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L’appello della XXV Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico: Tessiamo dialoghi per sradicare l’odio e costruire la pace
XXV Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico È stato emanato l’appello della XXV Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico del 27 ottobre 2026 dal titolo “Tessiamo dialoghi per sradicare l’odio e costruire la pace”. La Giornata, ideata dopo l’11 settembre 2001 per contrastare il rischio di islamofobia sorto in seguito all’attentato alle Torri Gemelle, ha raggiuto il quarto di secolo. L’appello è rivolto «a tutte le comunità credenti, alle istituzioni e a tutte le donne e gli uomini di buona volontà, credenti, non credenti e diversamente credenti». Rievoca il cammino percorso, «ricco di dialogo e di frutti», che ha favorito un confronto intenso e sincero, ha generato cultura e relazioni, ha custodito la memoria e ha tracciato percorsi di scambio capaci di produrre conoscenza reciproca e collaborazione attiva». Anche sulla scia di questo percorso, continua l’appello, è nato, nel 2019, lo storico Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune. In un’epoca segnato da una violenza sistemica che si articola in diverse direzioni, credenti cristiani/e e musulmane/i, ispirati dalle rispettive Scritture, sottolineano i valori della cura e della misericordia, si impegnano a tessere relazioni, a rifiutare la logica della guerra e a costruire insieme ponti di pace, di giustizia e di un’autentica fratellanza universale. È possibile esprimere adesioni e segnalare l’organizzazione di eventi a: redazione@ildialogo.org _______________________________________________________________________________________________ Il testo dell’appello XXV Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico 27 ottobre 2026 Tessiamo dialoghi per sradicare l’odio e costruire la pace A quarant’anni dallo storico incontro di Assisi del 27 ottobre 1986, voluto da papa Giovanni Paolo II, e a venticinque anni dalla nascita della Giornata ecumenica nazionale del dialogo cristiano-islamico, noi, cristiane e cristiani, musulmani e musulmane in Italia, rivolgiamo questo appello accorato a tutte le comunità credenti, alle istituzioni e a tutte le donne e gli uomini di buona volontà, credenti, non credenti e diversamente credenti. Il cammino percorso in questi decenni è stato ricco di dialogo e di frutti. Ha favorito un confronto intenso e sincero, ha generato cultura e relazioni, ha custodito la memoria e ha tracciato percorsi di scambio capaci di produrre conoscenza reciproca e collaborazione attiva. Tutto questo è ormai diventato patrimonio educativo della nostra società pluralista, interculturale e interreligiosa, all’interno della quale l’Italia si è affermata come una vera e propria “casa del dialogo”. Da quella prima intuizione del 2001 hanno preso le mosse centinaia di viaggi, incontri, patti e alleanze che ci hanno lasciato in dote un’importante eredità spirituale e sociale. Anche sulla scia di questo lungo cammino è nato, nel 2019, lo storico Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune, con l’obiettivo di aprire e incentivare ulteriori percorsi di vicinanza. Oggi siamo chiamati, chiamate a percorrere questi sentieri con fede e fiducia, immersi nella drammatica urgenza del XXI secolo. In un mondo ferito da caos, oppressione, esclusione e massacri, la violenza ha superato i confini della brutalità fisica. Viviamo in un’epoca segnata da: • Violenza tecnologica, economica e finanziaria, che frammenta le comunità e rende il vissuto quotidiano fragile e alienante. • Violenza ecologica, che sfrutta e depreda il creato, schiacciando sistematicamente le persone povere e le più vulnerabili. Si tratta di una violenza collettiva e sistemica di fronte alla quale nessuno può ritenersi innocente: i nostri stessi piccoli gesti, le scelte quotidiane di consumo e i nostri silenzi rischiano di renderci complici indiretti di questo meccanismo. Di fronte a simili derive, noi credenti sentiamo il dovere di ripartire dai nostri valori religiosi più profondi. In questa prospettiva, la cura e la misericordia non sono semplici concetti astratti, ma diventano l’essenza stessa del nostro agire. Adorare il Creatore significa impegnarsi attivamente a tessere relazioni, rifiutando la logica della guerra e collaborando per sanare le ferite delle nostre società. In questa giornata speciale, rinnoviamo il nostro impegno a costruire insieme ponti di pace, di giustizia e di un’autentica fratellanza universale. Il nostro è un invito comune che valorizza le nostre unicità e differenze, come dice il Sacro Corano: «A ognuno di voi abbiamo assegnato una via e una strada lineare. E se Dio avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità, ma ha voluto mettervi alla prova in quello che vi ha dato. Gareggiate ed eccellete quindi nelle opere buone. A Dio tutti farete ritorno, ed Egli vi informerà di ciò su cui eravate discordi» (Sura Al-Ma’idah, 5:48). Queste parole fanno eco a due versetti del Nuovo Testamento, che recitano: «Prestiamo attenzione gli uni agli altri per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone […] Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore» (Lettera agli Ebrei, 10:24; 12:14). Con questa volontà e certezza nei cuori e con la forza delle nostre rispettive fedi, rinnoviamo oggi il nostro patto di amicizia e collaborazione. Le nostre differenze non siano mai motivo di divisione, ma uno stimolo costante a gareggiare nel bene; insieme, come figli e figlie dello stesso Creatore, firmiamo questo impegno per il nostro Paese, per il mondo, per la pace. Per comunicare adesioni e condividere eventi: redazione@ildialogo.org Comitato promotore nazionale della Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico Roma, 29 giugno 2026 Redazione Italia
July 1, 2026
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