Firmato a Roma il Patto per “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”
Il 25 giugno, a Roma, i responsabili delle religioni che sono in Italia, hanno
sottoscritto un Patto per dare continuità e prospettiva al lavoro compiuto,
rendendo al contempo ufficiale l’esperienza chiamata “La via italiana del
dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”.
A siglarlo sono stati: Assemblea dei Rabbini d’Italia, Assemblea Spirituale
Nazionale dei bahá’í d’Italia, Centro Islamico culturale d’Italia, Comunità
Religiosa Islamica Italiana, Confederazione Islamica Italiana, Conferenza
Episcopale Italiana, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Istituto
Tevere, Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, Sikhi Sewa Society, Istituto
Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane, Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, Unione Induista
Italiana.
Nel pomeriggio, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha ricevuto i
rappresentanti delle comunità religiose, in occasione della sottoscrizione del
Patto “la via italiana del dialogo interreligioso”. Dopo l’intervento del
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Matteo Zuppi, il
Presidente Mattarella ha rivolto un saluto ai presenti, i quali gli hanno
consegnato una copia del Patto.
“Condividiamo il valore e la complessità di essere persone credenti e praticanti
di diverse fedi in una società post-moderna secolarizzata, multiculturale e
plurireligiosa, ferita da conflitti ed estremismi, anche pseudo-religiosi,
derivanti da posizioni etnocentriche, prevaricanti, di chiusura e di
colonizzazione culturale ed economica, e condividiamo l’importanza di agire
insieme per il Bene comune, certi della rilevanza del dialogo interreligioso per
lo sviluppo della società italiana”, si legge nel Preambolo del documento che
propone nove impegni e nove azioni. Tra questi, il compito di “promuovere la
pari dignità di ogni religione di fronte allo Stato attraverso un dialogo
critico e costruttivo sul rapporto tra religione, laicità e politica nel
contesto italiano, nella consapevolezza del contributo che le religioni possono
offrire al progresso materiale e spirituale della società” e quello di
“promuovere una cultura della pace fondata sulla giustizia, sulla compassione e
sull’interdipendenza tra i popoli, riconoscendo che la famiglia umana è una
sola”.
La firma del Patto rappresenta una tappa fondamentale del percorso intrapreso
nell’ambito del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia. A partire dal
2023, infatti, i leader delle religioni diffuse nel Paese, si sono incontrati
annualmente nella sede della Conferenza Episcopale Italiana, avviando una
riflessione comune sulla necessità di essere, nello spazio pubblico, una risorsa
capace di tessere dialogo, comunione e pace. Nel 2024, anche alcuni giovani,
delegati dai responsabili delle religioni, si sono ritrovati periodicamente per
discutere e lavorare insieme, partecipando dallo scorso anno alle riunioni
ufficiali e diventando, sui territori, ambasciatori di processi di conoscenza
reciproca e di sensibilizzazione. Il cammino di confronto tra i leader ha
portato alla sottoscrizione del documento.
“La firma del Patto è il frutto maturo di un percorso che ha consolidato in noi
la certezza che la via dell’ascolto dell’altro e della conoscenza reciproca –
spogliata da pregiudizi e luoghi comuni – sia la chiave per valorizzare quel
patrimonio umano e spirituale che ogni tradizione porta in sé. Consegnare questo
Patto nelle mani del Presidente Mattarella ha, per le nostre Comunità e per
l’intera Nazione, un valore inestimabile nel complesso contesto geopolitico che
stiamo attraversando. La “Via italiana del dialogo” vuole essere un contributo
serio e sperimentato, offerto a una società troppo spesso esposta a
polarizzazioni ed estremismi che spingono a vedere nell’altro – diverso per fede
o cultura – un nemico. Al contrario, desideriamo riflettere con apertura sui
valori comuni per edificare una comunità civile che riconosca, pur nelle sue
diversità, il senso di un impegno corale per una società più giusta, accogliente
e inclusiva”, afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente
della CEI.
“L’Assemblea dei Rabbini d’Italia partecipa alla firma del Patto di intesa fra
le diverse comunità religiose presenti in Italia nella convinzione che,
nell’ambito di questo accordo e nel contesto concreto del Paese in cui viviamo,
sia possibile riconoscere i valori etici condivisi, impegnarsi per il benessere
sociale della collettività, pensare a progetti responsabili per il futuro sempre
animati dalla consapevolezza che scaturisce dall’idea fondamentale dell’essere
creature di D.O; ricordiamo in particolare a questo proposito, dal messaggio
biblico di portata universale che definisce l’identità dell’uomo come creature
che recano in sé l’immagine spirituale del Creatore, ricordiamo e riconosciamo
che è parte del legame che ci unisce all’Eterno dare sviluppo al mondo , che
riceviamo come dono di D.O, di fronte al quale siamo chiamati ad essere
responsabili custodi. Riteniamo inoltre che, nella situazione particolarmente
difficile di cruenti conflitti in tante parti del mondo, sia importante che le
comunità religiose forniscano un positivo esempio di capacità di dialogo e,
laddove possibile, di collaborazione, auspicando che questo clima costruttivo
possa, dalla firma di questo Patto, estendersi a tutti coloro che in questo
momento siamo qui a rappresentare”, sottolinea Giuseppe Momigliano, Vice
Presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia.
“Di fronte all’acuirsi delle sfide sociali, il Patto sottoscritto oggi
rappresenta un segno concreto della capacità delle comunità religiose e della
società nel suo insieme di unirsi attorno a ideali condivisi messi al servizio
al bene comune. La consapevolezza che la diversità sia una ricchezza da
valorizzare è un principio essenziale per costruire un futuro di speranza,
coesione e prosperità per tutti”, evidenzia Cristin Cappelletti, Segretaria
dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í d’Italia.
“Sarà emozionante salutare, dopo la firma di questa mattina, il Presidente della
Repubblica Mattarella al Quirinale insieme ai miei giovani colleghi indù, ebrei,
buddhisti, cristiani e musulmani, tutti italiani dalla nascita e da generazioni
e tutti educati alla sacralità nella vita religiosa, senza artifici e senza
complessi ma con profonda fede e sensibilità spirituale. Questo è il valore
della nostra società italiana e il Capo dello Stato lo ha sempre riconosciuto
condannando ogni discriminazione. L’unica incompatibilità denunciata anche nel
testo del Patto è la strumentalizzazione dell’odio contro i credenti per negare
la nostra cittadinanza!”, rileva Amina Croce, responsabile Giovani della COREIS.
“La sottoscrizione del Patto è al tempo stesso l’approdo di un cammino a cui
guardare con gratitudine e l’assunzione responsabile di un impegno al dialogo,
alla ricerca della pace e della giustizia, alla preservazione del pianeta, alla
tutela delle libertà di tutti gli umani, al perseguimento del bene comune.
Questo impegno è tanto più urgente e prezioso nel nostro tempo che vede anche
l’utilizzo di riferimenti religiosi a sostegno di conflitti e discorsi di odio.
Le religioni che sono in Italia hanno intrapreso un’altra strada e intendono
continuare a percorrerla con decisione e fiducia”, sottolinea Daniele Garrone,
Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.
“Con la sottoscrizione del Patto, la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia
rinnova il proprio impegno a favore del dialogo, della collaborazione e della
reciproca conoscenza tra le comunità religiose e le Chiese cristiane presenti
nel Paese. Questo momento rappresenta un segno concreto della volontà condivisa
di contribuire, ciascuno secondo la propria identità e tradizione, alla
promozione della coesione sociale, del rispetto reciproco e del bene comune”,
osserva Dionisio, Vescovo di Kotyeon e Referente nazionale della Sacra
Arcidiocesi Ortodossa d’Italia per il dialogo interculturale e interreligioso.
“Di fronte alla complessità che viviamo, l’unica strategia vincente è il dialogo
fondato su uno spirito di sincera collaborazione, perché una convivenza
armoniosa e pacifica si può realizzare soltanto insieme. Il Patto sottoscritto
oggi rappresenta un’assunzione di responsabilità nei confronti delle generazioni
future e della società intera. Condividendone pienamente gli obiettivi, ci
impegniamo oggi a tradurre questi principi in azioni concrete, contribuendo a
trasformare l’ambiente in cui viviamo”, dichiara Alberto Aprea, Presidente
dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.
“In un mondo segnato da divisioni e conflitti, le religioni sono chiamate a
collaborare sui grandi temi dell’umanità: pace, giustizia sociale e dignità
della persona. Siamo fermamente convinti che la pace nasca da un disarmo
interiore fatto di ascolto senza pregiudizi e riconoscimento delle differenze:
solo così è possibile costruire percorsi condivisi di solidarietà e convivenza.
Come Unione Buddhista Italiana esprimiamo la nostra soddisfazione per la firma
del Patto che unisce le diverse confessioni religiose in un impegno concreto di
dialogo, pace e responsabilità condivisa”, osserva Filippo Scianna, Presidente
dell’Unione Buddhista Italiana.
“La firma di questo Patto segna un passo importante nel percorso di dialogo e
collaborazione tra le comunità religiose presenti in Italia. Il suo valore
risiede soprattutto nell’impegno condiviso a continuare a incontrarsi,
confrontarsi e lavorare insieme, senza procedere ciascuno per proprio conto.
Vogliamo rafforzare una collaborazione stabile che favorisca la conoscenza
reciproca e promuova iniziative comuni capaci di far conoscere e comprendere ai
cittadini le diverse tradizioni religiose. Insieme possiamo offrire un
contributo concreto alla coesione sociale, al rispetto reciproco e alla
costruzione di una società sempre più inclusiva e consapevole della ricchezza
del pluralismo religioso”, dichiara Livia Ottolenghi, Presidente dell’Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane.
Per leggere il patto in maniera integrale clicca qui
Fonti:
> Firmato a Roma il Patto per “La via italiana del dialogo. Le religioni nello
> spazio pubblico e per la coesione sociale”
Il video completo dell’incontro con Mattarella: https://youtu.be/xSV0dC7l5do?
si=BVmINqnt_QDXKwDY
Redazione Italia