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Messaggio di Abel Prieto, presidente della Casa de las Américas a Cuba, a chi si sta mobilitando per il suo Paese
Sono Abel Prieto, vi parlo da Cuba, dalla Casa de las Américas. Attraverso l’amico Chema Sánchez, un fratello, voglio far arrivare questo messaggio alle tante persone degne che stanno difendendo Cuba, che si stanno mobilitando per Cuba in questi momenti così difficili per noi, di tanto pericolo per il nostro popolo. Voglio dirvi che oggi (ieri per chi legge) il nostro Ministro degli Esteri Bruno Rodríguez Parrilla ha parlato davanti al Consiglio di Sicurezza e si è riferito con grande dettaglio a questa questione. Mi permetto di raccomandare alle persone interessate di leggere quello straordinario discorso, che si trova su tutte le pagine cubane. Lì c’è un riassunto formidabile del tipo di dramma che il nostro popolo sta vivendo e della quantità di violazioni del diritto internazionale, della quantità di regole che il governo Trump sta infrangendo con questo assedio petrolifero, che è una punizione medievale, equivalente a un blocco navale contro Cuba. E attraverso il progetto di soffocare la società cubana si sta applicando una punizione collettiva contro tutto il nostro popolo. Questo si manifesta anche in dati davvero commoventi. La mortalità infantile, che prima di questa fase così dura era arrivata a essere una delle nostre conquiste — 4 bambini ogni 1.000 nati vivi — oggi è salita a 9,2 ogni 1.000 nati vivi. La cifra dei bambini che muoiono dopo la nascita è raddoppiata. Questo è molto doloroso, molto amaro per noi. I nostri medici, le nostre infermiere, stanno compiendo davvero un’impresa quotidiana per salvare vite senza medicinali, molte volte senza elettricità. Anche un’altra scena che ha circolato sui social ci turba e ci addolora: una sala operatoria e i medici che, con le torce dei telefoni cellulari, illuminano la stanza affinché l’operazione chirurgica possa terminare. Decine di migliaia di cubani stanno aspettando di essere operati, finché non ci saranno condizioni adeguate nei diversi ospedali per poter intervenire chirurgicamente. Una medicina gratuita e universale di altissima qualità, dimostrata sia a Cuba che fuori da Cuba, che stanno cercando di accerchiare. Il nostro popolo ha reagito con molta forza, profondamente offeso da questa recente iniziativa così grottesca e offensiva del governo Trump, associata al tentativo di processare il generale d’esercito Raúl Castro per un fatto accaduto trent’anni fa, del quale in realtà tutta la responsabilità ricade sul governo statunitense di quell’epoca. Perché Cuba aveva denunciato ripetutamente le violazioni del proprio spazio aereo da parte di quell’organizzazione chiamata Hermanos al Rescate, terroristi travestiti da persone altruiste. Ma la reazione del nostro popolo è stata estremamente ferma. Si sono svolte manifestazioni in tutte le province. Lo stesso Primo Maggio è stato un momento straordinario, di grande sostegno alla Rivoluzione. E prima del Primo Maggio si è svolto un processo convocato dalla società civile cubana chiamato “Mi Firma por la Patria”. Più di 6 milioni e 300 mila cubani maggiorenni hanno firmato il loro impegno a difendere la Rivoluzione, difendere la nostra opera, difendere l’opera di Fidel e di Raúl. E come ha detto molte volte Díaz-Canel: Cuba è un popolo di pace, ma se ci aggrediranno ci sarà combattimento e la parola resa non esiste per noi. Cuba non vi tradirà mai. Aiutateci nella mobilitazione, aiutateci nella difesa della verità su Cuba, aiutateci a denunciare questo crimine. Un forte abbraccio. Traduzione a cura di Cuba Mambí, gruppo d’azione internazionalista.   Redazione Italia
May 28, 2026
Pressenza
Gaesa è propaganda imperialista. Si prepara l’invasione di Cuba?
Il 15 maggio 2026 il New York Times pubblica un lungo articolo su Gaesa, il conglomerato militare cubano, dipingendolo come uno strumento della famiglia Castro per arricchirsi alle spalle del popolo. Il pezzo esce il giorno dopo la visita del direttore della CIA John Ratcliffe all’Avana. Coincidenza? Per Luciano Vasapollo, economista, […] L'articolo Gaesa è propaganda imperialista. Si prepara l’invasione di Cuba? su Contropiano.
May 18, 2026
Contropiano
Gli Stati Uniti stanno strangolando Cuba. Nessuno faccia finta di niente
Cuba vive oggi una delle fasi più pericolose e drammatiche dalla fine della Guerra Fredda. Mentre i media internazionali celebrano il riavvicinamento tattico tra Donald Trump e Xi Jinping come possibile fattore di stabilizzazione globale, sull’isola caraibica si addensano invece nuove minacce economiche, politiche e mediatiche. Il dialogo tra le […] L'articolo Gli Stati Uniti stanno strangolando Cuba. Nessuno faccia finta di niente su Contropiano.
May 17, 2026
Contropiano
Cuba, censure e informazione manipolata
La guerra informativa contro Cuba è sempre stata una costante per chi dagli Stati Uniti ha cercato per oltre sessant’anni di riportare la isla rebelde sotto il proprio controllo. Con l’avvento dei social network che permettono, se stai dalla parte giusta, di veicolare contenuti e opinioni a migliaia di persone in tempi brevissimi, questa guerra ha raggiunto livelli fino a pochi anni fa impensabili. Se però le tue opinioni e i tuoi contenuti non sono utili al sistema, allora le censure sono all’ordine del giorno. Poi si possono usare siti e profili social per veicolare informazioni false o palesemente distorte per portare avanti una determinata narrazione. Niente di nuovo, direte, ma il caso Cuba merita di essere approfondito. Negli Stati Uniti hanno capito da tempo che giocare con le menti delle persone, in questo caso dei cubani e dell’opinione pubblica mondiale, è assolutamente necessario per portare avanti la narrativa secondo cui Cuba è un Paese fallito, dove il governo non è in grado di assolvere alle più elementari esigenze della popolazione. Si arriva addirittura a pensare, leggendo i vari articoli sfornati giornalmente da pseudo mezzi di informazione che si definiscono indipendenti, che qualcuno nel governo di Miguel Diaz Canel si diverta a vedere i proprio cittadini soffrire. Quindi un intervento per riportare democrazia e libertà è necessario per Cuba. Sono stati creati molti siti che hanno sede negli Stati Uniti e ricevono finanziamenti direttamente dalla Casa Bianca  per diffondere e manipolare le informazioni su Cuba.  Negli ultimi tempi la crisi energetica è l’argomento principe su questi siti. La situazione nel Paese caraibico è oggettivamente molto complessa: abbiamo scritto molte volte dei blackout, della caduta del sistema elettrico nazionale che comporta buio completo per diverse ore. La popolazione resiste, ma ovviamente la pazienza ha un limite. Recentemente alcune manifestazioni sono state registrate a L’Avana e Santiago de Cuba, tutto oro per la propaganda a stelle e strisce. I vari Cybercuba, ADN Cuba, CubaNet e così via non hanno perso tempo per imputare i motivi delle manifestazioni alla fine della pazienza della popolazione nei confronti del governo. Ovviamente non riferiscono che i deficit energetici che l’isola soffre non dipendono dalla cattiva volontà del governo, né dalla voglia di qualcuno a L’Avana di infliggere continue persecuzioni alla popolazione, ma dalle sanzioni imposte al popolo cubano da chi paga i loro stipendi. Questi mezzi di propaganda vivono grazie alle sovvenzioni del governo degli Stati Uniti e per questo ne seguono le direttive. Non si può parlare, come sostengono, di libera stampa, ma di giornalismo di parte, finanziato per portare avanti la narrazione che Cuba è uno Stato fallito. Narrazione ripetuta da  Donald Trump e dal suo socio Marco Rubio, utilizzando il vecchio e sempre attuale adagio che una bugia ripetuta mille volte diventa una verità. Le cause delle sofferenze del popolo cubano vengono costantemente negate, non si parla mai del blocco economico, commerciale e finanziario che l’isola subisce dal 1962 da parte degli Stati Uniti, non si menzionano mai nessuna delle numerose sanzioni che ampliano lo stesso blocco, Se manca il combustibile per il funzionamento delle centrali termoelettriche è colpa del governo che non lo compra, scrivono; si dimenticano ovviamente di ricordare ai lettori che dal 29 gennaio è in vigore un ordine esecutivo di Donald Trump che impone dazi aggiuntivi del 25% a tutti i Paesi che commerciano petrolio e i suoi derivati con l’isola. Quindi appare ovvio che se non c’è il petrolio la colpa non è del governo di Miguel Diaz Canel, ma delle sanzioni statunitensi. A questo si aggiunge l’ordine esecutivo della Casa Bianca del 1° maggio, con il quale vengono bloccati tutti i depositi delle aziende che collaborano a qualunque titolo con Cuba detenuti negli Stati Uniti, Un’altra mossa che intende privare l’isola degli investimenti esteri. Ricordiamo che Donald Trump ha dato un mese di tempo a tutte le aziende straniere per lasciare l’isola, pena l’intervento sui loro beni negli Stati Uniti. Ma queste sono solo le ultime sanzioni emesse dal pacifista della domenica. Si legge nella nostra stampa, che riprende le veline dei vari mezzi di informazione statunitensi finanziati dalla Casa Bianca, che il blocco economico, commerciale e finanziario non esiste; nel migliore dei casi, quando viene riconosciuto, si dice che tale misura non colpisce la popolazione, ma solamente i dirigenti del governo e del Partito Comunista. Andatelo a dire ai milioni di cubani che sono costretti a cucinare con il carbone perché non c’è corrente elettrica. Andatelo a dire alle migliaia di persone che non possono essere operate per la mancanza di medicine o energia elettrica nelle sale operatorie. Andatelo a dire ai malati oncologici che non possono essere curati perché le medicine di cui hanno bisogno sono di produzione statunitense e il blocco impedisce il loro acquisto; questi sono solo alcuni esempi, ma la lista è lunghissima. Poi si legge che tutto sommato la situazione non è così difficile, che il blocco esiste solo nella fantasia dei governanti, che lo utilizzerebbero per mantenere il loro potere, perché dagli Stati Uniti arriva pollo surgelato. Verissimo, il pollo surgelato arriva dagli Stati Uniti perché una licenza speciale del 2000 lo permette, pagandolo però in anticipo. Parallelamente alle notizie false o palesemente manipolate da questi organi di disinformazione troviamo le censure vere e proprie attuate dai social network nei confronti degli account ufficiali del governo. Vengono promosse le notizie pubblicate dai vari siti finanziati dalla Casa Bianca, mentre vengono sistematicamente nascoste le informazioni ufficiali. Uno studio condotto dall’Osservatorio sui Media di Cubadebate da gennaio a maggio sul social X ha rivelato che gli account ufficiali del governo cubano, come quello del Partito Comunista, del Ministero degli Interni, del Ministero della Salute, del Ministero degli Esteri hanno subito delle vere e proprie censure. L’account del Partito Comunista di Cuba ha avuto un calo del 33%, quello del Ministero degli Esteri del 35%, quello del Ministero delle Forze Armate del 34%, quello del Ministero dell’Interno del 59%,  quello del Ministero della Salute del 36% e così via. Tutto questo avviene contemporaneamente all’aumento della pressione del governo statunitense nei confronti di Cuba, sia in termini pratici, con l’emissione di nuove sanzioni, sia sotto il profilo mediatico, con l’inasprimento della propaganda informativa e con le censure agli organi ufficiali. Si può tranquillamente parlare di una vera e propria guerra cognitiva nei confronti del governo cubano. Un recente rapporto del Centro di ricerca economica e politica, con sede a Washington, afferma che tra il 2019 e il 2024 le sanzioni statunitensi  hanno causato a Cuba un aumento del 148% della mortalità infantile e la morte di almeno 1.800 neonati, riferisce Cubainformaciòn. Hanno inoltre ridotto del 59% le entrate per il turismo, del 23%  i servizi medici e del 42% le rimesse estere. Le sanzioni hanno lo scopo di asfissiare l’economia e di esasperare la popolazione per portarla alla ribellione, meglio se accompagnata da atti violenti, la propaganda serve a preparare il terreno. E se poi qualcuno perde la vita per la mancanza di una medicina, sarà considerato un danno collaterale necessario per riportare democrazia e libertà nel Paese. www.occhisulmondo.info   Andrea Puccio
May 16, 2026
Pressenza
La situazione energetica a Cuba
Vicente de la O Levy, Ministro dell’Energia e delle Miniere di Cuba in una conferenza stampa ha esaminato la difficile situazione energetica degli ultimi mesi. Una delle maggiori lamentele che i cubani quotidianamente sollevano nei confronti del governo è la percezione che i blackout energetici non siano distribuiti equamente tra la popolazione. Si sostiene che alcuni circuiti non sono mai soggetti a interruzione, mentre altri sono sottoposti a sospensioni dell’erogazione elettrica per tempi molto lunghi. Il ministro ha spiegato che “Il sistema elettro-energetico non è progettato per i blackout.” Nessuno dei grandi investimenti storici, nessuna delle interconnessioni, nessuna delle sottostazioni è stata concepita pensando che i circuiti dovessero subire interruzioni in maniera rotativa e per mesi di seguito. Ha spiegato che “si parte dalla domanda esistente, dalla capacità di generazione disponibile e da una previsione di copertura. Questo calcolo, che viene aggiornato quotidianamente, mostra quanti megawatt di deficit ci saranno a mezzogiorno e nella notte. E questo deficit è distribuito tra le province”. Ogni provincia ha differenti esigenze elettriche e questo è il primo problema. Inoltre nella rete elettrica alcuni circuiti possono essere disattivati e altri no. In questi ultimi si trovano strutture che devono ricevere energia costantemente, come gli ospedali, centri di produzione e altro. “Nel Paese vengono protetti ogni giorno più di 600 circuiti che consumano più di 800 MW. Questi circuiti includono tutti gli ospedali dell’isola, le strutture economiche prioritarie e i cosiddetti circuiti DAF”, ha sottolineato Vicente de la O Levy. Conosciuti soprattutto dagli abitanti della capitale, sono circuiti che non possono essere spenti perché, di fronte a fluttuazioni nel sistema, sono quelli che si aprono e si chiudono automaticamente per regolare la frequenza ed evitare un collasso generalizzato. Durante la notte viene pianificata la quantità di energia necessaria per quel giorno e vengono decise, di conseguenza,  le interruzioni di energia e in quali circuiti. Può succedere però che durante il giorno una centrale subisca un guasto o un malfunzionamento e così tutti i calcoli fatti fino a quel momento diventano carta straccia. Purtroppo le centrali sono vecchie e il blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti impedisce l’acquisto di pezzi di ricambio e il loro ammodernamento. “I sistemi elettrici funzionano con riserva”, ha continuato il ministro. “Questi circuiti possono escludere un’unità per manutenzione. In un Paese normale, quando un impianto entra in manutenzione, altre unità di backup coprono la sua assenza senza che la gente se ne accorga, ma Cuba non ha quella riserva, andata persa nel corso degli anni a causa della situazione economica e finanziaria prodotta per il 99,9% dal blocco americano.” La conclusione è semplice: ogni volta che un’unità deve essere fermata per manutenzione o per un guasto, non c’è nessun’altra che la sostituisca. Il deficit generato da questo arresto si traduce direttamente in più ore di blackout per la popolazione. Per la produzione di energia elettrica occorrono milioni di tonnellate di combustibile, sia diesel che greggio e il Paese non dispone di queste quantità a causa delle ripetute sanzioni statunitensi, come le ultime imposte da Donald Trump. La produzione interna di Cuba, pur in aumento, non è comunque sufficiente per garantire l’indipendenza energetica dell’isola. E’ chiaro che molti, se non tutti, i problemi del sistema energetico cubano vadano ricercati nelle centinaia di misure e sanzioni che gli Stati Uniti hanno imposto a Cuba nel corso degli anni. La mancanza di petrolio, necessario per la produzione elettrica, non dipende, come sovente viene propagandato, dall’inefficienza del governo cubano, ma dalle conseguenze del blocco statunitense, con il fine ultimo di spingere i cubano a ribellarsi contro il governo. www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
May 14, 2026
Pressenza
Campagna Let Cuba live, raccolti oltre 700.000 dollari per pannelli solari destinati a ospedali e cliniche
Grazie all’ incredibile generosità e alla solidarietà di migliaia di persone, la campagna Let Cuba Live e il People’s Forum hanno raccolto negli Stati Uniti oltre 700.000 dollari per inviare pannelli solari e batterie a ospedali e cliniche in tutta Cuba. Volevamo condividere con voi alcuni aggiornamenti entusiasmanti sullo stato di avanzamento della spedizione dei pannelli e della campagna. Da dicembre 2025, il blocco imposto dall’amministrazione Trump ha consentito l’arrivo a Cuba di un solo carico di carburante. Il risultato? Interruzioni di corrente paralizzanti stanno devastando il sistema sanitario pubblico del Paese. Nonostante gli sforzi eroici del personale medico cubano, oltre 96.000 pazienti sono in attesa di interventi chirurgici importanti, tra cui 11.000 bambini. La mancanza di un’alimentazione elettrica affidabile, dovuta alla carenza di carburante, ne è la causa diretta. Ma noi (e migliaia di donatori) ci siamo rifiutati di accettare questa conclusione dopo aver superato enormi ostacoli creati dal governo statunitense per bloccare gli aiuti a Cuba, abbiamo acquistato: 10 kit solari autonomi (65 kW ciascuno) – da distribuire in 10 ospedali, sufficienti ad alimentare sale operatorie, unità di terapia intensiva e altre aree ospedaliere vitali. 33 kit solari più piccoli (fino a 6 kW ciascuno) – per 33 cliniche rurali nella parte orientale di Cuba. Queste forniture, di cui c’è urgente bisogno, saranno presto in viaggio verso Cuba, contribuendo alla transizione del sistema sanitario dell’isola verso le energie rinnovabili, in modo che milioni di cubani possano accedere all’assistenza sanitaria gratuita e di qualità che meritano. Ma non vogliamo fermarci qui. Potete aiutarci a portare avanti questa campagna? La generosità e l’energia messe in campo finora hanno dimostrato che le persone negli Stati Uniti e in tutto il mondo comprendono l’urgenza di schierarsi al fianco del popolo cubano contro le politiche genocidarie degli Stati Uniti. Vogliamo procurarci altri pannelli solari per un numero ancora maggiore di ospedali e cliniche. Trump non può fermare il sole e non può fermare la nostra solidarietà. Donate  ora per inviare altri kit solari agli ospedali cubani! Per chi ha l’opportunità di recarsi negli States, o non teme le spese di spedizione, c’è anche la possibilità di acquistare una splendida T-shirt “Let Cuba Live”, il cui ricavato verrà interamente devoluto alla campagna per l’invio di generatori e pannelli solari agli ospedali di Cuba. Acquistatela subito! Comprate ora In solidarietà, The People’s Forum   Redazione Italia
May 14, 2026
Pressenza
Nuove sanzioni degli Stati Uniti contro Cuba
Sono passati appena sei giorni da quando il governo degli Stati Uniti ha emesso l’ennesimo ordine esecutivo contro Cuba che il segretario di stato Marco Rubio, acerrimo nemico del popolo cubano, riferisce che la sua amministrazione ha emanato nuove sanzioni contro la isla rebelde. Questa volta nel mirino dell’amministrazione del pacifista della domenica Donald Trump sono entrate il gruppo di amministrazione aziendale SA. Meglio conosciuto pubblicamente come GAESA, questo ente imprenditoriale pubblico cubano, dove confluiscono aziende civili e militari, è stato bersaglio per diversi anni di attacchi da parte di successive amministrazioni nordamericane e dei loro portavoce. Non poteva poi mancare il generale di brigata Ania Guillermina Lastres, presidente di GAESA  dal 2022 e deputata dell’Assemblea Nazionale cubana, nonché membro del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba. E’ stata inoltre sanzionata la società Moa Nickel SA. Questa impresa mista è nata nel 1994 dall’alleanza tra le società General Nickel Company di proprietà cubana e la canadese Sherrit International. Secondo Rubio questa azienda ha sfruttato le risorse naturali di Cuba a beneficio del regime, a spese del popolo cubano usando i beni che sono stati originariamente espropriati dal governo di Cuba a persone e corporazioni statunitensi. Per giustificare queste ulteriori sanzioni, Rubio ha dichiarato che le nuove misure contro Cuba sono “decisive per proteggere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti” e necessarie per  “privare il regime comunista e l’esercito cubano dell’accesso ai beni” che Washington indica come illeciti. Le ultime misure sanzionatorie del governo degli Stati Uniti hanno lo scopo di stringere ulteriormente il cappio attorno all’economia dell’isola e non possono che deteriorare i rapporti tra i due Paesi, mettendo in discussione la volontà degli Stati Uniti di risolvere in modo pacifico le differenze. Con l’ordine esecutivo del 1° maggio, Trump ha dato a Rubio la possibilità di applicare sanzioni anche secondarie contro le aziende che non hanno alcun legame commerciale con gli Stati Uniti. Basta commerciare con Cuba per finire in una di queste liste di sanzioni. Il Ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez Parrilla ha commentato duramente le nuove sanzioni, affermando che si stanno usando menzogne e calunnie contro il suo Paese. “Le azioni che Rubio progetta e promuove a nome del governo degli Stati Uniti e propone al suo presidente, sulla base della sua agenda personale, sono chiaramente dirette a causare il maggior danno possibile alla popolazione e alle famiglie cubane,” ha scritto sui social network. Il rappresentante della diplomazia cubana ha inoltre definito “ciniche” e “ipocrite” le dichiarazioni di Rubio, “quando sostiene di voler aiutare il popolo cubano […]. Come pretesto fa appello a calunnie, bugie evidenti e l’illusione di riuscire a ingannare chi lo ascolta”. Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva si è proposto di mediare tra i due governi per raggiungere una soluzione pacifica alle numerose divergenze e in particolare per porre fine al blocco che gli Stati Uniti applicano da decenni all’isola. “Se la traduzione era corretta, Trump mi ha detto che non ha intenzione di invadere Cuba”, ha dichiarato Lula in una conferenza stampa presso l’ambasciata del Brasile a Washington D.C., durante il suo viaggio per incontrare il presidente americano. “E’ il blocco più lungo nella storia dell’umanità”, ha detto Lula, che si è offerto come mediatore per trovare una via d’uscita pacifica. “Se ha bisogno di aiuto per discutere la situazione di Cuba, sono a completa disposizione”, ha offerto. Nonostante le speranze di Lula, però, le nuove e le vecchie misure emanate dall’amministrazione degli Stati Uniti, ostaggio della voglia di Marco Rubio e dei suoi sostenitori di vedere Cuba crollare, sembrano andare nella direzione opposta. www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
May 8, 2026
Pressenza
Donald Trump: “Di ritorno dall’Iran ci fermeremo a Cuba”
Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che di ritorno dall’Iran si fermerà a Cuba, facendo intendere che terminata la guerra contro Teheran se ne inizierà un’altra, questa volta contro L’Avana. Le intenzioni di Donald Trump quindi sarebbero quelle di spostare la portaerei Abraham Lincoln, la più grande del mondo, con il suo gruppo di attacco a poche decine di metri dalle coste cubane aprendo di fatto un nuovo fronte bellico nei Caraibi dopo quello in Venezuela. Il presidente degli Stati Uniti, che ricordo aspira al Premio Nobel per la Pace, ha più volte sostenuto che Cuba è arrivata alla sua fine e che cadrà da sola. Secondo lui il Paese è stato mal governato e il suo sistema politico è pessimo. Le affermazioni del Reuccio della Casa Bianca denotano un’altra volta l’arroganza degli Stati Uniti, che vedono solo nell’uso della forza la risoluzione delle controversie internazionali, che per inciso sono proprio loro ad alimentare. Nel caso cubano poi occorre ricordare che L’Avana ha sempre espresso la volontà di collaborare con le varie amministrazioni statunitensi, ma dall’altra parte tali aperture non sono mai state accettate. La voglia di Trump di fermarsi a Cuba di ritorno dall’Iran segue l’annuncio di ieri della Casa Bianca, che ha emesso  nuove sanzioni contro il governo cubano, nell’ambito della strategia “America First”, accusando L’Avana di allearsi con “attori ostili” agli Stati Uniti. Il presidente cubano, Miguel Díaz Canel, ha reagito sui social network affermando che le sanzioni “rafforzano il brutale blocco genocida” di cui soffre l’isola. A suo avviso, l’ordine esecutivo evidenzia la “povertà morale” di Trump e il suo “disprezzo” per il popolo statunitense e la comunità internazionale. “Nessuna persona onesta può accettare la scusa che Cuba sia una minaccia per gli Stati Uniti. Il blocco e il suo rafforzamento procurano enormi danni, causati dal comportamento intimidatorio e arrogante della più grande potenza militare del pianeta”, ha concluso Díaz-Canel. Le “sanzioni” sono rivolte specificamente alle banche straniere che cooperano con il governo cubano e impongono maggiori restrizioni all’immigrazione. Secondo il decreto, gli Stati Uniti bloccheranno coloro che operano o hanno operato nei settori dell’energia, dell’estrazione mineraria, della difesa o della sicurezza di Cuba o hanno fornito supporto materiale, finanziario o tecnologico al governo di Cuba o ad altri individui “sanzionati”, riferisce Reuters. L’ordine esecutivo prevede che  qualsiasi persona, azienda o organizzazione finanziaria che opera o fa affari con entità cubane “sanzionate” subirà il blocco totale dei suoi beni negli Stati Uniti. Se una banca di un altro Paese facilita una “transazione significativa” per un’entità cubana sanzionata dal governo degli Stati Uniti, sarà esposta alla chiusura dei suoi conti o al divieto di operare in dollari. www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
May 2, 2026
Pressenza
La Cina esorta gli USA a porre fine al blocco contro Cuba
La Cina ha esortato ancora una volta gli Stati Uniti a porre immediatamente fine al blocco, alle sanzioni e a qualsiasi altra forma di pressione contro Cuba, oltre ad astenersi dal diffamare la cooperazione tra il gigante asiatico e l’isola caraibica. “La cooperazione della Cina con Cuba è trasparente e legittima. Inventare pretesti e diffondere voci non giustifica il brutale blocco o le sanzioni illegali degli Stati Uniti contro Cuba”, ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jang. Il portavoce ha anche sottolineato che denigrando la cooperazione tra Pechino e L’Avana, gli Stati Uniti non riusciranno a nascondere il fatto che “hanno gravemente violato il diritto di Cuba alla sopravvivenza e allo sviluppo”, così come “le regole di base delle relazioni internazionali”, riporta RT. “La Cina sosterrà fermamente Cuba nella salvaguardia della sua sovranità e della sua sicurezza nazionale” ha aggiunto. Recentemente, nel mezzo dell’aumento delle pressioni di Washington contro Cuba, Pechino ha donato all’isola caraibica un nuovo parco fotovoltaico che viene costruito a Cienfuegos. “Apprezziamo il contributo permanente della Cina al programma di transizione energetica di Cuba con la realizzazione di nuovi parchi solari con accumulo. E continuiamo!”, ha dichiarato a questo proposito il Viceministro cubano del Commercio estero, Déborah Rivas Saavedra. La collaborazione tra Pechino e L’Avana ha permesso la realizzazione di oltre cinquanta parchi solari sull’isola, alleviando in parte i disagi energetici dovuti alla mancanza di combustibili necessari alla produzione di elettricità. www.occhisulmondo.info   Andrea Puccio
April 30, 2026
Pressenza
Cuba, inizia la distribuzione del petrolio russo
Cuba ha iniziato a distribuire in diverse provincie le 100.000 tonnellate di petrolio ricevuto dalla Russia trasportate dalla petroliera Anatoli Kolodkin, ha annunciato Irenaldo Pérez Cardoso, vicedirettore dell’Unione Cuba-Petrolio (CUPET), nel mezzo della crisi energetica causata dal blocco statunitense. Vengono distribuiti benzina, gasolio e gas liquefatto, dando la priorità alla generazione di elettricità e ai servizi essenziali. Pérez Cardoso ha spiegato che la lavorazione del greggio continua e può richiedere da 12 a 15 giorni e che la produzione giornaliera inizierà immediatamente il suo viaggio verso i centri di consumo, utilizzando camion, treni e navi che la porteranno nella regione orientale e nella Isla de la Juventud. Secondo la stima di Pérez Cardoso, però, il petrolio russo coprirà solo circa un terzo della domanda nazionale mensile. “Non risolve l’intero problema energetico, ma costituisce un’importante tregua in mezzo all’assedio imposto”, ha dichiarato. “Una petroliera russa è arrivata a Cuba. È un fatto significativo, di sostegno e vicinanza in situazioni difficili come hanno sempre fatto la Russia e il fratello popolo russo”, ha detto il presidente, Miguel Díaz Canel,  commentando a RT l’arrivo del greggio a sull’isola. Il leader cubano ha aggiunto che i primi benefici dell’arrivo del petrolio russo saranno visibili tra pochi giorni. “Ci sono persone che si chiedono: ‘Beh, perché se la nave è arrivata qualche giorno fa non si vede ancora l’impatto?’. Perché è arrivato petrolio greggio che deve essere raffinato, dopo la distribuzione, da oggi o domani si inizieranno a vedere i risultati dell’aiuto russo”. La petroliera Anatoli Kolodkin è arrivata a Cuba alla fine di marzo con circa 100.000 tonnellate di petrolio, la prima ad arrivare a Cuba da mesi, dopo che gli Stati Uniti hanno costretto il Venezuela e il Messico a tagliare la fornitura di energia all’isola. Cuba non ha ricevuto alcuna fornitura di petrolio dal 9 gennaio, il che ha causato una crisi energetica. All’inizio di aprile il Ministro dell’Energia russo Sergei Tsiviliov ha affermato che la Russia si sta preparando a spedire una seconda petroliera sull’isola caraibica e assicurato che non avrebbe lasciato solo il popolo cubano. Intanto il Messico, la Spagna e il Brasile hanno annunciato l’aumento degli aiuti a Cuba. I governi delle tre nazioni hanno firmato un documento in cui parlano della complessa situazione che la nazione caraibica sta attraversando a causa del blocco degli Stati uniti. “Esortiamo ad adottare le misure necessarie per alleviare questa situazione e a evitare azioni che aggravino le condizioni di vita della popolazione, o siano contrarie al diritto internazionale”, hanno sottolineato nel testo. Inoltre, si sono impegnati “ad aumentare in modo coordinato la risposta umanitaria volta ad alleviare la sofferenza del popolo cubano”. In precedenza la presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha chiesto, durante la sua partecipazione al IV vertice in difesa della democrazia, che i Paesi presenti all’evento raggiungessero un accordo per condannare gli attacchi contro la più grande isola delle Antille. (RT, Sputnik) www.occhisulmondo.info   Andrea Puccio
April 20, 2026
Pressenza