La nuova e innovativa “Stanza del Silenzio” dell’Ospedale di Livorno
Uno spazio dedicato alla meditazione, alla preghiera, alla riflessione, pensato
per accogliere persone di qualsiasi fede religiosa, così come anche i non
credenti, aperta ai pazienti, ai loro familiari e amici, nonché ai volontari e
ai dipendenti della struttura sanitaria, garantendo a chiunque uno spazio per
vivere la propria dimensione intima ed emotiva all’interno del percorso di cura,
verrà inaugurato nella mattinata di giovedì 28 maggio. All’evento parteciperanno
il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, e la direttrice Generale dell’Azienda Usl
Toscana Nord-Ovest, Maria Letizia Casani e interverrà Angela Rafanelli,
assessora alla cultura con delega al Tavolo delle Religioni e Spiritualità.
Aperta tutti i giorni, dalle 7 alle 20, a cura della portineria del Presidio
Ospedaliero di Livorno, la Stanza del Silenzio viene messa a disposizione in
comodato d’uso gratuito dall’ASL Nord Ovest al Comune di Livorno, in
rappresentanza del Tavolo delle Religioni e delle Spiritualità che, sempre
aperto a nuove adesioni, vede la presenza di numerose realtà religiose e
associazioni filosofiche non confessionali operanti in città.
In occasione dell’apertura della Stanza del Silenzio il Comune di Livorno ha
attivato una casella di posta dedicata al Tavolo delle Religioni e delle
Spiritualità tavoloreligioniespiritualita@comune.livorno.it gestita dall’Ufficio
Cultura e Spettacolo che permetterà alla cittadinanza di entrare in contatto con
questa realtà e confrontarsi con essa così da conoscere finalità e attività del
Tavolo.
giovedì 28 maggio alle ore 9.00 – Ospedale di Livorno
Palazzo Amministrazione, piano terra lato nord – viale Alfieri, 36
“Ricordiamo il ruolo avuto da ArciAtea e dal Gruppo Nazionale di Lavoro per la
Stanza del Silenzio e dei Culti per arrivare a questo felice esito – rammentano
ARCI Atea e il Gruppo Nazionale di Lavoro per la Stanza del Silenzio e dei Culti
– Fu infatti il Gruppo a fine 2020 a sollecitare l’Azienda sanitaria di Livorno
ad integrare la allora definita sala multireligiosa di preghiera e di
raccoglimento alla partecipazione di Arciatea e Uaar all’insegna di quanto
previsto dalla legge di riforma del Sistema Sanitario del 1978 e del supremo
principio di laicità; senza scendere nei dettagli dell’annoso processo, in
seguito è stato grazie al lavoro sottilissimo e al grande acume politico di Lina
Sturmann, Arciatea Livorno, che si è ottenuto prima l’allargamento del Tavolo
delle religioni a Arciatea e Uaar, ridefinito così Tavolo delle Religioni e
delle Spiritualità, e infine, dato che lo spazio all’ospedale è in comodato
d’uso al Tavolo, si è giunti alla Stanza del Silenzio all’ospedale con
l’aggiunta delle due compagini atee”.
Le Stanze del Silenzio nascono e si diffondono dapprima nei paesi anglosassoni e
scandinavi dagli anni ’60 (ONU, Hammarskjold) e trovano naturale attuazione
prevalentemente in luoghi pubblici fortemente connotati come aeroporti,
ospedali, stazioni, centri commerciali, università, piazze. Ne troviamo
giustificazione nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo,
nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, nella Carta dei diritti
fondamentali dell’UE, nella Costituzione italiana, nel Trattato costituzionale
europeo, nella Legge n.833/1978, nel D.lgs. n.43/2003 “Parità di trattamento
tra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica” e infine
nella Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n.12/1989. Questi luoghi pubblici
potranno in questo modo dare piena attuazione alle disposizioni di leggi
internazionali, nazionali e regionali sull’inclusione e sul contrasto alle
discriminazioni.
La Stanza del Silenzio e dei Culti è un luogo studiato per permettere un
riparo, un conforto a chi senta bisogno di raccoglimento, quiete o preghiera, da
soli o in gruppo, nella quotidianità della vita. Improntato al dialogo tra
persone di diversa visione, cultura e religione e alla neutralità: non troveremo
simboli religiosi o spirituali così da garantire la convivenza di tutti. La
Stanza del Silenzio può essere implementata anche in città, quartieri, cimiteri
– dove va raccordata a sale del commiato con attenzione alle differenze
culturali e religiose – e potrebbe essere anche una stanza di sola meditazione o
per un momento di quiete, senza connotazioni interreligiose se non addirittura
un’opera d’arte.
Nel Sistema Sanitario Nazionale (SSN) è: uno spazio fisico all’interno degli
ospedali per credenti e atei; un elenco di referenti delle maggiori fedi e
associazioni filosofiche; assistenza spirituale prestata, a titolo gratuito, da
parte dei referenti, attivata in reparto; uno spazio a disposizione dei
pazienti, dei parenti, degli operatori sanitari e delle Comunità Filosofiche e
Religiose; significa coinvolgimento degli agenti interni delle Comunità = Rete
reale tra Istituzione Sanitaria e Comunità.
Nelle carceri è assistenza religiosa ai detenuti tutti e momento per sostenere
le figure più vicine al detenuto. e un luogo che favorisce la crescita di una
“nuova cittadinanza” all’interno del processo di rieducazione e integrazione
sociale dei detenuti, per ridurre la tensione all’interno dell’istituto
(implicazioni sociosanitarie).
Redazione Italia