(MALA)POLIZIA: LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI CONDANNA L’ITALIA PER L’INDAGINE “INEFFICACE” SUL PESTAGGIO NEL 2017 DI LUCA FANESI, ULTRAS DELLA SAMBENEDETTESE
La Corte europea dei diritti umani (Cedu) ha condannato l’Italia per non aver
condotto un’inchiesta efficace su un “possibile uso eccessivo della forza da
parte della polizia nei confronti di un tifoso della Sambenedettese”, Luca
Fanesi, ultras rossoblu, gravemente ferito il 5 novembre del 2017, durante una
trasferta a Vicenza. L’uomo aveva subito (almeno) un violento colpo di
manganello alla nuca durante una carica di polizia; causati danni permanenti che
continuano a persistere ancora oggi.
Nella sentenza la Cedu sostiene che ” l’indagine condotta dalle autorità
giudiziarie non è stata sufficientemente approfondita” e che “il governo non ha
dimostrato in modo soddisfacente che le lesioni riportate dall’uomo siano state
dovute esclusivamente a fattori diversi dai maltrattamenti inflitti dagli agenti
di polizia con i manganelli“. Lo Stato dovrà risarcire Fanesi con 100 mila euro
per danni materiali, 30 mila per danni morali e 20 mila per le spese legali.
Secondo la Cedu, Fanesi oggi “alterna fasi di calma a episodi di agitazione
psicomotoria, con difficoltà di controllo emotivo-comportamentale, disturbi di
memoria e attenzione, e un’alterazione severa del linguaggio come parafrasie,
neologismi, difficoltà di comprensione dei messaggi complessi”.
Il ricorso a livello europeo era stato presentato dai famigliari di Fanesi, con
gli avvocati Fabio Anselmo e Antonella Mascia, dopo che in Italia il processo fu
archiviato con un nulla di fatto. “La sentenza europea – spiega Max Fanesi,
fratello di Luca, a Radio Onda d’Urto – potrebbe aiutarci a chiedere la
riapertura delle indagini. Quello che ci dispiace è che non sia stato
identificato l’autore di quel gesto criminale”.
L’intervista su Radio Onda d’Urto a Max Fanesi, fratello di Luca, tifoso
marchigiano della Sambenedettese, gravemente ferito dalla Celere nell’autunno
2017 a Vicenza. Ascolta o scarica