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Porre fine al capitalismo digitale per la sopravvivenza dell’umanità
IL TECNOPOLIO E LA SOVRANITÀ ESPROPRIATA: LA SFIDA DI LEONE XIV ALLE DEMOCRAZIE Con la pubblicazione dell’enciclica Magnifica humanitas, la spinta che arriva dal Vaticano rompe gli indugi e si posiziona al centro della mappa geopolitica contemporanea. I paragrafi dal n. 188 al n. 209, raccolti sotto il titolo “La cultura della potenza”, non sono una collezione di pie esortazioni spirituali, ma una lucida, quasi spietata, analisi di classe del capitalismo digitale globale. Il Papa mette sotto accusa il nucleo forte del potere tecnocratico moderno, definendo il “Tecnopolio” come la più grave minaccia alla sovranità dei popoli. Quando un pugno di multinazionali private della Silicon Valley o di Pechino controlla i flussi di dati e i codici algoritmici che governano la vita collettiva, lo Stato democratico viene svuotato dall’interno. Per l’attivismo progressista, questo testo è un potente acceleratore concettuale: la transizione digitale non è un processo neutro né un’evoluzione inevitabile della tecnica, ma un terreno di scontro politico e sociale in cui i valori della cittadinanza rischiano di essere sottomessi alla logica del profitto e del controllo privatistico. L’agenda che ne deriva per i governi progressisti è chiara: riprendere in mano la funzione legislativa attraverso una governance pubblica della tecnologia, spezzando i monopoli dei Big Data prima che esautorino definitivamente le istituzioni nate dal suffragio universale. CONTRO LA GUERRA ALGORITMICA: LA DEMOCRAZIA OLTRE IL CALCOLO MILITARE Il passaggio più radicale della sezione riguarda l’avvento della guerra automatizzata e dei sistemi d’arma letali autonomi. La denuncia della deumanizzazione dei conflitti colpisce al cuore le dottrine strategiche delle superpotenze, che vorrebbero derubricare l’uso dei droni e dell’IA militare a mera ottimizzazione statistica o simulazione asettica. Sottrarre la decisione sulla vita e sulla morte all’arbitrio umano per affidarla a un calcolo matematico non è solo un abominio etico, ma la distruzione del principio di responsabilità giuridica su cui poggia il diritto internazionale. Questo monito investe in pieno le responsabilità delle forze politiche globali, costringendole a schierarsi. L’enorme bacino elettorale cattolico — oltre un miliardo di votanti, concentrati soprattutto nelle aree del mondo storicamente più esposte allo sfruttamento coloniale e alle guerre per procura — riceve un mandato preciso: misurare la credibilità dei programmi politici sulla base del loro impegno per il disarmo tecnologico e la messa al bando delle armi autonome. Per la sinistra e i movimenti per i diritti civili, si apre lo spazio per una convergenza transnazionale capace di imporre trattati internazionali vincolanti, bloccando i finanziamenti pubblici alla ricerca bellica digitale e contrastando i sistemi di sorveglianza algoritmica di massa che minacciano il dissenso politico e i diritti dei cittadini. ECOLOGIA COGNITIVA E AUTODETERMINAZIONE DEI CITTADINI L’analisi papale si chiude affrontando i meccanismi di manipolazione del consenso tramite la profilazione psicometrica e la diffusione di disinformazione generativa. La manipolazione dei mercati elettorali tramite algoritmi opachi non è solo una distorsione della concorrenza, ma una vera e propria “colonizzazione culturale” che distrugge la libertà psicologica dell’elettore e riduce la democrazia a un simulacro. La risposta indicata dall’enciclica richiede la difesa dell’autodeterminazione delle comunità locali contro l’omologazione consumistica imposta dalle piattaforme. Ciò si traduce nella necessità di riforme strutturali radicali: legislazioni antitrust radicali per i giganti tecnologici, trasparenza totale sui codici sorgente utilizzati nelle piattaforme pubbliche e tutele sindacali e sociali eque per respingere l’automazione selvaggia del lavoro. In sintesi, i paragrafi 188-209 della Magnifica humanitas sottraggono la transizione digitale all’esclusivo monopolio del mercato e degli eserciti, elevandola a massima questione politica e umanitaria del nostro tempo. Per la prospettiva che guida le azioni del Comitato Costituzione Attiva si può dire che la politica della Chiesa Cattolica è la più forte promotrice dell’attuazione dell’art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana e della sua estensione su scala mondiale, non con parenesi morali, ma orientando verso politiche di interventi strutturali con misure vincolanti. Giancarlo Pisanu [1], Componente del “Comitato Costituzione Attiva” di Sassari [1] Laurea in Ingegneria Mineraria. Ph. D. Dottorato di Ricerca in Ingegneria delle Risorse del Sottosuolo. Diploma de Studiis Philosophicis (biennale) e Baccalureatus in Sacra Theologia Gradum (quinquennale) presso Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna – Cagliari. Ricercatore senior in modellistica numerica e statistica applicata. Ultimo lavoro del 2025, “L’Intelligenza Artificiale da una prospettiva etica”. Redazione Sardigna
May 26, 2026
Pressenza