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La Costa Rica chiude la propria ambasciata a Cuba
“Il 17 marzo, il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica della Costa Rica ha informato la nostra Cancelleria attraverso una nota diplomatica e senza offrire alcun argomento, della decisione unilaterale di chiudere la propria ambasciata a Cuba,” si legge in un comunicato del Ministero degli Affari Esteri cubano. “Inoltre, senza alcun tipo di giustificazione e invocando una presunta e infondata reciprocità, ha chiesto a Cuba di ritirare il personale diplomatico dalla sua Ambasciata a San José, sottolineando che ciò non include il personale consolare e amministrativo, che potrà continuare a svolgere le sue funzioni”, continua la nota del Ministero degli Esteri cubano. Viene notificato che “a partire dal 1° aprile il governo della Costa Rica manterrà le relazioni con Cuba a livello consolare”. Secondo la nota emessa dal governo cubano “si tratta di una decisione arbitraria, evidentemente adottata sotto pressione e senza tener conto degli interessi nazionali di quel popolo fratello. Con questo passo, il governo costaricano, che mostra una storia di subordinazione alla politica degli Stati Uniti contro Cuba, si unisce ancora una volta all’offensiva del governo statunitense nei suoi rinnovati tentativi di isolare il nostro Paese dalle nazioni della Nostra America e partecipa alla sua escalation aggressiva contro la Rivoluzione cubana, respinta dalla comunità internazionale. Come sessant’anni fa, fallirà nell’impegno. Niente potrà allontanare i popoli di Cuba e Costa Rica, uniti da legami indissolubili di una storia comune, onorata da grandi eroi dell’indipendenza cubana come Martí e Maceo”, conclude il comunicato. La decisione del governo della Costa Rica arriva dopo la riunione della nuova creatura voluta da Donald Trump denominata “Scudo delle Americhe” tenutasi il 7 marzo a Miami. All’alleanza politico-militare sono stati invitati i presidenti di destra ed estrema destra che governano in America Latina. Lo scopo formale è quello di combattere il narcotraffico e l’emigrazione clandestina, ma in realtà “l’obiettivo è quello di riorganizzare la sicurezza dell’emisfero attraverso un’alleanza politico-militare nel continente, che garantisca una retroguardia alleata nel cortile di casa”, come fa notare Marco Consolo. Alla prima riunione erano presenti Javier Milei per l’Argentina, il boliviano Rodrigo Paz, José Antonio Kast per il Cile, Rodrigo Chaves per la Costa Rica, Daniel Noboa per l’Ecuador, Nayib Bukele per El Salvador, Irfaan Ali per la Guyana, il neo eletto presidente dell’Honduras Nasry Asfura, José Raúl Mulino per Panama, Santiago Peña per il Paraguay, Luis Abinader per la Repubblica Dominicana e Kamla Persad-Bissessar per Trinidad e Tobago. Durante l’incontro si è ovviamente parlato anche di Cuba e Trump ha dichiarato che l’isola è arrivata alla fine del suo percorso politico. La decisione di chiudere l’ambasciata da parte della Costa Rica arriva dopo che il 4 marzo il governo dell’Ecuador di Daniel Noboa, senza fornire alcuna giustificazione, aveva dichiarato persona non gradita l’ambasciatore cubano Basilio Gutierrez e i membri della rappresentanza diplomatica, intimando loro di lasciare il Paese entro 48 ore. Quindi immaginare che dietro le due decisioni ci sia una regia statunitense non è una fantasia. Ci dovremo aspettare altre ambasciate chiuse nei prossimi giorni, magari proprio in uno dei Paesi che il pacifista della domenica ha chiamato al suo cospetto? Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info   Redazione Italia
March 19, 2026
Pressenza
Cuba, assalto alla sede del Partito Comunista a Morón. Diaz Chanel: “Non ci sarà impunità per la violenza”
Un gruppo di manifestanti ha lanciato pietre contro la sede del comitato municipale del Partito Comunista Cubano. Sabato mattina presto, un gruppo di persone è sceso in piazza nella città di Morón, nel nord della provincia di Ciego de Ávila, per protestare contro la situazione energetica dell’isola e la difficoltà di accesso al cibo, come riporta il sito web Cubadebate. La manifestazione, iniziata pacificamente, è degenerata in atti di vandalismo contro la sede del comitato municipale del Partito Comunista Cubano. Un gruppo di manifestanti ha lanciato pietre contro la facciata dell’edificio e ha appiccato un incendio in strada. Anche altri edifici sono stati danneggiati. Secondo quanto riportato dai media, cinque persone sono state arrestate. A questo proposito, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha riconosciuto il “disagio” causato tra la popolazione cubana dai blackout, “conseguenza del blocco energetico statunitense , crudelmente intensificato negli ultimi mesi”. In tale contesto, ha sottolineato che “le lamentele e le richieste sono legittime, purché espresse con civiltà e rispetto dell’ordine pubblico”. “Ciò che non sarà mai comprensibile, giustificabile o accettabile è la violenza e il vandalismo che minacciano la pace pubblica e la sicurezza delle nostre istituzioni. Non ci sarà impunità per il vandalismo e la violenza”, ha scritto il presidente sul suo canale Telegram. Questa settimana, Díaz-Canel ha confermato l’esistenza di dialoghi tra L’Avana e Washington “volti a trovare soluzioni attraverso il dialogo ” alle divergenze bilaterali esistenti tra le due nazioni.   Fonte: https://actualidad.rt.com/actualidad/592959-vandalismo- violencia-impunidad-diaz-canel-hechos-moron Traduttore: italiacuba.it Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
March 17, 2026
Pressenza
Cile: Boric conclude il suo mandato facendo riferimento al «virus d’altezza»
Nel corso della cerimonia ufficiale di passaggio delle consegne presidenziali, svoltasi mercoledì scorso presso la sede del Congresso Nazionale cileno a Valparaíso, Gabriel Boric, in qualità di presidente uscente, ha consegnato con discrezione a José Antonio Kast – che da oggi assume la presidenza della Nazione – una busta che, come si è potuto notare, è finita in una delle tasche di Kast. La stampa ha poi chiesto cosa avesse consegnato Boric in deroga al protocollo. «Una lettera», ha detto, ormai in qualità di semplice cittadino, «sul virus d’altezza». «Che cos’è?», hanno chiesto i giornalisti. «Il virus d’altezza è un libro scritto negli anni Novanta dalla parlamentare umanista Laura Rodríguez, su come dalle posizioni istituzionali ci dimentichiamo delle nostre origini. Io provengo dai movimenti sociali e di questo non mi dimenticerò mai», ha sottolineato. https://www.instagram.com/reel/DVwDrBKDVwz/?igsh=Z2MzcGw2MmJubW9l Il libro «El virus de altura» fa parte del volume «A quien quiera escuchar» pubblicato da Editorial La Pollera, che raccoglie i discorsi e gli scritti della parlamentare umanista Laura Rodríguez. La Pollera Ediciones -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE DALLO SPAGNOLO DI STELLA MARIS DANTE Redacción Chile
March 16, 2026
Pressenza
Proiezione del documentario “L’angelo di Buenos Aires” a Napoli
Mercoledì 18 marzo 2026 alle 11 Dipartimento di Giurisprudenza – Aula Pessina Corso Umberto I 40, Napoli A cinquant’anni dal golpe di Buenos Aires, ecco la storia di Filippo Di Benedetto, un eroe italiano che non si piegò agli ordini di Andreotti e Kissinger. Sindacalista e artigiano italiano emigrato in Argentina, durante la dittatura militare (1976-1983) Filippo Di Benedetto rischiò la vita per salvare perseguitati politici, affiancando il console Enrico Calamai. Mentre le bombe Usa gettano morte e dolore a Teheran, noi del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli continuiamo a raccontare storie di coraggio e resistenza alle dittature militari del 900 volute dagli yankee. Saluti istituzionali: Carla Masi Doria, direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi di Napoli Federico II. Introduce: Salvatore Boccagna Dialogano con l’autore Enrico Blatti: Maurizio Del Bufalo Claudio Di Benedetto Virginia Amorosi Francesco Rotondo Redazione Napoli
March 16, 2026
Pressenza
Cuba, Diaz Chanel: “Avviati colloqui bilaterali con gli USA”
“Non ci sono colloqui con il governo degli Stati Uniti, fatta eccezione per contatti tecnici in materia di migrazione.” – riferiva il 12 gennaio 2026, in un post su X, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica di Cuba, in risposta alle dichiarazioni rilasciate dal presidente Usa, Donald Trump, a bordo dell’Air Force One in cui ha affermato che Washington ha già avviato “conversazioni” con L’Avana. Il Presidente di Cuba, Diaz Canel, in conferenza stampa, ha aggiornato lo stato delle relazioni tra i due paesi confermando che incontri bilaterali con Washington sono in corso. Ricordiamo che incontri/colloqui tra Cuba e Stati Uniti non sono una novità. Solo tra il 2024 e l’inizio del 2026 si sono tenuti dialoghi/incontri su diversi temi: leggi sulla sicurezza, sul rispetto delle frontiere, emigrazione, droga, etc. Cuba ha sempre ribadito la disponibilità di Cuba ad avviare un dialogo, a condizione che si svolga nel rispetto reciproco e senza minacce e che la rimozione del Bloqueo è la condizione per stabilire regolari e normali relazioni diplomatiche. Sotto l’articolo tradotto che consigliamo di leggere.  Per creare spazi di comprensione e cooperazione, i funzionari cubani hanno recentemente tenuto colloqui con rappresentanti del governo degli Stati Uniti. In corrispondenza con la politica coerente che la Rivoluzione Cubana ha difeso nella sua storia, guidata dal generale d’armata Raúl Castro Ruz come leader della Rivoluzione, e dal Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez – e in azione colleale con le più alte strutture del Partito, dello Stato e del Governo – I funzionari cubani hanno recentemente tenuto colloqui con rappresentanti del governo degli Stati Uniti. Ciò fu riferito dal presidente Díaz-Canel Bermúdez dalla sede centrale del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e davanti ai membri dell’Ufficio Politico, della Segreteria del Comitato Centrale del Partito Comunista e del Comitato Esecutivo del Consiglio dei Ministri. Il dignitario ha dichiarato che “questi colloqui sono stati volti a cercare soluzioni, attraverso il dialogo, alle differenze bilaterali che abbiamo tra le due nazioni. Ci sono fattori internazionali, ha detto, che hanno facilitato questi scambi.” “Lo scopo di questi colloqui,” ha aggiunto il Capo di Stato, “è, innanzitutto, identificare quali sono i problemi bilaterali che necessitano di una soluzione.” Come parte dello scopo, come ha spiegato il presidente, è anche “determinare la volontà di entrambe le parti di intraprendere azioni a beneficio dei popoli di entrambi i paesi. E inoltre, identificare aree di cooperazione per affrontare le minacce e garantire la sicurezza e la pace di entrambe le nazioni.” Tra gli obiettivi, ragionato dal Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, è anche lavorare per la sicurezza e la pace nella regione dell’America Latina e dei Caraibi. Nel suo discorso, Díaz-Canel ha sottolineato: “Va ricordato che non è stata e non è prassi della leadership della Rivoluzione Cubana rispondere a campagne speculative su questo tipo di questione. Questa è una questione che si sta sviluppando come parte di un processo molto sensibile, condotto con serietà e responsabilità, perché influisce sui legami bilaterali tra le due nazioni e richiede sforzi enormi e ardui per trovare una soluzione e creare spazi di comprensione, che ci permettano di andare avanti e allontanarci dal confronto.” Successivamente, il Capo di Stato ha affermato che “negli scambi che si sono tenuti, la parte cubana ha espresso la volontà di portare avanti questo processo, sulla base dell’uguaglianza e del rispetto dei sistemi politici di entrambi gli Stati, della sovranità e dell’autodeterminazione dei nostri governi.” “E questa questione è stata sollevata tenendo conto di un senso di reciprocità e di rispetto del Diritto Internazionale,” ha detto il dignitario in una giornata presieduta anche dal Presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare e del Consiglio di Stato, Esteban Lazo Hernández; dal Primo Ministro, Manuel Marrero Cruz; dal Segretario all’Organizzazione del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, Roberto Morales Ojeda; così come dal Vicepresidente della Repubblica, Salvador Valdés Mesa – tutti membri dell’Ufficio Politico. In un altro momento delle sue parole, il Capo di Stato ha riflettuto che ogni volta che abbiamo avuto momenti di tensione, come questo di confronto con il governo degli Stati Uniti, sono apparse persone e istituzioni che hanno facilitato la costruzione di certi canali che ci permettono di dialogare. Il presidente ha detto che, “in questi momenti di estrema tensione, sono emerse anche queste possibilità” per creare spazi di comprensione. Fonte: https://www.acn.cu/cuba/para-crear-espacios-de-entendimiento-y-cooperacion-funcionarios-cubanos-han-sostenido-recientemente-conversaciones-con-representantes-del-gobierno-de-los-estados-unidos Articolo tradotto da ANAIC Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
March 14, 2026
Pressenza
Brasile, si prospetta un cambiamento strutturale dell’industria?
UNA TESI INTERESSANTE, UN POLITICO ILLUSTRE E DISCUSSIONI SULL’IMMINENTE CAMPAGNA ELETTORALE. > Il cuore economico del Brasile non è più nella megalopoli di San Paolo, ma > nello stato agricolo del Mato Grosso? Questa visione di come potrebbe essere > l’economia del Brasile tra 20 anni è stata delineata dal politico e > giornalista Aldo Rebelo. Il 10 febbraio si poteva vedere sul servizio di messaggistica X un breve video, a quanto pare un estratto di un’intervista o di una discussione. Lì Rebelo dice: “Lo dico da un po ‘di tempo, l’ho già detto anche qui. Il Mato Grosso sarà lo Stato federale più ricco del Brasile, seguito da dall’ovest di Bahia. Molte persone non se ne sono accorte. Per la sinistra l’agricoltura non porta sviluppo. Quello che non hanno notato è che consumano ogni giorno etanolo prodotto e trasformato industrialmente in Brasile, che abbiamo diverse macchine prodotte in Brasile. L’agricoltura è il settore brasiliano che produce più tecnologia. Sta arrivando il momento dell’entroterra.” Cita cifre impressionanti della crescita delle esportazioni di diversi stati federali. Mentre San Paolo ha recentemente guadagnato solo il 5%, negli stati di Mato Grosso, Rondônia e Acre è stato del 100% o anche molto più alto. In effetti, in alcuni Stati, in particolare nel Mato Grosso, l’economia si è sviluppata molto negli ultimi anni. Ciò è dovuto principalmente all’industria agricola e alla produzione alimentare, che costituisce una parte essenziale del valore aggiunto. Nel 2025, il 40% delle esportazioni agricole del Mato Grosso è andato in Cina, in particolare soia (76,6%) e carne (18,4%), e la tendenza è in aumento. In generale, la Cina svolge un ruolo enorme come partner commerciale, non solo come acquirente, ma anche come fornitore. Nello stesso periodo (2025), i contadini del Mato Grosso hanno importato dalla Cina fertilizzanti, pesticidi e attrezzature agricole per quasi 800 milioni di dollari. LA CINA SI POSIZIONA SUL MERCATO E INVESTE IN MODO MIRATO Non è un caso che il governatore Mauro Mendes abbia ricevuto una grande delegazione cinese nella sua sede ufficiale all’inizio di febbraio. Tuttavia, i colloqui hanno avuto come argomento molto più che solo il flusso di merci. All’ordine del giorno c’erano anche progetti infrastrutturali e logistici, il turismo, l’innovazione e la cooperazione universitaria. La Cina è attiva da tempo in Sud America e in Brasile. In Perù è stato recentemente inaugurato un porto cinese. Il progetto, in cui la Cina detiene una partecipazione del 60% e garantisce un primo accesso diretto al mercato sudamericano, ha un tale impatto che persino il presidente cinese Xi si è recato personalmente all’inaugurazione . La Cina investe in modo massiccio, ma non disinteressato. Gli investimenti sono di natura strategica e mirano a portare più rapidamente la soia, i minerali o la carne nel proprio paese. Allo stesso tempo, la Cina concede generosamente prestiti che, in particolare, portano i Paesi più piccoli alla dipendenza finanziaria. Per gli Stati Uniti, l’impegno cinese è una spina nel fianco. Per loro, il Sud America rappresenta un “cortile di casa naturale” dai tempi della dottrina Monroe del 1820, in cui altre potenze non hanno nulla a che fare. L’AGROINDUSTRIA È CENTRALE PER IL BRASILE Anche senza investimenti cinesi, l’agroindustria è da alcuni anni uno dei pilastri dell’economia brasiliana, ultimamente è stata spesso il settore con i maggiori tassi di crescita. Anche durante la pandemia, l’agricoltura ha assicurato al Brasile una leggera crescita economica, mentre altri settori sono crollati. Per il capo economista del Banco do Brasil, Marcelo Rebelo Lopes, la partecipazione del Mato Grosso allo scenario economico mondiale è di grande importanza, soprattutto nel settore alimentare. “Ho difficoltà a vedere l’economia mondiale senza il Mato Grosso. Il tema della sicurezza alimentare è un tema sempre più rilevante da una prospettiva globale. Entro il 2050 aumenterà la domanda di generi alimentari, come in Africa e in Asia, che avranno difficoltà a produrre questi prodotti, e chi se ne occuperà saranno i grandi produttori alimentari, tra cui il Brasile. Pertanto, non ho dubbi che se pensiamo alla crescita della popolazione, agli stati che hanno bisogno di molto cibo, il peso dell’economia del Mato Grosso è molto rilevante “, è citato da O Globo. Il professore di economia dell’Università federale del Mato Grosso (UFMT), Fernando Henrique Dias, la pensa allo stesso modo. Ha detto: “Il Mato Grosso è lo Stato federale in più rapida crescita del paese negli ultimi dieci anni. Il tasso di crescita medio dello stato è stato del 3,7%, quello del Brasile dello 0,6%. Se si guarda la struttura fiscale, è anche tra le migliori del paese, oltre che tra le trasformazioni strutturali nel settore energetico, anch’ esso ben posizionato”. Nei prossimi anni, Lopes si aspetta che l’economia del Mato Grosso subisca un’integrazione per espandersi ulteriormente. “Quanto più l’economia del Mato Grosso si integra con altre economie regionali e risolve queste strozzature logistiche, tanto più lo Stato continuerà il suo processo di crescita e attirerà persone dall’esterno per occupare spazi nell’economia locale”. Il boom agricolo del Mato Grosso non è certamente inopportuno per il governo brasiliano. Non sono solo le materie prime per l’esportazione che vengono coltivate lì. Oltre alla soia e al bestiame, anche la coltivazione del     mais è tradizionalmente forte. Da esso si ricava una gran parte di etanolo. Il biocarburante viene miscelato ai combustibili fossili e alimenta gran parte della mobilità brasiliana, in particolare dei trasporti, un altro importante settore economico nei cosiddetti motori flessibili. Perché il trasporto su strada è ancora di gran lunga la modalità più utilizzata. L’80% del consumo nazionale di etanolo proviene dal Mato Grosso. Ma il boom agricolo crea anche problemi. Il Mato Grosso si trova in una posizione naturale tale da toccare tre importanti ecosistemi: le foreste pluviali dell’Amazzonia a nord, la zona umida del Pantanal a ovest e la savana del Cerrado a nord-est. Si può ben immaginare che un settore agricolo in crescita creerà pressione su questi delicati ecosistemi e lo sta già facendo. Anche i piccoli agricoltori e i gruppi indigeni sono spesso cacciati con la forza dai grandi proprietari terrieri. Regioni come il Mato Grosso, ma anche il nord-est del Brasile, sono state a lungo considerate sottosviluppate e povere – e in parte lo sono ancora oggi. Il divario economico nord-sud è ancora enorme. IL MATO GROSSO SFIDA LA POSIZIONE DI SAN PAOLO? Tuttavia, prima che lo Stato di San Paolo possa perdere la sua posizione ci vorrà ancora del tempo. Con i suoi 30 milioni di abitanti, lo Stato federale rimane di gran lunga la regione economica più forte del Brasile. Nel 2024, ha registrato un PIL di 3,5 trilioni di reais – più del potere economico totale dell’Argentina e il triplo dello Stato di Rio de Janeiro, che è al secondo posto. San Paulo è un sito industriale molto più ampio del Mato Grosso, che tuttavia ha superato lo Stato degli ex oligarchi del caffè nel settore agricolo. È interessante sapere chi ha avviato la discussione. Aldo Rebelo, che nel suo profilo X si descrive come un “uomo comune impegnato per il vero Brasile e fondatore del Quinto Movimento – un autentico movimento per la protezione del paese”, non è estraneo alla politica brasiliana. Negli ultimi decenni, il 69enne ha compiuto un’impressionante svolta politica verso destra. Da combattente di sinistra contro la dittatura militare negli anni ’70 all’avversario dichiarato del presidente Luiz Inácio Lula da Silva e della sua politica. Rebelo è stato deputato federale dal 1991 al 2015 e ha fatto carriera nel PC do B. Ha guidato la Camera dei Deputati dal 2005 al 2007, è stato ministro durante il primo mandato di Lula (PT) e ha anche fatto parte del governo Dilma Rousseff (PT) nei dipartimenti di sport, scienza e difesa . È stato segretario comunale per le relazioni istituzionali nel governo di Ricardo Nunes (MDB) a San Paolo. Nel 2017 ha lasciato il PC do B (Partido Comunista do Brasil) e ha attraversato il PSB, Solidarność, PDT e il partito di centro MDB, fino a quando nel 2025 è passato alla DC (Democrazia Cristiana) – un gruppo finora insignificante, senza deputati o senatori al Congresso, che si definisce cristiano-democratico e che sembra persino riferirsi a Konrad Adenauer e che si riferisce in parte al “Quinto Movimento” creato da Rebelo nel 2025. “O Quinto Movimento” è un libro e un concetto dell’ex ministro brasiliano che definisce un nuovo progetto di sviluppo nazionale per il Brasile dopo la pandemia. Propone la ripresa della crescita economica, la lotta alle disuguaglianze, la valorizzazione della scienza, la sovranità nazionale e la democrazia. Il fatto che lo sguardo cada su uno dei settori economici in più rapida crescita della regione, che allo stesso tempo definisce un’immagine di sé originaria del Brasile, che è una nazione agricola e sostenitrice del mondo, non è certo un caso. LA CAMPAGNA PRESIDENZIALE FA’ CAPOLINO. Perché Rebelo vuole candidarsi alla presidenza del Brasile a ottobre. La campagna elettorale non è ancora iniziata, tradizionalmente inizia ufficialmente solo nell’agosto dell’anno elettorale, cioè poche settimane prima del primo turno elettorale all’inizio di ottobre. Ma i primi candidati stanno già iniziando a posizionarsi. Si ritiene certo che il titolare Luiz Inácio Lula da Silva possa aspirare a una nuova candidatura. Potrebbe così diventare il primo politico a governare per quattro mandati. Da destra si ritiene probabile che Flávio Bolsonaro , figlio primogenito dell’ex presidente Jair Bolsonaro, lancerà il suo cappello sul ring. Tuttavia, il consigliere comunale di lunga data di Rio e successivamente senatore al Congresso non è immune da scandali. Una candidatura che almeno fa discutere la destra, perché per molti il governatore in carica di San Paolo, Tarcísio de Freitas, avrebbe migliori possibilità. Sarebbe anche un candidato più moderato di destra. Molti brasiliani sono stanchi della continua polarizzazione tra destra e sinistra e, già dalle prossime elezioni, auspicano candidati più moderati, da collocare piuttosto al centro. Oppure si candida Michele Bolsonaro, patrigno di Flávio? Si dice che abbia un buon legame con le chiese evangeliche pentecostali, un importante gruppo di elettori in Brasile. Tuttavia, finora non ha avuto alcuna esperienza in una carica politica importante. Continuano ad agire come candidati Ratinho Júnior (PSD), Romeu Zema (Novo), Ronaldo Caiado (PSD), Ciro Gomes (PSDB), Pablo Marçal (PRTB), Eduardo Leite (PSD), Rui Costa Pimenta (PCO), Cabo Daciolo (Sem partido) e Renan Santos (Missão). Di questi, almeno tre sono interessanti ad una analisi più approfondita. Ciro Gomes è un campione indiscusso tra i candidati, ha già fatto diversi tentativi, ma finora non ha avuto alcuna possibilità. Romeu Zema è stato eletto quattro anni fa governatore dello stato del Minas Gerais, anch’ esso economicamente importante. Gode di grande prestigio tra molti brasiliani, anche se probabilmente gli manca il fascino nazionale. Lo stesso è stato affermato quattro anni fa da Eduardo Leite, dello Stato di Rio Grando do Sul. Nel frattempo, il 40enne è stato in grado di dimostrare di essere un bravo manager in tempo di crisi quando, nella primavera del 2024, il suo Stato è stato colpito da un’alluvione devastante. Questo dovrebbe averlo reso noto anche in altre parti del Brasile. Tutti gli altri candidati, tra cui Aldo Rebelo, dovrebbero invece rimanere senza chance. -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE DAL TEDESCO DI FILOMENA SANTORO. REVISIONE DI THOMAS SCHMID. Andreas Nöthen
March 13, 2026
Pressenza
Cile, studenti repressi nei primi giorni del governo Kast
La protesta al Liceo Augusto D’Halmar contro la visita del presidente José Antonio Kast riaccende il dibattito sulla legge “Aula Sicura”. Un gruppo di studenti si è recato presso il Liceo Augusto D’Halmar per manifestare contro il Presidente della Repubblica, José Antonio Kast. La protesta si è svolta nel contesto della prima attività ufficiale del presidente per inaugurare l’anno scolastico nel comune di Ñuñoa, nella Regione Metropolitana. Amelia Latorre, studentessa del Liceo Manuel de Salas, ha spiegato a The Clinic che il gruppo è arrivato sul posto per offrire sostegno alla comunità scolastica. «Per la censura che la direzione sta esercitando nei loro confronti. Inoltre, vengono censurati perché sta arrivando l’attuale presidente eletto, José Antonio Kast. Siamo venuti a dimostrare il nostro appoggio perché per noi la libertà di espressione è qualcosa di estremamente importante». «Li hanno minacciati dicendo che avrebbero applicato la legge “AULA SICURA” (Aula Segura) a tutti se avessero manifestato. Alcuni sono stati minacciati perfino con l’espulsione e revoca dell’iscrizione. Per questo siamo venuti a protestare», ha aggiunto. Da parte sua, Victoria Albo ha affermato che una loro compagna è stata fermata. «Nel momento in cui è iniziato questo alterco con i Carabineros, l’hanno rinchiusa all’interno dell’istituto, anche se non è nemmeno una studentessa della scuola. Abbiamo chiesto in tutti i modi che la facessero uscire, ma ci ignoravano e ridevano in faccia». Nel frattempo, il Centro Generale dei Genitori e Tutori del Liceo Augusto D’Halmar ha dichiarato che «oggi guardiamo con ottimismo al processo che il nostro liceo sta vivendo e riteniamo importante riconoscere i progressi che si sono sviluppati in diversi ambiti della vita scolastica. Come comunità educativa sappiamo che esistono ancora sfide, ma valorizziamo anche gli sforzi che si stanno compiendo per rafforzare l’istruzione pubblica e il progetto educativo del nostro istituto». «Durante una visita presidenziale come quella che vivremo, speriamo che il liceo possa beneficiare delle opportunità e dei cambiamenti che potrebbero arrivare per l’istruzione pubblica, rendendo visibile il valore e il lavoro della nostra comunità educativa», ha sottolineato il centro. Interpellato sulla manifestazione, il sindaco del comune di Ñuñoa, Sebastián Sichel, ha dichiarato: «Vedo bandiere delle Gioventù Comuniste e credo che la cosa peggiore che possa accadere in una Repubblica, in un momento democratico, sia che persone immature trasformino momenti repubblicani in azioni politiche. Non conosco nessuno che protesti il giorno prima che qualcuno governi o il giorno stesso in cui ha iniziato a governare per qualcosa che non ha ancora fatto». «Qualsiasi settore politico cileno dovrebbe essere felice che un Presidente della Repubblica venga a riconoscere il lavoro svolto dal D’Halmar», ha concluso. __ Nota – Nel video sotto si vede come i Carabineros de Chile trascinano una studentessa durante la protesta presso il Liceo Augusto D’Halmar. Gli studenti avevano espresso il loro dissenso per la visita del presidente José Antonio Kast, ricevendo come sanzione la “condizionale disciplinare” e una possibile applicazione della normativa denominata “AULA SICURA” (Aula Segura). Il nuovo governo è in carica da poche ore e, secondo quanto denunciato dagli studenti, emergono già dinamiche di persecuzione politica e repressione rese possibili anche dalle leggi repressive approvate negli ultimi quattro anni. https://www.instagram.com/reel/DVwZvENiVp8/ Redazione Italia
March 12, 2026
Pressenza
Cuba sviluppa NeuralCIM, il farmaco-speranza contro l’Alzheimer lieve
Oltre 55 milioni di persone convivono con l’Alzheimer – una malattia che distrugge sistematicamente la memoria, la personalità e la capacità di funzionare – ma l’accesso alle cure a livello globale è profondamente diseguale. In questi anni si è parlato molto dell’approvazione nordamericana del Aducanumab, potenziale farmaco anti-Alzheimer prodotto dalla Biogen, come “Il primo farmaco contro l’Alzheimer cambierà la storia della malattia” non senza dubbi di molti esperti. In questi anni, nonostante le risorse limitate, il settore biotecnologico pubblico cubano ha sviluppato il farmaco NeuralCIM® (noto anche come NeuroEPO), un farmaco neuroprotettivo cubano d’avanguardia per il trattamento dell’Alzheimer lieve o moderato che ha mostrato risultati promettenti nel rallentare la progressione della malattia. Sviluppato dal Centro di Immunologia Molecolare (CIM) dell’Avana, NeuroEPO ha attirato l’attenzione internazionale per la sua capacità di stabilizzare o migliorare le funzioni cognitive attraverso una somministrazione nasale non invasiva. Il Dottor Bill Blanchet di Boulder Internal Medicine ha descritto il funzionamento del farmaco in un’intervista con Belly of the Beast: “NeuralCIM, o NeuroEPO plus, è un farmaco derivato dall’eritropoietina. L’eritropoietina è una sostanza prodotta dai nostri reni che stimola il nostro corpo a produrre più globuli rossi. Viene prodotto anche dai neuroni nel nostro cervello e, quando il cervello è danneggiato, il NeuroEPO aiuta il cervello a guarire, stimola la produzione del fattore di crescita cerebrale, riduce l’infiammazione nel cervello, prolunga l’aspettativa di vita delle vecchie cellule cerebrali e induce effettivamente la produzione di nuove cellule cerebrali”. Studi dimostrano che, a differenza di tutti gli altri farmaci disponibili per la malattia, il NeuralCIM di Cuba non solo stabilizza i pazienti, ma in più della metà dei casi inverte molti dei sintomi dell’Alzheimer. Grazie ai risultati positivi e all’assenza di effetti collaterali importanti osservati durante le sperimentazioni, nel 2025 il Ministero della Salute cubano ha approvato il farmaco per i pazienti affetti da Alzheimer da lieve a moderato. Il farmaco viene somministrato per via nasale e mira a ripristinare lo squilibrio causato dalle patologie neurodegenerative nel cervello e a stabilizzarne il funzionamento fisiologico. Secondo i suoi responsabili, NeuralCIM, potrebbe essere utilizzato anche nel trattamento del morbo di Parkinson, delle atassie e delle ischemie cerebrali acute ed è ora oggetto di studio anche come possibile trattamento per i traumi cranici. Non è il “miracolo del secolo”, ma semplicemente un farmaco che rappresenta anni di sforzi di molti scienziati/medici/ricercatori cubani, ricerca scientifica pubblica e sperimentazione sul campo. L’accesso, la visibilità e il supporto a questo farmaco innovativo sono ostacolati dalle sanzioni statunitensi e dalle obsolete politiche della Guerra Fredda, ovvero l’aggressione/bloqueo USA. Nonostante ciò, un numero limitato ma crescente di cittadini statunitensi si sta recando all’Avana per sperimentare questo nuovo trattamento rivoluzionario, come testimonia il video sottostante. Tra i primi pazienti internazionali, oltre a quelli cubani, ad usufruirne vi sono i cittadini statunitensi, giunti a Cuba con licenza/deroga all’embargo del governo USA per motivi di salute. Negli Stati Uniti ci sono 7 milioni di persone che hanno bisogno di questo farmaco, senza dimenticare che nel Paese stesso ci sono ogni anni 600.000 nuove diagnosi di demenza. E poi sarebbe Cuba ad essere uno Stato fallito… Il dottor Bill Blanchet del Colorado ha accompagnato i suoi pazienti all’Avana e afferma che l’impatto di NeuralCIM su molti di loro, in soli sei mesi, ha cambiato loro la vita. “Il primo studio condotto con questo particolare farmaco si chiama studio ATHENEA ed è possibile trovarlo sul sito web del NIH negli Stati Uniti”, spiega la Dott.ssa Blanchet. Descrivendo nel dettaglio i risultati dello studio, Blanchet afferma: “Alla fine del primo anno, l’85% dei soggetti trattati con placebo ha mostrato una progressione della demenza. Il 54% dei soggetti in trattamento ha mostrato un miglioramento della demenza e il 30% è rimasto stabile. Quindi l’84% ha mostrato un miglioramento o una stabilità della demenza. Alla fine del terzo anno, tutti coloro che erano stabili o avevano mostrato un miglioramento dopo un anno erano ancora stabili o avevano mostrato un miglioramento dopo tre anni. È incredibile”. Un documentario di prossima uscita per Belly of the Beast, “Teresita’s Dream”, ripercorre la ricerca e lo sviluppo di NeuralCIM ed incontra gli scienziati cubani che lo hanno sviluppato, concentrandosi sulla dottoressa Teresita Rodríguez, motivata dalla lotta della madre contro l’Alzheimer. Dottoressa Teresita Rodríguez La scienziata Teresita Rodríguez e il suo team, composto in gran parte da donne, stanno portando avanti una storia di scienza, cura e resistenza. La campagna di coinvolgimento del film mira a riconoscere questa storia, a condividerla e a costruire ponti che possano cambiare il modo in cui il mondo tratta l’invecchiamento, la malattia e le persone che ne fanno parte. “Il sogno di Teresita” non è solo un film, ma è un invito a reinventare la salute globale e a essere solidali con chi lotta per trovare soluzioni contro ogni previsione, oltre ad essere una scoperta che potrebbe cambiare il modo in cui il mondo tratta l’Alzheimer. Storicamente Cuba ha dato risultati ben superiori alle sue possibilità nel campo della medicina. La sua ricerca medica è di livello mondiale, in parte guidata dalla necessità di autosufficienza di fronte alle sanzioni statunitensi, che impediscono l’importazione di medicinali e attrezzature. Il sistema sanitario cubano, un tempo rinomato che vantava il più alto rapporto medico-paziente al mondo, ora è in difficoltà proprio a causa del bloqueo USA. Oltre alla carenza di medicinali, i generatori di riserva sono sotto sforzo a causa delle lunghe interruzioni di corrente e il carburante scarseggia, mentre gli ospedali ora possono eseguire solo interventi chirurgici urgenti. A causa del bloqueo USA, Cuba non può ricevere flebo per gli anziani fragili che contraggono la chikungunya o la dengue (virus che potrebbero essere facilmente rianimati con i flebo, e non sempre ne hanno) e incubatrici adeguate negli ospedali, così che i bambini muoiono in ospedale perché non possono avere incubatrici a causa dell’embargo, o non possono collegarle perché non hanno energia. Il Dottor Bill Blanchet, che si è recato a Cuba in numerose occasioni, ha afferma: “Vedere quanto è meraviglioso il popolo cubano e vedere in prima persona cosa sta facendo la nostra politica (n.d.a: USA) per rendere la vita di queste persone più difficile, definirlo imbarazzante non è nemmeno lontanamente sufficiente a descriverlo”. Solo la voce dei malati e dei pazienti può far sollevare oceaniche onde di indignazione, spingendo i nostri governi occidentali a collaborare con Cuba nel campo della salute, facilitando partnership culturali, scientifiche ed accademiche. NeuralCIM è un farmaco-speranza per tutte le persone che hanno una diagnosi di Alzheimer in fase precoce. Questo farmaco cubano può essere una speranza per il mondo e un ponte di solidarietà umana ed umanistica verso Cuba contro il vergognoso, disumano e genocida bloqueo USA.   Per ulteriori informazioni: > Proseguirá en Cuba pesquisa de pacientes para ensayo de fármaco http://www.cubadebate.cu/noticias/2023/02/25/ensayo-clinico-con-neuralcim-neuroepo-para-alzheimer-leve-o-moderado-comienza-en-cuba-el-proximo-lunes/ https://it.granma.cu/cuba/2024-07-19/neuroepo-promettente-farmaco-contro-il-alzheimer > Cabaiguan se inserta en el ensayo clínico para el tratamiento del Alzheimer https://fondaskreyol.org/article/iniciaran-ensayos-clinicos-con-farmaco-cubano-contra-el-alzheimer https://misiones.cubaminrex.cu/es/articulo/nuevo-farmaco-cubano-neuroepo-vs-alzheimer https://www.bellyofthebeastcuba.com/us-citizens-in-cuba-for-new-breakthrough-alzheimers-treatment Raccolta fondi per il film “Teresita’s Dream” https://www.bellyofthebeastcuba.com/teresitas-dream Informazioni su “La Pradera”, uno dei centri di salute internazionale cubani ove si rivolgono i cittadini internazionali per accedere alle cure cubane https://www.cubamundomedico.com/it/centro-internazionale-di-salute-la-pradera   Lorenzo Poli
March 12, 2026
Pressenza
Venezuela, Trump: “Il ritorno di María Machado non è una priorità”
Dopo la cattura arbitraria e illegale del Presidente venezuelano Nicolas Maduro – in violazione del diritto internazionale e dell’immunità personale assoluta (ratione personae) di cui godono i capi di Stato in carica dalla giurisdizione penale di altri Stati – subito la Premio Nobel per le guarimbas, la fascista Maria Corina Machado, si è proposta a Trump come nuova “Presidente del Venezuela”. Giovedì sera 15 gennaio 2026, la leader fascista dell’opposizione venezuelana María Corina Machado ha regalato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump la medaglia del suo Premio Nobel per la Pace (1) con il fine di supplicarne un ritorno politico in Venezuela contro il legittimo governo socialista bolivariano e nel tentativo di influenzare i suoi sforzi per plasmare il futuro politico del suo Paese. Trump, al posto di accondiscendere alla mira golpista della Machado, ha declinato la richiesta dichiarando che ‘non ha il sostegno necessario’ per governare. La Machado ne è uscita totalmente squalificata, non ricevendo gratitudine dal suo alleato USA dopo che la stessa Machado e l’estrema destra venezuelana si sono prestati a collaborare attivamente per l’aggressione imperialista al Venezuela e per il sequestro del Presidente costituzionale Maduro il 3 gennaio 2026, come dichiara un memorandum segreto del governo degli Stati Uniti reso pubblico dal Wall Street Journal. Il diniego a Machado da parte di Trump è stata una grande ammissione dell’Amministrazione USA, che di fatto ha riconosciuto l’assoluta assenza di consenso verso la Machado e dell’opposizione venezuelana in generale, riconoscendo  – in qualche modo – anche che la Machado sia un personaggio divisivo nella società venezuelana e che non avrebbe mai potuto vincere le elezioni presidenziali del 2024, nemmeno con il suo delfino Edmundo González Urrutia, senza consenso elettorale. E le elezioni frodate? E la presunta “mancanza di libertà”? E la presunta “mancanza di democrazia”? Soltanto i falsi pretesti per scatenare l’aggressione contro il Venezuela e provocare disordini, morti e distruzioni e il rapimento di Maduro. Come in un film, fatto sulla pelle dei venezuelani che sostengono il chavismo e – in questo caso – sulla pelle dei venezuelani che si sono prestati ad imbastire le provocazioni contro il loro Paese. Ora non servono più e, dopo essere stati usati come utili idioti, ora possono rimanere dove sono mentre tra Stati Uniti e Venezuela riprende il dialogo. In una recente dichiarazione, il presidente Donald Trump ha ribadito la sua posizione sul Venezuela, stabilendo una tabella di marcia che sospende il ritorno di figure dell’opposizione come María Machado e altri. Alla domanda se avrebbe richiesto queste condizioni al governo venezuelano, il presidente ha sottolineato che “non siamo ancora arrivati a quel punto”. A metà febbraio 2026, riguardo al possibile ritorno della politica di estrema destra María Corina Machado, a cui si è rivolta durante l’intervista Kristen Welker (moderatrice di Meet the Press della NBC News) la Presidente vicaria Delcy Rodríguez ha sottolineato che la Machado dovrà “rispondere al Venezuela” per aver richiesto interventi militari e sanzioni e per aver celebrato l’aggressione imperialista statunitense del 3 gennaio 2026. In Italia, per questi reati, ci sarebbe una condanna dai 10 ai 15 anni di reclusione. Se ci mettiamo il reato di associazione a delinquere ed eversione gli anni aumentano. Nel caso di attentato che porti a una effettiva compromissione dell’integrità dello Stato, come in Venezuela con il sequestro del presidente legittimo, si arriva anche all’ergastolo. Per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “le cose più importanti” in Venezuela sono: * la “stabilizzazione dell’industria petrolifera”, cosa che comunque dovrà vedere con la Repubblica Bolivariana del Venezuela, la quale nella sua Costituzione afferma che il petrolio, come le risorse naturali, sono di proprietà del popolo, della nazione e solo lo Stato può gestirle; * e la “ripresa economica del Paese”, cosa che in realtà sono proprio gli USA di Trump a voler osteggiare. Si ricorda che, prima che l’aggressione USA del 3 gennaio scombussolasse i piani del governo bolivariano, per 18 trimestri consecutivi il Venezuela, guidato dal governo socialista bolivariano di Nicolas Maduro è stato in crescita economica (2), diventando il primo Paese in crescita in Sudamerica nel 2025, e che la Legge di Bilancio 2026 (presentata dalla stessa Delcy Rodriguez, in qualità di vicepresidente) aveva già previsto un futuro investimento del 77,8% del bilancio in piani sociali.   (1) Trump, che si era pubblicamente battuto per il premio prima che Machado lo vincesse il mese scorso, si è lamentato aspramente di non averlo ricevuto. Lei stessa ha dichiarato che meritava il premio dopo averlo ricevuto, e poi gliel’ha “dato”, nonostante la commissione avesse chiarito che il Premio Nobel non è trasferibile nè revocabile. https://people.com/trump-refused-to-back-venezuela-s-opposition-leader-as-new-president-because-she-accepted-nobel-peace-prize-which-he-wanted-report-11879109 (2) https://avn.info.ve/sector-agricola-crecio-86-en-2025-senala-ministro-leon-heredia/ https://avn.info.ve/exportaciones-de-cacao-venezolano-aumentaron-un-111-en-2025-2/   Per info: > Machado regala Nobel a Trump. Estrema destra venezuelana collaborò > nell’aggressione USA al Venezuela > Venezuela, Delcy Rodriguez: “Machado dovrà rendere conto della sua complicità > nell’aggressione imperialista USA”   Lorenzo Poli
March 12, 2026
Pressenza
Forlì: poesia, musica e diritti umani con Amnesty International
Il 21 marzo, primo giorno di primavera, Giornata Mondiale della Poesia e Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il gruppo locale di Amnesty International propone a Forlì una serata dedicata all’incontro tra arte e diritti umani. L’appuntamento è sabato 21 marzo al Centro Pace “Annalena Tonelli”, dove alle ore 20.00 la serata si aprirà con un Open mic di poesia, uno spazio inclusivo in cui chiunque può leggere testi propri o di altri autori: poesie inedite, componimenti amati o brevi prose. Il microfono aperto letterario incoraggia la libera espressione e la partecipazione collettiva, trasformando la lettura dei versi in un momento collettivo di ascolto e condivisione. Alle ore 21.00 la serata proseguirà con “Accordi e disaccordi – Musiche e voci del Sud America”, con Filippo Fucili e Valentina Fabbri. Il duo propone brani della tradizione popolare del Cono Sud, le sue radici afrodiscendenti e indigene, accanto a canzoni d’autore nate nei movimenti di resistenza civile, con incursioni jazz e atmosfere che spaziano tra bossa nova, folklore e ballate. Un caleidoscopio di ritmi, stili e suoni intrisi di tematiche sociali, amore e poesia: donne, terra e comunità. Voci represse o dimenticate, percepite come “stonate” o “desafinados” prendono forma nella musica, offrendo nuovi sguardi sull’America Latina, un continente segnato da secoli di colonizzazione, dittature e repressioni che in molte forme continuano ancora oggi. Da sempre attenti all’arte come strumento di sensibilizzazione sociale e tutela ambientale, i musicisti hanno partecipato nel 2024 a “Musica&Parole a Riceci”, evento per la tutela e la valorizzazione della valle del Foglia (Petriano, PU) e hanno curato gli interventi musicali nel convegno “Nel cuore dell’umano: affrontare i conflitti”, promosso a Fano dall’Associazione Itinerari e Incontri, dedicato alla riflessione su guerra, violenza e convivenza nelle società contemporanee. L’iniziativa segna il ritorno delle attività pubbliche di Amnesty a Forlì dopo una breve pausa, proponendo un momento di incontro aperto e partecipativo, in cui arte, musica e poesia si intrecciano ai diritti umani. Durante la serata sarà presente anche un punto ristoro. L’invito è aperto a tutte e tutti: portare una poesia, ascoltare musica o semplicemente partecipare. L’arte è un catalizzatore per il cambiamento culturale: questa serata offre l’opportunità di vivere l’esperienza artistica come strumento di riflessione e consapevolezza, andando oltre il semplice intrattenimento e contribuendo alla tutela dei diritti umani attraverso la cultura, le emozioni e la partecipazione collettiva. Sabato 21 marzo 2026 Centro Pace “Annalena Tonelli” via Publio Fausto Andrelini, 59 – Forlì (FC) Ore 20.00 – Poetry open mic Ore 21.00 – Accordi e disaccordi – Musiche e voci del Sud America Contatti Amnesty International Forlì: 338 946 7605 e-mail: gr225@amnesty.it Facebook: Amnesty International – Forlì Redazione Romagna
March 10, 2026
Pressenza