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Guardia Costiera libica, ancora spari contro le navi delle ONG e respingimenti illegali
Da quando sabato scorso il Ministro Piantedosi ha ribadito che le milizie libiche sono “autorità competenti”, queste si sono impegnate per mostrare la loro vera natura. L’ultimo episodio è di ieri, quando una motovedetta libica ha di nuovo aperto il fuoco in acque internazionali. Ieri il nostro aereo Seabird 3 ha sorvolato un gommone con circa 40 persone senza salvagente. Mentre l’ONG MVLouiseMichel arrivava per offrire aiuto, la cosiddetta Guardia Costiera libica era in procinto di effettuare un respingimento illegale. Due persone sono cadute in mare. Invece di recuperarle, la motovedetta libica classe Bigliani donata dall’Italia nel 2017, si è avvicinata alla Louise Michel e ha sparato due colpi d’arma da fuoco. L’equipaggio della ONG non è rimasto ferito, ma le due persone erano ancora in acqua, al buio, a un passo dall’annegamento. Seabird 3 ha dovuto ripetere più volte via radio la richiesta di non ignorare le due persone in mare, ma solo al calare della notte sono state recuperate. Per loro e altre 38 persone, però, il destino è stato il respingimento illegale nei lager dei trafficanti libici. Dal 2023, a 275mila persone è stato impedito di raggiungere le coste italiane. Per il governo Meloni questo è il “successo” della partnership con le autorità libiche, ma la realtà è quella che abbiamo visto ieri. Questo è il vero prezzo della propaganda sui confini chiusi. Sea Watch
August 27, 2026
Pressenza
La proposta di legge sul blocco navale viola il diritto internazionale
Sei esperti delle Nazioni Unite hanno avvertito l’Italia, in una lettera resa pubblica il 6 luglio, che la proposta di legge sul cosiddetto blocco navale violerebbe il diritto internazionale in materia di diritti umani e protezione dei rifugiati. Chi attraversa il Mediterraneo centrale rischia già la vita per cercare protezione. Questa proposta renderebbe i soccorsi in mare ancora più difficili. La proposta consentirebbe alle autorità di impedire ad alcune navi di soccorso di entrare nelle acque italiane fino a sei mesi, invocando in modo generico ragioni di “sicurezza nazionale” La proposta prevede inoltre che le persone soccorse in mare possano essere trasferite in Paesi terzi, allontanando l’Italia dalle proprie responsabilità in materia di asilo e protezione. Il diritto internazionale è chiaro: chi è in pericolo in mare deve essere soccorso e protetto. Questa proposta si inserisce in un più ampio e continuo processo di limitazione delle attività SAR nel Mediterraneo. Dal 2023, le navi delle ONG sono state sottoposte a fermo amministrativo 42 volte. Le conseguenze sono più vite in pericolo e maggiori sofferenze. Questa proposta non deve diventare legge. L’Italia deve mettere la tutela della vita e della dignità delle persone al centro delle proprie politiche migratorie. Medecins sans Frontieres
July 20, 2026
Pressenza
La violenza contro migranti e navi delle ONG dilaga impunita nel Mediterraneo
Ieri a bordo del velivolo Seabird la nostra portavoce Giorgia Linardi ha avvistato una motovedetta libica che intercettava un gommone con circa 50 persone a bordo in acque internazionali. La nave ONG Humanity 1 si trovava molto vicina al gommone ed era pronta a soccorrerle, ma la motovedetta libica è arrivata per prima e ha riportato le persone nei centri di detenzione in Libia. Sulla scena c’era anche la motovedetta Bigliani, ex Guardia di Finanza Zawiya 656, donata da Minniti alle milizie libiche nel 2017 per inaugurare il Memorandum tra Italia e Libia. La conosciamo bene: è già stata protagonista di altri episodi di violenza in passato, come nel 2023, quando ha sparato in direzione della Ocean Viking e di un gommone in difficoltà, o nel 2025, quando ha minacciato l’equipaggio di Mediterranea. Queste motovedette appartengono alla stessa milizia che poche settimane fa ha aperto il fuoco contro la nostra Sea-Watch 5. La violenza nel Mediterraneo continua a dilagare impunita. Sea Watch
June 3, 2026
Pressenza