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Sea-Watch, Sea-Watch 5 e Aurora 2 soccorrono 227 persone nel Mediterraneo in 48 ore
Gli equipaggi delle navi di Sea-Watch, Sea-Watch 5 e Aurora 2, hanno soccorso 227 persone da cinque imbarcazioni in pericolo in acque internazionali nel Mediterraneo centrale nell’arco di sole 48 ore. I soccorsi si sono svolti tra il pomeriggio di domenica 11 ottobre e la sera di lunedì 12 ottobre. Durante le operazioni, entrambi gli equipaggi hanno segnalato l’avvicinamento di imbarcazioni non identificate alle proprie navi. In un caso, un soggetto qualificatosi come Libyan Navy ha minacciato l’equipaggio della Sea-Watch 5 di portarlo a processo a Tripoli. Le autorità italiane hanno assegnato alla Sea-Watch 5 il porto lontano di Civitavecchia, a circa tre giorni di navigazione. Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch: “227 persone sono state soccorse da Sea-Watch nel giro di poche ore. Una delle barche stava affondando e solo grazie alla società civile, alle nostre navi, agli aerei, alle segnalazioni di Alarm Phone non ci troviamo a raccontare altri naufragi. Eppure il governo italiano continua a trattarci come criminali e manda la nostra nave in un porto lontano 900 chilometri, trasformando la distanza in un’arma contro il soccorso civile in mare. Ridurre deliberatamente la capacità di soccorso è una scelta politica con conseguenze letali. Una scelta di cui la storia chiederà conto.” I dettagli delle operazioni di soccorso La Sea-Watch 5 ha soccorso 151 persone in tre operazioni. Domenica l’equipaggio ha tratto in salvo 28 persone da un’imbarcazione che stava affondando, in seguito alla segnalazione dell’aereo di SOS Mediterraneé, e altre 51 persone dopo un allarme del numero di emergenza Alarm Phone. Prima del secondo soccorso, un’imbarcazione non identificata ha girato ripetutamente intorno alla Sea-Watch 5. Lunedì mattina la Sea-Watch 5 è stata allertata per un’altra imbarcazione in pericolo in un’area interdetta nei pressi di una piattaforma petrolifera offshore. Dopo che una nave di rifornimento collegata alla piattaforma aveva autorizzato l’ingresso nell’area per assistere le persone in pericolo, un soggetto qualificatosi via radio come Libyan Navy ha intimato alla Sea-Watch 5 di allontanarsi, minacciando di portare l’equipaggio a processo a Tripoli in caso di mancata obbedienza. L’equipaggio è poi riuscito a smorzare la tensione e a soccorrere tutte le 72 persone. Lunedì la nostra nave veloce Aurora 2 ha soccorso altre 76 persone in due operazioni. Durante la prima, una barca in vetroresina grigia non identificata, con quattro persone a bordo, si è avvicinata molto alla Aurora 2 senza stabilire alcun contatto. In serata l’equipaggio ha contribuito a stabilizzare una sesta imbarcazione fino all’arrivo della Guardia Costiera italiana, che ha preso a bordo le persone. Mentre alla Sea-Watch 5 le autorità italiane hanno assegnato il porto lontano di Civitavecchia, all’Aurora 2 è stato assegnato il porto di Lampedusa, raggiunto ieri intorno alle 21:30. A causa delle limitate riserve di carburante, l’Aurora 2 non sarebbe stata in grado di raggiungere un porto più distante. Secondo il Missing Migrants Project dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), dall’inizio del 2026 almeno 1.982 persone sono morte o disperse nel Mediterraneo. Sea Watch
October 13, 2026
Pressenza
Aurora 2 salva 40 persone
Aurora 2, la nuova nave veloce di Sea-Watch, questa mattina ha soccorso 40 persone, tra cui due bambini, a bordo di un gommone in difficoltà. Sono da poco sbarcate, in sicurezza, a Lampedusa. Sea Watch
June 16, 2026
Pressenza
Aurora 2 salva 71 persone
Ecco la nostra risposta alla sempre più stringente criminalizzazione della solidarietà. Aurora 2, la nuova nave di Sea-Watch, ha salvato 71 persone tra cui 21 donne e 4 bambini da un gommone sovraccarico a rischio affondamento. Sbarcheranno in sicurezza a Pozzallo oggi pomeriggio. Sea Watch
June 11, 2026
Pressenza
Aurora 2, la nuova nave di Sea-Watch contro i fermi del governo e per la convergenza della società civile in mare e a terra
Aurora 2 entra a far parte della flotta civile di Sea-Watch per contrastare la strategia del governo italiano di ostacolo al soccorso in mare. Simbolo della convergenza delle lotte di mare e di terra, in alleanza con il collettivo di fabbrica ex GKN, porterà permanentemente la bandiera palestinese, manifesto di solidarietà contro genocidio, economia di guerra, sfruttamento, respingimenti e violazioni dei diritti fondamentali. Una nuova nave arriva a rafforzare la flotta civile, in nome dell’unione di forze della società civile in mare e a terra. Si chiama Aurora 2 e insieme alla nave Sea-Watch 5 e ai nostri tre aerei, permetterà a Sea-Watch di continuare a soccorrere le persone abbandonate in mare o respinte verso i Paesi da cui cercano di fuggire. Dal 2015, Sea-Watch ha contribuito al soccorso di oltre 50.000 persone nel Mar Mediterraneo. Aurora 2 è una risposta diretta alla politica del governo italiano, che sin dal suo insediamento ha avuto come priorità quella di ostacolare chi salva vite in mare. Le oltre 40 detenzioni imposte alle navi di soccorso civile dal 2023 le hanno tenute lontane dal Mediterraneo per 900 giorni. La nave gemella, Aurora 1, è stata bloccata cinque volte da provvedimenti del governo italiano, in diverse occasioni annullati dai tribunali competenti. Aurora 2 arriva proprio per contrastare questa strategia: se una delle due navi verrà fermata, l’altra potrà continuare a navigare e salvare vite. Con i suoi 25 nodi di velocità massima, Aurora 2 è una delle navi più veloci della flotta civile nel Mediterraneo centrale, dove ogni secondo può fare la differenza tra la vita e la morte. Nei primi sei mesi del 2026 nel Mediterraneo sono già più di 1.500 le persone morte in mare. “In un Mediterraneo dove le politiche italiane ed europee hanno trasformato il soccorso in mare in una vera e propria ‘caccia all’uomo’, Aurora 2 cercherà di battere sul tempo il sistema di abbandono delle persone in mare da parte delle autorità europee e di complicità nella cattura e nel respingimento in Libia e in Tunisia”, commenta Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch. Aurora 2 arriva alla vigilia dell’approvazione delle disposizioni sul blocco navale, scritte ad hoc per soffocare l’azione della flotta civile e così i diritti di chi rischia la vita in mare. Sea-Watch dedica la sua nuova nave all’unione delle lotte di mare e di terra, in particolare alla lotta contro lo sfruttamento capitalistico portata avanti dal collettivo di fabbrica ex GKN. “Questa convergenza si fonda su un principio semplice e radicale: il mutuo soccorso. Il mutuo soccorso operaio, il soccorso in mare alle persone migranti in fuga attraverso il Mediterraneo, i soccorsi che la Flotilla cerca di portare a Gaza.” commenta Dario Salvetti, portavoce del collettivo di Fabbrica ex-GKN. Sea-Watch dedica il varo di Aurora 2 al popolo palestinese e a tutte le persone oppresse nel Mediterraneo. Per questo abbiamo issato sulla nostra nave la bandiera palestinese, che sventolerà permanentemente sul suo pennone. Per l’alleanza tra Sea-Watch e il Collettivo ex-GKN, la bandiera palestinese a bordo vuole essere un manifesto di convergenza della società civile di mare e di terra e del nostro posizionamento contro il genocidio, contro l’abbandono e il respingimento delle persone nel Mediterraneo, contro l’uso delle tecnologie di guerra per controllare le frontiere, contro l’economia di guerra e di sfruttamento, contro la libertà assoluta di movimento garantita a merci, gas, petrolio, interessi strategici, economici e militari, ma negata alle persone su base razziale. “Vogliamo che questa nave sia simbolo concreto della convergenza di lotte, un ponte tra mare e terra in un tempo in cui la società civile deve compattarsi su tutti i fronti, per testimoniare, opporsi e resistere nel nome del mutuo soccorso, in mare e a terra. “ chiosano Linardi e Salvetti.   Sea Watch
June 4, 2026
Pressenza