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VERTENZA ELECTROLUX, FIOM: “PIANO DI LICENZIAMENTI CONGELATO, TREGUA ARMATA DI DUE MESI”
Al tavolo di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra la multinazionale Electrolux, il governo, le istituzioni locali e i sindacati è cambiato l’atteggiamento dall’azienda, che ha “congelato” il piano di oltre 1.700 licenziamenti in Italia per un periodo di due mesi. Un atteggiamento diverso rispetto ai modi con cui poche settimane fa aveva annunciato invece i licenziamenti e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Asti (Ancona) dove si producono cappe per cucine. “Per noi è una tregua armata di due mesi”, ha dichiarato ai microfoni di Radio Onda d’Urto Andrea Torti, della segreteria Fiom di Milano, particolarmente coinvolta per la vertenza avendo sul territorio lo stabilimento di Solaro. “La fiducia nei confronti dell’azienda è ai minimi termini, avendo annunciato chiusure e licenziamenti mentre in azienda si fanno straordinari e c’è personale assunto a termini: si tratta di un affronto nei confronti di una relazione sindacale corretta”. “Noi non smobilitiamo”, ha annunciato Torti, “e nei prossimi giorni andremo nelle fabbriche a raccogliere il mandato dei lavoratori e delle lavoratrici”. Ascolta o scarica
June 15, 2026
Radio Onda d`Urto
ELECTROLUX: A SOLARO (MI) GIOVEDI’ CORTEO E ASSEMBLEA FUORI DALLO STABILIMENTO CONTRO I LICENZIAMENTI
Continua la lotta di lavoratori e lavoratrici Electrolux, minacciati dal licenziamento di circa 1.700 lavoratori sui 4.500 in Italia. Giovedì 4 giugno alle ore 20,45 nel comune milanese di Solaro lavoratori e istituzioni parteciperanno a un’assemblea pubblica per protestare il licenziamento di 615 dipendenti dello stabilimento locale della multinazionale. Prima dell’assemblea un corteo cittadino partirà dai cancelli della fabbrica e arriverà alla Sala Polivalente di via San Francesco. Interverranno i sindaci dei comuni limitrofi, della regione Lombardia e il segretario generale Cgil Milano Luca Stanzione. Al centro delle proteste c’è la contestazione dei licenziamenti e del piano industriale proposto dall’azienda svedese, che prevede l’aumento della produzione (da 680.000 a 690.000 pezzi l’anno) diminuendo di 217 il numero di lavoratori e lavoratrici nello stabilimento milanese: 106 hanno contratti a tempo indeterminato, in maggioranza si tratta di donne sopra i 50 anni. “Noi chiediamo oggi il contributo di tutti a questa vertenza, crediamo che sia messo in discussione il permanere della manifattura nel nostro Paese”, ha dichiarato ai microfoni di Radio Onda d’Urto Andrea Torti, della segreteria della FIOM CGIL di Milano. Ascolta o scarica
June 3, 2026
Radio Onda d`Urto