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Sicurezza democratica, non regimi securitari e massiccio riarmo
Lunedì 22 giugno a Roma si è tenuto il workshop “Difendere la pace in un mondo che cambia” promosso dagli eurodeputati Marco Tarquinio e Lucia Annunziata nell’ambito dell’iniziativa “L’Europa che vogliamo” organizzata dalla Delegazione PD al Parlamento europeo. Tante le voci e le esperienze coinvolte nel confronto con esperti e forze sociali italiane. Vi hanno partecipato politici con ruoli di primo piano e profili differenti: Laura Boldrini, Alessandro Alfieri, Paolo Ciani e Peppe Provenzano. Sono intervenuti esperti protagonisti del dibattito sulle scelte di riarmo e sulle politiche di pace: il generale Dino Tricarico, il coordinatore della Rete Pace e Disarmo Alfio Nicotra, il presidente della Fondazione PerugiAssisi Flavio Lotti, i professori Gregory Alegi e Roberto Cataldi, la presidente di Focsiv Ivana Borsotto e Nicoletta Dentico, direttrice del programma di salute globale della Società per lo Sviluppo internazionale. Le linee fondamentali del Rapporto “Europa: quale difesa?” commissionato da Tarquinio all’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo-IRIAD sono state illustrate dal professor Fabrizio Battistelli. La ricerca propone una lettura critica delle attuali politiche europee, analizzando l’urgenza di superare una concezione della sicurezza come sinonimo di organizzazione e spesa militari. Serve invece perseguire una difesa comune europea a due braccia: capace di proteggere da minacce vecchie e nuove sul piano militare e cyber-tecnico e informativo, ma anche di prevenire e comporre i conflitti attraverso gli strumenti del dialogo multilaterale, della diplomazia, della cooperazione e della partecipazione della società civile. Marco Tarquinio ha dichiarato: «È importante che nel confronto sia emerso come la svolta securitaria in atto in Italia e in Europa, e che si sostanzia nella militarizzazione di praticamente ogni risposta alle sfide attuali, con l’esplosione, a regime, della “spesa armata” italiana oltre gli 83 miliardi annui, ci stia portando lontano dalla sicurezza democratica che dovremmo perseguire e che tutte le forze di solidarietà e progresso devono rimettere al centro. Così non si difende la pace né nel mondo né nelle nostre società. Il PD, partito cardine di una necessaria grande alleanza alternativa al governo Meloni e alla pretesa delle destre di egemonizzare e disfare l’Europa comunitaria, deve farsi interprete dell’urgenza di capovolgere questa disastrosa deriva». Archivio Disarmo
June 23, 2026
Pressenza