[Atene, Grecia]: Nuclei di Azione Diretta – Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’OPEKEPE
> Da Indymedia Atene, 22.05.26
I Nuclei di Azione Diretta rivendicano l’attacco incendiario all’edificio
dell’OPEKEPE* in via Domokou. Il nucleo che ha eseguito l’attacco si è mosso in
una zona piuttosto sorvegliata e ha agito in un edificio protetto da una
pattuglia della polizia, eppure il piano è stato portato a termine con successo.
L’attacco è dedicato a chi soffoca nella tetra situazione del Paese, a chi è
oppresso dall’ansia di arrivare a fine mese, a chi sogna lampi di vendetta
contro la barbarie di una quotidianità ingiusta e sorride al pensiero di un atto
di resistenza politica. Ma soprattutto a coloro che, con le loro azioni, cercano
di plasmare il grande mosaico della resistenza radicale al capitalismo e ai
rapporti che esso riproduce nel corpo sociale. A coloro che, con o senza motivo,
attaccano le strutture e il potenziale umano del nemico. Faro e guida di tutti i
nostri attacchi è e sarà sempre il combattente armato Kyriakos Xymitiris.
Chiediamo ancora una volta a chi lotta di organizzare subito la resistenza
contro il totalitarismo moderno. Di utilizzare lo strumento dell’azione diretta
contro le strutture del sistema che ci opprime e passare all’attacco. Che
l’esempio di altruismo di Kyriakos sia per tutti noi una fonte di energia per
combattere la battaglia per la sopravvivenza contro la tirannia del cappio
economico e la mannaia dell’assimilazione e dell’indifferenza. Del resto, in
questi giorni bui che stiamo vivendo, la vittoria consiste semplicemente nel
rimanere umani. La vittoria consiste semplicemente nel lottare per la libertà.
Questa volta non abbiamo scelto come obiettivo uno dei tanti rappresentanti del
sistema. Abbiamo colpito questo organismo specifico perché riteniamo che
racchiuda in sé tutto il marciume contro cui lottiamo in ogni aspetto della
nostra vita. Ma è anche un modo per attaccare simbolicamente uno dei tanti
pilastri del regime di Mitsotakis che ha devastato la scena politica nazionale
negli ultimi sette anni. Per evitare equivoci, precisiamo che la definizione di
“regime” che attribuiamo al governo di Nea Democratia degli ultimi anni tiene
conto dei limiti esistenti in un sistema politico democratico-borghese di uno
Stato membro dell’Unione Europea, come la Grecia. Tuttavia, la concentrazione di
un grande potere politico ai vertici del governo, il controllo dei media,
l’assegnazione diretta di incarichi a persone di fiducia e amici, l’aumento
della repressione e la limitazione dei diritti democratici fondamentali, il
controllo delle carceri da parte della polizia, il controllo assoluto della
giustizia civile e il modo generale di esercitare il potere, insieme alle forti
somiglianze con altri politici che la pensano allo stesso modo (come Orbán in
Ungheria), ci portano a ritenere che, al di là di un governo formale che opera
nell’ambito del sistema capitalistico, nel nostro Paese ci siano segni di
degenerazione verso un regime completamente corrotto, rigido e repressivo, pur
rimanendo nel contesto occidentale. Ma come funziona questo regime e quali sono
i suoi pilastri?
Una delle prime mosse di Nea Democratia, appena un mese dopo la sua vittoria
alle elezioni nell’agosto del 2019, è stata l’approvazione della legge 4622 sul
cosiddetto “Stato Esecutivo”. Questa legge, tra le altre cose, ha istituito la
cosiddetta Presidenza del Governo, che risponde direttamente al primo ministro.
Si tratta di un organismo extra-istituzionale che opera al di sopra di tutti e
che, oltre ad accontentare centinaia di funzionari di nomina conservatrice,
concentra un grande potere nelle mani del primo ministro e del suo gruppo (le
cosiddette segreterie di governo). Con lo stesso atto legislativo, l’EYP,
l’ERT** e l’Agenzia di stampa Atene-Macedonia sono passati sotto il controllo
della Presidenza del Governo, ovvero del primo ministro. Come è facile intuire,
questa legge e la struttura di esercizio del potere statale che ha creato hanno
concentrato un’enorme potenza politica nelle mani di pochi, svolgendo un ruolo
catalizzatore nel funzionamento del regime descritto sopra. I segretariati
istituiti costituiscono i pilastri di questo sistema.
Un esempio emblematico è il controllo dell’EYP e di altri meccanismi parastatali
che toccano anche la criminalità organizzata, esercitato tramite il nipote del
primo ministro, Grigoris Dimitriadis. Dimitriadis ha ricoperto la carica di
Segretario Generale del Primo Ministro per i primi tre anni. Era, cioè, a capo
di tutte le segreterie che abbiamo descritto come pilastri dello Stato
Esecutivo. Le intercettazioni illegali di esponenti istituzionali del Paese,
giornalisti o nemici del regime a scopo di ricatto, il controllo di circuiti
illegali, gli appalti diretti di opere pubbliche di piccola o grande entità a
specifiche società che sono in buoni rapporti con i vertici del governo (come la
GEK TERNA del testimone di nozze di Gerapetritis), l’influenza sulla
“giustizia”, l’“acquisizione” di gran parte dei media tradizionali tramite la
lista di Petsas e la creazione di meccanismi parastatali con denaro pubblico
come Ομάδα Αλήθειας*** [Squadra della Verità] hanno un unico e comune obiettivo.
Il controllo assoluto della vita politica ed economica del Paese. La sua
trasformazione in un feudo per pochi eletti.
La repressione ha un ruolo fondamentale per il consolidamento di queste
formazioni. La repressione, infatti, può essere un fattore fondamentale per il
consolidamento di ogni potere politico, ma in un sistema in cui la politica
praticata ha una visione autoritaria, essa occupa una posizione centrale nel suo
nucleo. Possiamo avere un ministro che ha fallito completamente nel garantire la
presunta “sicurezza” dei cittadini, con un aumento della “criminalità” interna,
dei “contratti di morte”, dei morti per violenza tra tifosi, dei decessi in
carcere, della “criminalità” minorile, del consumo di droga, e così via; eppure,
rimane al suo posto come “uomo di successo”, perché svolge fedelmente il suo
ruolo di ingranaggio fondamentale nella protezione del regime. L’unica cosa che
interessa a qualsiasi governo capitalista, e tanto più a Nea Democratia con la
sua concezione autoritaria del potere, è blindare il sistema da qualsiasi
minaccia. In questo contesto si inseriscono il divieto di manifestazioni,
l’occupazione militare di zone del centro di Atene da parte della polizia, la
repressione nelle università, i numerosi posti di blocco quotidiani nelle strade
delle grandi città, gli omicidi dei rom, il nuovo codice penale, i cimiteri di
rifugiati alle frontiere e i campi di concentramento per immigrati, e l’elenco
non finisce qui. In poche parole, il dogma “Legge e Ordine” del regime non ha
nulla a che vedere con la “sicurezza” dei cittadini, come invece viene
spacciato; al contrario, costituisce il suo scudo protettivo contro chiunque,
uomo o donna, si senta soffocare al suo interno e lotti per rovesciarlo.
Un altro pilastro è l’OPEKEPE, un’organizzazione corrotta. Non ci dilungheremo
in descrizioni dettagliate della parte “tecnica” di questo enorme scandalo. Del
resto, sono cose note a tutti. È però scandaloso il modo in cui questi farabutti
agivano. In un Paese in cui i segni della crisi economica sono ancora visibili.
Con l’inflazione e il caro vita che strangolano una parte significativa della
popolazione. Con le bollette, il fisco e i beni di prima necessità che sembrano
inaccessibili, mentre allo stesso tempo un esercito di ministri, parlamentari,
dirigenti e anche elettori si arricchisce con il denaro pubblico, che altrimenti
odiano così tanto e per il quale gridano alla privatizzazione di tutto. È
esasperante constatare che, dalle dichiarazioni patrimoniali dei politici e dei
dirigenti di Nea Democratia, risulta che il loro patrimonio si sia raddoppiato,
triplicato o quadruplicato negli ultimi 7 anni. È scandaloso che ogni appalto,
piccolo o grande che sia, venga assegnato direttamente ai membri di Nea
Democratia a prezzi anche dieci volte superiori a quelli di mercato. È
scandaloso che tutti questi approfittatori abbiano accesso al catasto per
dichiarare appezzamenti inesistenti e incassare migliaia di euro. È scandaloso
che tanti agricoltori, allevatori, vittime di incendi e gente comune siano stati
esclusi dai sussidi, così che potessero essere incassati “a mani piene” da chi
aveva accesso al “sistema blu” [blu è il colore di ND, Ndt]. È scandaloso che,
nonostante si supponesse che il sistema fosse stato smantellato, secondo le
denunce la spartizione dei sussidi illegali continui come se nulla fosse. È
scandaloso che, a seguito dello scandalo dell’OPEKEPE, in cui è già coinvolto il
20% della maggioranza di governo, Mitsotakis tenga un discorso in cui dichiara
che continuerà la battaglia contro lo Stato profondo senza che si muova una
foglia. Il re è morto… Viva il re. Lui e la sua famiglia, che sono la
definizione stessa dello Stato profondo, ripuliranno il Paese. L’arcivescovo
della corruzione e capo del regime sporco che abbiamo descritto punta il dito,
mentre in questo specifico scandalo sono coinvolti non solo deputati e ministri
del suo partito, ma anche membri della sua cerchia ristretta.
Per noi, il modo in cui funzionano tutte queste organizzazioni, come l’OPEKEPE e
il Fondo di Rilancio [corrispettivo greco del PNRR, NdT], gli appalti diretti a
specifici amici e persone di fiducia, al di là dei fenomeni di marciume e
corruzione evidente, sono in un certo senso pilastri di stabilizzazione e
perpetuazione del regime. Non è certo un caso che la maggior parte dei sussidi
venga destinata alle regioni in cui il partito di governo ha bisogno di
rafforzare i propri consensi e a persone influenti, attraverso le quali una
parte di quel denaro sporco verrà distribuita a vari destinatari. Come è facile
intuire, questo meccanismo non solo crea condizioni di disparità nelle
competizioni elettorali, ma genera anche interessi particolari “di classe” o,
meglio, interessi economici in una parte dell’elettorato che, con la logica del
“io sto bene e chi se ne frega del mio vicino”, compie le proprie scelte.
Non siamo qui per dire cose piacevoli. Non crediamo in alcun ruolo storico di
alcun soggetto, specialmente nel mondo contemporaneo. Riteniamo che ognuno di
noi venga giudicato in base alle scelte che compie nella vita di tutti i giorni.
La maggior parte degli elettori di ND non vota il partito nonostante gli
scandali, ma proprio a causa di essi. Sanno molto bene, con il passare degli
anni, che, che si tratti di briciole o di una buona fetta, anche loro hanno
qualcosa da aspettarsi dalla “torta”. Il voto a Nea Democratia è un compromesso.
Che si tratti di un vantaggio individuale o familiare, non si tratta mai di un
processo che mira a un profitto o a un interesse collettivo. Chi acquista il
pacchetto economico “governo ND” vuole ardentemente che lui – e magari anche i
suoi cari – godano dei frutti della fetta di torta, non una collettività più
ampia; e se accadesse qualcosa di diverso, si sentirebbe tradito, persino un
imbecille. Da qui le risate che dovrebbero suscitare le analisi di sinistra sul
costo elettorale che gli scandali comportano per il governo. Puri desideri.
Anche in questo caso, l’unico vantaggio verrà dal grande zoccolo duro di
opportunisti che invade il Paese, con tutta la destra e la frangia apolitica che
desiderano ardentemente una nuova elezione di Mitsotakis, per rinnovare il
“contratto” di profitto. Anche coloro che si atteggiano a puri e immacolati e
sostengono di volere uno Stato affrancato dagli scandali e pulito dal letame
dell’Augea clientelare, in realtà o vogliono entrare anche loro nel gioco, o
insistono nella purezza del loro inganno per l'”europeizzazione” dell’apparato
statale. L’unica cosa certa è che non abbandoneranno il gregge per amore della
stabilità della loro vita. Per questa stabilità, per la sopravvivenza dei
privilegi di cui godono, venderebbero anche la madre.
Non si tratta di una critica moralista. Non ci interessa dividere il mondo in
buoni e cattivi, onesti e disonesti. Una grande fetta di greci ci campa, e
alcuni di loro si arricchiscono grazie alla riscossione di affitti o altri
redditi passivi, mentre il fiore all’occhiello dell’economia nazionale riguarda
le attività legate al turismo (compresa la ristorazione) e al settore
immobiliare che guardano costantemente ai fondi europei, agli accordi e ai
contratti con lo Stato e gli enti locali. Lo sviluppo e lo sfruttamento
capitalistico sfrenato, finalizzato al profitto di determinate caste, richiede
arbitri e amministratori politici che, naturalmente, a loro volta, talvolta
entrano nella danza del denaro. Ma, soprattutto, come le mafie, creano i famosi
rapporti clientelari per acquistare influenza politica e voti. Gli elettori
accettano volentieri questo patto e tutti insieme formano un rapporto di scambio
che la gente comune, ormai assuefatta, non è affatto disposta a perdere, insieme
alle briciole che le vengono offerte dai servizi governativi in nome di una
società di pari opportunità e trasparenza.
Naturalmente, tutto questo non comporta responsabilità orizzontali, né benefici
orizzontali, siano essi economici o politici. L’intero sistema è regolato da una
verticalità e da una gerarchia che, ovviamente, avvantaggiano pochi eletti, in
questo caso il governo Mitsotakis. Nel 2010, con i memorandum, questo “patto”
tra l’apparato statale e gli elettori si è infranto, poiché alla crisi economica
generale si è aggiunta l’incapacità di attuare politiche “di sviluppo”
opportunistiche e predatorie, insieme alla perdita, in larga misura, delle
relazioni clientelari e delle relative aspettative. Naturalmente, l’intero
sistema non è scomparso né ha smesso di funzionare, ma si è semplicemente
ridotto e ha continuato a esistere in misura più limitata. Ora, però, si è
completamente ripreso e sta vivendo giorni di gloria con il regime di
Mitsotakis. Lo scandalo dell’OPEKEPE è un esempio lampante e clamoroso di questa
situazione, essendo uno degli strumenti più efficaci del governo per ridefinire
la propria politica di influenza nelle province non tradizionalmente blu (come
Creta) e per rafforzare la propria base elettorale tra gli elettori più
tradizionali. Il risultato sono stati due mandati consecutivi di quattro anni
senza un vero avversario e ora, matematicamente, ci stiamo dirigendo verso il
terzo.
Ribadiamo che gli scandali costituiscono il trampolino di lancio per la nuova
vittoria elettorale di ND e non un peso morto per il nucleo indissolubile
dell’ala destra nella popolazione generale, che ne costituisce la maggioranza.
Le illusioni e le favole su un popolo stanco degli scandali lasciamole ai
bambini, che hanno sempre bisogno di belle storie per addormentarsi la sera. Ci
sono sicuramente parti del tessuto sociale che ribollono sotto la superficie e
che hanno bisogno solo di una scintilla per esplodere. Ma nulla arriverà da sé,
nulla cadrà come un frutto maturo. Al diavolo gli auguri e le fanfare per il
popolo innocente in generale e in modo vago. La santificazione di un soggetto
confuso come questo sacco nebuloso chiamato “popolo” ci ha stancato. Lì dentro
incontreremo tanti utili idioti e fanatici di una vita appariscente e
immortalata in ogni momento su social media soffocanti e privi di ossigeno,
ovvero il nulla assoluto. Il regno della distrazione e della bolla del denaro
facile e veloce. Per molti, il valore della crescita economica e del successo,
spesso a spese degli altri, costituisce la loro Terra Promessa, e la loro
indifferenza per la morsa della vita costosissima e insopportabile del prossimo
è una ricompensa e una dolce pacca sulla spalla in una quotidianità
spietatamente competitiva. Mors tua, vita mea. La tua infelicità, la mia
elevazione. I rifiuti possono essere paragonati con zelo per creare un valore
distorto, ma rimangono sempre nella discarica.
Leggere la realtà con occhio lucido non significa arrendersi o accettare la
sconfitta. Creare schemi immaginari e soggetti collettivi, al giorno d’oggi,
oltre a essere una concezione incapace di comprendere il modo in cui si evolve
la vita e il funzionamento del sistema, riteniamo contribuisca alla delusione
che tutti noi proviamo. Perché quando ti aggrappi a modelli del passato e a
situazioni inesistenti, prima o poi la realtà busserà alla tua porta. Agire nel
presente è fondamentale perché riteniamo che la dignità umana e il modo in cui
si attraversa la propria epoca siano i valori supremi della vita. Se con le
nostre poche forze cerchiamo di mantenere viva la fiamma in tempi difficili, è
perché crediamo profondamente che, affinché i movimenti rivoluzionari abbiano un
presente e soprattutto un futuro, sia dovere di tutti noi alimentare la
resistenza combattiva nel presente. Manteniamo sempre viva la sfida della lotta
radicale e sovversiva. Se ci rivolgiamo a qualcuno al di là dei nostri compagni
e delle nostre compagne, ci rivolgiamo a chiunque abbia occhi e orecchie aperte.
A chiunque si senta soffocato da questo sistema, ma che non ha ancora trovato un
modo per combatterlo. A chiunque non si preoccupi del proprio tornaconto
personale, ma riconosca l’ingiustizia, le discriminazioni, lo sfruttamento e
l’offesa alla dignità umana che stanno diventando un rullo compressore ai nostri
giorni.
Contro la putrefazione che abbiamo descritto poco fa, staremo al fianco di
chiunque desideri assaporare un po’ di giustizia individuale di fronte allo
spauracchio di questa vita soffocante. Al fianco di chi, in modo spontaneo e
viscerale, sogna di riprendersi ciò che gli spetta di diritto, di escogitare
piani di vendetta irrealizzabili e audaci contro il padrone che li ha rovinati,
contro il banchiere che ha ordinato il pignoramento della casa di uno di loro,
contro il Delta o il Matatzis che vivono nel loro quartiere, contro i mercanti
di sogni che, in qualità di deputati o ministri, si divertono a rovinare le vite
delle persone. Molti arrivano a un punto di svolta estremo, in cui credono di
non avere più nulla da perdere, e compiono la loro personale esplosione di
ribellione. Il passaggio alla prospettiva rivoluzionaria avverrà solo da parte
di chi comprende di avere molto da perdere e rischierà tutto per una fiamma che
non riuscirà a vedere.
P.S. Dedichiamo la nostra energia agli anarchici arrestati per la rapina in
banca a Kato Tithorea. FORZA E CONVINZIONE FINO ALLA FINE.
Solidarietà alle compagne Marianna Manoura e Dimitra Zaraveta.
Onore al combattente armato Kyriakos Xymitiris.
Vittoria alla lotta della comunità di Prosfygika! Forza ad Aristotelis Hantzis e
Suzanne Doppagne in sciopero della fame!
COMPLICITÀ CON TUTTI I GRUPPI DI AZIONE DIRETTA CHE HANNO MANTENUTO VIVA LA
SCOMMESSA DELLA SOVVERSIONE
Nuclei di Azione Diretta
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*L’OPEKEPE è l’organismo statale incaricato della distribuzione degli aiuti UE
agli agricoltori greci, in altre parole si tratta dell’ente che gestisce e
distribuisce in Grecia i fondi della Politica agricola comune (PAC) dell’Unione
europea. Curiosamente, solo tre giorni dopo l’uscita di questa rivendicazione è
esploso un nuovo scandalo intorno alle frodi milioniarie sui fondi UE da parte
dell’OPEKEPE, con decine di arresti tra Creta, Salonicco e Atene.
** EYP e ERT sono rispettivamente il servizio di intelligence nazionale e il
servizio radiotelevisivo pubblico in Grecia.
*** Omada Alithias, è una piattaforma di social media creata per influenzare
l’opinione pubblica greca con disinformazione e fake news per fare propaganda
per il governo di Mitsotakis e screditare le voci dissidenti. Questa ossimorica
“Squadra-Verità” sembra del resto ricalcare in modo inquietante la meglio nota
“Truth” di Trump.