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Perú: «Dobbiamo essere attivi come società»
Il Perù entra nuovamente in un processo elettorale: le elezioni regionali e municipali per il periodo 2027-2030 si terranno il prossimo 4 ottobre, quando saranno eletti governatori, consiglieri, sindaci e consiglieri municipali provinciali e distrettuali. La competizione elettorale pone il seguente interrogativo: quali sono le principali richieste della popolazione che i futuri governatori e sindaci dovranno affrontare? La provincia costituzionale del Callao, con oltre un milione di abitanti, nonostante sia una regione chiave per il Paese grazie alla presenza dell’aeroporto internazionale Jorge Chavez e del porto marittimo, oggi deve affrontare sfide persistenti come l’informalità lavorativa, la mancanza di occupazione, l’insicurezza, la povertà monetaria, l’anemia infantile, tra gli altri problemi sociali. Pressenza ha intervistato Victor Huaranca Medina, candidato al Governo Regionale del Callao per il partito Buen Gobierno. La sua esperienza come attivista sociale anticorruzione, sostenuto da un partito che si colloca all’opposizione, lo presenta come il probabile outsider che, a suo dire, cerca di trasformare il Callao nel «primo asse logistico portuale». LOTTA ALLA CORRUZIONE PRESSENZA: VICTOR, PUÒ RACCONTARCI DELLA SUA ESPERIENZA NELLA LOTTA ALLA CORRUZIONE? Victor Huaranca: I candidati, da 20 anni a questa parte, non hanno fatto altro che continuare lungo il corso di un fiume pieno di acque reflue, perché alla fine sfociano nella corruzione e persino in fatti di sangue. Alcuni di loro sono ancora oggi candidati, soprattutto per la regione. Ebbene, la lotta alla corruzione è stata difficile. Molti cittadini sono stati minacciati, aggrediti; purtroppo qui non si può dire chi viene ucciso e perché. Alcuni mesi fa, per una questione legata al traffico di terreni, il nostro amico Germán Congona, una persona con disabilità, è stato colpito da sei o sette proiettili e si è salvato per miracolo. E non hanno alcun riguardo, sparano a chiunque. Il problema di ciò che sta accadendo qui nel Callao è che tutti sanno come stanno le cose, ma tacciono. Io le dico apertamente. Ho combattuto contro la corruzione degli ex Chimpum Callao, poi trasformatisi in «Contigo» e successivamente in «Podemos». Se guardi, tutte le pareti del Callao sono dipinte con denaro di cui non si sa la provenienza. Nessuno può dire nulla perché abbiamo paura che ci feriscano o ci aggrediscano. QUALI SONO STATI I RISULTATI DI QUESTA LOTTA ALLA CORRUZIONE? V.H.: La prima condanna di Félix Moreno è stata ottenuta grazie alla mia denuncia. Non perché lo abbia denunciato il procuratore, no, è stata la mia denuncia. E ho avuto, diciamo, la fortuna di poter contare su molti cittadini che lottavano anch’essi. E così abbiamo potuto unirci. Questo soggetto, Oscar Peña Aparicio, complice di Félix Moreno, si accordò con lui per appropriarsi, a un prezzo irrisorio, del parco zonale di Pachacute, che ha 240.000 metri quadrati, e del mercato di Oquendo, che ne ha 70.000. Ebbene, questa è la prima cosa che salta agli occhi. Inoltre, io ero possessore di 3.000 metri quadrati di questo mercato di Oquendo e fui l’unico a denunciare. Ma, poiché denunciai, fui perseguitato, denunciato e calunniato. Non so se furono loro o altri a minacciarmi di morte, perché questo non si sa, in fin dei conti. E tutto veniva fatto dall’operatore Pedro Espadaro; sono state presentate denunce pubbliche contro di lui. Ebbene, alcuni vigilanti del Comune di Ventanilla, che in seguito dichiararono di non lavorare più per il Comune, mi ruppero il braccio e la spalla e, quando il procuratore chiese a quegli stessi dirigenti, denunciati da Panorama, dissero di non avere registrazioni. Ma le registrazioni effettuate dallo stesso Comune, una mano benevola me le fece arrivare anonimamente, e tutti quegli elementi sono serviti a condannare uno di questi bracci armati di Félix Moreno e di Espadaro, che è stato condannato per lesioni gravi. QUALI SONO I PRINCIPALI PUNTI DELLA SUA CAMPAGNA? V.H.: Faremo una campagna coerente, ma coraggiosa. Chiameremo le cose con il loro nome. Non ci saranno più estorsioni. Non ci saranno più sicari. Come lo controlleremo? Esiste un programma, ma con un rimedio diverso, perché deve essere applicata la forza coercitiva dello Stato. E lo Stato non sta esercitando la forza coercitiva della PNP. Se oggi sono aumentati gli omicidi su commissione e le estorsioni, ciò è stato favorito dalle leggi che sono state approvate. E perché moltissimi poliziotti, non posso dire tutti, ma moltissimi poliziotti sono complici e persino capi di questi soggetti. Utilizzeremo una tecnologia che acquisirà le immagini delle telecamere di tutti i commercianti. I droni saranno integrati in questo sistema. E si seguiranno i volti di coloro che stanno commettendo reati. E ci sarà una base di polizia per l’intervento immediato e rapido, per catturare i delinquenti in flagranza, giusto? E in quella base lavoreranno tutti in modo coordinato: il governo regionale, il Comune, la polizia, il Ministero Pubblico, il potere di polizia. Ed è questo che dobbiamo fare. Dobbiamo esigere che la polizia svolga i propri servizi, giusto? Ebbene, combatteremo. Se il Ministero dell’Interno non vorrà farlo, andremo persino a parlare con la signora Keiko Fujimori. Non si può permettere che la gente venga uccisa impunemente. In questo momento la popolazione ha ceduto, la cittadinanza ha ceduto le strade ai sicari. Questo non può essere. I valori non esistono più. Ora si promuovono soltanto disvalori. Quindi dobbiamo fare qualcosa al riguardo. Questa è la questione prioritaria. Istruzione: salvare i ragazzi Poi, immediatamente, l’istruzione. Come salviamo questi ragazzi che, nascendo con la benedizione di Dio e con la benedizione dei loro genitori, vengono al mondo nell’ambiente che stiamo descrivendo? Come possono queste creature sfuggire a questo ambiente? Con l’istruzione. La questione dell’istruzione è vitale: i ragazzi sono intrappolati e non hanno nemmeno opportunità di lavoro. E finiscono nella droga, finiscono… Prima, nei politecnici o nelle nostre scuole di formazione professionale di livello intermedio, si diplomavano saldatori, addetti al carico, operatori di carrelli elevatori. E ora no. E stavamo pensando… Questo può essere fatto attraverso laboratori. Affinché i ragazzi possano sfuggire al loro ambiente, perché molti non vogliono tornare nel loro ambiente e sono costretti a farlo perché non hanno dove mangiare, dove vivere, dove dormire. Pensiamo di realizzare una sorta di struttura ricettiva per cinquemila ragazzi. No? Per quelli del terzo, quarto e quinto anno della scuola secondaria. Forse persino fino ai vent’anni. Dove possano essere accolti. Dove vengano forniti loro tutti i servizi: il computer, i tavoli, la cucina, la lavatrice, tutte le loro cose. In modo che abbiano, per esempio, venti o venticinque metri quadrati per studiare, vivere e realizzarsi lì. Quindi, se un ragazzo non ha questa possibilità nel Callao, semplicemente perché si trova in un ambiente negativo, viene trasferito lì. Callao: asse logistico portuale Il Callao è il centro nevralgico del Paese. Il Callao è il centro in cui si trova il porto marittimo che movimenta più o meno il 60% dell’attività commerciale. Abbiamo un aeroporto. Quindi è il centro nevralgico economico del Paese. Ma viene trattato come se fosse l’ultima ruota del carro. Ebbene, ciò che faremo è sfruttare questi elementi strategici e, per esempio, nell’asse logistico portuale che si sta sviluppando, Callao-Hong Kong-Chancay, intendo creare una partnership con gli imprenditori e con tutti gli altri, affinché possiamo sostenere e puntare a generare maggiore ricchezza nella zona. Perché se c’è maggiore ricchezza, c’è ovviamente maggiore occupazione, in modo tale da generare entrate per il Callao. Inoltre, esiste un progetto di cui si parla da molti anni: l’isola San Lorenzo. Un progetto enorme, come un mega-porto. Deve essere sviluppato. Dobbiamo creare un tavolo di lavoro su questo tema, perché significa incorporare almeno 24 chilometri quadrati, sia per attività imprenditoriali, sia per attività portuali, sia semplicemente come area urbana. Immagina cosa significherebbe in termini di entrate per il Comune. Decisione politica Quindi, ciò che intendiamo fare è: niente corruzione, niente omicidi su commissione. D’accordo? Istruzione e salute. Dobbiamo prendere la decisione politica di farlo, e anche la decisione politica affinché vi siano opere realizzate tramite il meccanismo delle opere per imposte, portando a termine i progetti, che sono molti. Per esempio, l’Ospedale San José: il progetto è già terminato e passa ora alla fase di esecuzione e gara d’appalto, d’accordo? Poi, l’Ospedale di Ventanilla. Ma dobbiamo cercare di ricategorizzarli affinché possano fornire assistenza e maggiore servizio alla popolazione. PRESSENZA: CI SARÀ UN CONTROLLO? V.H.: Il controllo che intendo effettuare consiste in un audit internazionale della regione, almeno degli ultimi 20 anni. Non importa se i reati sono caduti in prescrizione. Serve semplicemente ad avere un archivio storico di coloro che hanno commesso simili atrocità. E se potessi fare la stessa cosa parlando con il sindaco che verrà eletto, farei lo stesso nei comuni. Il messaggio fondamentale ai funzionari pubblici è che dobbiamo restituire dignità al lavoro del funzionario pubblico, perché sono loro a essere sottoposti all’estorsione mediante la quale viene ridotto il loro stipendio. In modo che quel funzionario pubblico riceva una retribuzione dignitosa e abbia anche l’obbligo di servire il cittadino in modo efficiente. E non cerchi altre «alternative». D’altro canto, a qualunque costo, purché io debba coordinarmi con il Comune e con gli enti competenti e nel rispetto della legge, insisterò con decisione politica affinché vengano recuperati tutti i terreni che al momento sono liberi, che non entrino in conflitto, e per procedere alla piantumazione o alla forestazione con alberi ornamentali e alberi da frutto stagionali della zona. Questo genera empatia. Anche unità. Quindi, in alcuni luoghi dove non c’è una popolazione nelle immediate vicinanze, si può comunque piantare; questo in tutto il Callao, cioè Ventanilla, Pachacútec, in tutte le zone. Ma allo stesso tempo ciò creerà anche posti di lavoro immediati. Quindi è chiaro: lotta alla corruzione, istruzione, salute, lavoro e, soprattutto, generare una sinergia tra molti imprenditori, non soltanto del Callao. Ebbene, so che l’asse logistico portuale esiste già, ma noi dobbiamo partecipare, perché altrimenti ci passerà semplicemente davanti agli occhi e non faremo nulla. Dobbiamo essere attivi come società. Redacción Perú
August 18, 2026
Pressenza
Riceviamo e pubblichiamo dal gruppo ‘Agende Rosse “Rita Atria” – Reggio Emilia e Provincia’ Solidarietà al magistrato Beatrice Ronchi e appello alla Consulta della Legalità di Reggio Emilia Il gruppo Agende Rosse “Rita Atria” di Reggio Emilia e Provincia esprime la propria totale e incondizionata solidarietà alla dottoressa Beatrice Ronchi, a seguito della decisione della quinta commissione del CSM di escluderla dalla nomina a procuratore aggiunto di Bologna. Decisione che riteniamo ingiustificata e che, come ha dichiarato il presidente Francesco Maria Caruso, rischia di vanificare gli sforzi compiuti in 15 anni di lotta alle mafie in Emilia Romagna. Non possiamo restare in silenzio di fronte a una decisione che, privilegiando criteri di anzianità burocratica rispetto al merito e all’esperienza specifica, rischia di risultare punitiva per una professionista che si è spesa con indiscutibile competenza e di indebolire il contrasto alla criminalità organizzata, sottovalutando la reale portata del radicamento mafioso nel nostro territorio. Ricordiamo, infatti, con forte preoccupazione, le parole di Lucia Musti che, nella sua relazione di apertura dell’anno giudiziario 2022 aveva definito il Distretto dell’Emilia Romagna un “Distretto di mafia”, evidenziando come da indagini e processi emergesse la presenza di un nuovo metodo mafioso autoctono dell’Emilia Romagna, che risente fortemente delle caratteristiche del territorio altamente produttivo. Il rischio è altissimo: senza questa nomina, il mandato della dottoressa Ronchi presso la Direzione Distrettuale Antimafia scadrà alla fine del 2027, privando il pool antimafia — già sotto organico — della sua risorsa più esperta. Agende Rosse Reggio Emilia pertanto si unisce alle voci dei 112 firmatari di un documento – tra cui figurano la presidente del tribunale di Reggio Emilia Cristina Beretti, il gip Andrea Rat, e l’ex procuratore generale di Bologna Giuseppe Amato- a sostegno della PM, per chiedere che il CSM in seduta plenaria riconsideri la decisione della commissione di presentare come unica proposta per la nomina di procuratore aggiunto a Bologna quella di Stefano Dambruoso, un magistrato fuori ruolo per diversi anni della sua carriera. Ritenendo che la società civile e le istituzioni non possano restare inerti di fronte a scelte che riguardano la sicurezza di tutti, auspichiamo una decisa e urgente presa di posizione da parte della Consulta della Legalità di Reggio Emilia. È fondamentale che le istituzioni locali facciano sentire la propria voce presso il CSM per chiedere che venga valorizzata una professionalità che ha ottenuto risultati di importanza storica nel contrasto ai clan. La lotta alla mafia non si fa solo nelle aule di tribunale, ma anche difendendo chi, in quelle aule, ha servito lo Stato con instancabile dedizione. Reggio Emilia, 4 giugno 2026 Redazione Italia
June 5, 2026
Pressenza