Elezioni in Colombia: tra incertezza e speranza
Gustavo Petro è il primo presidente di sinistra in oltre due secoli di storia
repubblicana della Colombia. Eletto il 19 giugno 2022 e, nonostante la ferrea
opposizione delle maggioranze in parlamento e persino dei magistrati delle alte
corti, è riuscito a lasciare il segno con misure come il salario vitale, il
rafforzamento dell’istruzione pubblica, cifre record nella consegna di terreni
alle famiglie contadine, miglioramenti nella sanità preventiva, salario
dignitoso per i militari di truppa, la crescita del turismo e il rafforzamento
delle relazioni internazionali nella logica della cooperazione sud-sud. Secondo
la società Cifras y Conceptos, il gradimento di Petro è del 45%, il più alto
nella storia recente del Paese latinoamericano per un presidente in procinto di
concludere il proprio mandato.
Il prossimo 31 maggio si terranno le elezioni presidenziali in Colombia; sebbene
ci siano 14 candidati e candidate in lizza, sono tre quelli che, secondo
l’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto condotto dalla società Invamer,
sembrano guidare la lista dei favoriti: Paloma Valencia, del partito Centro
Democrático, il cui leader massimo è l’ex presidente Álvaro Uribe, ha il 19,8%;
Abelardo de la Espriella, del movimento Defensores de la Patria, ha il 21,5%;
mentre Iván Cepeda, del Pacto Histórico, il partito del presidente Petro, conta
il 44,3% delle preferenze elettorali. Ciò significa che nemmeno unendo la
candidata della destra con quella dell’estrema destra si riuscirebbe a
eguagliare Cepeda. Il centro dello spettro politico è stato drammaticamente
indebolito dalla crescente polarizzazione del Paese. Nel caso in cui nessun
candidato raggiungesse il 50% dei voti, i due candidati più votati andrebbero a
un secondo e definitivo turno, che si terrà il prossimo 21 giugno.
La scelta dei candidati alla vicepresidenza da parte dei candidati citati ha
anche smosso le dinamiche politiche. Mentre Valencia e De la Espriella hanno
optato rispettivamente per Juan Daniel Oviedo e José Manuel Restrepo, tecnici
con ampia esperienza nella funzione pubblica, Cepeda ha scelto Ayda Quilqüé,
leader indigena del popolo Nasa la cui forza risiede più nell’accompagnamento
dei processi popolari che nell’esercizio di cariche statali.
Le ultime settimane sono state particolarmente violente: le fazioni dissidenti
delle FARC, guidate da Iván Mordisco, hanno compiuto circa 30 attentati nei
dipartimenti di Cauca e Valle del Cauca, colpendo gravemente la popolazione
civile. Il 7 giugno 2025, il precandidato di destra Miguel Uribe Turbay è stato
assassinato a Bogotà; sebbene le indagini abbiano permesso la rapida cattura
dell’autore materiale e dei suoi complici logistici, non vi è ancora certezza
sull’identità dei mandanti del crimine. Sebbene non sia stato dimostrato che
l’omicidio di Uribe Turbay sia direttamente collegato all’attuale campagna
presidenziale, esso è stato utilizzato da settori della destra per incolpare il
governo Petro e quindi screditare la campagna del Pacto Histórico.
Sia Valencia che De la Espriella pongono l’accento sul rafforzamento della
sicurezza nel Paese, accusando la Paz Total, l’iniziativa di negoziazione
promossa da Petro, di essere un fallimento che ha permesso la crescita di gruppi
armati al di fuori della legge. Da parte sua, Cepeda promette la continuità
delle riforme sociali dell’attuale governo e propone una rivoluzione etica che
contrasti gli storici livelli di corruzione che minano le istituzioni in
Colombia.
In materia di relazioni internazionali, sia Valencia che De la Espriella sono
favorevoli al rafforzamento dei rapporti con gli Stati Uniti e Israele, mentre
Cepeda, in sintonia con l’attuale politica di Petro, insiste nel condannare il
genocidio in Palestina e nell’ampliare le relazioni politiche, economiche e
militari con paesi di diverse latitudini e non solo con la potenza del nord.
L’incertezza riguardo a eventuali ingerenze del governo Trump, di paesi vicini
come l’Ecuador di Noboa, l’aumento della violenza politica e i dubbi sulla
gestione imparziale del processo elettorale da parte della Registraduría
Nacional, accompagnano il percorso verso le elezioni del prossimo presidente
della Colombia, giustamente definita «il paese della bellezza».
Rubén Darío Pardo Santamaría
Rete Italiana di Soliedarietá Colombia Vive!
Docente Trabajo Social, Universidad del Quindío, Colombia
Redacción Colombia