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“Questo popolo ha sette anime”: un bambino trasforma le scatole di cartone in modellini di case
Il giovane Ahmed Qudeeh non si è lasciato sfuggire nemmeno un minuto di tempo libero durante le lunghe ore trascorse nelle tende per sfollati. Ha invece incanalato il suo talento artistico nella progettazione di case. Utilizza scatole di cartone provenienti da aiuti alimentari, trasformandole in modellini di abitazioni. La prima cosa che ha ricostruito è stata una replica della sua casa, distrutta dalle forze di occupazione israeliane nella città di Abasan, a est di Khan Younis. Spiega: “Progetto case con il cartone e cerco di dimenticare la vita nella tenda”. Indicando una delle case di fronte a lui, Ahmed dice: “Questa casa è come la nostra. L’ho costruita con il cartone e l’esercito di occupazione l’aveva demolita. Un giorno torneremo e la ricostruiremo”. Fin da quando aveva cinque anni, Ahmed ha coltivato la passione per la progettazione di modellini di case. Racconta che con ogni progetto cerca di sfuggire all’atmosfera calda e afosa della sua tenda e gli torna in mente Abasan, la sua città natale, che  lui e la sua famiglia sono stati costretti ad abbandonare a causa dell’avanzata dell’esercito invasore. Per le sue creazioni in cartone, Ahmed usa colla e adesivi. Racconta di aver progettato anche la moschea, l’ospedale e le case del suo quartiere. “Vado a memoria, non ho foto di quelle costruzioni che oramai non ci sono più”. Il suo più grande desiderio è quello di tornare al suo villaggio. Ahmed rivela di avere molte idee, ma le sue risorse sono limitate, persino i pacchi degli aiuti umanitari scarseggiano, perché molte famiglie li usano per accendere il fuoco. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio stampa del governo di Gaza all’inizio di luglio, in occasione del millesimo giorno dall’inizio dell’aggressione israeliana, circa 228.000 edifici sono stati danneggiati, tra cui quasi mezzo milione di unità abitative, di cui circa 350.000 completamente distrutte. A causa della guerra e della politica di sfollamento forzato, oltre due milioni di persone sono state sfollate, mentre 346 rifugi e centri per sfollati sono stati colpiti dai bombardamenti. Gli stessi dati indicano che circa 350.000 famiglie palestinesi necessitano di un alloggio e che circa 132.000 delle 135.000 tende sono “degradate e inabitabili”. ANBAMED
August 15, 2026
Pressenza
Una vita da sfollato
La vita degli sfollati nella Striscia di Gaza continua a ruotare attorno ad avvertimenti e bombardamenti israeliani, che li spingono verso un nuovo esodo forzato che sembra destinato a non arrestarsi, poiché l’esercito di occupazione continua a inseguirli da un luogo all’altro. Non appena gli abitanti della Striscia di Gaza arrivano in un nuovo campo profughi, ricevono un avviso di evacuazione israeliano, che impedisce loro di raggiungere anche la più elementare stabilità. Uno sfollato ha raccontato di aver ricevuto il quarto avviso di sfratto per il piccolo negozio che aveva aperto in una casa distrutta per sbarcare il lunario. Ha sottolineato che lo sfollamento è difficile a causa delle lunghe distanze e del sovraffollamento in spazi ristretti. L’occupazione ha stretto la sua morsa, confinando due milioni di palestinesi in un’area che non supera il 30% della superficie totale della Striscia di Gaza, aumentando così la pressione sui campi profughi. Le famiglie che ricevono gli avvisi di sfratto si trasferiscono nei campi, che non sono più in grado di fornire tende per un numero così elevato di persone, costringendo molti a vivere all’aperto, senza riparo. Questo deliberato aggravamento delle sofferenze degli abitanti della Striscia di Gaza non è un atto isolato o temporaneo, né fa parte di una specifica operazione militare. Piuttosto, è parte di un piano israeliano per rendere Gaza un luogo devastato e inabitabile, sepolto sotto le macerie, al fine di aggravare la catastrofe umanitaria e costringere la popolazione alla deportazione. Intanto è offensiva generale dell’esercito di occupazione israeliano in Cisgiordania. Assedio delle città e villaggi, incursioni all’interno dei quartieri abitati per rastrellamenti. Attacchi dei coloni e confisca di altre terre per costruire avamposti coloniali. La città di Tell, vicino a Nablus, è stata messa sotto sopra, dopo che un contadino palestinese, Farouk Ramadan, aveva strappato un mitra ad un colono che stava minacciando lui ed altri cittadini sul loro proprio terreno. Negli scontri aveva ucciso due soldati israeliani, arrivati in soccorso degli aggressori. Non è stato sufficiente per Netanyahu l’assassinio di quattro persone della famiglia Ramadan, ma ha annunciato la confisca di terreni della zona per la costruzione di altre colonie ebraiche. A Qasra, i coloni hanno incendiato nella notte la moschea Rahma e scritto frasi razziste contro gli arabi, minacciando i nativi di vendetta. Nella sola giornata di ieri ci sono stati 80 arresti, 35 rastrellamenti e 54 attacchi di coloni contro comunità e villaggi palestinesi. Yair Golan, leader del Partito Democratico Israeliano ha denunciato che “Il governo di Netanyahu sta deliberatamente trasformando la Cisgiordania in una polveriera. Invece di fermare gli attacchi dei coloni, il governo di Netanyahu li sostiene e li incoraggia, e sta anche annunciando, insieme al ministro della guerra, Katz, la creazione di nuovi avamposti e fattorie di insediamento”. ANBAMED
July 26, 2026
Pressenza