Anaao Assomed: senza riforme coraggiose la sanità pubblica rischia il collasso
Il nostro Servizio Sanitario Nazionale-SSN non riesce più a essere sostenibile,
stretto com’è in una crisi sistemica, in una vera e propria crisi di mezza età.
La quotidianità vissuta da migliaia di pazienti, cittadini e operatori sanitari
dimostra la crisi in atto: pronto soccorso affollati, corsie carenti di medici e
piene di pazienti, turni massacranti, episodi di violenza e denunce ai danni del
personale sanitario. E, soprattutto, quella sensazione sempre più diffusa di
correre su un tapis roulant che accelera mentre le gambe cedono. I numeri
parlano chiaro: 10 professionisti al giorno abbandonano il SSN prima dell’età
pensionabile; 5 professionisti al giorno scelgono di trasferirsi all’estero; 7
medici al giorno subiscono aggressioni e violenze sia fisiche che verbali; altri
7 vengono denunciati; il 68% dei medici e dirigenti sanitari che lavorano negli
ospedali vive una condizione di burnout. A fare queste considerazioni e a
snocciolare questi numeri è stato Pierino Di Silverio al 26° Congresso Nazionale
di Anaao Assomed (https://www.anaao.it/index.php), l’Associazione Nazionale
Aiuti e Assistenti Ospedalieri (il termine “Assomed” è stato aggiunto
successivamente per inglobare la figura dei “dirigenti” medici del Servizio
Sanitario) che si è svolto di recente a Roma “Il coraggio di dire la verità è il
primo dovere di chi ha l’onore di rappresentare gli altri”. Con queste parole si
è aperta la relazione politica del Segretario Nazionale uscente di Anaao
Assomed, che ha posto al centro del dibattito il futuro del SSN e il ruolo dei
professionisti chiamati ogni giorno a garantirne il funzionamento. Nel suo
intervento, Di Silverio, che è stato riconfermato alla guida dell’associazione
sindacale, ha descritto un SSN in una fase di profonda difficoltà, segnato da
anni di sottofinanziamento, carenza di personale, aumento della domanda di
assistenza e crescente complessità organizzativa. Una crisi che, secondo l’Anaao
Assomed, non rappresenta un destino inevitabile, ma il risultato di precise
scelte politiche e amministrative che possono e devono essere corrette.
“Ma i numeri non raccontano tutto, ha sottolineato Di Silverio. Non raccontano
l’umiliazione di una professione ridotta ormai a una mera prestazione. Non
raccontano lo sfinimento emotivo di chi ha scelto la medicina per curare le
persone e si ritrova invece a combattere contro la burocrazia, le carenze
strutturali, i tempi di cura sempre più compressi, e con il timore costante di
denunce e violenze. I numeri non raccontano i sogni che si spengono nelle corsie
degli ospedali. Soprattutto non raccontano la frustrazione e la rabbia di chi
vorrebbe curare e non riesce a farlo, di chi vorrebbe essere curato e non riesce
a esserlo. La nostra è una professione in crisi di identità dentro un sistema in
una crisi dimezza età profonda e ormai cronica”. Una parte dell’intervento del
Segretario è stata dedicata alla governance del sistema, alla logica del
bilancio che ha progressivamente preso il sopravvento sulla logica della cura.
Nel nome della sostenibilità si rischia di sostituire la cura con la prestazione
e l’efficacia con la sola efficienza. Ma le cure possono essere sostenibili solo
se realmente efficaci. Per l’Anaao Assomed la governance della sanità pubblica
richiede una riflessione profonda su almeno tre dimensioni principali: 1. il
rapporto tra Stato e Regioni; 2. la gestione del personale e delle risorse umane
a livello aziendale; 3. la partecipazione dei professionisti ai processi
decisionali. Si tratta di tre dimensioni interconnesse, che non possono essere
riformate separatamente senza compromettere la coerenza del sistema nel suo
complesso. “Un Servizio Sanitario Nazionale privo di professionisti motivati è
un’infrastruttura vuota, ha sottolineato Di Silverio. Un SSN senza governance
forte è un sistema senza direzione. Servono entrambe le condizioni: investimento
nelle persone e chiarezza istituzionale”.
Nella mozione finale del 26° Congresso Nazionale l’Anaao Assomed ha chiesto: 1.
Il rilancio e il rifinanziamento del Servizio Sanitario Nazionale; 2. La
centralità del lavoro medico e sanitario; 3. La valorizzazione economica
coerente con la complessità, le responsabilità e la strategicità delle funzioni
svolte dai dirigenti medici e sanitari, nonché la valorizzazione della
specificità della dirigenza medica e sanitaria rispetto alle altre dirigenze
pubbliche e percorsi di carriera dinamici, meritocratici e trasparenti; 4.
L’autonomia professionale e il governo clinico; 5. La sicurezza degli operatori
sanitari, considerata quale priorità assoluta; 6. Il completamento del percorso
di riforma della responsabilità professionale; 7. Il riconoscimento del valore
strategico dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale, che
deve essere governata dai professionisti e utilizzata per migliorare i processi
clinici e organizzativi, per ridurre il carico burocratico, per liberare tempo
di cura e per aumentare qualità, appropriatezza e sicurezza; 8. La riforma dei
rapporti tra Università e SSN che assicuri equilibrio tra assistenza, didattica
e ricerca; 9. La parità di genere nei percorsi di carriera e nella
valorizzazione delle competenze professionali come priorità da perseguire.
Qui la Mozione finale del 26° Congresso Nazionale Anaao Assomed, approvata il 20
giugno 2026:
https://www.anaao.it/public/aaa_5581937_mozione_26_congresso_anaao_assomed.pdf.
Giovanni Caprio