Siamo alle ronde
Le indagini sono ancora in corso, ma pare che venti maschi “coraggiosi” di S.
Fruttuoso abbiano aggredito a bastonate un minorenne non accompagnato, colpevole
(forse) di molestie e danneggiamenti. Gli hanno spaccato il cranio.
Sembra anche che una ronda analoga sia stata organizzata a Quinto, i cui
abitanti da tempo lamentavano molestie e atti di vandalismo.
Non “sembra”, ma “è certo” che sui social si contino centinaia di commenti che
approvano le ronde e la giustizia “fai da te”. E chi prova a ragionare viene
invitato a portarli a casa sua.
In Italia muoiono tre persone al giorno sul lavoro, soprattutto in edilizia. Un
fatto che dovrebbe creare un forte allarme sociale.
Vogliamo organizzare ronde per sprangare i padroni che ignorano le norme di
sicurezza?
Chi plaude ai venti vigliacchi di S. Fruttuoso ribadirebbe anche in questo caso
“colpirne uno per educarne cento?”
In Italia l’evasione fiscale ha raggiunto livelli record. Gli evasori li
conosciamo tutti, con nome e cognome, perché ogni giorno abbiamo a che fare con
loro. L’evasione fiscale incide fortemente sul bilancio dello Stato.
Vogliamo aspettare sotto casa medici, idraulici, negozianti che non rilasciano
lo scontrino fiscale?
A Taranto esiste un’azienda (ha cambiato diversi nomi: ILVA, Acelor Mittal, ecc,
ma sono sempre gli stessi) che da decenni emette sostanze cancerogene. Ha sulla
coscienza migliaia di tumori, anche di bambini.
Cerchiamo i padroni e i loro complici e gli bruciamo la casa?
Intere regioni italiane sono ostaggio della criminalità organizzata. Mafia,
camorra, ‘ndrangheta, stidda, sacra corona unita. Vivono a “cento passi” da casa
nostra.
Anche in questo caso vale il principio del “colpirne uno per educarne cento”? Li
spranghiamo? E da quale mafioso vogliamo cominciare?
I venti vigliacchi di S. Fruttuoso hanno scelto di colpire chi dà loro fastidio,
ma sta anche sotto di loro nella scala sociale e hanno perfettamente assimilato
i disvalori che hanno portato le destre al governo: meritocrazia, competizione,
indifferenza verso gli altri, nazionalismo, razzismo.
E’ più che mai necessario che, a partire dalle scuole, dai quartieri e dai
luoghi di lavoro, l’individuazione delle radici delle ingiustizie e il valore
della solidarietà vengano riscoperti.
1256° ora in silenzio per la pace
Redazione Italia