avvenuta in Consiglio comunale a Pisa lo scorso 13 Novembre con la interpellanza di Diritti in Comune.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Lorenzo Giustolisi dell’esecutivo nazionale confederale USB sullo sciopero generale del 28/11/2025: “Lo sciopero generale del 28 novembre sarà un’importante giornata di lotta contro la finanziaria di guerra del Governo Meloni: in decine di città in tutto il Paese si stanno preparando le mobilitazioni contro i tagli e le politiche del riarmo, per la fine dei rapporti con lo stato israeliano e del genocidio in Palestina, per i salari e le pensioni” A Torino l’appuntamento è alle ore 10 Piazza XVIII Dicembre Federico ci ha ricordato anche l’impegno che l’USB sta cercando di portare per far confluire tutte le realtà sindacali e politiche alla manifestazione nazionale a Roma che partirà da Porta San Paolo alle ore 14:00 il 29/11/2025 e che: Hai diritto di scioperare! Il 28 Novembre 2025 è stato proclamato Sciopero Generale da USB – Unione Sindacale di Base. Nessun obbligo di preavviso. Nessuna sanzione possibile. Sciopero legittimo ai sensi della L.146/90. Qualsiasi provvedimento disciplinare è nullo. Se lavori nei servizi essenziali (sanità, porti, aeroporti, stazioni, scuola) contatta il delegatə sul posto di lavoro per avere tutte le informazioni. Difendi i tuoi diritti, sciopera con noi! Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della serata è stato nuovamente quello dello sciopero generale. Abbiamo voluto sentire il punto di vista del SiCobas, intervistando Fabio, esponente della sezione torinese del sindacato di base, per farci illustrare le principali motivazioni per intraprendere questo doppio appuntamento nel fine settimana del 28 e 29 novembre di sciopero e mobilitazioni. Infatti oltre alla piazza nazionale a Roma, si terrà anche un appuntamento a Milano sabato 29 in risposta all’ ultima finanziaria del governo Meloni, in solidarietà alla alla resistenza palestinese contro la corsa al riarmo e l’economia di guerra. Obbligatorio è stato anche il passaggio sulla paradigmatica vicenda che ha visto protagonista l’Imam di Torino Mohamed Shahin e l’iniziativa di una mobilitazione permanente per chiedere la sua liberazione. Buon ascolto
Puntata del 25/11/2025@2
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti delegato della CUB e della redazione del blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa sulla conferenza stampa del 26/11/2025: “Ferrovieri contro la guerra, Coordinamento Antimilitarista Livornese, Cub Pisa danno appuntamento alle realtà contro la guerra e la militarizzazione dei territori, ai sindacati promotori dello sciopero generale del 28 Novembre per una conferenza stampa che si terrà Mercoledi’ 26\11 alle ore 15 in piazza della Stazione di Pisa (davanti alla fontana). Nella occasione parleremo di quanto sta avvenendo sulla linea ferroviaria Pisa-Livorno e in merito al potenziamento della base militare di Camp Darby per il trasporto di armi e munizioni anche a seguito della discussione avvenuta in Consiglio comunale a Pisa lo scorso 13 Novembre con la interpellanza di Diritti in Comune.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Lorenzo Giustolisi dell’esecutivo nazionale confederale USB sullo sciopero generale del 28/11/2025: “Lo sciopero generale del 28 novembre sarà un’importante giornata di lotta contro la finanziaria di guerra del Governo Meloni: in decine di città in tutto il Paese si stanno preparando le mobilitazioni contro i tagli e le politiche del riarmo, per la fine dei rapporti con lo stato israeliano e del genocidio in Palestina, per i salari e le pensioni” A Torino l’appuntamento è alle ore 10 Piazza XVIII Dicembre Federico ci ha ricordato anche l’impegno che l’USB sta cercando di portare per far confluire tutte le realtà sindacali e politiche alla manifestazione nazionale a Roma che partirà da Porta San Paolo alle ore 14:00 il 29/11/2025 e che: Hai diritto di scioperare! Il 28 Novembre 2025 è stato proclamato Sciopero Generale da USB – Unione Sindacale di Base. Nessun obbligo di preavviso. Nessuna sanzione possibile. Sciopero legittimo ai sensi della L.146/90. Qualsiasi provvedimento disciplinare è nullo. Se lavori nei servizi essenziali (sanità, porti, aeroporti, stazioni, scuola) contatta il delegatə sul posto di lavoro per avere tutte le informazioni. Difendi i tuoi diritti, sciopera con noi! Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della serata è stato nuovamente quello dello sciopero generale. Abbiamo voluto sentire il punto di vista del SiCobas, intervistando Fabio, esponente della sezione torinese del sindacato di base, per farci illustrare le principali motivazioni per intraprendere questo doppio appuntamento nel fine settimana del 28 e 29 novembre di sciopero e mobilitazioni. Infatti oltre alla piazza nazionale a Roma, si terrà anche un appuntamento a Milano sabato 29 in risposta all’ ultima finanziaria del governo Meloni, in solidarietà alla alla resistenza palestinese contro la corsa al riarmo e l’economia di guerra. Obbligatorio è stato anche il passaggio sulla paradigmatica vicenda che ha visto protagonista l’Imam di Torino Mohamed Shahin e l’iniziativa di una mobilitazione permanente per chiedere la sua liberazione. Buon ascolto
Usb e Calp lanciano appello al boicottaggio dell’economia di guerra: 28 novembre sciopero generale, 29 novembre manifestazione nazionale
La finanziaria del riarmo del Governo Meloni è in continuità con le politiche belliciste portate avanti negli ultimi anni, ma ne rappresenta anche un ulteriore salto d qualità, con i servizi pubblici che vengono sacrificati sull’altare dell’economia di guerra, mentre l‘inflazione continua a crescere ed i salari sono fermi da […] L'articolo Usb e Calp lanciano appello al boicottaggio dell’economia di guerra: 28 novembre sciopero generale, 29 novembre manifestazione nazionale su Contropiano.
RWM: fabbrica di bombe come modello di sviluppo europeo?
Il lungo elenco di irregolarità ha consentito alla fabbrica di bombe RWM di ingrandirsi senza ostacoli sul territorio del Sud Sardegna. Ora una dettagliata lettera scritta da tredici associazioni pacifiste e ambientaliste, da un partito e da un’organizzazione sindacale, prima firmataria Italia Nostra, elenca tutti gli abusi non sanabili commessi; la mancata presentazione alla Soprintendenza Archeologica, Paesaggistica e Beni Ambientali di progetti per opere ricadenti in area a vincolo paesaggistico; addirittura la costruzione di impianti industriali (magazzini, strutture produttive, locali tecnici, piazzali) in una zona a rischio idraulico Ri4 perché realizzati all’interno della fascia di 150 metri dal letto del Rio Figu. Quindi con gravi rischi di esondazione e conseguente coinvolgimento di strutture ad alta pericolosità. La scheda tecnica, presentata ufficialmente alla presidente della Regione Alessandra Todde, diviene uno strumento fondamentale per quella Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che dovrà essere data entro i termini fissati dal TAR perché la fabbrica, già in espansione, possa essere autorizzata ad un vasto ampliamento. Mentre la Regione prende tempo, il governo dimostra ancora una volta di essere insofferente sul rispetto di regole fondamentali per la sicurezza dei cittadini. La prima sollecitazione a fare in fretta è giunta all’assessore all’industria Cani. Molto più esplicito il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda che è anche presidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera. Ecco cosa ha dichiarato: “La gestione da parte della Giunta Regionale della Sardegna dell’ampliamento dello stabilimento RWM è guidata dall’ideologia e rischia di condannare l’isola ad una reputazione di ostilità verso l’industria e lo sviluppo (…). Le nostre navi commerciali come le difendiamo dalla pirateria e dagli attacchi nel Mar Rosso? (…). Così facendo stanno condannando l’isola ad una decrescita infelice”. Singolare affermazione fatta contestualmente alle affermazioni del ministro Urso sul fallimento dell’ipotesi polo-zinco a Portovesme e nei giorni di allarme sindacale con contestuale silenzio tombale del governo sull’Eurallumina. Nessun impegno, passiva accettazione della totale deindustrializzazione. Il non detto, quindi, è che l’unico sviluppo industriale sarà quello della produzione di armi ed esplosivo in omaggio alla Rheinmetall l’azienda proprietaria della RWM che, secondo quanto qualche giorno fa ha scritto Huffington Post, è diventata la nuova potenza militare d’Europa. Potenza militare con ambizioni imperialiste: colonizzazione delle aree più sofferenti di tutta Europa. Tra queste, ovviamente, il Sulcis. Ma il governo della Sardegna può davvero accettare passivamente questa logica di militarizzazione di tutto il continente esplosa negli ultimi tre anni e mezzo? Logica giustificata con cosiddette esigenze di difesa, così come ha tentato di dire anche il deputato Deidda. Eppure sono le stesse cifre diffuse dalla RWM Italia a smentire questa versione dei fatti. Il bilancio al 31 dicembre 2024 dimostrava che mentre il portafoglio degli ordini dichiarava un totale del 15.5% per l’Italia – contro l’80.4% per l’estero –, molto più netto è stato il divario dei ricavi: dall’Italia solo l’1.8% contro il 24.8% dall’Unione Europea e il 64.3% dai Paesi extraeuropei. Economia di guerra? Sì, dunque. E tutto questo sarebbe in linea con il sacro articolo 11 della Costituzione? La vocazione alla pace dell’Italia e della Sardegna deve dunque passare per fermare l’ossessione europea del riarmo destinando a questo settore cifre iperboliche contro tutti gli altri bisogni della società, in particolare a danno delle componenti più sofferenti e fragili. In Sardegna il no a questa nuova forma di colonizzazione, subdola, fatta in nome dei posti di lavoro trovati nell’attuale deserto occupazionale, deve passare sia attraverso la ricerca di una solida riconversione industriale della fabbrica delle bombe, sia attraverso la scrittura di un nuovo statuto che non solo promuova l’autogoverno ma che respinga qualunque tentativo di colonizzazione dell’isola, men che meno quella che affida agli oggetti portatori di morte non di pace un possibile futuro economico. La battaglia riguarda in prospettiva anche tante altre zone italiane in difficoltà. Se passa la linea del ‘comunque si deve fare’, l’operazione si diffonderà rapidamente a macchia d’olio. p.s. Articolo 21 liberi di… continuerà a seguire, con appuntamento settimanale il giovedì, gli sviluppi della vicenda RWM. Ottavio Olita, 12 novembre Articolo 21
Investimenti pubblici nell’industria bellica: il caso Fincantieri
Sono tanti i casi di accordi pubblico-privati nel settore bellico italiano. Ne è un ennesimo esempio quello di Fincantieri, gruppo controllato dallo Stato, che ha firmato un’intesa strategica con la start-up italiana Defcomm, specializzata nei droni per il settore marittimo. Questo per accelerare lo sviluppo di unità navali e droni di superficie destinati a missioni di […]