Tag - assedio

La Val di Susa sotto assedio. Ordinanza vieta il campeggio in tutti i comuni
La Val di Susa si è risvegliata sotto assedio. Ieri i blindati e le forze dell’ordine hanno invaso San Giuliano e Traduerivi in concomitanza con l’inizio del “Campeggio della Piana” che si sarebbe dovuto tenere sui terreni espropriati da Telt e in base ad una ordinanza prefettizia hanno istituito una […] L'articolo La Val di Susa sotto assedio. Ordinanza vieta il campeggio in tutti i comuni su Contropiano.
July 31, 2026
Contropiano
Perché difendo ciò che sembra non avere più nulla da offrire?
L’utopia è nell’orizzonte. Faccio due passi e lei si allontana di due passi. Faccio dieci passi e l’orizzonte si sposta dieci passi più in là. A cosa serve l’utopia? Ecco a cosa serve: a farci camminare. Lo diceva Eduardo Galeano, e oggi lo ripeto a me stesso come una preghiera […] L'articolo Perché difendo ciò che sembra non avere più nulla da offrire? su Contropiano.
July 27, 2026
Contropiano
Il genocidio contro il popolo cubano. Parlano i dati
Il blocco degli Stati Uniti Gli Stati Uniti hanno causato danni multimilionari all’economia cubana per 67 anni e sono diventati il principale ostacolo allo sviluppo economico e sociale del paese. Il suo impatto umano è incalcolabile. Vite perse, sofferenze personali e familiari, carenze eccessive, danni psicologici, effetti sulla salute. L’80% dei […] L'articolo Il genocidio contro il popolo cubano. Parlano i dati su Contropiano.
June 16, 2026
Contropiano
Cuba sotto assedio: il silenzio del mondo davanti al genocidio
Ci sono guerre che si combattono con i bombardieri, con i carri armati e con i missili. E poi ci sono guerre più subdole, meno appariscenti, spesso invisibili ai grandi mezzi di comunicazione, ma non per questo meno devastanti. La guerra economica che gli Stati Uniti conducono contro Cuba da […] L'articolo Cuba sotto assedio: il silenzio del mondo davanti al genocidio su Contropiano.
June 9, 2026
Contropiano
Attaccato in Libia il Convoy per Gaza
In un alert diffuso in serata, il Sumud Convoy diretto a Gaza bloccato in Libia segnala che veicoli non identificati hanno speronato le tende, le persone vengono picchiate e trascinate con la forza in auto e autobus. Uomini e donne vengono violentemente aggrediti e costretti ad abbandonare il sito dove […] L'articolo Attaccato in Libia il Convoy per Gaza su Contropiano.
May 26, 2026
Contropiano
Oggi riparte la Flotilla verso Gaza. Dal mare e da terra, stop al genocidio dei palestinesi
La Global Sumud Flotilla è pronta a salpare oggi dal porto di Marmaris con un una cinquantina di imbarcazioni dirette a Gaza. Lo hanno annunciato gli attivisti durante la conferenza stampa. La Flotilla sarà formata da 54 imbarcazioni. Oltre a una trentina di navi arrivate dalla Grecia, la Flotilla conta […] L'articolo Oggi riparte la Flotilla verso Gaza. Dal mare e da terra, stop al genocidio dei palestinesi su Contropiano.
May 14, 2026
Contropiano
La Flottilla riparte. Ribadita la richiesta di liberazione di Thiago e Seif
“Oggi, venerdì 8 maggio, la nostra flotta partirà dalla Grecia alla volta della Turchia, dove oltre 30 imbarcazioni si uniranno alle altre in attesa per riunirsi all’Assemblea Internazionale di Marmaris, dove approfondiremo la nostra strategia politica e definiremo le prossime fasi della nostra missione”. La Global Sumud Flottilla ha fatto […] L'articolo La Flottilla riparte. Ribadita la richiesta di liberazione di Thiago e Seif su Contropiano.
May 8, 2026
Contropiano
Faro di Roma: L’educazione sotto assedio: contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Il ruolo dell’Osservatorio e la voce critica di Michele Lucivero
DI LAURA TUSSI SU FARO DI ROMA DEL 5 MAGGIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi, pubblicato su Faro di Roma il 5 maggio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione alla pratiche pedagogiche che si possono attuare nelle scuole. «In questo scenario, l’Osservatorio svolge un ruolo fondamentale di denuncia e contro-narrazione. Raccoglie segnalazioni, produce analisi, promuove dibattiti e interviene nei contesti decisionali della scuola, cercando di arginare collaborazioni che rischiano di snaturare la funzione educativa. Non è solo un organismo di monitoraggio, ma uno spazio politico e culturale che rimette al centro una domanda scomoda: a cosa serve davvero la scuola? Tra le figure più attive emerge quella di Michele Lucivero, docente e protagonista del sindacalismo scolastico di base. Il suo contributo è tanto organizzativo quanto teorico. Lucivero non si limita a denunciare: costruisce una visione alternativa, radicata in una tradizione pedagogica che vede nella scuola un luogo di emancipazione, non di addestramento. Un luogo dove si impara a pensare, non a obbedire...continua a leggere su www.farodiroma.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
60 barche della nuova flotilla per rompere l’assedio di Gaza sono partite dalla Sicilia
È partita domenica 26 aprile, dal porto siciliano di Augusta la seconda missione della Global Sumud Flotilla (GSF), l’esercito pacifico di barche che tenterà ancora una volta di rompere l’assedio a Gaza, imporre un corridoio di aiuti umanitario e riportare l’attenzione internazionale sul genocidio tuttora in corso nella Striscia. Nonostante le difficili condizioni imposte dal conflitto regionale in Medio Oriente, la missione è più imponente della precedente: se in ottobre Tel Aviv aveva dovuto faticare per bloccare una quarantina di barche – che avevano anche contribuito a scatenare forti mobilitazioni in tutto il mondo – nelle prossime settimane dovrà vedersela con forse il doppio delle navi. Inoltre, vi sarà anche un convoglio che cercherà di arrivare al valico di Rafah via terra, per entrare nella Striscia con oltre 100 mezzi e camion di aiuti umanitari. «Sono 60 le imbarcazioni partite», ha detto Maria Elena Delia, la referente italiana della GSF a L’Indipendente. «E se ne aggiungeranno altre dalla Grecia e dalla Tunisia. Forse si uniranno, tra qualche giorno, anche le barche delle Thousand Madleens» riporta, riferendosi a uno degli altri movimenti internazionali nato con la stessa idea: forzare l’assedio israeliano. «I motivi che ci hanno spinto a partire sono prevalentemente gli stessi dell’anno scorso: Gaza continua a essere occupata, continua ad esserci un genocidio anche se “a bassa intensità”» insiste la referente italiana. «Da quando è stato dichiarato il cessate il fuoco sono stati uccisi quasi 800 palestinesi; più del 60% della Striscia è occupata dall’esercito israeliano e quasi due milioni di palestinesi sono costretti a vivere in un migliaio di tendopoli in condizioni igieniche terrificanti, con una forte mancanza di cibo, acqua, cure mediche. La pulizia etnica va avanti: l’unica cosa che è davvero cambiata è che nessuno oggi ne parla più.» Anche per ripuntare i riflettori su Gaza la GSF ha scelto di tornare in mare, allargando la missione anche via terra. «Noi partiamo per arrivare, non partiamo pensando che verremo fermati. Non stiamo facendo una performance, così come non erano delle performance le precedenti flotille», ha continuato Delia. «Proveremo a rompere il blocco navale illegale che esiste dal 2007 e che di fatto detiene la popolazione di Gaza sotto una sorta di punizione collettiva. Partiamo anche per aprire un corridoio umanitario permanente e mettere in evidenza che le modalità di aggressione colonialista che la Palestina sta subendo da moltissimi decenni in questo momento sono trasferite al Libano e all’Iran. Siamo di fronte a un’espansione di quello che viene chiamato il “modello Gaza”: non possiamo ignorarla» Il convoglio terrestre che si unirà alla Flotilla tra pochi giorni partirà dalla Mauritania, per attraversare il Maghreb e arrivare al Valico di Rafah, confermando la grandezza dell’impresa di questa nuova missione. 1.000 persone delle delegazioni africane partiranno con oltre 100 mezzi di cui 50 camion di aiuti umanitari, case mobili ed autoambulanze, per unirsi a circa 400 attivisti provenienti dal resto del mondo a Tripoli, in Libia, nella prima settimana di maggio. Marco Contadini, romano, sarà uno di loro. Eco-builder, anche l’anno scorso aveva preso parte alla GSF, scendendo però a Creta. «La Flotilla sfida l’assedio dal mare. Il Convoglio Terrestre lo sfida dalla terraferma», dice a L’Indipendente. «Trasporteremo aiuti umanitari, medici, infermieri, ingegneri, insegnanti, costruttori. Dalla Libia attraverseremo l’Egitto per provare a forzare il blocco a Rafah. Non sarà un viaggio facile, e avremo bisogno del supporto popolare per fare pressione sul regime egiziano,» dice. In Italia, anche “gli equipaggi di terra” si stanno organizzando: il 12 aprile, da Nord a Sud, si sono svolte assemblee regionali con l’obiettivo di sostenere le Flotille e rilanciare una mobilitazione popolare e internazionale contro il genocidio, l’occupazione e la complicità politica ed economica con Israele. Ma la GSF parte non senza difficoltà: l’attenzione mediatica è scarsa e, a differenza dello scorso autunno, si porta dietro pochi personaggi riconosciuti e politici. Inoltre, a causa della situazione geopolitica, il futuro è ancora più incerto. Le critiche arrivano anche dall’interno: è Francesca Albanese che pochi giorni fa, proprio al Congresso della Sumud, ha fatto un duro intervento contro quello che, a suo parere, la GSF rischiava di diventare, ma rilanciando anche quelli che secondo lei sono obiettivi chiari che il movimento dovrebbe avere. «Voi siete un movimento, ma un movimento, senza direzione è caos,» ha detto, parlando anche del rischio di “istituzionalizzazione”. «Un movimento deve essere effettivo. Io non sono contro all’essere “performativi”. È buono esserlo. Ma le performance, da sole, non sono sufficienti». La relatrice speciale dell’ONU per i Territori Palestinesi occupati rimette il punto sugli obiettivi: «Spero che non siate qui a parlare di “diritti”. È chiaro che i palestinesi hanno diritti. Ed è chiaro che gli Stati membri hanno obbligazioni e le imprese hanno obbligazioni di non commerciare e di non aiutare uno Stato che sta commettendo un genocidio. Quindi le vostre azioni devono essere dirette per finire completamente queste complicità». E ha specificato: «Dobbiamo interrompere le infrastrutture materiali che sostengono il sistema in maniera coordinata. Sumud non è solo “stare”. Ma è “stare” in forma efficace». Alle critiche della referente speciale ONU, Delia risponde con un ringraziamento. «Siamo grati a Francesca Albanese per tutto quello che ha fatto e continua a fare per la Palestina», ha detto a L’Indipendente. «Noi accogliamo le critiche; abbiamo però fatto le nostre valutazioni, dal punto di vista di attivisti politici e militanti. E noi pensiamo che, contrariamente a quello che è stato detto, la Flotilla l’anno scorso ha ottenuto molti risultati, anche se non siamo arrivati a Gaza. È vero che non abbiamo la certezza che ricapiti la stessa cosa. Ma come militanti sappiamo che se una cosa non provi a farla, hai già perso in partenza».   L'Indipendente
April 28, 2026
Pressenza
La mattina del 26 aprile oltre 60 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla salperanno da Augusta verso Gaza
Dalle 12:00 di domenica 26 aprile, al porto Xiphonio di Augusta le imbarcazioni italiane e spagnole della Global Sumud Flotilla lasceranno gli ormeggi siciliani con l’obiettivo di sfidare l’assedio illegale, aprire un corridoio umanitario in Palestina e costruire un fronte globale di azioni coordinate per spingere i governi ad imporre l’embargo e le sanzioni a Israele: “Insistiamo con boicottaggio, pressione interna, scioperi e mobilitazioni”. Le oltre 60 imbarcazioni italiane e spagnole presenti al porto di Augusta salperanno nella mattinata del 26 aprile con un obiettivo chiaro: spezzare l’assedio, riaffermare il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, e  creare le condizioni per una mobilitazione internazionale permanente che si rinvigorisca con la partenza,  come atto politico integrale concreto che mira a sfidare il blocco illegale imposto a Gaza, forzare l’apertura di un corridoio umanitario permanente e denunciare congiuntamente la complicità della comunità internazionale. La Dichiarazione di Bruxelles, adottata il 22 aprile 2026 al primo Congresso parlamentare della Global Sumud Flotilla, ha sancito un principio ormai ineludibile: di fronte al reiterato inadempimento delle misure della giustizia internazionale, al finto cessate il fuoco, alla consistenza dell’occupazione dei territori palestinesi, all’aggressione nel sud del Libano, alla persistente chiusura delle vie di terra e alla continua negazione dell’accesso umanitario a Gaza, non è più sufficiente la sola denuncia dello Stato di Israele e dei suoi alleati.  È necessario agire in modo integrale e differenziato, costruendo un fronte internazionale capace di colpire il sistema di complicità che tiene in vita l’assedio:  boicottaggio, pressione politica interna, mobilitazione sindacale, scioperi generali e azioni di disobbedienza civile nonviolenta – tutti questi strumenti sono oggi messi in campo come parte di una strategia comune, affinché venga rispettato il diritto all’autodeterminazione dei popoli. Global Movement to Gaza
April 25, 2026
Pressenza