Villini storici nella Carta per la Qualità: si conferma, nelle modifiche alle Norme Tecniche, la possibilità di demolizione e ricostruzione
(ANCHE DOPO L’ESAME DELLE OSSERVAZIONI E LE CONTRODEDUZIONI)
Nonostante le osservazioni, gli appelli, le polemiche, la maggioranza capitolina
persiste nella volontà di introdurre nelle Norme Tecniche del Piano Regolatore
la possibilità di demolizione e ricostruzione degli edifici censiti nella Carta
per la Qualità (sebbene subordinata al parere di Sovrintendenza e Dipartimento
Urbanistica). Ci chiediamo ancora una volta perchè, se un edificio merita la
demolizione, non si possa semplicemente stralciarlo dalla Carta. Ma soprattutto
chiediamo alle consigliere e ai consiglieri capitolini e municipali che hanno a
cuore la storia, la memoria e l’identità della nostra città, di cancellare
quella sciagurata previsione che può sfigurare per sempre il nostro patrimonio
collettivo.
A Roma i siti archeologici, i palazzi, le ville storiche, si sono conservati
grazie all’impegno e alla lungimiranza di chi ci ha preceduto e ai vincoli che
man mano sono stati decisi dalle Soprintendenze statali.
dal sito https://sitap.cultura.gov.it/
Ma c’è una parte del patrimonio storico della Capitale che pur non avendo le
tutele dei Beni culturali è stato dichiarato di particolare interesse dal Piano
Regolatore Generale approvato nel 2008, un patrimonio inserito in una “Carta
per la Qualità” che ha censito, e continua a censire, edifici e spazi che devono
essere trattati con riguardo.
Una mappa che riporta gli elementi più importanti della “Città storica”, il
centro di Roma compreso all’interno delle Mura Aureliane, ma anche i quartieri
costruiti dopo l’unità d’Italia, e nel ‘900, fino a includere importanti
realizzazioni dell’architettura contemporanea.
Carta per la Qualità – Elaborato G1 -b
La catalogazione della mappa, elaborato G1, è legata alla “Guida per la
Qualità degli interventi”, elaborato G2. La Guida contiene schede che
descrivono le caratteristiche delle varie tipologie di edificazioni e di spazi
aperti che si sono susseguite nel tempo, le cosiddette “Morfologie degli
impianti urbani”. Le schede individuano i “Tessuti” della Città storica,
cioè gli ambiti uniformi e caratteristici delle varie epoche.
L’obiettivo è definire le regole progettuali per il recupero degli edifici
inseriti nella Carta per la Qualità e le condizioni per gli interventi edilizi
che vi si possono effettuare, dal restauro alle trasformazioni che non ne
modifichino le caratteristiche.
La conservazione di questo importantissimo patrimonio collettivo è affidata alla
Sovrintendenza capitolina, chiamata a valutare i progetti che riguardano gli
edifici censiti e a suggerire modalità d’intervento compatibili con le
caratteristiche per cui un edificio è stato inserito nella Carta.
Le Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore tuttora vigente
disciplinano le trasformazioni del territorio, definendo i diritti e i doveri
dei proprietari di immobili e le regole per gli interventi edilizi.
Dividono la Città Storica in Tessuti, secondo l’epoca di appartenenza, e
prevedono per ogni tessuto la categoria di intervento che si può effettuare,
nell’ambito di categorie che vanno dalla manutenzione, al restauro, alla
Ristrutturazione edilizia, fino alla Demolizione e ricostruzione e alla nuova
costruzione.
Nelle attuali Norme Tecniche, si specifica che “Gli interventi ammessi nella
Città storica devono tendere alla conservazione dei caratteri peculiari e agli
obiettivi specifici dei diversi Tessuti, come descritti nella Guida per la
qualità degli interventi”. La demolizione e ricostruzione è ammessa nei Tessuti
di espansione otto-novecentesca – ad isolato e a lottizzazione edilizia
puntiforme – e nei Tessuti di espansione novecentesca, a fronti continue e di
edilizia puntiforme.
Ma questo vale per gli edifici che non sono censiti nella Carta per la
Qualità. Infatti le Norme precisano che gli interventi “devono effettuarsi nel
rispetto di quanto previsto dall’elaborato G2, “Guida per la qualità degli
interventi”. E nella Guida G2, naturalmente, non è prevista la demolizione e
ricostruzione per gli edifici storici che sono stati inseriti nella Carta, e
sono previste regole precise anche per quanto riguarda le modifiche di sagoma,
dell’area di sedime – l’area su cui poggiano le fondamenta – o delle facciate,
tutte modifiche che possono sfigurare il Paesaggio e i luoghi della città
storica.
Purtroppo nel dicembre 2024 l’ Assemblea capitolina ha adottato – non ancora
approvato definitivamente – alcune modifiche alle Norme Tecniche di Attuazione
del Piano Regolatore che rischiano di cancellare ogni tutela per gli edifici
inseriti nella Carta per la Qualità.
Tali modifiche prevedono sì “la conservazione e valorizzazione degli elementi
censiti nella Carta nel rispetto delle indicazioni della “Guida per la qualità
degli interventi”, ma aggiungono che “Nel caso di contrasto tra le indicazioni
dell’elaborato G2 e le categorie d’intervento e le destinazioni d’uso riportate
nelle norme di tessuto, prevalgono quest’ultime”.
Questo significa che palazzi e villini privati che fanno parte del Paesaggio,
della storia e dell’identità di Roma, se hanno la disgrazia di trovarsi in zone
molto appetibili dal punto di vista immobiliare, rischiano la demolizione per
permettere una ricostruzione con una maggiore provvista di cubature e una
migliore distribuzione degli spazi.
Si salverebbero solo gli edifici vincolati dalla Soprintendenza statale, mentre
la Carta per la Qualità diventerebbe carta straccia.
Dopo le obiezioni sollevate da associazioni e addetti ai lavori, la Giunta
Gualtieri il 12 giugno scorso ha approvato la Delibera della variante parziale
alle Norme Tecniche di Attuazione che andrà al voto definitivo dell’Assemblea
Capitolina, che introduce delle modifiche al testo adottato, anche all’art.
16, Beni segnalati in Carta per la qualità.
Ma anche questa ulteriore modifica mantiene esplicitamente la demolizione e
ricostruzione.
Al comma 10 infatti si legge: “Gli interventi che prevedano demolizione
ricostruzione, purché consentiti dalle norme di componente di riferimento, sono
subordinati al parere di approvazione dei relativi progetti espresso da una
commissione appositamente istituita tra l’Ufficio Piano Regolatore e la
Sovrintendenza capitolina“
Quindi la demolizione ricostruzione rimane anche nelle Norme Tecniche
modificate.
Non solo.
I villini storici sono vittime potenziali di un’altra modifica, questa volta
direttamente dell’elaborato G2, Guida per la Qualità degli Interventi. Infatti,
con un ulteriore provvedimento della Giunta Capitolina – anche questo non
ancora approvato definitivamente dall’Assemblea – è stata inserita una nuova
scheda dedicata proprio ai villini storici, nella quale si introduce per la
prima volta la possibilità della Ristrutturazione Edilizia con demolizione e
ricostruzione nonché tutti gli interventi di rilevanza esterna qualora
consentiti dalla disciplina di Tessutoai sensi delle NTA vigenti.
Quindi ancora una volta si mettono sullo stesso piano gli edifici censiti nella
Carta per la Qualità e tutti gli altri edifici, sottoponendoli al rischio di
demolizione.
Si afferma che tale eventualità sarà “preceduta da attente analisi e letture
storico-critiche sviluppate a seconda delle caratteristiche specifiche
dell’edificio e del tipo di intervento e strutturate in relazione alle seguenti
variabili”. Ma si tratta di analisi, verifiche, studi che sono da sempre alla
base di qualunque inserimento o stralcio dalla Carta per la Qualità negli
aggiornamenti periodici.
Quindi delle due l’una: se un immobile merita la conservazione, resta nella
Carta per la qualità e può essere trasformato, ma in base ai criteri stabiliti
dalla Guida e secondo il parere della Sovrintendenza. Se si ritiene che possa
essere distrutto, allora lo si stralci dalla Carta per la Qualità.
Ma soprattutto: sel’obiettivo della Carta per la qualità è censire “gli
elementi che presentano particolare valore urbanistico, architettonico,
archeologico e monumentale, culturale, da conserva re e valorizzare”, cosa si
conserva e si valorizza se gli immobili stessi vengono demoliti?
(AMBM)
Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com
1 luglio 2026
Vedi anche
Modifiche alle NTA del PRG cronologia materiali
Modifiche Norme Tecniche, la Delibera con le controdeduzioni che andrà al voto
dell’Assemblea Capitolina
85a Proposta (D.G.C. n. 50 dell’11 giugno 2026) Controdeduzioni alle
osservazioni presentate alla Deliberazione di A.C. n.169/2024 e contestuale
approvazione, ai sensi dell’art. 10 della Legge n.1150/42 e dell’art.9 comma 61-
62 della L.R. n.19/2022, della variante parziale alle Norme Tecniche di
Attuazione del Piano Regolatore Generale vigente, approvato con Deliberazione di
Consiglio Comunale n. 18 del 12 febbraio 2008 scarica VARIANTE PARZIALE ALLE
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Deliberazione di Assemblea Capitolina n.169
dell’11.12.2024 CONTRODEDUZIONI RC.2026.18126
1. RELAZIONE ALLE CONTRODEDUZIONI – ALLEGATI RC.2026.18126.A11.1 Quadro
riepilogativo osservazioni 1.2 Schede sintetiche delle osservazioni e delle
controdeduzioni scarica
VARIANTE PARZIALE ALLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Deliberazione di Assemblea
Capitolina n.169 dell’11.12.2024 CONTRODEDUZIONI 2. RELAZIONE OSSERVAZIONI
D’UFFICIO RC.2026.18126.A2 scarica
VARIANTE PARZIALE ALLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Deliberazione di Assemblea
Capitolina n.169 dell’11.12.2024 CONTRODEDUZIONI NTA: Articoli modificati a
seguito del recepimento delle osservazioni accolte o parzialmente accolte e
delle osservazioni d’ufficio RC.2026.18126.A3 scarica
Modifiche NTA del PRG: le novità 2026 dell’Art. 16 Carta per la Qualità 30
giugno 2026
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Qualità) 20 maggio 2026
Villini storici a rischio: la lettera dell’Assessore Veloccia a Carteinregola (e
la nostra replica) 25 maggio 2026
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marzo 2025
Adozione Modifiche NTA PRG – ART. 16 Carta per la Qualità 8 2 2025
Osservazioni di Carteinregola modifiche PRG: 2. Carta per la qualità 28 dicembre
2023 (osservazioni alla Delibera di Giunta del 13 giugno 2023)
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