Tag - incendi estivi

Non ci rassegniamo agli incendi e allo scempio della Sicilia
La Sicilia brucia ancora (non è ancora del tutto domato l’incendio di stanotte attorno a Polizzi Generosa sulle Madonie, ndR). E questa volta non possiamo più parlare di emergenza imprevedibile: siamo di fronte alle conseguenze di anni di mancata prevenzione e di abbandono del territorio. In queste ore vaste aree della Sicilia sono devastate dagli incendi. La provincia di Palermo è tra le più colpite, ma il fenomeno interessa l’intera Isola. Il bilancio è drammatico: persone, abitazioni, aziende agricole, attività economiche, boschi, animali e interi ecosistemi sono stati colpiti da una devastazione che in molti casi sarà irreversibile. Eppure lo avevamo previsto. Lo avevamo denunciato. Lo avevamo detto pubblicamente e lo avevamo gridato durante la manifestazione organizzata a Palermo alla fine di luglio: senza una politica seria e strutturale di prevenzione, senza il presidio del territorio e senza interventi adeguati, la Sicilia sarebbe andata incontro a una nuova catastrofe. E così è stato. La prevenzione non può essere invocata quando il fuoco è già divampato. La Sicilia vive da anni una condizione di crescente fragilità: territori agricoli abbandonati, aree rurali sempre meno presidiate, patrimonio forestale e vegetale non adeguatamente tutelato, mancanza di una strategia organica di forestazione e di cura del territorio, insufficiente vigilanza e una gestione troppo spesso concentrata sull’emergenza invece che sulla prevenzione. Tutto questo avviene mentre la crisi climatica rende gli incendi sempre più devastanti e le condizioni di caldo e siccità sempre più estreme. Non è più accettabile governare questa situazione contando ogni estate gli ettari bruciati e i danni prodotti. Chiediamo pertanto che vengano accertate fino in fondo le responsabilità politiche e amministrative relative alla prevenzione degli incendi e alla tutela del territorio siciliano. La devastazione di queste settimane certifica il fallimento delle politiche di tutela ambientale fin qui adottate dal Governo regionale guidato dal presidente Renato Schifani. Non chiediamo soltanto parole, promesse o dichiarazioni di solidarietà. Chiediamo atti concreti, immediati e verificabili. CHIEDIAMO UN PIANO STRAORDINARIO PER LA SICILIA Chiediamo alla Regione Siciliana di mettere in campo un piano organico e pluriennale che parta dalla conoscenza reale del territorio e dalla sua protezione. 1)CATASTO DELLE AREE PERCORSE DAL FUOCO Aggiornamento immediato e pubblicazione della mappatura di tutti i terreni percorsi dagli incendi, attraverso il Catasto delle aree percorse dal fuoco, affinché siano conosciute con precisione le superfici colpite e possano essere applicati tutti i vincoli e le tutele previsti dalla legge. 2)PROTEZIONE IMMEDIATA DI PARCHI E RISERVE Protezione straordinaria di tutti i Parchi, le Riserve e le aree naturali protette della Sicilia, attraverso un sistema permanente di prevenzione, sorveglianza e presidio del territorio. I nostri Parchi non possono essere lasciati alla mercé del fuoco. 3)MAPPATURA DI TUTTI I TERRENI PUBBLICI E PRIVATI Una mappatura completa dei terreni pubblici e privati, con particolare attenzione alle aree agricole e forestali abbandonate, per individuare le zone a maggiore rischio e programmare interventi di prevenzione, manutenzione e presidio. La conoscenza del territorio è il primo strumento di prevenzione. 4)UN PROGRAMMA PLURIENNALE DI RICOSTITUZIONE DELLE AREE BOSCHIVE Chiediamo l’avvio immediato di un programma pluriennale di ricostituzione delle aree boschive percorse dal fuoco, a partire da quelle bruciate negli ultimi cinque anni, con una programmazione almeno quinquennale. Non una semplice sostituzione degli alberi perduti, ma un vero piano di ricostituzione degli ecosistemi, fondato sulle caratteristiche dei singoli territori, sulla biodiversità e sull’utilizzo di specie autoctone. La riforestazione deve cominciare quando l’emergenza è finita, non quando ci siamo già dimenticati dell’incendio. 5) STOP AGLI ABBATTIMENTI INDISCRIMINATI Chiediamo una moratoria sugli abbattimenti degli alberi, nelle aree urbane, rurali e naturali, fino alla definizione di un piano regionale straordinario di tutela del patrimonio arboreo. Gli abbattimenti eventualmente necessari per comprovate ragioni di sicurezza o fitosanitarie dovranno essere preventivamente motivati e sottoposti a una verifica tecnica indipendente, evitando che l’emergenza climatica e ambientale diventi un alibi per la distruzione del patrimonio arboreo. 6) CHIEDIAMO l’immediata costituzione di un tavolo tecnico con tutte le associazioni e comitati DI CITTADINI operosi che seguono la Sicilia e il suo ambiente. BASTA CON LA MAFIA DEL FUOCO Esprimiamo la nostra più profonda riconoscenza ai Vigili del Fuoco, agli operatori forestali, ai piloti di elicotteri e canadair e ai volontari della Protezione Civile, che in queste ore stanno affrontando condizioni estreme e rischiano la propria vita per difendere le persone e il territorio. A loro va tutta la nostra gratitudine. Ma chi combatte il fuoco non può essere chiamato a coprire le responsabilità di chi avrebbe dovuto prevenirlo. Allo stesso tempo chiediamo alle autorità competenti di fare piena luce sulle cause degli incendi e sugli interessi che possono alimentare la macchina criminale del fuoco. Occorre individuare chi appicca gli incendi, chi li favorisce e chi eventualmente trae profitto dalla distruzione del territorio. Non ci pieghiamo alla logica di chi pensa di poter lucrare sulla devastazione di boschi, aziende agricole, abitazioni, animali e interi territori. La Sicilia non può continuare a bruciare e poi limitarsi a contare i danni. Non possiamo accettare che ogni estate si ripeta lo stesso copione: il fuoco, l’emergenza, la conta degli ettari distrutti, le dichiarazioni di cordoglio e poi, con l’arrivo dell’inverno, il ritorno all’immobilismo. La prevenzione si fa quando non ci sono fiamme. La tutela del territorio si costruisce tutto l’anno. La ricostruzione deve cominciare adesso. Noi non ci rassegniamo. BASTA CON LA POLITICA DELL’EMERGENZA. BASTA CON L’ABBANDONO DEL TERRITORIO. BASTA CON LA MAFIA DEL FUOCO. LA SICILIA VA DIFESA PRIMA CHE BRUCI. ■OSSERVATORIO PERMANENTE SUI DISASTRI AMBIENTALI ■ISOLA FENICE ETS ■FLAI CGIL SICILIA Cittadinanza Attiva in Difesa degli Alberi (PA)   Redazione Sicilia
August 31, 2026
Pressenza
Meno vigili del fuoco mentre gli incendi devastano l’Europa
Etuc: il cambiamento climatico rende le “stagioni del fuoco” più lunghe e intense, ma i servizi pubblici incaricati di affrontarle hanno meno personale L’Europa ha affrontato nel 2025 la stagione degli incendi più devastante mai registrata, con oltre un milione di ettari bruciati. E proprio nello stesso anno il numero dei vigili del fuoco professionisti è diminuito di quasi 18 mila unità. È il dato che emerge dalle nuove statistiche di Eurostat e che la Confederazione europea dei sindacati (Etuc) legge come il segnale di una contraddizione sempre più difficile da ignorare: mentre il cambiamento climatico aumenta il rischio di incendi e rende le stagioni del fuoco più lunghe e intense, i servizi pubblici incaricati di prevenirli e affrontarli si trovano con meno personale. Nel 2025 nei Paesi dell’Unione europea erano impiegati 372.400 vigili del fuoco professionisti, pari allo 0,18% dell’occupazione complessiva. Nel 2024 erano 390.600: in un solo anno, dunque, il contingente si è ridotto di circa 18.200 unità, con una contrazione del 4,7%. (Daniela Zero) I tagli nei Paesi sotto procedura per deficit La presenza dei vigili del fuoco sul totale dell’occupazione varia da Paese a Paese. Tra i 22 Stati membri per i quali sono disponibili i dati, la quota più elevata si registra in Grecia (0,47%), seguita da Croazia (0,43%) e Portogallo (0,33%). All’estremo opposto si trovano Paesi Bassi (0,05%), Austria (0,07%) e Svezia (0,10%). Ma è soprattutto la distribuzione dei tagli a preoccupare i sindacati europei. Secondo l’Etuc, alcune delle riduzioni più consistenti si sono verificate proprio in Paesi sottoposti nel 2024 alla Procedura per disavanzi eccessivi dell’Unione europea. La Polonia è passata da 49 mila vigili del fuoco nel 2024 a 40 mila nel 2025, con una perdita di 9 mila unità. In Germania sono diminuiti da 65.700 a 57.700, cioè 8 mila in meno. La Francia è passata da 51.800 a 47.700, con una riduzione di 4.100 unità, mentre nei Paesi Bassi il calo è stato di 2.400, da 7.300 a 4.900. In Spagna, infine, i vigili del fuoco professionisti sono scesi da 39.400 a 38.500, 900 in meno. La coincidenza temporale tra il ridimensionamento degli organici e l’aggravarsi del rischio climatico è al centro della denuncia dell’Etuc. A marzo, ricorda la confederazione, la Commissione europea aveva chiesto agli Stati membri di garantire un numero adeguato di addetti nei servizi antincendio, proprio alla luce delle crescenti minacce legate al clima. L’irresponsabilità delle politiche di austerity Per Esther Lynch, segretaria generale dell’Etuc, la situazione rappresenta un paradosso evidente. “Non si potrebbe concepire una politica più sconsiderata: mandare i servizi antincendio europei verso la loro stagione degli incendi più pericolosa di sempre con 18 mila vigili del fuoco in meno”, afferma. Secondo Lynch, “questa è l’austerità che dà fuoco al buon senso e mette a rischio vite, mezzi di sussistenza e abitazioni”. La riduzione del personale, aggiunge, dimostrerebbe quanto siano “pericolose e controproducenti” le regole economiche europee. Il problema, sottolinea la segretaria generale dell’Etuc, non riguarda soltanto la capacità di intervenire quando divampa un incendio. I vigili del fuoco svolgono anche un ruolo fondamentale nella prevenzione. Lynch mette inoltre a confronto le risorse destinate alla sicurezza e quelle necessarie per affrontare il cambiamento climatico: “L’Europa sta aumentando enormemente la spesa per la difesa, ma sta abbassando la guardia di fronte al rischio più imminente e grave per la sicurezza delle persone”. Sindacati: cambiare le regole economiche europee La confederazione chiede una revisione delle regole di governance economica dell’Ue, affinché gli Stati membri abbiano maggiore spazio per investire nei servizi pubblici essenziali e nei loro lavoratori. Sulla stessa linea Jan Willem Goudriaan, segretario generale dell’European Public Service Union (Epsu): “Dobbiamo porre fine all’austerità, concentrarci sul cambiamento climatico e su una transizione giusta: investire nella lotta agli incendi e nei servizi di emergenza, assumere più personale e proteggere i lavoratori che proteggono noi”. (Davide Orecchio) Incendi e crisi climatica: “Basta vivere nell’emergenza, servono assunzioni e prevenzione” Le fiamme che colpiscono il Paese riportano al centro il ruolo dei vigili del fuoco. La Fp Cgil chiede un piano straordinario per rafforzare il soccorso pubblico, ridurre i carichi di lavoro e proteggere operatori e territorio. L’emergenza incendi che sta attraversando l’Italia è solo l’ultimo segnale di una crisi climatica che rende sempre più frequenti eventi estremi come ondate di calore, nubifragi e dissesti idrogeologici. Per la Fp Cgil non si tratta più di affrontare emergenze isolate, ma di ripensare complessivamente il sistema del soccorso pubblico e della protezione civile, investendo sui vigili del fuoco e sulla prevenzione. A lanciare l’allarme è il coordinatore nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella, che sottolinea come il Corpo nazionale rappresenti “un presidio fondamentale dello Stato”, chiamato ogni giorno a salvare vite umane e difendere il territorio in condizioni operative sempre più difficili. (Daniela Zero) Redazione Italia
August 15, 2026
Pressenza
Incendi, una “normalità” estiva
Incendi devastanti in buona parte dell’Europa, in particolare Francia e Spagna, ma anche in Sicilia. Eppure, la rabbia e l’indignazione iniziali, non si traducono quasi mai in una ricerca profonda delle cause e dei conseguenti rimedi, perché spesso si cerca un colpevole immediato e, paradossalmente, rassicurante. Affrontare il dramma degli incendi richiede, invece, un ragionamento complesso, che deve tenere conto delle vulnerabilità dei territori, dei cambiamenti climatici, degli appetiti economici, compresi quelli delle ecomafie. È un problema che viene affrontato, in genere, solo al momento dell’emergenza, quando cioè la devastazione è in atto e i mezzi per intervenire possono solo ridurre il danno, sempre che siano efficienti. Con questo primo intervento vogliamo provare a riflettere insieme per capire come sviluppare una vera cultura della prevenzione, che deve necessariamente passare da una nuova visione del territorio. Ci piacerebbe ospitare interventi sul tema, sia di carattere generale sia di denuncia di casi particolari, per capire meglio, proporre risposte concrete ed evitare di ripetere sempre gli stessi errori. Iniziamo questo percorso di approfondimento partendo da un contributo di Aurelio Angelini, già ordinario di Sociologia dell’Ambiente e Coordinatore Nazionale di Movimento Ecologista, che, su Italia libera – Giornale digitale di informazione e partecipazione attiva – prova a connettere insieme la crisi climatica globale con le inadempienze dei governi regionali siciliani. Angelini ci ricorda, innanzi tutto, che nel solo 2023 gli incendi hanno devastato oltre 100.000 ettari di territorio siciliano e che “negli ultimi vent’anni la Sicilia ha registrato una riduzione significativa delle precipitazioni medie annuali, mentre le temperature sono aumentate di circa 2°C rispetto all’epoca preindustriale, con punte estive che superano ormai frequentemente i 45-48 °C”. Se l’Italia è tra i paesi più colpiti dagli incendi boschivi, con la Sicilia ai primissimi posti di questa classifica dell’emergenza, questo avviene non soltanto perché nel bacino del Mediterraneo (dati Ipcc, Intergovernmental Panel on Climate Change) il riscaldamento procede più rapidamente della media globale. E’ determinante che il nostro territorio sia stato “reso più vulnerabile da decenni di cattiva pianificazione, ritardi amministrativi, gestione emergenziale delle risorse e, in molti casi, dalla pressione di interessi economici e criminali”. A questo punto, “il cambiamento climatico rappresenta il moltiplicatore del rischio; la debolezza della governance ne amplifica gli effetti. È questa combinazione a trasformare ogni estate in una tragedia largamente prevedibile […] Si innesca così un circolo vizioso nel quale incendi, perdita di fertilità, dissesto idrogeologico e desertificazione si alimentano reciprocamente, riducendo anno dopo anno la resilienza del territorio”. La scarsità delle precipitazioni in Sicilia costituisce sicuramente un fattore determinante, ma Angelini ci ricorda che “le reti acquedottistiche dell’isola disperdono mediamente oltre la metà dell’acqua immessa, con punte superiori al 60% in diversi comuni. In altre parole, più di un litro d’acqua su due viene perso prima di raggiungere cittadini, imprese e aziende agricole. A questo si aggiunge il progressivo interramento di numerosi invasi artificiali, che negli anni hanno visto ridursi sensibilmente la loro capacità di accumulo a causa del mancato dragaggio e dell’insufficiente manutenzione”. Inoltre, il fatto che la Sicilia continui a perdere superfici agricole e naturali riduce la capacità del territorio di assorbire l’acqua piovana, immagazzinare carbonio, mitigare le temperature estreme e conservare la biodiversità. Sempre secondo Angelini, “Particolarmente delicata è la diffusione di grandi impianti fotovoltaici realizzati direttamente su terreni agricoli fertili. La decarbonizzazione rappresenta una priorità assoluta, ma non può essere perseguita sacrificando una risorsa non rinnovabile come il suolo. Una vera transizione ecologica richiede coerenza tra gli obiettivi climatici e la tutela del territorio. La disponibilità di aree industriali dismesse, cave abbandonate, ex discariche, parcheggi, coperture di edifici e altre superfici già artificializzate offre alternative ampiamente sufficienti per una significativa espansione delle energie rinnovabili senza compromettere ulteriormente il patrimonio agricolo e paesaggistico dell’isola”. Infine, in Sicilia non può essere ignorata la connessione fra la criminalità organizzata (le cosiddette ecomafie) e la devastazione del territorio. Gli incendi possono avere finalità diverse, ma è certa la centralità dei reati ambientali all’interno delle economie criminali. “In uno stato efficiente – conclude Angelini – gli incendi si combattono soprattutto nei mesi invernali, quando si pianificano gli interventi di manutenzione forestale, si realizzano fasce tagliafuoco, si ripristina la viabilità forestale, si rimuove il materiale combustibile accumulato, si monitorano le aree più vulnerabili e si rafforzano gli organici destinati alla prevenzione”. Si combattono costruendo un territorio meno vulnerabile. Proviamo a discutere insieme di come questo possa concretamente avvenire. Leggi il contributo di Aurelio Angelini a questi due link: 1/Sicilia in fiamme: mafia, politica, “sgovernance”. Un’isola che brucia due volte. E ancora: /Sicilia in fiamme e assetata. I dati scientifici smentiscono la propaganda di Schifani Redazione Sicilia
July 31, 2026
Pressenza
Incendi boschivi: nel 2025 è aumentata la superficie andata in fumo
Con l’arrivo dell’estate è iniziata anche la stagione degli incendi boschivi. E in alcune zone del nostro Paese sono già accaduti i primi eventi. Un “triste” fenomeno che anno dopo anno non accenna a diminuire. Il monitoraggio condotto da ISPRA nel corso del 2025 ha evidenziato un incremento dell’incidenza degli incendi rispetto all’anno precedente. La superficie complessiva interessata è stata di 965 kmq. (pari all’estensione della provincia di Pistoia), un valore che quasi raddoppia le stime registrate nel 2024. I dati storici archiviati da EFFIS – European Forest Fire Information System – collocano il 2025 tra gli anni ad elevata criticità, superata solo dai picchi registrati negli anni 2007, 2017, 2021 e 2023. Un dato di particolare rilievo riguarda l’incidenza degli incendi all’interno del sistema delle aree protette, dove si è concentrato oltre il 30% della superficie totale bruciata e ben il 38% degli ecosistemi forestali percorsi da incendio a livello nazionale. Considerando l’intero territorio nazionale, nel 2025 il 48% degli eventi incendiari ha interessato ecosistemi forestali. In termini di superficie, risultano percorsi dal fuoco circa 123 kmq. di aree boscate (pari all’estensione del comune di Ancona), così ripartiti: circa 57 kmq. di latifoglie sempreverdi (principalmente rappresentata da leccete, sugherete e macchia alta); circa 36 kmq. di latifoglie decidue (querceti, castagneti e faggete); più di 24 kmq. di aghifoglie sempreverdi (boschi naturali e piantagioni di conifere); i restanti 5,79 kmq. relativi a sistemi forestali misti. A livello territoriale, si conferma la tendenza storica che vede il Meridione e le Isole maggiori come aree maggiormente impattate. In particolare, Sicilia, Calabria e Campania rappresentano i contesti geografici più colpiti, contribuendo per il 71% al totale nazionale delle superfici forestali percorse dal fuoco. Si osserva, inoltre, una tendenza in aumento delle superfici forestali percorse annualmente da incendio nelle regioni Basilicata, Calabria, e Puglia. E anche per quest’anno la tendenza non sembra arrestarsi. Dal 1° gennaio al 9 giugno 2026 risulta una superficie complessiva colpita da incendi di circa 60 kmq. (pari all’estensione del Lago di Bracciano, in provincia di Roma), di cui quasi 20 kmq. appartenenti a coperture forestali. Attualmente circa il 28% delle aree forestali percorse da incendio si trova nella regione Toscana. La seconda regione attualmente più colpita è la Calabria con circa il 23%. “I boschi, ha sottolineato Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA, rappresentano uno dei patrimoni più preziosi del nostro Paese: custodiscono biodiversità, assorbono carbonio, proteggono il suolo e contribuiscono al benessere delle comunità. I dati del 2025 ci ricordano che gli incendi boschivi non sono soltanto un’emergenza ambientale, ma una sfida che riguarda la sicurezza dei territori, l’economia e la qualità della vita delle persone. Per questo è necessario investire sempre di più nella prevenzione, nella conoscenza e nella capacità di intervenire tempestivamente. Nessuna istituzione può affrontare da sola questa sfida: serve una grande alleanza tra Stato, Regioni, enti locali, comunità scientifica, sistema della protezione civile, mondo agricolo e cittadini. ISPRA e il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente mettono a disposizione dati, monitoraggi e competenze scientifiche per sostenere decisioni efficaci e costruire una cultura della prevenzione sempre più diffusa. Proteggere i nostri boschi significa proteggere il futuro del Paese”. E Roberto Inghilesi, Responsabile del Centro Operativo Sorveglianza Ambientale dell’ISPRA, ha aggiunto: “Le attività dell’Istituto nel campo del monitoraggio satellitare e nello studio degli impatti degli incendi sugli ecosistemi naturali garantiscono un solido supporto scientifico per la valutazione dei trend in atto e delle possibili conseguenze legate ai cambiamenti climatici. Comprendere i tempi e le modalità di risposta dei sistemi boschivi agli eventi incendiari è fondamentale per orientare efficacemente le strategie di gestione, ripristino e prevenzione, in un contesto caratterizzato da una crescente pressione climatica.” Intanto, è partita la Campagna antincendio boschivo 2026, che si è aperta il 15 giugno e si concluderò il 15 ottobre. Nel documento messo a punto dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare particolare attenzione è riservata alle attività di prevenzione, considerate il principale strumento per ridurre il rischio di incendi boschivi e di interfaccia urbano-rurale. Le raccomandazioni prevedono il rafforzamento dello scambio informativo tra strutture regionali, statali e di protezione civile, l’utilizzo sistematico dei dati previsionali e dei bollettini di pericolosità, la sensibilizzazione della popolazione e il coinvolgimento delle associazioni di categoria, soprattutto quelle operanti nei contesti agricoli e forestali. Viene inoltre richiamata l’importanza della manutenzione della vegetazione, della riduzione del combustibile vegetale e della tutela del patrimonio culturale e paesaggistico esposto al rischio incendio. (https://www.protezionecivile.gov.it/it/approfondimento/campagna-antincendio-boschivo-2026/). A supporto delle iniziative che i Comuni vorranno promuovere sul territorio, l’ANCI ha segnalato  i materiali della campagna nazionale “Io non rischio” (https://iononrischio.protezionecivile.it/it/preparati/incendi-boschivi/)  e il Vademecum per la protezione delle abitazioni a rischio di incendi di interfaccia (https://www.anci.it/wp-content/uploads/quaderno-incendi-di-interfaccia.pdf), realizzato da Anci e dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, strumenti utili per diffondere la cultura della prevenzione e accrescere la consapevolezza dei cittadini sui comportamenti da adottare prima, durante e dopo un’emergenza. Qui il Rapporto dell’ISPRA “Ecosistemi terrestri ed incendi boschivi in Italia: Anno 2025”: https://www.isprambiente.gov.it/files2026/attivita/ecosistemiedincendiboschivi_20225_signed.pdf. Giovanni Caprio
July 11, 2026
Pressenza
Serradifalco (Cl): le guardie ambientali WWF bloccano un incendio boschivo
LE FIAMME, PARTITE DALLA SP46, STAVANO AGGREDENDO UN RIMBOSCHIMENTO DI EUCALIPTI; LE GUARDIE WWF ALLERTANO IL 1515 DELLA FORESTALE E, IN ATTESA DELL’INTERVENTO DELLA SQUADRA AIB, SPENGONO I FOCOLAI PIU’ VICINI AGLI ALBERI   Settimanalmente il Nucleo provinciale Vigilanza WWF svolge sul territorio servizi di sorveglianza e controllo ambientale, antibracconaggio e zoofilo attraverso le proprie Guardie giurate volontarie, a difesa della natura e della fauna. Già elevate sanzioni per addestramento illecito di cani da caccia; accertamenti in corso per il reato di discarica abusiva   Nei giorni scorsi – durante un ordinario servizio di vigilanza venatoria ed ambientale del Nucleo Guardie WWF di Caltanissetta – la pattuglia in servizio ha notato un incendio ai margini della strada provinciale 46, in contrada Rabbione nei pressi di Serradifalco (CL), che lambiva un boschetto artificiale di eucalipti. Quindi è stato subito richiesto, tramite il numero gratuito di emergenza ambientale 1515, l’intervento delle squadre AIB del Corpo Forestale siciliano. Poiché in attesa dell’arrivo della squadra le fiamme stavano per aggredire l’area boschiva, le Guardie WWF sono intervenute e, con mezzi di fortuna, hanno soffocato le fiamme ed i focolai più vicini agli alberi, arrestando l’avanzamento del fuoco. Poco dopo l’incendio è stato definitivamente spento dagli operai forestali, intervenuti con i mezzi antincendio, che hanno bonificato l’area. Anche nel corrente mese di giugno il Nucleo provinciale Vigilanza WWF ha effettuato, in tutto il Nisseno, servizi settimanali di sorveglianza e controllo ambientale, antibracconaggio e zoofilo attraverso le proprie Guardie giurate volontarie, a difesa della natura e della fauna. In particolare, sono state già elevate sanzioni amministrative per taluni cacciatori che, in violazione dell’attuale “silenzio venatorio”, sono stati sorpresi in addestramento illecito di cani da caccia. In ordine alla prevenzione degli illeciti ambientali, sono in corso accertamenti specifici per il reato di discarica abusiva ed abbandono incontrollato di rifiuti. Nelle prossime settimane le Guardie giurate WWF proseguiranno l’attività di controllo attraverso un monitoraggio costante del territorio, con particolare attenzione alle aree protette. Accanto a queste attività di accertamento e contestazione di violazioni, il Nucleo Vigilanza WWF ha svolto anche un’importante azione di prevenzione e sensibilizzazione, informando i cittadini sulle normative relative all’attività venatoria e ittica, al divieto di bruciatura delle stoppie e in materia di obbligo di iscrizione all’anagrafe canina. L’Associazione ambientalista invita la cittadinanza a segnalare alle Guardie WWF – che garantiscono la massima riservatezza nella trattazione delle informazioni ricevute – casi di bracconaggio e ogni attività illecita ai danni degli animali e dell’ambiente e, in generale, tutti quei “crimini di natura” che minacciano e deturpano il nostro territorio e la sua fauna: maltrattamenti di animali; uso di trappole, casi di detenzione/allevamento di specie protette; sbancamenti e abusi edilizi; scarichi inquinanti nei corsi d’acqua; tagli abusivi di alberi, ecc. Le Guardie WWF si possono contattare via mail all’indirizzo guardiewwf.caltanissetta@gmail.com o tramite il profilo Facebook @guardie.wwf.caltanissetta. CHI SONO LE GUARDIE DEL WWF Le Guardie giurate WWF svolgono funzioni di vigilanza ambientale – venatoria – zoofila con la qualifica di “Pubblici Ufficiali” o di “Agenti di Polizia Giudiziaria”, secondo le leggi vigenti e nel rispetto delle disposizioni regolamentari previste; perseguono i numerosi reati che si compiono in Sicilia ai danni dell’ambiente e degli animali: dall’uccisione di specie protette al bracconaggio, dagli abusi edilizi all’abbandono di rifiuti, dal maltrattamento degli animali al commercio illegale di fauna e flora, dall’inquinamento di fiumi e mari, alla pesca illegale, dalle attività industriali inquinanti, agli scarichi abusivi, agli incendi. Le Guardie del WWF sono munite di decreto di nomina rilasciato dalla Prefettura, che costituisce titolo di polizia a norma del T.U.L.P.S (Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza). Sono volontari che non percepiscono alcuna contribuzione e svolgono la loro attività a titolo gratuito. Persone spesso scomode, perché ritenute rigorose nel contrastare i peggiori delitti contro gli animali, l’ambiente e la salute pubblica, le Guardie volontarie del WWF svolgono un’importante funzione di controllo e presidio del territorio mettendosi in prima linea anche contro soggetti che abitualmente si dedicano ad attività delittuose. Nella propria attività, le Guardie WWF operano in stretta collaborazione con l’Autorità Giudiziaria e con le Forze di Polizia; in particolare, da diversi anni è in vigore uno specifico protocollo di intesa a livello nazionale tra l’Arma dei Carabinieri ed il WWF, per la collaborazione nelle attività in materia di legalità e tutela del patrimonio naturale. L’Arma dei Carabinieri, nell’esercizio delle sue funzioni di sicurezza pubblica e polizia giudiziaria, potrà avvalersi del supporto della rete territoriale del WWF Italia, che potrà a sua volta segnalare ai Comandi dell’Arma situazioni che necessitino di approfondimento e/o di intervento. Chi fosse interessato a ricevere maggiori informazioni sull’attività di vigilanza del WWF e su come si diventa guardia volontaria, può contattare il Coordinamento regionale Sicilia via e-mail guardie.wwfsicilia@wwf.it; è attivo anche un profilo social www.facebook.com/guardie.wwf.caltanissetta e chiunque può segnalare e denunciare, con la massima riservatezza, fatti e situazioni che costituiscono illeciti in danno della fauna e dell’ambiente.   APPROFONDIMENTI www.wwf.it/pandanews/ambiente/vigilanza-ambientale www.wwf.it/cosa-puoi-fare-tu/partecipa/guardie-volontarie VIDEO YOUTUBE WWF https://youtu.be/fEStF_ietwc Redazione Italia
June 27, 2026
Pressenza
Lettera aperta sulla nuova stagione di incendi
LETTERA APERTA dell”OSSERVATORIO PERMANENTE sui DISASTRI AMBIENTALI Alle cittadine ed ai cittadini siciliani sulla RIPRESA della STAGIONE degli INCENDI. Da anni assistiamo allo stesso copione. Incendi sempre più violenti, stagioni calde sempre più lunghe, eventi meteo estremi sempre più frequenti, costi umani e materiali sempre più alti, sia in vite perdute – è di pochi giorni fa la morte di un operaio forestale, nel corso di una operazione di spegnimento, episodio gravissimo, che non si può liquidare quasi come fosse una tragica “fatalità” – sia in danni ambientali incalcolabili al nostro patrimonio boschivo ed al nostro paesaggio naturale. Si potenziano i mezzi aerei, si mobilitano squadre, volontari, protezione civile. Si corre, si spegne, si spende, ma è più un’esibizione di operatività che un intervento efficace. C’è una verità che nessuno ha il coraggio di dire ad alta voce. In Sicilia manca una politica di reale prevenzione. quella che può scoraggiare i piromani, quella che impedisce l’incendio prima che diventi disastro. Perché i piromani non agiscono a caso. Scelgono i giorni di scirocco forte, quando il fuoco corre più veloce. Sanno che, purtroppo, in quelle ore il territorio è troppo spesso scoperto, senza presidi, senza vigilanza, senza pattugliamento attivo, senza occhi. E ALLORA LA DOMANDA CHE PONIAMO E’ SEMPLICE: Perché non si organizzano servizi mirati proprio in quelle giornate critiche? Perché non si presidiano le aree sensibili secondo dei piani di coordinamento territoriale per scoraggiare chi appicca il fuoco? A questo punto dobbiamo arrivare alla conclusione che manca la volontà politica e amministrativa di arginare questi atti criminali. Come se la prevenzione non producesse abbastanza visibilità, abbastanza emergenza, abbastanza ricchezza da spartirsi per qualcuno. Intanto mentre si discute, la Sicilia brucia. Bruciano i boschi, bruciano habitat, brucia il futuro dei giovani. E noi continuiamo a rincorrere le fiamme invece di prevenirle e impedirle. BISOGNA DIRLO CHIARAMENTE: La previsione, la prevenzione, la protezione e la vigilanza attiva sono l’unico modo per arginare queste catastrofi. E’ ora che chi ha responsabilità ne prenda finalmente atto. Servono presidi territoriali nei giorni di massima allerta, servono squadre operative presenti nelle zone a rischio, prima dell’incendio, servono controlli mirati sugli obiettivi sensibili, serve una strategia che metta paura ai piromani e non ai cittadini. Chi ha responsabilità istituzionali non può limitarsi a gestire l’emergenza. Basta spese irrazionali, le risorse devono essere impiegate per potenziare gli organici di Forestali e Vigili del fuoco, e per la formazione adeguata dei volontari. E’ un dovere di chi si è assunto l’onere di governare e di chi sta in Parlamento di vigilare sugli atti del Governo e proporre indirizzi di gestione anche alternativi rispetto agli attuali, se serve. Chi ha responsabilità istituzionali non può limitarsi a gestire l’emergenza. Basta vittime del lavoro, basta col precariato in settori delicati e pericolosi. Basta carenza di personale nelle istituzioni preposte. La Sicilia merita protezione non rassegnazione, CHI HA IL DOVERE DI GARANTIRLA AGISCA ADESSO. NOI NON FAREMO SCONTI A NESSUNO. Chi è responsabile politico amministrativo e non agisce sarà chiamato a risponderne. NON DELEGHEREMO A NESSUNO IN BIANCO i nostri DESTINI. Redazione Palermo
June 25, 2026
Pressenza