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Il 6 settembre “Torino corre verso Gaza”
Torino corre verso Gaza. Torino corre per la libertà e l’autodeterminazione del popolo palestinese. Torino corre perché non c’è pace senza giustizia. Domenica 6 settembre a Torino è organizzata la Run To Gaza una camminata corsa non competitiva in sostegno della popolazione gazawi. L’iniziativa è promossa da Uisp Torino, Arci Torino, Torino per Gaza, Global Sumud Italia, Freedom Flottilia, Emergency, e Azeytouna – L’Olivo di Torino, con il patrocinio della Città di Torino. Tutto il ricavato sarà destinato a Emergency e Medici Senza Frontiere, a sostegno dei loro interventi in Palestina. Con le parole degli organizzatori la Run To Gaza vuole essere “non solo una corsa non soltanto una raccolta fondi ma un momento di mobilitazione capace di unire sostegno umanitario, consapevolezza denuncia e impegno politico”… A Gaza non c’è solo un’emergenza sanitaria. E’ il luogo nel quale la crisi del diritto imnternazionale, l’impunità e il silenzio della comunità internazionale mostrano oggi il loro volto più drammatico. Ridurre tutto a un’emergenza senza cause significherebbe cancellare la storia e rendere invisibili le responsabilità politiche.” Il ritrovo sarà per le 9 al Parco del Valentino, si proseguirà per i Murazzi, corso San Maurizio per giungere in piazza della Repubblica. Per iscriversi è necessario compilare il form. È possibile effettuare il percorso correndo o camminando. Sarà possibile partecipare anche in situazioni di mobilità ridotta o con carrozzine, passeggini, cani al guinzaglio. Ma la giornata non finisce qui. Al Bunker Wake in via Paganini 0/200 alle ore 18.30 inizierà “Voice of Gaza” una serata di musica, spettacolo e condivisione con la Palestina a fare da filo conduttore. Tra gli ospiti che hanno già confermato la loro presenza: Cheb Bachir, Afrodream, Max Casacci – Earthphonia Live, Kalergi Kids, Marmellata Set, Luca Morino & VoodooFolk Orkestra, Collettivo Sinapsi, Emiliano Comollo, Enea Pascal. La serata ospiterà anche un estratto da “Questa terra è la tua terra”, lo spettacolo-canzone di Carsico, con Roberta Lanave e Simone Pozzi, introdotto dalle Veiled Spies. Il biglietto lo si può acquistare qui, volendo si può acquistare anche il biglietto sospeso, in questo caso è necessario comunicare quali sono quelli sospesi scrivendo a vanchiglietta.bocciofila@gmail.com Sara Panarella
September 1, 2026
Pressenza
Solaio (Lucca), dibattito “SolLEViAmoci” contro militarizzazione e ritorno della leva
MARTEDÌ 4 AGOSTO ORE 19 CASA DEL POPOLO DI SOLAIO, VIA SOLAIO 10, PIETRASANTA (LU) Martedì 4 agosto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è stato invitato a partecipare al dibattito “solLEViAmoci”, dedicato alla militarizzazione e ai progetti di ritorno della leva obbligatoria, in Italia come nel contesto europeo. Ad organizzarla sono i giovani comunisti, all’interno della festa estiva di Rifondazione comunista di Pietrasanta (LU). Sarà una interessante occasione per confrontarsi con i ragazzi e con le altre realtà invitate sulle proposte di azione e di pratiche di chi come noi non “si arrende” e non accetta la deriva militarista della società. Discuteremo sull’importanza di conoscere e rifiutare il concetto di “difesa totale”, tanto caro al nostro governo, all’UE e alla Nato. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Sanitaricidio, genocidio, Palestina: una serata per parlarne
Mercoledì alle 20.45 nel Teatro San Carlo di Casalborgone, siamo al confine tra la provincia di Torino e quella di Asti, si è tenuto l’incontro “Sulla rotta per Gaza: dall’attivismo alle missioni umanitarie”. Occasione motrice dell’organizzazione, la liberazione di Dina Alberizia del Conviy, il convoglio di terra della Global Sumud Flotilla, detenuta per un mese insieme ad altri dieci attivisti in Libia, rientrata con la consapevolezza di dover parlare, far conoscere questa situazione, metterla a disposizione. L’evento è stato organizzato dalla pro loco di Casalborgone in collaborazione con l’amministrazione comunale e ha visto una bella partecipazione. Oltre Dina, che avevamo già incontrato qui, hanno partecipato Maria Elena Delia portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Irdi Memaj di Emercency rientrato un mese fa dalla Striscia, Chiara Panzacchi di Sanitari per Gaza e il gruppo Castelnuovo per la Palestina. Ha chiuso l’evento la proiezione del documentario: GAZA: DOCTORS UNDER ATTACK, l’indagine sulla distruzione sistematica del sistema sanitario della Striscia operata colpendo parimenti strutture e operatori. Sono 74 minuti che ripercorrono ciò che è avvenuto nella Striscia di gaza dal 7 ottobre 2023 fino a inizio 2025. Poco più di un’ora che sono come tanti pugni. Non è la storia di una guerra, è la storia di un genocidio pianificato anche sul lungo termine. Demolendo le strutture ospedaliere si toglie la possibilità di curare nell’immediato, uccidendo il personale sanitario si rende difficile curare per molti più anni perché non ci sarà nessuno in grado di farlo. Il sistema di aggressione usato è stato quasi sempre lo stesso: prima viene colpita la zona intorno all’ospedale, la struttura si riempie di persone, feriti e familiari, a questo punto parte l’attacco verso la struttura stessa, con l’ingresso diretto delle forze armate all’interno degli ospedali per rintracciare i tunnel sotterranei, nascondiglio di Hamas. Questo modalità ha portato a moltissimi arresti e uccisioni e la chiusura della struttura stessa tanto che prima del 7 ottobre 2023 erano presenti 36 ospedali ridotti a 9 nel pieno della cruenza aggressiva dell’Idf. In alcuni casi i medici sono stati deliberatamente presi di mira anche al di fuori della struttura sanitaria. Le persone arrestate venivano poi condotte nei centri di detenzione israeliane dove la quotidianità è violenza e sopruso abituale. Questo è quel che sta patendo il dottor Hussam Abu Safiya. Pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan è stato arrestato il 27 dicembre 2024. Anche a lui si fa riferimento nel documentario, da allora è ancora trattenuto ma le notizie sono poche e quelle poche per nulla positive. La distruzione volontaria e sistematica del sistema sanitario e dei suoi operatori è quello che Chiara Panzacchi di Sanitari per Gaza ci dice essere stata denominata Sanitaricidio. Com’è adesso la situazione nella Striscia? La tregua è finta ma la situazione è ancora gravissima. lo racconta Irdi Memaj il dottore del Papa Giovanni di Bergamo che ha lavorato con Emergency nella striscia ed è recentemente rientrato. A Gaza Emergency è presente dall’agosto del 2024 e gestisce la clinica di salute primaria ad al-Qarara, dove ha lavorato il dottor Irdi, e attività di supporto all’Ambulatorio di al-Mawasi Il dottor Memaj ha definito quello che si vive adesso a Gaza un “conflitto a bassa intensità”, non pace. La Striscia è un fazzoletto di terra: sono 40 km di lunghezza con una larghezza che va dai 6 ai 12 km, piccola ma densamente popolata anche dopo le migliaia di morti provocati da continui attacchi e bombardamenti. Tra l’altro la popolazione avrebbe avuto diritto al 50% del territorio ma Israele sta continuamente rosicchiando questo limite e attualmente sono al 70% di occupazione. Le case sono quasi completamente distrutte, le tende ovunque, mancano bagni ed elettricità. La vita quotidiana dei gazawi è una continua lotta, contro i bombardamenti, e una continua coda, per i beni di prima necessità. Ci si mette in fila per il cibo, per l’acqua da bere e per l’acqua con cui lavarsi. L’acqua manca la quantità disponibile pro capite è ben al di sotto la soglia minima stabilita. Nonostante questo non si riescono ad avere i pezzi di ricambio per ripristinare gli impianti di desalinizzazione, molti dei quali andati distrutti. Le attività produttive sono interrotte, il lavoro così come possiamo intenderlo noi, inesistente. Il 40% dei pazienti della clinica è sotto i 14 anni. Il 10% dei bambini tra i 6 mesi e i 5 anni sono malnutriti. Oltre le ferite dovute a bombe e proiettili un grosso problema è la mancata possibilità di cura di patologie che in altri luoghi sarebbero curabili. Il dottor Memaj ha voluto ricordare il caso di una giovane di 18 anni Yasmine affetta da una grave forma di polmonite. La clinica di Emergency la sera chiude. Effettuato il trasferimento in ospedale, a breve arrivò la notizia del bombardamento della struttura. Cosa è successo a Yasmine? Il dottore non lo ha raccontato. Ha raccontato però un altro frammento di quotidianità che ha vissuto a Gaza. Cosa succede prima di un bombardamento? Viene emesso un ordine di evacuazione: tra i 15 minuti e le due ore si deve abbandonare la zona interessata, dopo il bombardamento si può tornare e vedere se la propria casa è rimasta in piedi. Alcuni colleghi gazawi non vanno più via, gli ordini di evacuazione sono talmente frequenti che, esasperati, non scappano neppure più. Cosa possiamo fare, noi europei, di fronte a tutta questa violenza? Per rispondere torniamo all’inizio dell’incontro e alla testimonianza di una persona che a questa domanda una risposta l’ha data. Dina Alberizia ha partecipato alla spedizione via terra della Global Sumud Flotilla, insieme ad attivisti provenienti da otto nazioni diverse. Dovevano attraversare la Libia ma sono stati fermati. Una piccola delegazione, dieci di loro tra cui Dina Alberizia e Domenico Centrone, si era mossa per  provare a mediare un accordo con il governo locale in quanto spedizione umanitaria, in teoria difesa dal diritto internazionale. Sono invece stati arrestati e trattenuti per un mese in una struttura dei servizi segreti. I beni di prima necessità che trasportavano sono ancora fermi là, in Libia. Dina ha raccontato che sono stati trattati da “detenuti privilegiati”, non avendo subito tortura fisica. Però la spedizione umanitaria è stata bloccata, indifferenti alla protezione prevista dal diritto internazionale. Proprio questa è una delle cose più gravi che stanno avvenendo. Sta vincendo la legge del più forte, ma se, con il nostro silenzio avvalliamo questo stato di cose, perdiamo tutto il lavoro fatto dalla conclusione della seconda Guerra Mondiale. Oggi la legge del più forte sta prevaricando un’intera popolazione in Palestina, domani potrà accadere in qualunque altra parte del mondo. Per mobilitarsi non è necessario partire e viaggiare su un convoglio via mare o terra. La partecipazione in qualcunque forma è importante, anche nelle cose più piccole, tutte valgono nello stesso modo. Possiamo farlo tutti e tutte, tutto serve. Si può partire, si possono sostenere le realtà che collaborano con chi porta aiuti in queste zone, partecipando alle iniziative di proteste e soprattutto boicottando tutto ciò che con l’economia di guerra guadagna e prospera. Un esempio è il boicottaggio dei prodotti dell’azienda farmaceutica Teva, un colosso che produce farmaci generici venduti in ogni parte del mondo. Teva sostiene apertamente i militari dell’IDF, offrendo sostegno psicologico e supporto. Tra le realtà che sostengono i palestinesi e presenti alla serata, oltre a Emergency c’era anche il gruppo Castelnuovo per la Palestina. Alcuni attivisti dell’associazione hanno presentato la loro mission: “diffondere la cultura e la storia palestinesi”. Per farlo sostengono la comunità di Sebastia, vicino Nablus in Cisgiordania. Ritrovano una somiglianza tra quel paese e il loro, numero di abitanti sui 3500, attività agricole, anche la presenza di una personalità religiosa, Don Bosco qui, a Sebastia fu sepolto Giovanni il Battista. Spesso organizzano momenti d’incontro tra le loro comunità, cercando di aiutarli a superare le difficoltà di un’aumentata aggressività dei coloni: hanno mandato piantine per le coltivazioni che la non riuscivano a reperire, hanno mandato kit di automedicazione e adesso stanno cercando di mandare materiali non infiammabili essendo il fuoco uno degli strumenti più utilizzati dai coloni per attaccarli. Per questo hanno sempre aperta una raccolta fondi organizzando anche momenti diretti di sensibilizzazione. * Per maggiori informazioni sulla Global Sumud Flotilla a livello globale qui: per la delegazione italiana qui: e per il gruppo piemontese: mail: globalsumudit_piemonte@proton.me * Per maggiori informazioni sul gruppo di Castelnuovo Don Bosco: Instagram: @castelnuovoperlapalestina Mail: castelnuovoperlapalestina@proton.me * Per maggiori informazioni sul BDS Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni per il popolo palestinese, anche in merito all’azienda Teva Gruppi locali e associazioni aderenti a BDS Italia – tabella – BDS Italia * Per informazioni relative al gruppo Sanitari per Gaza: https://www.instagram.com/sanitari.per.gaza?igsh=dTh0ZTk4NHI0N21x * Per il dottor Hussam Abu Safiya è attiva la raccolta firme di Amnesty International. Gaza: libertà per il dottor Hussam Abu Safiya – Appelli – Amnesty International Italia Sara Panarella
July 25, 2026
Pressenza
Scaffale dei libri della nonviolenza presso la Biblioteca Comunale “R. Morandi” di Colleferro
Sabato 27 giugno si è inaugurato lo Scaffale dei libri della nonviolenza presso la Biblioteca Comunale “R.Morandi” di Colleferro , paese della provincia di Roma. L’inaugurazione è avvenuta all’interno dell’evento più amplio “Piccoli passi per un mondo di pace”  un’ intera giornata dedicata alla pace e alla nonviolenza. Grandi cambiamenti nascono da piccoli gesti quotidiani. Con questo spirito il Comune di Colleferro ha promosso la giornata. L’iniziativa, fortemente voluta dall’Amministrazione guidata dal Sindaco Giulio Calamita e dal Consigliere Simone Compalati, si è sviluppata attraverso una ricca serie di appuntamenti correlati volti a promuovere la cultura della pace e della nonviolenza da diverse prospettive, tra cui “La Carovana dei Pacifici”, l’inaugurazione di due scaffali tematici permanenti e l’allestimento di mostre artistiche; il tutto frutto della stretta e corale collaborazione tra la biblioteca e Emergency (Sezione di Colleferro), La Comunità per lo Sviluppo Umano, Il Cantastorie e HeART of Gaza. La giornata è stata sempre presieduta dal nuovo e giovane Assessore Simone Compalati. Assessore alla Cultura e alla collaborazione tra i Popoli.  E’ iniziata la mattina con la La Carovana dei Pacifici:  La Carovana dei Pacifici è un progetto educativo nato nel 2015 presso la “Casa delle Arti e del Gioco” di Mario Lodi per promuovere la pace. L’iniziativa coinvolge scuole, artisti e biblioteche che partendo dalla lettura di libri, da cui si sviluppano riflessioni con i bambini sui temi della pace e la nonviolenza. A seguito di questo percorso, i partecipanti creano piccoli “Pacifici” — omini di carta o materiali di recupero — che diventano i testimonial colorati del loro impegno quotidiano contro la violenza. L’evento si è aperto con i saluti istituzionali presso la Biblioteca e subito dopo la carovana si è avviata compatta e guidata dall’illustratrice e autrice per bambini, Gloria Francella, verso Piazza Bianca dove ad aspettarla i tanti pacifici realizzati dai bambini di Colleferro, libri e poesie.  Il pomeriggio si apre con l’inaugurazione della mostra “HeART of Gaza“:  Una mostra itinerante internazionale che raccoglie i disegni realizzati dai bambini di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza, all’interno di laboratori terapeutici chiamati “La tenda degli artisti”. Attraverso la purezza della loro creatività, le opere testimoniano in modo toccante i traumi, la distruzione della guerra e la perdita dell’infanzia, ma anche i sogni e la speranza dei testimoni più innocenti. Alle 18.00 l’inaugurazione dei Nuovi scaffali tematici in Biblioteca: presentazione di due nuovi spazi bibliografici permanenti: la presentazione è stata moderata splendidamente da Emanuela Graziani dell’equipe della biblioteca. Grande assente Egizia Cecchi, responsabile della biblioteca, che da tempo ha organizzato il tutto nei minimi particolari creando comunque  un grande successo non solo per la biblioteca, ma per tutto Colleferro- * lo “Scaffale dei libri della nonviolenza” a cura de La Comunità per lo Sviluppo Umano. Un progetto che prevede l’allestimento, nelle scuole e nelle biblioteche, di spazi fisici dedicati a testi, saggi e storie incentrati sulla cultura della nonviolenza. L’obiettivo è offrire a lettori, studenti e docenti uno strumento quotidiano per attivare percorsi di educazione, dialogo e consapevolezza legati alla nonviolenza attiva. In Italia attualmente ci sono più di 35 scaffali nelle scuole, a Colleffero si è istituito il primo in una biblioteca comunale. “L’importanza di questa inaugurazione in una biblioteca comunale” dice Claudio Roncella, ideatore del progetto “ è che ora i libri della nonviolenza sono accessibili a tutti, non solo ad un pubblico scolastico”. * lo Scaffale “R1pud1a” a cura della Sezione Emergency di Colleferro, è stato presentato da  Sara Deodati . “R1pud1a” è la campagna di Emergency che celebra l’articolo 11 della Costituzione promuovendo la cultura della pace. L’iniziativa tra le altre cose, attiva nelle biblioteche degli “scaffali tematici” con letture e saggi selezionati per riflettere sui diritti umani e sul rifiuto della guerra. L’innovazione importante, creata dalla brillante equipe che cura la  biblioteca, è stata la creazione di un QRcode attraverso il quale si possono conoscere quali sono i libri e dove trovarli della nonviolenza e di R1pud1a. La giornata si è conclusa con l’emozionante Storytelling “Danilo Dolci, il Gandhi italiano”: un appassionante  racconto scenico a cura de Il Cantastorie per riscoprire la straordinaria figura del sociologo, poeta e attivista della nonviolenza.   La Comunità per lo sviluppo umano
June 29, 2026
Pressenza
“Pedaliamo per la pace” percorrerà la distanza tra Roma e Kiev
Da luglio a settembre “C’è chi corre verso il riarmo e chi, invece, sceglie di pedalare verso la pace”. La seconda edizione dell’evento diffuso in tutta Italia promosso da Emergency e FIAB coinvolge i partecipanti a portare un messaggio collettivo contro la logica delle armi e a favore dei diritti. Accessibili e aperte a tutte e tutti, le biciclettate saranno pedalate collettive svolte per ricordare che la pace si costruisce insieme, superando le divisioni e partendo dai valori condivisi e da ciò che ci unisce tutti: l’essere umani. Ogni iniziativa sarà un “no” alle guerre che avvelenano i nostri tempi, le cui vittime sono principalmente i civili. Ogni chilometro percorso confluirà in un conteggio nazionale e unitario, per percorrere lo stesso numero di chilometri che separano Roma da Kiev e coprirne simbolicamente la distanza, costruendo un ponte di solidarietà che unisca idealmente le due capitali e ci avvicini a quanti ancora vivono in Ucraina. Il riferimento è anche alle community health workers di EMERGENCY che, in Ucraina, assistono i pazienti a domicilio, raggiungendoli nelle loro case nei villaggi remoti di due delle regioni più colpite della guerra: Donetsk e Kharkiv. «Le operatrici e gli operatori sanitari di comunità di EMERGENCY raggiungono le persone casa per casa, spesso in bicicletta – afferma EMERGENCY – Le infermiere di prossimità curano ‘porta a porta’ la popolazione più vulnerabile, coloro che non hanno lasciato l’Ucraina, spesso perché troppo anziani, e che ora si trovano privi di supporto, anche medico. Ascoltano i loro bisogni, monitorano le condizioni di salute, segnalano i casi più gravi e aiutano chi è rimasto isolato dalla guerra ad accedere alle cure. Per questo, con Pedaliamo per la pace, la bicicletta assume un valore ancora più concreto: in Ucraina è uno strumento per portare cura dove la guerra ha interrotto legami, servizi e possibilità; in Italia sarà un mezzo per coinvolgere le persone, attraversare i territori e trasformare la partecipazione in un gesto collettivo di ripudio della guerra». In ogni città i percorsi delle biciclettate sono previsti in luoghi significativi per la memoria e l’impegno civile, presso piazze e monumenti dedicati alla pace, per riscoprire, pedalata dopo pedalata, la forza della partecipazione. Ad ogni partecipante sarà dato uno sticker con scritto R1PUD1A per la propria bicicletta. In questo modo ogni partecipante aderirà alla campagna di EMERGENCY lanciata nel 2024 con riferimento all’articolo 11 della Costituzione, che oppone un netto rifiuto alla guerra e alla logica bellicistica da parte della Repubblica. Entrata nel suo secondo anno, con l’iniziativa “Io obietto”, R1PUD1A ha raccolto l’adesione di più di 650 comuni e 1.500 scuole in tutta Italia. «In un momento storico segnato dall’escalation dei conflitti e dalla corsa globale al riarmo, torniamo con gioia e convinzione a collaborare con Emergency per affermare con forza che esiste un’altra strada: quella della pace, della solidarietà e della partecipazione – ha dichiarato Susanna Maggioni, vicepresidente di FIAB Italia – E la bicicletta è il migliore simbolo dei valori di incontro, libertà e solidarietà, su cui si fonda FIAB. Con “Pedaliamo per la pace”, FIAB ed Emergency scelgono quindi la bicicletta come strumento di incontro e di impegno civile, perché la pace non è un concetto astratto, ma una responsabilità collettiva che si costruisce ogni giorno, insieme. Anche sulle nostre strade, dove è in corso ogni giorno una guerra a bassa intensità. Ogni pedalata sarà un gesto concreto per ribadire il nostro rifiuto della guerra e della logica delle armi, in piena sintonia con i princìpi dell’articolo 11 della Costituzione, e per sostenere idealmente il lavoro straordinario che Emergency porta avanti in Ucraina accanto alle comunità più vulnerabili. Pedalare insieme significa riscoprire ciò che ci unisce: la volontà di costruire città, comunità e relazioni più giuste, inclusive e pacifiche. Perché la pace, proprio come una pedalata collettiva, si costruisce un passo alla volta, con il contributo di tutte e tutti» . È ancora possibile aderire organizzando una biciclettata, scrivendo a eventi.gruppi@emergency.it Il calendario in costante aggiornamento con le date e le località è pubblicato su: * Pedaliamo per la pace – pedalate accessibili e aperte in tutta Italia | EMERGENCY * ANDIAMOINBICI – Ricerca Emergency
June 23, 2026
Pressenza
Amnesty International: il 18 giugno in piazza per gli attivisti GSLC detenuti in Libia
Amnesty International continua a chiedere alle Forze armate arabe libiche, le autorità de facto della Libia orientale e meridionale, di scarcerare le dieci persone appartenenti al Convoglio di terra Global Sumud dal 24 maggio detenute arbitrariamente in Libia esclusivamente per aver tentato di portare aiuti nella Striscia di Gaza durante il perdurante genocidio portato avanti da Israele. Dopo un periodo di sparizione forzata compreso tra due e nove giorni, le persone arrestate, tra le quali Leonarda Alberizia e Domenico Centrone sono state interrogate dalla procura e indagate per “assembramento non autorizzato”. Un’udienza che avrebbe dovuto svolgersi il 9 giugno è stata rinviata. Le preoccupazioni per il prolungamento delle indagini e per le condizioni di salute delle persone detenute in Libia hanno spinto Amnesty International Italia a proseguire la mobilitazione in loro favore. Giovedì 18 giugno i gruppi locali dell’organizzazione insieme alla Global Sumud Flottilla e ad altre organizzazioni (tra cui AOI, ARCS, CGIL, CISS, COSPE, Emergency, Rete Italiana Pace e Disarmo e Greenpeace), saranno in piazza per chiedere alle autorità libiche e ai governi di cui hanno la nazionalità la loro immediata scarcerazione. A Roma l’azione si svolgerà in piazza dei Cinquecento alle ore 18.30. Contemporaneamente, si svolgeranno iniziative a: * Bari, piazza Libertà alle 18:30 * Bisceglie, via Nazario Sauro alle 19  * Bologna, piazza Nettuno alle 18:30 * Forlì, piazza Ordelaffi alle 18:15 * Lecce, piazza S. Oronzo alle 18:30 * Milano, piazza Duomo alle 18:30 * Molfetta, corso Umberto I (altezza Sacro Cuore) alle 18:30 Inoltre nei giorni seguenti a Caserta – 19 giugno, ore 18:15 Lucca – 19 giugno, ore 17:30 in p.le Verdi (corteo 100 porti 100 città) Palermo – 22 giugno, ore 21 in p.za Giuseppe Verdi (davanti al cinema) Amnesty International
June 16, 2026
Pressenza
La resistibile ascesa delle destre – 2
di Enrico Semprini Questo elaborato è il secondo di una serie che continuerà nelle prossime settimane. Gli argomenti che saranno approfonditi sono i seguenti: La remigrazione – (il primo è stato pubblicato il sei giugno) la psicologia di massa del fascismo; il ruolo dell’irrazionalità e delle religioni. Il piano del lavoro è in corso di sviluppo e ad oggi non
Palestina sul tetto del mondo
Articoli di Alessandra Filippi, Michele Giorgio, Marwa Rommaneh, Maurizio Perriello, Alessandro Lamberti, Gian Luca Gasca, Mario Sommella, Linda Maggiori, Chiara Cruciati ed altro. Con video e audio. SOMMARIO DI QUESTO DOSSUIER 1 – aggiornamenti da Anbamed; 2 – Alessandra Filippi sulla occupazione progressiva di Gaza; 2 – Michele Giorgio sui dati personali dei palestinesi; 3 – Marwa Rommaneh sulla scomparsa
Processo per la strage di Cutro: per la prima volta la parola alle vittime
Le parti civili nel processo chiedono verità e giustizia: “Oltre che per le vittime, il pieno accertamento di fatti e responsabilità è necessario per evitare nuove Cutro”. Le ONG parti civili – EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE – sollecitano il pieno accertamento di fatti, decisioni e sottovalutazioni che la notte del 26 febbraio 2023 hanno portato il caicco Summer Love a naufragare a poche decine di metri dalla costa di Steccato di Cutro: “Fare piena luce su ritardi, omissioni e negligenze che ebbero come esito la strage è il solo modo che abbiamo per fare giustizia e restituire dignità alle 94 vittime accertate, ai dispersi e ai loro familiari”. La coalizione di organizzazioni di ricerca e soccorso in mare (SAR) costituitesi parti civili nel processo penale per il naufragio di Cutro era presente all’udienza di oggi, 5 giugno, presso il Tribunale di Crotone con una delegazione ed era rappresentata dai propri legali. Era in udienza come osservatore internazionale, inoltre, Amnesty International Italia. L’udienza di oggi era molto attesa perché per la prima volta il processo ha dato la parola proprio alle vittime. Finalmente una sopravvissuta, che ha anche perso un familiare nel naufragio, ha potuto testimoniare quanto ha visto e il terrore vissuto sulla propria pelle, contribuendo con la sua voce alla ricostruzione degli eventi a bordo della barca. Insieme a lei hanno testimoniato altre due familiari della stessa vittima. La coalizione di organizzazioni SAR ricorda che nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 non venne attivato nessun piano di ricerca e soccorso e il caso del caicco Summer Love fu trattato come un’operazione di law enforcement per la protezione delle frontiere. Inoltre la Guardia di Finanza – che avrebbe potuto chiedere la collaborazione della Capitaneria di porto, attrezzata per stare in mare anche in condizioni meteo avverse – non si avvalse di questa possibilità. Ulteriori elementi utili sono emersi anche dai funzionari della Guardia Costiera ascoltati sempre oggi, oltre che dalle udienze precedenti da cui si evince, tra l’altro, che il caicco Summer Love non venne monitorato come avrebbe potuto e dovuto essere neanche via radar. Ecco perché non si può assolutamente dire che il naufragio è stato una fatalità. Le autorità italiane sono accusate di aver dato priorità all’operazione di polizia e poi considerato l’intervento di soccorso, ma con grave ritardo e con scarso coordinamento a livello locale tra i due corpi di forze dell’ordine coinvolti. Tanto che l’intervento di soccorso non è stato proprio prestato e l’esito che ne è scaturito è stato drammatico. “Capire esattamente quale sia stata la serie di decisioni e sottovalutazioni che hanno portato al naufragio è importante sia per individuare tutte le responsabilità, risalendo la catena di comando delle decisioni, sia per evitare si ripetano stragi simili in futuro” spiegano le ONG parti civili. Esigenza drammaticamente attuale: solo nei primi cinque mesi del 2026 l’OIM ha censito lungo la rotta del Mediterraneo centrale ben 826 persone morte o disperse. “Soccorrere chi è in difficoltà in mare è un dovere prioritario – ricordano infine le ONG parti civili nel processo – e per il buon esito degli interventi di salvataggio la tempestività è un fattore fondamentale”. Sea Watch
June 5, 2026
Pressenza
KlimatFest 2026: a Vimodrone, dal 5 al 7 giugno
Tre giorni di incontri, dibattiti, attività culturali, laboratori, biodiversità, giustizia climatica e partecipazione territoriale, quest’anno focalizzati sul tema: “Il nostro Futuro è nella Salute della Natura”. Alla settima edizione della rassegna organizzata per iniziativa della Consulta delle Associazioni del Parco Nord in collaborazione con l’Ente Parco Nord Milano, luogo simbolo del recupero del territorio urbano e della salvaguardia dell’ambiente e promossa da numerosi partner, sarà presente anche HubZine Italia, la piattaforma  di condivisione della conoscenza che promuove confronto e dialogo civile, democratico, partecipativo e intergenerazionale nata nel 2013 dall’idea di un “utopista concreto” e implementata negli anni da nuove forze e idee rigeneratrici, il cui obiettivo è di creare uno spazio aperto a tutti per dare una nuova consapevolezza e nuovi punti di vista sul mondo. PROGRAMMA Redazione Italia
June 2, 2026
Pressenza