SUDAFRICA: MIGLIAIA DI MIGRANTI IN FUGA DALLA VIOLENZA XENOFOBA DI “MARCH AND MARCH”. LE VALUTAZIONI DI ALBERTO MAGNANI
In SudAfrica numerose attività commerciali chiuse e polizia dispiegata per le
strade a seguito di manifestazioni anti-migranti.
Scade infatti oggi, martedì 30 giugno, la deadline fissata al governo
sudafricano da “March and March”, organizzazione dai marcati tratti xenofobi che
punta a cacciare tutti i migranti dal Paese. March and March è stata
protagonista negli ultimi mesi di campagne di intimidazione che hanno alimentato
violenze contro migranti africani in diverse aree del paese, provocando la fuga
di migliaia di persone nei Paesi limitrofi.
March and March è nata nel marzo 2025 ed è guidata da Jacinta Ngobese-Zuma, ex
giornalista radiofonica. Radicata in KwaZulu-Natal, con epicentro a Durban, il
movimento sembra essere appoggiato da sponde politiche come il MK Party dell’ex
presidente Zuma, ActionSA e l’Inkatha Freedom Party (raggruppamento zulu
conversatore).
Il governo Ramaphosa ha assunto, al riguardo, un atteggiamento ambivalente. Da
quando le proteste contro migranti e rifugiati sono riesplose sono aumentati gli
arresti e i rimpatri, guidati soprattutto dal Department of Home Affairs: oltre
100mila deportazioni dall’insediamento del governo di unità nazionale nel 2024.
Deportazioni che sono drasticamente accelerate nelle ultime settimane. Al
contempo, il governo, assieme alle agenzie Onu, ha avviato incontri
istituzionali a cui siedono allo stesso tavolo rappresentanti delle comunità
migranti e portavoce delle proteste xenofobe.
Secondo Al Jazeera, i “manifestanti provengono sia dalla classe media
sudafricana sia dalla classe operaia. Molti di loro sono laureati ma non
riescono a trovare un lavoro. In Sudafrica il tasso di disoccupazione è infatti
superiore al 30%; tra gli under 35, sfiora il 45%”.
Sulla situazione in SudAfrica abbiamo chiesto su Radio Onda d’Urto un commento
ad Alberto Magnani, giornalista e africanista Ascolta o scarica