Guardia Costiera libica, ancora spari contro le navi delle ONG e respingimenti illegali
Da quando sabato scorso il Ministro Piantedosi ha ribadito che le milizie
libiche sono “autorità competenti”, queste si sono impegnate per mostrare la
loro vera natura. L’ultimo episodio è di ieri, quando una motovedetta libica ha
di nuovo aperto il fuoco in acque internazionali.
Ieri il nostro aereo Seabird 3 ha sorvolato un gommone con circa 40 persone
senza salvagente. Mentre l’ONG MVLouiseMichel arrivava per offrire aiuto, la
cosiddetta Guardia Costiera libica era in procinto di effettuare un
respingimento illegale. Due persone sono cadute in mare.
Invece di recuperarle, la motovedetta libica classe Bigliani donata dall’Italia
nel 2017, si è avvicinata alla Louise Michel e ha sparato due colpi d’arma da
fuoco. L’equipaggio della ONG non è rimasto ferito, ma le due persone erano
ancora in acqua, al buio, a un passo dall’annegamento.
Seabird 3 ha dovuto ripetere più volte via radio la richiesta di non ignorare le
due persone in mare, ma solo al calare della notte sono state recuperate. Per
loro e altre 38 persone, però, il destino è stato il respingimento illegale nei
lager dei trafficanti libici.
Dal 2023, a 275mila persone è stato impedito di raggiungere le coste italiane.
Per il governo Meloni questo è il “successo” della partnership con le autorità
libiche, ma la realtà è quella che abbiamo visto ieri. Questo è il vero prezzo
della propaganda sui confini chiusi.
Sea Watch