BELGIO: SCUOLE FRANCOFONE IN RIVOLTA CONTRO I TAGLI. INTERVISTA A UN’INSEGNANTE DI BRUXELLES
Migliaia di manifestanti, tra cui studenti, insegnanti, genitori e attivisti
sono da mesi in piazza a Bruxelles per protestare contro la riforma scolastica
degli istituti francofoni del Belgio, i tagli alla scuola e per denunciare le
continue violenze di polizia durante le manifestazioni.
Il 5 giugno, dopo una maratona durata oltre 14 ore, il Parlamento della
federazione francofona Vallonia-Bruxelles ha approvato in via definitiva il
piano di tagli messo in capo dal governo di destra guidato da Movimento
Riformatore e Les Engagés. Fuori dal Parlamento francofono sono scoppiate nuove
proteste, proseguite nei pressi della stazione centrale di Bruxelles.
Il giorno prima, il 4 giugno, una manifestazione composta da oltre 5mila persone
tra insegnanti e studenti aveva occupato l’area tra rue des Colonies e rue
Royale, chiedendo il ritiro della riforma e denunciando il governo di scaricare
sul sistema scolastico il peso delle politiche di tagli alla spesa pubblica.
Decine gli arresti nelle giornate del 4 e 5 giugno, gran parte dei quali
giovanissimi.
La mobilitazione – partita a marzo dal collettivo ‘Mars Attack!’ e da altre
organizzazioni studentesche – è sostenuta dai sindacati del settore, che hanno
proclamato uno sciopero in concomitanza con il dibattito parlamentare. Le
autorità hanno risposto unicamente con un massiccio dispositivo di sicurezza.
Agenti in tenuta antisommossa e numerosi mezzi della polizia continuano a
militarizzare il quartiere attorno al Parlamento.
Una nuova manifestazione si è svolta lunedì 8 giugno dove gli insegnanti,
indossando giubbotti gialli, hanno formato una catena umana davanti al corteo
per proteggere i partecipanti più giovani dalla polizia, che ha fatto ampio uso
di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua in Rue Saint Jean per disperdere il
corteo. Pericolose le parole del ministro della Difesa Theo Francken, che si è
espresso a favore dell’invio dei giovani manifestanti “indisciplinati” in un
campo di addestramento militare.
Su Radio Onda d’Urto la testimonianza di Celia, insegnante di Bruxelles.
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