ONDA ANOMALA: “MONTAGNE IN POLVERE” MINACCE E ATTI VANDALICI CONTRO CHI MANIFESTA A DIFESA DELLE ALPI APUANE
“Onda Anomala”- Notizie eventi movimenti dal clima che cambia, la trasmissione
quindicinale di Radio Onda d’Urto all’interno della casetta degli attrezzi del
martedi pomeriggio alle 18.45 in replica il mercoledi in apertura di
trasmissioni alle 6.30.
Una trentina di automobili danneggiate al termine di una manifestazione pacifica
contro l’escavazione sulle Alpi Apuane. È quanto accaduto domenica 7 giugno in
Val Serenaia, nel comune di Minucciano (Lucca), dove oltre 300 persone hanno
partecipato all’iniziativa “Montagne in polvere”, una camminata consapevole
promossa dall’associazione Apuane Libere, con il sostegno di tante altre
realta’, per richiamare l’attenzione sugli effetti dell’attività estrattiva nel
territorio. Dopo oltre tre ore di cammino lungo la via delle cave i partecipanti
hanno trovato decine di auto danneggiate con calci, graffi, vetri rotti e
scritte.
La situazione è stata tesa fin dall’inizio: sul luogo di incontro i partecipanti
hanno infatti trovato una trentina di persone con atteggiamento ostile e
arrogante. Il CAI Toscana in un comunicato parla di “un vero e proprio atto
intimidatorio”. L’associazione organizzatrice, Apuane Libere, sui social ha
parlato apertamente di “mafia del marmo”: “Chi pensa di difendere le cave
vandalizzando le auto di chi cammina in montagna sta mostrando il volto reale di
questo sistema”. “Le nostre montagne appartengono a tutto, e non saranno
minacce, intimidazioni o atti vandalici a impedirci di difenderle” prosegue il
comunicato.
Alpinisti, escursionisti e ambientalisti locali è da oltre 30 anni che
continuato a impegnarsi con intelligenza e coraggio per dire basta
all’estrattivismo selvaggio delle Apuane, ma senza esito. Governare e
controllare un settore lucroso come l’estrazione del marmo non è certamente
facile, ma fino a oggi non ci ha provato nessuno.
La perimetrazione del Parco regionale delle Apuane, istituito nel lontano 1985,
è stata disegnata in modo da escludere dall’area protetta le cave, e poi ridotta
per eliminare altri possibili conflitti. La Regione Toscana e i Comuni
interessati, da Massa e Carrara fino ai piccoli centri di montagna, hanno fatto
poco o nulla per controllare le cave, e non hanno mai sfidato la potente
corporazione dei cavatori. Recentemente è stata autorizzata la riapertura di due
cave dismesse.
Nella puntata dio Onda Anomala di martedi 23 giugno abbiamo sentito il racconto
di Camilla e Caterina di APE Firenze presenti all’iniziativa Ascolta o scarica