[Ratisbona, Germania]: Doppio attacco incendiario contro la rete elettrica e l’industria dei microchip
> Da Sans nom, 15.06.26
Ratisbona (Germania), 8 giugno 2026. Incendiati i cavi sotto il ponte che
attraversa il Danubio e conduce alla centrale idroelettrica, la quale a sua
volta alimenta il vicino stabilimento di semiconduttori.
La notte tra domenica e lunedì 8 giugno non è stata come le altre a Ratisbona,
laboriosa città della Baviera situata a metà strada tra Monaco e Norimberga. Non
perché i suoi abitanti non abbiano potuto dormire sonni tranquilli, ma perché il
loro caro strumento di lavoro ha rischiato grosso. Quella notte, infatti, mentre
gli onesti lavoratori ricaricavano il loro livello di servitù volontaria prima
di tornare al triste lavoro, delle creature della notte hanno tentato di
attaccare col fuoco la rete elettrica della città in due punti: da un lato, a
sud, nel sobborgo di Pentling, agendo contro un traliccio elettrico situato
vicino a un parco solare; dall’altro, a nord-ovest di Ratisbona, verso le
quattro del mattino, incendiando i cavi che passano sotto un ponte sul Danubio e
che sono collegati direttamente alla centrale idroelettrica della zona. Il costo
stimato dei danni non è stato reso pubblico nel primo caso, dove il dispositivo
sembra aver avuto scarso successo, mentre nel secondo caso è stato stimato in
30.000 euro.
Sebbene i due attacchi compiuti con ordigni artigianali non siano riusciti a
provocare un blackout di grandi proporzioni, le autorità hanno comunque affidato
le indagini all’Ufficio centrale per la lotta all’estremismo e al terrorismo
della Baviera, poiché nutrono il forte sospetto che questo attacco anonimo
contro importanti infrastrutture della città mirasse in realtà a interrompere
l’alimentazione elettrica del grande stabilimento di semiconduttori di Infineon,
situato nelle immediate vicinanze del secondo luogo colpito da questi sabotaggi.
A discolpa di queste autorità sospettose, va detto che negli ultimi tempi si
sono verificati con successo diversi attacchi dello stesso tipo su entrambe le
sponde del Reno, contro l’alimentazione di aziende del settore della difesa e
dell’alta tecnologia, in particolare della produzione di semiconduttori. Il 7
aprile a Bourges (Cher), tralicci e trasformatori sono stati incendiati contro
l’industria bellica; il 25 maggio a Garching (Monaco), due tralicci sono andati
a fuoco non lontano dal campus high-tech; il 2 giugno a Le Rousset
(Bouches-du-Rhône), due trasformatori elettrici sono bruciati accanto alla zona
industriale che concentra diversi produttori di semiconduttori; il 4 giugno a
Marsiglia, l’alimentazione elettrica della società di armamenti Eurolinks è
stata distrutta da un incendio; poco prima del 5 giugno a Froges (Isère), due
tralicci sono stati segati, nel tentativo di staccare la corrente alle fabbriche
di semiconduttori di STMicroelectronics e Soitec; l’8 giugno, a Reutlingen, in
Baden-Württemberg, una sottostazione elettrica è stata incendiata in diversi
punti, causando la temporanea chiusura dello stabilimento di semiconduttori
Bosch.
Ecco, ad esempio, cosa si può leggere sul sito web di Infineon riguardo al suo
stabilimento di produzione, rendendo superfluo aggiungere altro sul perché
potrebbe essere stato proprio quello il vero obiettivo di questi sabotaggi
incendiari: «A Ratisbona, Infineon è un polo di innovazione e uno stabilimento
high-tech. Oltre 3.000 dipendenti sviluppano e producono i chip del futuro
direttamente sulle rive del Danubio. È l’unico sito di produzione che integra le
fasi di produzione a monte e a valle. La vicinanza dei siti favorisce scambi
rapidi e creativi con colleghi provenienti da una quarantina di Paesi. Ciò che
contraddistingue Infineon Ratisbona [Regensburg in tedesco, NdT] è che
sviluppiamo innovazioni a partire da nuovi materiali e progettiamo nuovi
imballaggi, processi di produzione e metodi di separazione dei chip per i nostri
semiconduttori di potenza, sensori, microcontrollori e chip ad alta frequenza.»
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[Sintesi della stampa tedesca, 11-13 giugno 2026]