Metanizzazione della Sardegna, ancora una strategia basata sui combustibili fossili
Dal blog di Italia Nostra Sardegna riprendiamo il seguente intervento riguardo
alla metanizzazione della Sardegna.
Italia Nostra Sardegna e la sezione di Sassari hanno depositato osservazioni
formali contro il progetto di metanizzazione della Sardegna – che prevede
metanodotto nel Centro-Sud, rigassificatori e depositi di GNL – nell’ambito
della procedura di esproprio avviata dalla Regione e della consultazione
pubblica indetta da ARERA.
Italia Nostra ritiene la strategia energetica per l’isola superata e dannosa. Il
cosiddetto “decreto per la fuoriuscita dal carbone” non riguarda le due centrali
termoelettriche esistenti: grazie al “Decreto Bollette” queste potranno
continuare a bruciare carbone indisturbate per almeno altri 12 anni, fino al
2038. Investire oggi in grandi infrastrutture fossili vincola la Sardegna a una
nuova dipendenza energetica proprio mentre l’Europa accelera verso l’abbandono
dei combustibili fossili. A ciò si aggiunge la vulnerabilità del sistema basato
sul gas importato, eccessivamente esposto alle crisi geopolitiche, e la mancata
soluzione delle reali difficoltà industriali di aree come il Sulcis, che
necessiterebbero invece di una vera riconversione industriale e di interventi
seri di bonifica.
Sul piano procedurale, Italia Nostra contesta la legittimità della VIA –
parcellizzata e mai aggiornata dopo il cambio di sito del rigassificatore – e,
di conseguenza, dell’intero procedimento espropriativo. Quanto alle energie
rinnovabili, l’associazione non le avversa in linea di principio, ma denuncia
gli stratosferici incentivi che alimentano una logica speculativa e l’assenza di
una pianificazione integrata capace di coordinare ubicazione, produzione,
accumuli e reali fabbisogni regionali.
Le richieste principali avanzate nelle osservazioni riguardano:
– una radicale revisione della strategia energetica oggi basata principalmente
sul gas;
– l’adozione di un piano energetico regionale integrato;
– la tutela obbligatoria del paesaggio e dei territori;
– la priorità all’efficienza energetica e alla riconversione industriale;
– la sospensione immediata del provvedimento di esproprio.
Italia Nostra ricorda infine che la Sardegna ha già subito, nella sua storia
recente, le conseguenze di scelte energetiche e industriali dettate da interessi
esterni al territorio e giustificate da prospettive di sviluppo rivelatesi
parziali, quando non dannose. La transizione energetica non può ridursi alla
mera sostituzione di un fossile con un altro, né trasformarsi in un nuovo
processo di infrastrutturazione indiscriminata. Deve invece rappresentare
un’occasione di innovazione reale, di tutela del patrimonio ambientale e
paesaggistico dell’isola, di rafforzamento dell’autonomia energetica regionale e
di costruzione di un modello di sviluppo coerente con le peculiarità
territoriali, ambientali e culturali della Sardegna.
I documenti completi possono essere consultati e scaricati ai seguente link:
OSSERVAZIONI PROCEDURA ESPROPRIO GASDOTTO CENTRO-SUD
OSSERVAZIONI CONSULTAZIONE ARERA DPCM ENERGIA SARDEGNA
SULL’ARGOMENTO
Italia Nostra Sardegna – Sardegna a tutto gas
Italia Nostra Sardegna – Rete del gas in Sardegna: l’inutilità di un opera
Sardiniapost – Metanizzazione della Sardegna, Italia Nostra contro il progetto:
“Strategia energetica superata”
L’Indipendente – In Sardegna vanno avanti gli espropri per un gasdotto che
ancora non esiste
Cagliari Today – Metano in Sardegna, il no degli ambientalisti: “Strategia
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Il Manifesto Sardo – Espropri e servitù per un gasdotto senza gas
Sbircia la notizia – Gas in Sardegna, Italia Nostra chiede un cambio di rotta
La Nuova – No al metanodotto: riparte la mobilitazione dei comitati
Rivoluzione Anarchica – Oristano, 10 giugno: contro l’assalto fossile
Redazione Sardigna