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Il pilota automatico nelle prossime elezioni presidenziali francesi
In un intervento pubblicato su Le Monde quattro importanti economisti francesi mettono il dito nella piaga dei conti pubblici d’Oltralpe, prevedendo che stabilizzare in maniera durevole il debito presupporrebbe “un aggiustamento di 125 miliardi alla fine del prossimo quinquennio”, ossia l’equivalente del doppio del budget dell’educazione nazionale, per avere un […] L'articolo Il pilota automatico nelle prossime elezioni presidenziali francesi su Contropiano.
July 19, 2026
Contropiano
Il welfare usato come carburante per la finanza
Provo a mettere insieme una considerazione molto generale. Le politiche europee e dei singoli Stati del Vecchio Continente, Italia in primis stanno privatizzando il sistema pensionistico, quello della sanità e quello dei servizi essenziali. Privatizzazione significa finanziarizzazione. Tutto ciò che non viene più garantito dallo Stato deve essere oggetto di […] L'articolo Il welfare usato come carburante per la finanza su Contropiano.
July 18, 2026
Contropiano
Il fuoco amico manda sotto la Meloni sulla legge-truffa elettorale
La maggioranza di governo è stata sconfitta per un voto – 188 i contrari, 187 i favorevoli – sull’emendamento relativo alle preferenze che gli stessi partiti di maggioranza avevano voluto all’interno della nuova legge elettorale in discussione a Montecitorio ma sul quale si erano registrate divergenze. Il partito della Meloni […] L'articolo Il fuoco amico manda sotto la Meloni sulla legge-truffa elettorale su Contropiano.
July 15, 2026
Contropiano
L‘analisi di Fidel sulla crisi dell’attuale fase di mondializzazione capitalista
Chiunque in buona fede si rechi a Cuba  e ha una minima pratica della politica e delle elementari questioni socio-economiche, ha modo di constatare concretamente gli alti livelli di resistenza e d’organizzazione attraverso i quali il popolo cubano, diretto da un Partito Comunista e un Governo che in modo altamente […] L'articolo L‘analisi di Fidel sulla crisi dell’attuale fase di mondializzazione capitalista su Contropiano.
July 8, 2026
Contropiano
Trump riscopre l’anticomunismo, ma a fini interni
Tutte le contraddizioni dell’America trumpiana in una giornata sola, quella del 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza dall’Inghilterra. Si potrebbe facilmente ironizzare sull’idiozia di chi nega il cambiamento climatico ed è costretto a rinviare più volte e infine a «stringere» il lungo discorso che aveva annunciato perché diversi temporali di […] L'articolo Trump riscopre l’anticomunismo, ma a fini interni su Contropiano.
July 5, 2026
Contropiano
La febbre del pollo (ma non è l’aviaria)
È cominciata la febbre del pollo a La Paz. E no: l’influenza aviaria (per fortuna) non c’entra niente. Si tratta, al contrario, della campagna commerciale messa in atto dall’azienda statale Emapa (l’impresa di supporto alla produzione alimentare) che ha attestato a 18 Bolivianos al chilo (poco più di due Euro) il prezzo per la carne di pollo. Il punto è che a causa dei blocchi stradali La Paz è ancora accerchiata e il prezzo della carne più consumata in città era addirittura salito a 35 Bolivianos al chilo nelle scorse settimane. I punti di blocco stradale stanno diminuendo: la Central obrera boliviana (Cob) e le sue declinazioni regionali (Cod), sta cercando il dialogo con il Presidente Paz Pereira, tuttavia persistono situazioni critiche nelle città di El Alto, La Paz e nel dipartimento di Cochabamba. Pollos para todos Nella complicata fase che sta vivendo la prima capitale boliviana, la popolazione ha deciso di mettersi in (lunga) fila presso le sedi locali di Emapa per potersi accaparrare i sacchi di plastica sanguinolenti pieni di carne di pollo. A El Alto (nella zona di Santa Rosa) la fila s’è formata fin dalle prime ore del mattino: intere famiglie, ha riferito La Razon, occupavano posti per più persone e si mettevano d’accordo con altre per prendere più confezioni di polli. In alcune zone è dovuta intervenire la forza pubblica, in altre l’impresa statale ha addirittura deciso di chiudere, pur temporaneamente, la vendita. Sergio Siles, direttore di Emapa, aveva dichiarato giorni fa agli organi di stampa, che si sarebbero attivate anche le unità mobili di vendita: camion e furgoni colmi di sacchi di carne di pollo stanno viaggiando in questi giorni toccando le più distanti zone di La Paz e di El Alto per poter raggiungere il maggior numero di consumatori, desiderosi di comprare quella carne ora a prezzo così vantaggioso. Prezzo che il viceministro Gustavo Serrano assicura che è stato possibile fissare «grazie alla collaborazione e al supporto di diversi governi», come ha riportato il quotidiano di Cochabamba Los Tiempos. Governi amici, s’intende: Cile, Argentina e Stati Uniti d’America. Dodici tonnellate di pollo pronte da vendere, questi sono i calcoli di Emapa, sono stati ricevuti dall’impresa da Argentina e Stati Uniti, insieme ad un ingente quantitativo di carburante: ad inizio del mese La Paz era non solo a corto di cibo e carburante per i trasporti ma anche di sangue e ossigeno per gli ospedali. Il prezzo del pane Già a maggio, la federazione dei panificatori di El Alto e La Paz aveva denunciato una situazione insostenibile, al limite dell’esaurimento delle scorte per la vendita del pane più popolare di tutti: il pan de batalla (letteralmente: pane di battaglia). Si tratta di una pagnotta piccola, la più consumata dagli strati popolari per via del prezzo 50 centavos (neanche dieci centesimi di euro) e della dimensione. È, poi, il pane simbolo della crisi che imperversava nel periodo della Guerra del Chaco (anni ‘30 del Novecento): la tradizione boliviana fa risalire a quella fase storica e sociale la pagnotta più consumata dalla popolazione. La mancanza, già allora, di farina e la necessità di produrre del pane sarebbero stati il concorso dell’applicazione del proverbio che vorrebbe si facesse virtù dalla necessità. Quel pane è il termometro delle crisi in Bolivia. Negli anni scorsi, durante l’ultimo periodo del Mas al governo, il pane aveva già diminuito il proprio peso passando da 100 grammi a 80, da un anno si trova anche il ‘pane piccolo’ di 60 grammi. Una shrinkflaction (‘perdita di peso’) che ora potrebbe avere nuovi risvolti negativi. Se Juan Dios Castillo (segretario della federazione) aveva denunciato una situazione complicata a maggio, ora a fargli eco è Fernando Chambi, esecutivo della medesima organizzazione per tutta la provincia di La Paz. «I panettieri sottolineano che i prezzi delle materie prime sono già aumentati: farina, grassi vegetali, zuccheri e lieviti hanno subito rincari» e questo «avrà conseguenze sulla produzione». Un esempio? Se prima una confezione di lievito per la grande produzione veniva acquistata a 280 Bolivianos, ora potrebbe essere acquistata a 560: «verrà conseguentemente raddoppiato anche il prezzo al dettaglio». Vicolo cieco Certo è che Paz Pereira, pur ereditando una situazione economicamente in crisi, ha provato a invertire la rotta con dei provvedimenti draconiani che non fanno propriamente rima con l’inversione di rotta promossa in campagna elettorale. L’opinione pubblica boliviana ha già ribattezzato il governo del Pdc (Partito democratico cristiano) un governo tibio, cioè debole e tiepido non in grado di prendere delle decisioni. Gli effetti del «capitalismo para todos» che Paz Pereira declamava in campagna elettorale come soluzione ai mali «dei governi del Mas», non hanno avuto neanche un minimo segnale positivo, se non quello di compattare settori sociali e sindacali nella lotta contro il governo. Da un lato il salario minimo ha avuto un incremento consistente, dall’altro il prezzo del carburante ha avuto un consistente rialzo per effetto della fine del prezzo sovvenzionato. E, dopo lo scandalo della gasolina-basura e dei motori compromessi, al momento a El Alto e La Paz ci sarebbero zone in cui è impossibile rifornirsi. «Abbiamo perso» I settori sociali e sindacali che stanno protestando sono divisi: una gran parte delle federazioni locali della Cob si è detta pronta a dialogare, altre invece stanno facendo fatica ad accettare il riavvicinamento con il Presidente di cui chiedono le dimissioni. Perfino il neo eletto Leonardo Loza, braccio destro di Evo Morales, Presidente del dipartimento di Cochabamba, indefesso sostenitore dei blocchi come forma di protesta per ogni questione, ha chiesto ai bloqueadores di interrompere i blocchi nel sud-est del Paese invocando «una pausa umanitaria». Nello specifico Loza chiede di «non rimuovere i blocchi» ma di «interrompere per un periodo» perché si possa arrivare «ad una soluzione attorno al conflitto che sta attraversando il Paese». Marco Piccinelli
June 19, 2026
Pressenza
Per un’ecologia della liberazione e dell’abbondanza. Una riflessione su “Sfruttare i viventi” – di Alessandro Lombardo
Pubblicato in francese nel 2023 e in italiano nel 2025 (traduzione per Ombre Corte di Gianfranco Morosato, con il sottotitolo "un'ecologia politica del lavoro"), Exploiter les vivants di Paul Guillibert è un breve saggio che ha l’obiettivo di inquadrare una prospettiva che sia in grado di orientare l’azione per uscire dalla crisi ecologica. Seguendo [...]
May 25, 2026
Effimera
Confindustria piange, ma non capisce
Con il solito senso del “servizio”, o del servitore, la stampa italiana ha dato conto delle lamentazioni e delle richieste del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, al Festival dell’economia di Trento. Pura trascrizione del ragionamento, senza alcuna domanda sulle scelte degli imprenditori italiani, come se lo sguardo indagatore della stampa […] L'articolo Confindustria piange, ma non capisce su Contropiano.
May 25, 2026
Contropiano