“Resistenze. Movimenti di donne nel mondo”, un podcast per ascoltare le storie che spesso restano ai margini
Che cosa accade quando smettiamo di guardare il mondo attraverso le categorie
con cui siamo stati/e educati/e a leggerlo? E cosa emerge quando, invece di
parlare di donne e soggettività marginalizzate, ci mettiamo in ascolto delle
loro voci, delle loro analisi e delle loro pratiche di resistenza?
Da queste domande nasce “Resistenze. Movimenti di donne nel mondo”, un podcast
realizzato nell’ambito del progetto “Diventa reporter di Agenzia di Stampa
Giovanile” – con il supporto a titolo volontario del giornalista Marzio Fait
– con l’obiettivo di raccontare storie che raramente trovano spazio nel
dibattito pubblico: quelle delle donne e delle soggettività femminilizzate che,
in contesti segnati da guerra, colonialismo, fondamentalismi, violenza
patriarcale e disuguaglianze sociali, continuano a costruire percorsi di
autodeterminazione e trasformazione collettiva.
Non si tratta di storie eccezionali. Al contrario. Sono storie quotidiane,
spesso invisibilizzate, che parlano di persone a cui viene frequentemente negata
agency politica, capacità decisionale e autorevolezza. Raccontarle significa
restituire complessità a soggettività troppo spesso rappresentate esclusivamente
come vittime o destinatarie di aiuto.
Dare spazio a nuove narrazioni
Il podcast ha trovato casa in Agenzia di Stampa Giovanile, il progetto
editoriale promosso dall’Associazione Viração&Jangada che da anni costruisce
spazi di informazione, partecipazione e confronto per le giovani generazioni in
Italia e nel mondo.
Attraverso l’approccio dell’educomunicazione, Agenzia di Stampa Giovanile
promuove un giornalismo partecipativo e indipendente che mette al centro i
diritti umani, la giustizia sociale, la sostenibilità ambientale e la
valorizzazione delle differenze. Uno spazio che ha permesso di affrontare questi
temi senza semplificazioni e senza cedere alle narrazioni dominanti che spesso
caratterizzano il racconto di molti territori del Sud globale.
Ascoltare prima di interpretare
Fin dall’inizio è stato chiaro che non sarebbe stato sufficiente raccontare dei
movimenti di resistenza. Era necessario interrogarsi anche sul modo in cui
farlo.
Per questo ogni episodio prende avvio da un libro, utilizzato come strumento per
contestualizzare storicamente e politicamente le lotte affrontate. La scelta
delle opere non risponde alla volontà di costruire un catalogo di eroismi
individuali, ma a quella di comprendere processi collettivi, genealogie di
resistenza e pratiche di emancipazione radicate nei territori.
Accanto ai libri, ogni puntata ospita il dialogo con autrici, ricercatrici ed
esperte che hanno studiato o vissuto direttamente le realtà raccontate.
L’obiettivo non è spiegare queste lotte attraverso uno sguardo esterno, bensì
creare le condizioni per un ascolto più attento e consapevole.
In un momento storico in cui il femminismo occidentale rischia ancora di
trasformare in misura universale delle pratiche di liberazione altrui, è
fondamentale riconoscere che non esiste un unico modo di opporsi al patriarcato.
Le forme della resistenza sono molteplici e prendono forma all’interno di
contesti sociali, culturali e politici differenti.
Adottare una prospettiva decoloniale significa proprio questo: sospendere il
giudizio, mettere in discussione le categorie con cui interpretiamo il mondo e
imparare ad ascoltare senza pretendere di tradurre ogni esperienza nei nostri
schemi di riferimento. Senza idealizzazioni, ma anche senza paternalismi.
Cinque episodi, diversi territori, molteplici resistenze
Nel corso delle cinque puntate il podcast attraversa geografie e storie diverse,
accomunate dalla capacità delle donne di organizzarsi, resistere e immaginare
alternative.
Il primo episodio prende avvio dal libro Variazioni di luna di Patrizia
Fiocchetti e racconta le resistenze delle donne iraniane, afghane e curde,
restituendo la complessità delle loro lotte contro il patriarcato, le incursioni
di Paesi esteri, i fondamentalismi e le diverse forme di controllo esercitate
sui loro corpi e sulle loro esistenze.
Il secondo episodio, costruito attorno a Prima che chiudiate gli occhi di Morena
Pedriali Errani, ripercorre la storia delle donne rom e sinte durante il
nazifascismo, mettendo in luce forme di resistenza nonviolenta troppo spesso
escluse dalla memoria collettiva europea.
La terza puntata è dedicata al movimento argentino Ni Una Menos, raccontato
attraverso l’omonimo libro della giornalista Paula Rodríguez e approfondito
grazie al dialogo con l’autrice e con la giornalista e attivista Marcela Ojeda.
La puntata ripercorre la nascita di una mobilitazione che, a partire dal
contrasto alla violenza maschile, ha contribuito a ridefinire il dibattito
pubblico su giustizia sociale, diritti riproduttivi e disuguaglianze economiche.
Nel quarto episodio, a partire dal libro Questa terra è donna di Cecilia Dalla
Negra, si esplorano le pratiche di resistenza e autodeterminazione delle donne e
delle comunità LGBTQIA+ palestinesi. La puntata si sofferma sulle intersezioni
tra occupazione coloniale, patriarcato e disuguaglianze sociali. Arricchiscono
la riflessione i contributi della filosofa ed esperta di studi di genere
Alessandra Chiricosta, che approfondisce il rapporto tra corpo e territorio e il
concetto di colonialità, e della studentessa di scienze filosofiche Zoulikha
Rezki, che offre una riflessione sul velo islamico a partire dalla propria
esperienza di donna musulmana che vive in Italia.
L’ultima puntata racconta invece la lunga storia delle donne irachene attraverso
il libro Il mio posto è ovunque. Voci di donne per un altro Iraq di Silvia Abbà.
Un episodio che include anche una riflessione critica sull’espressione “Medio
Oriente”, problematizzata grazie al contributo dell’antropologa Martina Grassi
per evidenziarne le radici eurocentriche e coloniali e immaginare modi
alternativi di nominare quella parte del mondo.
Un invito all’ascolto
Più che fornire risposte definitive, il podcast Resistenze prova ad aprire
domande. Su chi racconta le storie. Su quali voci vengono considerate
autorevoli. Su come il colonialismo continui ad abitare il linguaggio,
l’informazione e gli immaginari contemporanei.
Perché ascoltare le lotte delle donne nel mondo non significa soltanto conoscere
realtà lontane. Significa anche interrogare il nostro modo di guardarle.
Tutte le puntate di Resistenze. Movimenti di donne nel mondo sono disponibili
sul canale Spotify di Agenzia di Stampa Giovanile.
Redazione Italia