Tag - lega ambiente

Tavolo Associazioni Ambientaliste Forlì: presentata una petizione per la salvaguardia del bosco dell’ex Eridania di Forlì
Una delegazione formata da componenti del Tavolo delle Associazioni Ambientaliste, da cittadini e da residenti del quartiere San Benedetto aveva chiesto di incontrare il Sindaco Gian Luca Zattini e l’Assessore all’Ambiente Giuseppe Petetta, per la consegna delle 1064 firme raccolte in 8 giorni dai componenti del TAAF stesso, dal WWF e da Animal Liberation tramite una petizione popolare nella quale si chiedeva la tutela del bosco dell’ex Eridania di Forlì nel quale, da diversi anni, si è insediata una Garzaia di alto valore naturalistico. Il 9 giugno scorso, mentre l’Assessore, Petetta ha incontrato la delegazione e si è confrontato dimostrando condivisione sul ruolo ecosistemico del bosco e l’importanza del sito per la biodiversità, il Sindaco ha invece delegato la richiesta dell’incontro allo stesso assessore, negando anche un saluto di cortesia. Davanti all’insistenza della delegazione di incontrare il Sindaco, Petetta ha accompagnato questa davanti al suo ufficio. Il Sindaco è uscito nel corridoio negando di aver ricevuto una richiesta di incontro, si è dimostrato insensibile alle oltre 1000 firme raccolte, senza mostrare un minimo accenno di ascolto, di interesse e di confronto. WWF, Animal Liberation e Lega Abolizione Caccia hanno avuto un ruolo chiave nel procedimento legale per bloccare la distruzione del bosco e della garzaia, obbligati alla via legale proprio dal comportamento, anche precedentemente riscontrato, di chiusura e non ascolto da parte di questa Amministrazione. Il ricorso al TAR ha poi obbligato il Comune di Forlì a fare marcia indietro e a fermare il cantiere preparatorio per la costruzione della nuova questura per oggettivi problemi di illegalità. Questa zona, come abbiamo evidenziato ripetutamente in numerosi articoli e comunicati, ha una sua particolare biodiversità avi-faunistica con la presenza di aironi e di tante altre specie di uccelli. Inoltre funge da polmone verde urbano, da contenimento e drenaggio delle acque piovane, di mitigazione delle temperature estive, di assorbimento di anidride carbonica e del pericoloso particolato fine, oltre a produrre ossigeno. Interventi come il taglio avventato degli alberi comprometterebbe irrimediabilmente questi benefici, aggravando i problemi climatici e ambientali in un contesto urbano già sotto pressione. È ampiamente documentato in letteratura che la rimozione degli alberi comporta una diminuzione della speranza di vita ed un aumento di numerose patologie, tramite la riduzione degli inquinanti, la moderazione delle temperature ambientali e la produzione di biomolecole con azione antitumorale, antimicrobica, ansiolitica. In sostanza è in gioco il benessere dei cittadini. Dopo l’incontro il TAAF e tutti i cittadini firmatari tornano ad esprimere “forte disappunto” opponendosi fermamente anche a futuri progetti di taglio di alberi, del sottobosco ed allontanamento delle specie protette nella porzione compresa fra via Monte san Michele e via Gorizia. Si continua a far presente a tutti i cittadini e agli amministratori, con un sistema propositivo e non di opposizione come si vuol far passare chi difende l’ambiente, che dal 2003, presso gli atti del Comune, vi sono il terreno e il progetto pronti per la costruzione della nuova Questura vicino alla stazione (fra via Manzoni e viale della Libertà), certamente zona più idonea per una struttura di tale importanza. A seguito di quanto presentato con le firme raccolte, chiediamo pubblicamente al Sindaco di fare gli interessi della città rinunciando al progetto Questura in quell’area. Proponiamo, invece, un confronto pubblico invitando cittadini, istituzioni e media ad intervenire e a mobilitarsi per preservare questo prezioso ambiente boschivo ricostituitosi spontaneamente a ridosso del centro storico. L’ambiente non aspetta: agire ora significa investire sul futuro di Forlì. Redazione Romagna
June 16, 2026
Pressenza
La “Marcia per una Pace disarmata e disarmante” a Lodi Vecchio
Domenica 31 maggio si è svolta l’iniziativa promossa da numerose associazioni laiche e religiose lodigiane, che spiegano di essersi unite “dal bisogno di esprimere anche attraverso il cammino comune, la Marcia appunto, il desiderio che finisca la corsa alle armi e prevalga la Pace in ogni parte del pianeta”: > E’ difficile portare avanti un’idea che assomiglia ad un’utopia, si potrebbe > pensare che si sia fuori dalla realtà, che si sia ciechi, perché da quando > l’uomo ha iniziato a spostarsi e poi a creare confini e proprietà, ha iniziato > la sua lotta per conquistare altre proprietà e allargare i confini o per > difendere quelli che possedeva già, da altri suoi simili che agivano nella sua > stessa maniera. E così è stato per sempre. L’uomo non si è mai liberato da > questo obbligo immorale, che lo porta ad uccidere il prossimo suo per > appropriarsi dei suoi beni, delle sue terre. E questa è la realtà, > l’attualità. Ne siamo pienamente consapevoli. Ma non è un destino > ineluttabile. Siamo convinti che l’uomo debba evolversi ed uscire da quegli > schemi primitivi che lo portano a pensare che per superare i problemi, > compresi quelli internazionali, si possa solo ricorrere alla violenza, alle > armi. L’Italia 80 anni fa, quando ha cominciato a concepire la sua > Costituzione ha scelto di “ripudiare la guerra come mezzo > per la soluzione delle controversie” e noi crediamo in questo principio, > fondamento che garantisce ai popoli la salvezza, la sopravvivenza, la > conservazione del proprio ambiente, della propria casa. > > “La pace e la libertà sono garanti della felicità dei popoli, e la > ricostruzione del mondo su nuove basi di giustizia sociale e nazionale è la > sola via per la collaborazione pacifica fra Stati e popoli” dichiaravano i > sopravvissuti del lager di Mauthausen nel loro giuramento il 16 maggio 1945. > > Ogni azione che volge alla realizzazione di questo patto fra persone di ogni > nazionalità è un progresso per l’umanità e quindi anche una Marcia di persone > che condividono queste aspirazioni non è un’azione inutile, ma, come ha detto > il parroco di Lodi Vecchio al termine della manifestazione all’interno della > Basilica di San Bassiano “serve a collocarci dalla parte giusta, dalla parte > della Pace”. > > Creare comunità che, pur con diverse sensibilità, colloquiano e agiscono per > un futuro di Pace non è un esercizio retorico, ma una concreta azione di > diffusione di valori fondamentali: solidarietà, fratellanza, accoglienza, > condivisione. > > Una comunità che cammina per la Pace è una comunità viva. E’ una comunità > matura, che si approccia al futuro con speranza! ANPI, ARCI, MEIC, PARROCCHIA DI LODI VECCHIO, CITTA’ DI LODI VECCHIO, CITTA’ DI LODI, FRATELLI SEA, AZIONE CATTOLICA ITALIANA, PROVINCIA DI LODI, AGESCI LODI, CARITAS LODIGIANA, ACLI, ILSRECO, ANED, UMANITA’ LODIGIANA, LEGA AMBIENTE Redazione Italia
June 2, 2026
Pressenza