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Scaffale dei libri della nonviolenza presso la Biblioteca Comunale “R. Morandi” di Colleferro
Sabato 27 giugno si è inaugurato lo Scaffale dei libri della nonviolenza presso la Biblioteca Comunale “R.Morandi” di Colleferro , paese della provincia di Roma. L’inaugurazione è avvenuta all’interno dell’evento più amplio “Piccoli passi per un mondo di pace”  un’ intera giornata dedicata alla pace e alla nonviolenza. Grandi cambiamenti nascono da piccoli gesti quotidiani. Con questo spirito il Comune di Colleferro ha promosso la giornata. L’iniziativa, fortemente voluta dall’Amministrazione guidata dal Sindaco Giulio Calamita e dal Consigliere Simone Compalati, si è sviluppata attraverso una ricca serie di appuntamenti correlati volti a promuovere la cultura della pace e della nonviolenza da diverse prospettive, tra cui “La Carovana dei Pacifici”, l’inaugurazione di due scaffali tematici permanenti e l’allestimento di mostre artistiche; il tutto frutto della stretta e corale collaborazione tra la biblioteca e Emergency (Sezione di Colleferro), La Comunità per lo Sviluppo Umano, Il Cantastorie e HeART of Gaza. La giornata è stata sempre presieduta dal nuovo e giovane Assessore Simone Compalati. Assessore alla Cultura e alla collaborazione tra i Popoli.  E’ iniziata la mattina con la La Carovana dei Pacifici:  La Carovana dei Pacifici è un progetto educativo nato nel 2015 presso la “Casa delle Arti e del Gioco” di Mario Lodi per promuovere la pace. L’iniziativa coinvolge scuole, artisti e biblioteche che partendo dalla lettura di libri, da cui si sviluppano riflessioni con i bambini sui temi della pace e la nonviolenza. A seguito di questo percorso, i partecipanti creano piccoli “Pacifici” — omini di carta o materiali di recupero — che diventano i testimonial colorati del loro impegno quotidiano contro la violenza. L’evento si è aperto con i saluti istituzionali presso la Biblioteca e subito dopo la carovana si è avviata compatta e guidata dall’illustratrice e autrice per bambini, Gloria Francella, verso Piazza Bianca dove ad aspettarla i tanti pacifici realizzati dai bambini di Colleferro, libri e poesie.  Il pomeriggio si apre con l’inaugurazione della mostra “HeART of Gaza“:  Una mostra itinerante internazionale che raccoglie i disegni realizzati dai bambini di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza, all’interno di laboratori terapeutici chiamati “La tenda degli artisti”. Attraverso la purezza della loro creatività, le opere testimoniano in modo toccante i traumi, la distruzione della guerra e la perdita dell’infanzia, ma anche i sogni e la speranza dei testimoni più innocenti. Alle 18.00 l’inaugurazione dei Nuovi scaffali tematici in Biblioteca: presentazione di due nuovi spazi bibliografici permanenti: la presentazione è stata moderata splendidamente da Emanuela Graziani dell’equipe della biblioteca. Grande assente Egizia Cecchi, responsabile della biblioteca, che da tempo ha organizzato il tutto nei minimi particolari creando comunque  un grande successo non solo per la biblioteca, ma per tutto Colleferro- * lo “Scaffale dei libri della nonviolenza” a cura de La Comunità per lo Sviluppo Umano. Un progetto che prevede l’allestimento, nelle scuole e nelle biblioteche, di spazi fisici dedicati a testi, saggi e storie incentrati sulla cultura della nonviolenza. L’obiettivo è offrire a lettori, studenti e docenti uno strumento quotidiano per attivare percorsi di educazione, dialogo e consapevolezza legati alla nonviolenza attiva. In Italia attualmente ci sono più di 35 scaffali nelle scuole, a Colleffero si è istituito il primo in una biblioteca comunale. “L’importanza di questa inaugurazione in una biblioteca comunale” dice Claudio Roncella, ideatore del progetto “ è che ora i libri della nonviolenza sono accessibili a tutti, non solo ad un pubblico scolastico”. * lo Scaffale “R1pud1a” a cura della Sezione Emergency di Colleferro, è stato presentato da  Sara Deodati . “R1pud1a” è la campagna di Emergency che celebra l’articolo 11 della Costituzione promuovendo la cultura della pace. L’iniziativa tra le altre cose, attiva nelle biblioteche degli “scaffali tematici” con letture e saggi selezionati per riflettere sui diritti umani e sul rifiuto della guerra. L’innovazione importante, creata dalla brillante equipe che cura la  biblioteca, è stata la creazione di un QRcode attraverso il quale si possono conoscere quali sono i libri e dove trovarli della nonviolenza e di R1pud1a. La giornata si è conclusa con l’emozionante Storytelling “Danilo Dolci, il Gandhi italiano”: un appassionante  racconto scenico a cura de Il Cantastorie per riscoprire la straordinaria figura del sociologo, poeta e attivista della nonviolenza.   La Comunità per lo sviluppo umano
June 29, 2026
Pressenza
“Pedaliamo per la pace” percorrerà la distanza tra Roma e Kiev
Da luglio a settembre “C’è chi corre verso il riarmo e chi, invece, sceglie di pedalare verso la pace”. La seconda edizione dell’evento diffuso in tutta Italia promosso da Emergency e FIAB coinvolge i partecipanti a portare un messaggio collettivo contro la logica delle armi e a favore dei diritti. Accessibili e aperte a tutte e tutti, le biciclettate saranno pedalate collettive svolte per ricordare che la pace si costruisce insieme, superando le divisioni e partendo dai valori condivisi e da ciò che ci unisce tutti: l’essere umani. Ogni iniziativa sarà un “no” alle guerre che avvelenano i nostri tempi, le cui vittime sono principalmente i civili. Ogni chilometro percorso confluirà in un conteggio nazionale e unitario, per percorrere lo stesso numero di chilometri che separano Roma da Kiev e coprirne simbolicamente la distanza, costruendo un ponte di solidarietà che unisca idealmente le due capitali e ci avvicini a quanti ancora vivono in Ucraina. Il riferimento è anche alle community health workers di EMERGENCY che, in Ucraina, assistono i pazienti a domicilio, raggiungendoli nelle loro case nei villaggi remoti di due delle regioni più colpite della guerra: Donetsk e Kharkiv. «Le operatrici e gli operatori sanitari di comunità di EMERGENCY raggiungono le persone casa per casa, spesso in bicicletta – afferma EMERGENCY – Le infermiere di prossimità curano ‘porta a porta’ la popolazione più vulnerabile, coloro che non hanno lasciato l’Ucraina, spesso perché troppo anziani, e che ora si trovano privi di supporto, anche medico. Ascoltano i loro bisogni, monitorano le condizioni di salute, segnalano i casi più gravi e aiutano chi è rimasto isolato dalla guerra ad accedere alle cure. Per questo, con Pedaliamo per la pace, la bicicletta assume un valore ancora più concreto: in Ucraina è uno strumento per portare cura dove la guerra ha interrotto legami, servizi e possibilità; in Italia sarà un mezzo per coinvolgere le persone, attraversare i territori e trasformare la partecipazione in un gesto collettivo di ripudio della guerra». In ogni città i percorsi delle biciclettate sono previsti in luoghi significativi per la memoria e l’impegno civile, presso piazze e monumenti dedicati alla pace, per riscoprire, pedalata dopo pedalata, la forza della partecipazione. Ad ogni partecipante sarà dato uno sticker con scritto R1PUD1A per la propria bicicletta. In questo modo ogni partecipante aderirà alla campagna di EMERGENCY lanciata nel 2024 con riferimento all’articolo 11 della Costituzione, che oppone un netto rifiuto alla guerra e alla logica bellicistica da parte della Repubblica. Entrata nel suo secondo anno, con l’iniziativa “Io obietto”, R1PUD1A ha raccolto l’adesione di più di 650 comuni e 1.500 scuole in tutta Italia. «In un momento storico segnato dall’escalation dei conflitti e dalla corsa globale al riarmo, torniamo con gioia e convinzione a collaborare con Emergency per affermare con forza che esiste un’altra strada: quella della pace, della solidarietà e della partecipazione – ha dichiarato Susanna Maggioni, vicepresidente di FIAB Italia – E la bicicletta è il migliore simbolo dei valori di incontro, libertà e solidarietà, su cui si fonda FIAB. Con “Pedaliamo per la pace”, FIAB ed Emergency scelgono quindi la bicicletta come strumento di incontro e di impegno civile, perché la pace non è un concetto astratto, ma una responsabilità collettiva che si costruisce ogni giorno, insieme. Anche sulle nostre strade, dove è in corso ogni giorno una guerra a bassa intensità. Ogni pedalata sarà un gesto concreto per ribadire il nostro rifiuto della guerra e della logica delle armi, in piena sintonia con i princìpi dell’articolo 11 della Costituzione, e per sostenere idealmente il lavoro straordinario che Emergency porta avanti in Ucraina accanto alle comunità più vulnerabili. Pedalare insieme significa riscoprire ciò che ci unisce: la volontà di costruire città, comunità e relazioni più giuste, inclusive e pacifiche. Perché la pace, proprio come una pedalata collettiva, si costruisce un passo alla volta, con il contributo di tutte e tutti» . È ancora possibile aderire organizzando una biciclettata, scrivendo a eventi.gruppi@emergency.it Il calendario in costante aggiornamento con le date e le località è pubblicato su: * Pedaliamo per la pace – pedalate accessibili e aperte in tutta Italia | EMERGENCY * ANDIAMOINBICI – Ricerca Emergency
June 23, 2026
Pressenza
Amnesty International: il 18 giugno in piazza per gli attivisti GSLC detenuti in Libia
Amnesty International continua a chiedere alle Forze armate arabe libiche, le autorità de facto della Libia orientale e meridionale, di scarcerare le dieci persone appartenenti al Convoglio di terra Global Sumud dal 24 maggio detenute arbitrariamente in Libia esclusivamente per aver tentato di portare aiuti nella Striscia di Gaza durante il perdurante genocidio portato avanti da Israele. Dopo un periodo di sparizione forzata compreso tra due e nove giorni, le persone arrestate, tra le quali Leonarda Alberizia e Domenico Centrone sono state interrogate dalla procura e indagate per “assembramento non autorizzato”. Un’udienza che avrebbe dovuto svolgersi il 9 giugno è stata rinviata. Le preoccupazioni per il prolungamento delle indagini e per le condizioni di salute delle persone detenute in Libia hanno spinto Amnesty International Italia a proseguire la mobilitazione in loro favore. Giovedì 18 giugno i gruppi locali dell’organizzazione insieme alla Global Sumud Flottilla e ad altre organizzazioni (tra cui AOI, ARCS, CGIL, CISS, COSPE, Emergency, Rete Italiana Pace e Disarmo e Greenpeace), saranno in piazza per chiedere alle autorità libiche e ai governi di cui hanno la nazionalità la loro immediata scarcerazione. A Roma l’azione si svolgerà in piazza dei Cinquecento alle ore 18.30. Contemporaneamente, si svolgeranno iniziative a: * Bari, piazza Libertà alle 18:30 * Bisceglie, via Nazario Sauro alle 19  * Bologna, piazza Nettuno alle 18:30 * Forlì, piazza Ordelaffi alle 18:15 * Lecce, piazza S. Oronzo alle 18:30 * Milano, piazza Duomo alle 18:30 * Molfetta, corso Umberto I (altezza Sacro Cuore) alle 18:30 Inoltre nei giorni seguenti a Caserta – 19 giugno, ore 18:15 Lucca – 19 giugno, ore 17:30 in p.le Verdi (corteo 100 porti 100 città) Palermo – 22 giugno, ore 21 in p.za Giuseppe Verdi (davanti al cinema) Amnesty International
June 16, 2026
Pressenza
La resistibile ascesa delle destre – 2
di Enrico Semprini Questo elaborato è il secondo di una serie che continuerà nelle prossime settimane. Gli argomenti che saranno approfonditi sono i seguenti: La remigrazione – (il primo è stato pubblicato il sei giugno) la psicologia di massa del fascismo; il ruolo dell’irrazionalità e delle religioni. Il piano del lavoro è in corso di sviluppo e ad oggi non
Palestina sul tetto del mondo
Articoli di Alessandra Filippi, Michele Giorgio, Marwa Rommaneh, Maurizio Perriello, Alessandro Lamberti, Gian Luca Gasca, Mario Sommella, Linda Maggiori, Chiara Cruciati ed altro. Con video e audio. SOMMARIO DI QUESTO DOSSUIER 1 – aggiornamenti da Anbamed; 2 – Alessandra Filippi sulla occupazione progressiva di Gaza; 2 – Michele Giorgio sui dati personali dei palestinesi; 3 – Marwa Rommaneh sulla scomparsa
Processo per la strage di Cutro: per la prima volta la parola alle vittime
Le parti civili nel processo chiedono verità e giustizia: “Oltre che per le vittime, il pieno accertamento di fatti e responsabilità è necessario per evitare nuove Cutro”. Le ONG parti civili – EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE – sollecitano il pieno accertamento di fatti, decisioni e sottovalutazioni che la notte del 26 febbraio 2023 hanno portato il caicco Summer Love a naufragare a poche decine di metri dalla costa di Steccato di Cutro: “Fare piena luce su ritardi, omissioni e negligenze che ebbero come esito la strage è il solo modo che abbiamo per fare giustizia e restituire dignità alle 94 vittime accertate, ai dispersi e ai loro familiari”. La coalizione di organizzazioni di ricerca e soccorso in mare (SAR) costituitesi parti civili nel processo penale per il naufragio di Cutro era presente all’udienza di oggi, 5 giugno, presso il Tribunale di Crotone con una delegazione ed era rappresentata dai propri legali. Era in udienza come osservatore internazionale, inoltre, Amnesty International Italia. L’udienza di oggi era molto attesa perché per la prima volta il processo ha dato la parola proprio alle vittime. Finalmente una sopravvissuta, che ha anche perso un familiare nel naufragio, ha potuto testimoniare quanto ha visto e il terrore vissuto sulla propria pelle, contribuendo con la sua voce alla ricostruzione degli eventi a bordo della barca. Insieme a lei hanno testimoniato altre due familiari della stessa vittima. La coalizione di organizzazioni SAR ricorda che nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 non venne attivato nessun piano di ricerca e soccorso e il caso del caicco Summer Love fu trattato come un’operazione di law enforcement per la protezione delle frontiere. Inoltre la Guardia di Finanza – che avrebbe potuto chiedere la collaborazione della Capitaneria di porto, attrezzata per stare in mare anche in condizioni meteo avverse – non si avvalse di questa possibilità. Ulteriori elementi utili sono emersi anche dai funzionari della Guardia Costiera ascoltati sempre oggi, oltre che dalle udienze precedenti da cui si evince, tra l’altro, che il caicco Summer Love non venne monitorato come avrebbe potuto e dovuto essere neanche via radar. Ecco perché non si può assolutamente dire che il naufragio è stato una fatalità. Le autorità italiane sono accusate di aver dato priorità all’operazione di polizia e poi considerato l’intervento di soccorso, ma con grave ritardo e con scarso coordinamento a livello locale tra i due corpi di forze dell’ordine coinvolti. Tanto che l’intervento di soccorso non è stato proprio prestato e l’esito che ne è scaturito è stato drammatico. “Capire esattamente quale sia stata la serie di decisioni e sottovalutazioni che hanno portato al naufragio è importante sia per individuare tutte le responsabilità, risalendo la catena di comando delle decisioni, sia per evitare si ripetano stragi simili in futuro” spiegano le ONG parti civili. Esigenza drammaticamente attuale: solo nei primi cinque mesi del 2026 l’OIM ha censito lungo la rotta del Mediterraneo centrale ben 826 persone morte o disperse. “Soccorrere chi è in difficoltà in mare è un dovere prioritario – ricordano infine le ONG parti civili nel processo – e per il buon esito degli interventi di salvataggio la tempestività è un fattore fondamentale”. Sea Watch
June 5, 2026
Pressenza
KlimatFest 2026: a Vimodrone, dal 5 al 7 giugno
Tre giorni di incontri, dibattiti, attività culturali, laboratori, biodiversità, giustizia climatica e partecipazione territoriale, quest’anno focalizzati sul tema: “Il nostro Futuro è nella Salute della Natura”. Alla settima edizione della rassegna organizzata per iniziativa della Consulta delle Associazioni del Parco Nord in collaborazione con l’Ente Parco Nord Milano, luogo simbolo del recupero del territorio urbano e della salvaguardia dell’ambiente e promossa da numerosi partner, sarà presente anche HubZine Italia, la piattaforma  di condivisione della conoscenza che promuove confronto e dialogo civile, democratico, partecipativo e intergenerazionale nata nel 2013 dall’idea di un “utopista concreto” e implementata negli anni da nuove forze e idee rigeneratrici, il cui obiettivo è di creare uno spazio aperto a tutti per dare una nuova consapevolezza e nuovi punti di vista sul mondo. PROGRAMMA Redazione Italia
June 2, 2026
Pressenza
“Io obietto la guerra.”, l’appello di Emergency contro riarmo e leva militare
L’annuncio di un possibile aumento degli effettivi dell’esercito e il ritorno della leva militare ha acceso il confronto pubblico, suscitando preoccupazioni e reazioni in diverse realtà della società civile. Quando si prepara la guerra, alla fine la si fa. Lo abbiamo visto accadere troppe volte in passato e oggi lo stiamo vedendo di nuovo, anche nel nostro Paese. In un contesto internazionale sempre più segnato da conflitti e tensioni, cresce anche in Italia il dibattito sul ruolo delle forze armate e sulle politiche di difesa. L’Italia, invece di adoperarsi per promuovere la risoluzione non armata dei conflitti come vuole l’articolo 11 della Costituzione, si riarma come mai nella storia Repubblicana: più di 30 miliardi di spese militari solo quest’anno. E annuncia il possibile ritorno del servizio militare di leva: è il ritorno della richiesta dello Stato di mettere a disposizione della guerra i propri corpi. Oggi come ieri, il ripristino della leva serve a giustificare il nostro ruolo internazionale come “potenza”. E’ per questo motivo che, contro questa retorica bellicista e guerrafondaia, ho deciso di firmare FERMAMENTE e CONVINTAMENTE l’appello “Io obietto la guerra” di Emergency nell’ambito della campagna R1PUD1A: un appello che invita cittadini e cittadine a prendere posizione contro la guerra, la militarizzazione e ogni ipotesi di ritorno alla leva obbligatoria, oltre che al riarmo. Nel contesto attuale segnato da un’accelerazione senza precedenti degli scenari di guerra e instabilità, Emergency ha lanciato un appello per l’obiezione di coscienza, preventiva e di massa al ripristino del servizio militare per contrastare il possibile ritorno all’intervento militare come strumento della politica. La chiamata dell’Ong fondata da Gino Strada in pochi giorni ha già superato le 70.000 firme. L’azione di EMERGENCY è lanciata nell’ambito della campagna R1PUD1A che ha coinvolto fino ad ora oltre 650 Comuni, 1200 scuole, 300 cinema, teatri, festival nel ribadire il rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione italiana, contro la progressiva normalizzazione della guerra nel dibattito pubblico e politico nel nostro Paese. L’iniziativa si fonda su un principio sancito anche dalla Costituzione italiana: il ripudio della guerra come strumento di offesa e risoluzione delle controversie internazionali. Un valore che oggi, secondo i promotori, rischia di essere messo in discussione da scelte politiche orientate al rafforzamento degli apparati militari. Attraverso il sito dedicato (www.ripudia.it), chiunque può aderire all’appello, firmando e contribuendo a diffondere il messaggio. L’obiettivo è costruire una mobilitazione ampia e trasversale, capace di far sentire la voce di chi crede nella pace, nella diplomazia e nella cooperazione internazionale come strumenti alternativi ai conflitti armati. “Più saremo, meno potranno ignorarci”: è questo il cuore della campagna, che punta sulla partecipazione collettiva per incidere nel dibattito pubblico. Non solo una raccolta firme, ma un invito all’impegno civile, alla consapevolezza e alla responsabilità. “Il governo ha rilanciato l’ipotesi del ritorno alla leva militare, presentandola come una necessità. Nel nostro Paese, la leva è stata sospesa dal 2005, ma la legge prevede che possa essere riattivata in caso di guerra o grave crisi. Ripristinare il servizio militare significa confermare una concezione di sicurezza internazionale costruita sulle armi, una visione che si scontra con l’articolo 11 della Costituzione Italiana, che R1PUD1A la guerra come strumento di risoluzione delle controversie. Gino Strada, nostro fondatore, ci ha insegnato che la guerra è innanzitutto una scelta. Una scelta che ha conseguenze atroci soprattutto per i civili, che sono il 90% delle vittime. Abbiamo più di trent’anni di esperienza in Paesi martoriati da conflitti, in questo momento siamo a Gaza, in Ucraina, in Sudan, e la situazione è sempre la stessa. Quello che fino a poco tempo fa ci sarebbe sembrato inaccettabile – un riarmo mai visto prima e il ripristino della leva -, oggi viene normalizzato sotto la pressione di un mondo in conflitto. Questa azione ha l’obiettivo di coinvolgere tutti e tutte, con particolare attenzione ai giovani, nella costruzione di una comunità contro la guerra e la militarizzazione della società. Crediamo sia venuto il momento in cui la popolazione possa esprimersi su questo tema fondamentale e costitutivo della stessa esistenza di una comunità, perché nessuno possa decidere per noi e per i nostri figli e figlie” – dichiara EMERGENCY. Per questo vogliamo dire da subito: “IO OBIETTO LA GUERRA”. Tutti possiamo far sentire la nostra voce, sottoscrivendo la dichiarazione di obiezione di coscienza che afferma: – rifiuto l’uso delle armi – sono contrario/a a qualsiasi ipotesi di ripristino del servizio militare di leva – mi impegno a difendere l’Articolo 11 e tutti i principi costituzionali – mi impegno a costruire una comunità di pace Questo è il contributo di EMERGENCY all’iniziativa delle reti e dei movimenti che, oggi come ieri, si battono contro la militarizzazione e contro la guerra. È una dichiarazione che riguarda tutte e tutti: donne e uomini, giovani e non, che non vogliono essere trascinati in nessuna guerra. La dichiarazione di obiezione proposta da EMERGENCY è un atto pubblico attraverso cui ognuno può rivendicare il diritto a dichiarare la propria indisponibilità alla logica bellica. Attraverso la propria firma, che è possibile apporre digitalmente sul sito www.ripudia.it, si può dichiarare: il rifiuto all’uso delle armi; la propria contrarietà e la propria indisponibilità all’adesione a qualsiasi ipotesi di ripristino del servizio militare; il proprio impegno alla difesa dell’articolo 11 e di tutti i principi costituzionali e alla costruzione di una comunità di pace. Aderire a questa campagna, vuol dire dichiararsi indisponibili alla guerra, perché la pace è una scelta che passa dal corpo, dal tempo e dalla responsabilità personale. Nel 2026 la campagna sta traducendo il ripudio della guerra in pratiche riconoscibili, mettendo a disposizione strumenti operativi e un coordinamento a supporto dei propri gruppi di volontari, delle associazioni e delle singole persone che si vorranno attivare per: * conquistare “Spazi di Pace” nei territori per liberare luoghi fisici dalla logica della guerra e della militarizzazione; * promuovere pratiche di monitoraggio civico, per identificare le infrastrutture materiali e simboliche che promuovono e rendono possibile la guerra (in particolare: nodi logistici e infrastrutturali, industrie belliche e il sistema educativo); * creare la community R1PUD1A, un’infrastruttura online concepita come spazio orientato all’azione per abilitare le iniziative dal basso e trasformare le scelte individuali e l’opposizione diffusa in azioni collettive coordinate capaci di incidere nel dibattito pubblico. A differenza di quanto sostenuto da falsi intellettualoidi del calibro di Ernesto Galli della Loggia – che dal Corriere della Sera il 4 maggio 2026 ha attaccato il pacifismo italiano come causa della «sindrome dell’inerme» che vigerebbe in Italia, definendo la guerra come un «cimento supremo» – il pacifismo è ora più che mai necessario anche per combattere le vergognose retoriche belliciste sulla “difesa della Patria” per difendere la nostra Costituzione. In un tempo in cui la guerra sembra tornare al centro dello scenario globale, iniziative come quelle di Emergency rappresentano un tentativo di rimettere al centro il valore della pace, ricordando che ogni scelta politica ha conseguenze dirette sulla vita delle persone. L’appello è lanciato: firmare, condividere, partecipare. Perché, come sottolinea EMERGENCY, la pace è una responsabilità di tutti. La campagna è aperta a tutti i soggetti della società civile, uomini e donne a partire dai 14 anni, che vogliano attivarsi.   FIRMA E DIFFONDI “IO OBIETTO LA GUERRA” https://ripudia.it/ https://www.emergency.it/direfareripudiare/   Ulteriori informazioni: > In caso di guerra: L’azione delle studentesse IED per EMERGENCY https://www.cronacacomune.it/media/uploads/allegati/44/emergency_seminario_ferrara_28mar2026.pdf > L’imperativo morale dei generali europei | QB Quotidiano Bellico del 18 > febbraio 2026 https://ilmanifesto.it/lettere/io-obietto-la-guerra https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/-io-obietto-guerra-striscione-emergency-manifestazione-25-aprile-roma/AIO1PHiC   Lorenzo Poli
May 25, 2026
Pressenza
Palestina, flottilla e non solo
articoli e video di Margherita Capacci (con Adel Al Zaanoun), Claudio Carollo, Riccardo Antoniucci e Vincenzo Bisbliglia, Ilaria De Bonis, Gianni Rosini, Michele Giorgio e… IN QUESTO DOSSIER: introduzione di Enrico Semprini con testi tratti Carmilla e Pungolorosso aggiornamenti da Anbamed e da radio Onda d’Urto approfondimento di Riccardo Antoniucci e Vincenzo Bisbiglia Margherita Capacci intervista Adel Al Zaanoun sul
“Sumud Flotilla – Diritti umani, violazioni, complicità”, il 21 maggio a Rovereto
L’incontro con Marco Pertile e Riccardo Corradini, rispettivamente docente di diritto internazionale all’Università di Trento e medico referente dell’associazione Sanitari per Gaza, fornisce l’occasione di approfondire conoscenze sulla situazione dei diritti umani in Palestina e sulle responsabilità internazionali nella loro violazione.  L’iniziativa è proposta per riflettere sulla complessa situazione mediorientale e sul coinvolgimento di istituzioni, governi e società civile: “Un incontro per rompere il silenzio e denunciare l’illegittimo assedio della Striscia di Gaza – spiegano le organizzazioni promotrici – Come organizzazioni della società civile non possiamo restare a guardare di fronte alla violazione dei diritti umani e pertanto chiediamo la fine immediata della complicità politica e istituzionale con le violenze e i crimini bellici. Sosteniamo con forza il coraggio della Flotilla umanitaria, impegnata a sfidare i blocchi per portare aiuti concreti e vitali alla popolazione civile“.   In svolgimento giovedì 21 maggio dalle 20:30 nella Sala Conferenze della sede di Rovereto della Fondazione Caritro (piazza Rosmini), l’incontro sul tema Sumud Flotilla – Diritti umani, violazioni, complicità è inserito nella rassegna Gaza: lì dove brucia l’anima del mondo. Il prossimo incontro del ciclo, previsto per giovedì 28 maggio (ore 17.30, Sala Conferenze della Fondazione Caritro – piazza Rosmini) sarà sul tema Sumud, storie di donne palestinesi che resistono, svolto insieme a Maria Cristina Paciello, Docente di Storia dei Paesi islamici all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Durante gli incontri sarà presente Emergency Trento con un banchetto informativo.   Le organizzazioni promotrici delle iniziative sono: • Donne in Nero – Rovereto  • Pace per Gerusalemme onlus  • A.N.P.I. Rovereto- Vallagarina  • Giuristi Democratici – Sezione Trentino Sudtirol  • Centro Pace Ecologia Diritti Umani di Rovereto  • CGIL del Trentino  • Ass. Ubalda Bettini Girella  • Associazione Sanitari per Gaza  • Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani • gruppo BDS Trentino Redazione Italia
May 19, 2026
Pressenza